L’11 Settembre, Tommaso e il Santo Prepuzio
27 ottobre, 2008 - 7:00 di Lameduck
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In fondo cosa chiedono mai coloro che non si sono convinti in questi sette anni della bontà e della credibilità della versione ufficiale dei fatti dell’11 settembre e continuano a fare domande su questioni di non poca importanza come, per citarne solo una, “perché quel giorno tutte le agenzie governative americane hanno dormito e nessuno dei loro funzionari è stato licenziato con ignominia per questa gravissima negligenza?”
Chiedono solo che le loro perplessità vengano fugate con spiegazioni semplici ed oneste, tutto qui. Auspicano un’altra commissione governativa, non quella specie di “Commissione Warren 2 la Vendetta” che ha redatto un corposo quanto inutile Rapporto ufficiale. Lo ha ammesso anche il presidente della stessa Commissione, il quale ha dichiarato che è necessaria un’ulteriore indagine per stabilire tutta la verità su quella tragedia.
Se tutto fosse stato chiaro e lineare quel giorno, se per esempio avessimo assistito ad una battaglia aerea con dei caccia intercettori disperatamente all’inseguimento di almeno due dei quattro aerei dirottati; se non avessimo visto un Presidente degli Stati Uniti perdere minuti preziosi a cazzeggiare in una scuola elementare e rimanere vigliaccamente in volo sull’Air Force One fino a tarda sera invece di precipitarsi a prendere in mano l’emergenza; se non avessimo saputo che i membri del governo cominciarono a prendere i pastiglioni di “Cipro” un mese prima che scoppiasse la crisi dell’antrace; se non avessimo, infine, visto crollare quelle due torri in maniera perfettamente identica e non ci avessero detto che è stato solo a causa della fiammata degli aerei, non ci sarebbe bisogno di alcuna teoria della cospirazione.

I dubbi su Babbo Natale ti vengono quando i genitori continuano a dirti che il vecchio passa per il camino con tanto di sacco dei regali e tu non hai nemmeno il caminetto.
Così i dubbi sull’11 settembre nascono quando ti rendi conto che la spiegazione non regge ma vogliono che tu la creda per forza perché è così, perché non si discute.
Ormai possiamo tranquillamente affermarlo, sull’11 settembre non è permesso avere dubbi. E’ come mettere in discussione la verginità della Madonna. E’ un dogma che ha i suoi solerti difensori, alcuni volontari, altri a pagamento.
Io amo (in senso ironico) i debunkers ed i loro siti pizzaware.
Per loro, chiunque cominci a parlare di 11 settembre con un “ma perché..” è un complottista. Cioè saltano subito alle conclusioni, il che dimostra il loro pregiudizio. Pubblicano libri che si intitolano “La cospirazione impossibile”. Non esistono cospirazioni impossibili ma tant’è, il titolo è un atto di fede.
Non esiste il complottismo, come lo chiamano loro, quella specie di odioso negazionismo della cristallina onestà di Bush e soci, esiste solo la richiesta di chiarezza. Parlare di complottismo e definirlo ripugnante significa non voler dare risposte ma difendere il dogma, farsi sacerdoti dell’unica verità rivelata, quella ufficiale.
C’è più religiosità di quanto si immagini, nell’11 settembre. La propaganda utilizza gli stessi strumenti che servono per la diffusione del dogma religioso, compresa la condanna dell’eresia. Non dispongono ancora dei roghi ma non mettiamo limiti alla provvidenza.
I difensori dell’ortodossia neocon assomigliano a quelli che nel medioevo ti strappavano gli occhi perchè non volevi credere che la terra era piatta e che nel Novecento ti spedivano in qualche campo di rieducazione per farti diventare una vera pedina del sistema.
Il caro vecchio Tommaso era uno che, poveretto, non si accontentava di credere ma voleva una prova. Era uno scienziato, in fondo. La scienza si nutre di dubbi, di messa in discussione di teorie che ieri sembravano intoccabili.
Se ci fate caso non è che viviamo un periodo di grandi progressi scientifici e la scienza viene vissuta come qualcosa di stregonesco, di confondibile con la ciarlataneria, che scatena paure irrazionali. Il motivo di questo clima antiscientifico è che viviamo un momento di involuzione culturale dove i regimi governano brandendo le armi della paura e della superstizione. Basti pensare al grande spauracchio, Osama Bin Laden. A nessuno viene il dubbio che il tizio sia morto, visto che non è più apparso in pubblico dal 2001?
Tutto ciò che necessita, per legittimarsi, di atti di fede (ad esempio il calore del carburante che polverizza due grattacieli di acciaio e cemento armato), per definizione non ha niente di logico o di scientifico, può solo essere accettato acriticamente. Eppure i debunkers a tempo pieno sono convinti che il loro ripetere meccanicamente la storiella sia sufficiente a spiegare tutto e si incazzano se ancora non sei convinto. Allora sei proprio scemo, stronzo di un complottista!
Ti fanno vedere un foro d’uscita perfettamente tondo nel Pentagono e tu devi credere che un Boeing ha trapassato come un missile diversi strati di cemento ultrafortificato, uscendo poi dall’altra parte (praticamente intatto?)
clicca la foto per ingrandire
E’ come quando ti mostrano una reliquia rinsecchita in un’urna e ti dicono che è il Santo Prepuzio. Non è importante se quel lembo di pelle appartenga veramente a Lui, l’importante è credere che lo sia. E’ un atto di fede e come tale non si può mettere in discussione.
Alla faccia di Tommaso.
L’11 Settembre, Tommaso e il Santo Prepuzio è di Lameduck


Viviamo in un mondo in cui le persone, sempre di più, hanno le risposte senza avere le domande, vanno avanti con idee prese in prestito, ripetono gli slogan senza capire cosa significano. Viviamo in un mondo sempre più fanatico.
Praticamente la stessa identica analisi che ho fatto io in altre occasioni sul mio blog ^_______^
Quella stessa mattina, quell’11 settembre 2001, nell’istante in cui vidi per la prima volta inquadrato il pentagono, mi chiesi d’istinto: ma dov’è l’aereo?
Dove i rottami? E che è, si è disintegrato?
Mi sono chiesto, nei giorni successivi, perché nessuno riuscisse a vedere la stessa cosa ovvia e banale che avevo visto io.
Ma non si può dire che il governo americano si è organizzato un attentato in patria per poter iniziare una guerra economicamente conveniente per il controllo di ingenti risorse petrolifere (e non solo).
Il warfare bushiano aveva bisogno di questa guerra, e da quando, qualche anno fa, hanno desecretato i documenti che parlano dell’ipotesi (anni ’60) di organizzare attentati in patria e dare la colpa ai cubani non ho più avuto dubbi: ci avevano già pensato, l’hanno semplicemente fatto.
Ma no, non è realpolitik, non è un’analisi razionale.
È complottismo.
E io sono un cretino
Io penso semplicemente che le ipotesi, complottiste o meno, vadano provate. Ed evidentemente noi comuni mortali non siamo in possesso di tutte le evidenze tali per farci propendere da una parte piuttosto che da un’altra.
La pratica di fabbricarsi “Casus Belli” ad hoc è antica quanto la civiltà umana.
Per contro, mi sembra decisamente assurdo che al giorno d’oggi un governo come quello americano abbia bisogno di inscenare un presunto complotto così eclatante e contorto (che va, perdipiù, a colpire la propria capitale economica) per poter avere mano libera in politica interna (Patriot act & company) ed estera. Ottenevano lo stesso effetto fabbricando macchinazioni ad arte (di qualsiasi genere) e poi martellando incessantemente con i media per pilotare il tutto nella direzione voluta.
A me sembra più ragionevole pensare che si sia “approfittato cinicamente” dell’evento per perseguire altri obiettivi.
“Approfittare cinicamente dell’evento” è il principio di Pearl Harbor, dell’incidente del golfo del Tonchino, ecc.
Io non trovo assurdo che possano averlo architettato. Tanto sapevano che tutti l’avrebbero trovato assurdo.
A Pearl Harbour la Kido Butai di fronte a Oahu non ce l’hanno messa gli americani, così come non sono stati gli americani a bombardare di sorpresa l’aeroporto di Clark Field e sbarcare simultaneamente a Guam, a Wake, nelle Filippine e in Malesia e ad assediare Hong Kong.
L’incidente del Tonchino è un tipico esempio di “Casus Belli” architettato ad arte, si è infatti trattato di inscenare un incidente militare in un luogo sicuramente lontano da occhi imparziali e/o civili (un presunto scontro notturno tra unità militari navali).
Fatta questa dovuta precisazione, mi sembra che i due eventi sopra descritti non siano in alcun modo paragonabili con quanto avvenuto l’undici settembre. Io, che di solito propendo per la soluzione meno macchinosa, trovo che un complotto di tale portata avrebbe rappresentato un rischio troppo enorme per qualsiasi amministrazione. Chi l’avrebbe architettato non avrebbe potuto non calcolare i rischi derivanti da un’eventuale esposizione della macchinazione. Ma ve lo immaginate un presidente americano che si trova a dover rispondere di un attentato con migliaia di morti ai danni dei suoi stessi cittadini? Roba da guerra civile.
E per ottenere cosa poi? La possibilità di invadere due stati sovrani? Non mi sembra che negli anni precendenti l’amministrazione americana abbia dovuto abbattere grattaceli per intervenire in Iraq, in Somalia o ovunque si ritenesse necessario.
Ecco perchè la trovo un’ipotesi assurda. Ovviamente, la certezza non la si avrà mai.
Negli anni settanta, esattamente dal 1969 per un decennio e di nuovo all’inizio degli anni 90, in Italia vi è stata la strategia della tensione. Una lunga serie di attentati con centinaia di morti civili innocenti e non un colpevole certo tra i mandanti. Per tenere in piedi per tanti anni una cortina di silenzio come quella (p.zza Fontana, Italicus, Bologna, P.zza della Loggia, Via dei Georgofili, Via Palestro a Milano, Ustica, ecc.) su esecutori e mandanti è stato necessario un complotto al quale non possono aver partecipato solo due o tre persone ma interi apparati dello Stato.
Secondo me la forza del potere è riuscire a commettere qualunque crimine dimostrandoti che non potrai mai dimostrare la sua colpevolezza.
Argomentazione più che condivisibile, ma se l’argomento è “11 Settembre” e cominciamo a parlare delle stragi italiane io penso che stiamo andando fuori tema ancor più che parlando di Pearl Harbour e Tonchino, perchè adesso siamo addirittura in un altro continente (anche nel Tonchino a dire il vero, ma vabbè …)
sull’11 settembre si e’ detto tutto e il contrario di tutto, la quantita’ di rumore di fondo e’ tale che e’ praticamente impossibile riuscire a capire cosa e’ successo veramente quel giorno.
A questo si aggiungano teorie e complotti con dentro di tutto e di piu’ : gli ultimi video di bin laden ad esempio sono del 2006 (o perlomeno trasmessi nel 2006), almeno secondo quanto riportato qui
( In two other tapes aired by Al Jazeera in 2006, Osama bin Laden announces,… )
Se partiamo con le teorie non si finisce piu’, io vorrei soffermarmi sulle poche cose chiare dell’11 settembre:
- l’amministrazione USA e’ stata colta alla sprovvista e ha dimostrato chiaramente come fossero impreparati, d’altronde e’ la seconda volta che vengono attaccati in patria
- e’ stato un attacco nei confronti degli USA, eppure e’ stato rigirato come “attacco verso l’occidente”, non ho ad esempio notizie di attacchi terroristici contro l’italia se non alcuni “finti” inventati dai giornali tipo quello dei tipi che guardavano il quadro di maometto a bologna o quello della metropolitana di roma in cui “i cerchi nella mappa come possibili obiettivi” erano i posti dove andavano a lavorare, le “pericolose armi chimiche” erano i detersivi di casa.
Nonostante fosse una cosa di cui alla fine – pur rispettando i morti della tragedia – non potrebbe fregarcene di meno, e’ stato un fantastico cavallo di battaglia per provocare terrore in tutti, autorizzare guerre, invadere stati e limitare la privacy di tutti.
Conoscevano Al Qaeda come le loro tasche, dato che avevano contribuito a fabbricarla. Bin Laden era stato un loro agente. E’ curioso che i migliori agenti dell’FBI siano stati ostacolati in ogni modo nei mesi precedenti, per impedire loro di arrestare i principali quadri di Al Qaeda.
Solo scemenza? Uhm, non credo proprio.
ok entriamo in materia per crichton
Questo non dimostra nulla, innanzitutto FBI,CIA,Homeland Security e NSA sono entita’ governative separate e BEN DISTINTE; molto spesso si pestano addirittura i piedi tra di loro pur di accaparrarsi un $ in piu’ di fondi.
PARE che OBL sia stato addestrato e pagato dalla CIA, stessa cosa dicasi per S.Hussein, questo almeno e’ quanto ho letto in giro, ma le fonti sono vecchie e potrebbero non essere attendibili, comunque i motivi risalirebbero ai tempi della guerra fredda.
Comunque questo non e’ in alcun modo collegato al 9/11 e francamente non mi interessa: dopo anni che vanno in giro per il globo a rompere le scatole a tutti e a farla da padroni era ovvio che prima o poi qualcuno sarebbe riuscito a fargli qualcosa in terra natia, il problema dopo il 9/11 semmai era capire chi, nella lista infinita di nemici poteva essere stato.
Quello che mi importa e’ il clima di terrore a livello mondiale che hanno portato, il rafforzamento delle leggi nazionali e l’arroganza con cui arrivano a decidere di invadere altri paesi con la scusa di portare democrazia ma con l’ovvio intento di manovrare l’economia globale a loro favore.
Per il resto, cospirazioni teorie complotti ecc, ecc ti rimando al link di cui al mio primo post, se non sei daccordo sei liberissimo di andare sul sito di attivissimo e confutarlo parola per parola.
Ho già avuto un interessante scambio di opinioni con Attivissimo sul mio blog. Lui è venuto, ha concionato sull’impossibilità di un complotto, io ho risposto con le mie ragioni ma lui non si è più degnato. Francamente che quella sia l’unica fonte di Verità rivelata sulla questione mi pare un po’ pochino.
Osama Bin Laden ERA della CIA ai tempi dei russi in Afghanistan e della dottrina “diamo ai russi il loro Vietnam”, ricordata da Bzrezinski in varie interviste.
Saddam Hussein era l’alleato degli Stati Uniti durante la guerra Iran-Iraq. Molte delle armi chimiche da lui usate sui curdi provenivano da forniture americane. Ci sono le foto d’epoca di Rumsfeld che stringe la mano di Saddam e gli giura amore eterno.
La geopolitica è una cosa sporca. Non dobbiamo meravigliarci di niente.
Ogni anno Lameduck aggiunge carne al fuoco all’argomento, ma in questo caso la similitudine non era necessaria.
Quando ho visto come venivano giù le torri gemelle ho subito capito che stavano inscenando delle panzanate e questo non perchè sia un esperto di costruzione o demolizione di grattacieli ma perchè qualunque persona che abbia un minimo di connessione con il mondo reale capisce che un grattacielo (costruito con criteri antisismici e capace di resistere fino a due boeing 747 contro le sue pareti) non può cadere da solo in quel modo perfettamente perpendicolare e con quella velocità.
Sintetizzo la cosa: a quasi tutti gli esperti del ramo, cui hanno fatto vedere parti di filmato (con sfondo occultato) della caduta, hanno affermato, con estrema certezza, che si trattava di demolizioni controllate; solo dopo aver saputo che erano le torri gemelle qualcuno ha tentato di cambiare versione.
E con il terzo edificio come la mettiamo ? E’ caduto per simpatia ? No, lo stesso proprietario del complesso, ammette di aver ordinato di tirarlo giù; piccolo particolare, per minare un simile edificio occorrono da 2 a 7 giorni e non da 2 a 7 ore.
Non vale neanche la pena di dubitare del contrario, tanti scienziati ed esperti hanno già detto la loro sul fatto che una simile dinamica non sarebbe potuta succedere con le normali leggi della fisica, ovviamente le loro affermazioni sono morte nei locali dove sono state pronunciate.
Magari una spiegazione più convincente del perchè sia successo tutto questo si può trovare nei drastici cambiamenti degli scenari internazionali o anche nel fatto che il proprietario ha ricevuto una barca di soldi dalle assicurazioni, senza dover sostenere i costi per smaltire l’amianto di cui erano fatti i grattacieli (causa calamità nazionale).
Dopo il far west, qualsiasi cosa è possibile da quelle parti.
Premesso che io non sono un complottista ma un aspirante san tommaso,parlai con un mio amico piuttosto incline ai dogmi di questa vicenda controversa.
Egli mi disse che suo padre(ingegnere edile) e molti altri esperti del settore sostenevano che la dinamica crollo era perfettamente riconducibile alla natura dell’incidente e troncò qua la discussione.
Mi fa piacere leggere che evidentemente non tutti erano(sono) dello stesso parere.
Non me la sento di avanzare ipotesi particolari,mi limito a cercare di riassumere i fatti principali avvenuti in seguito all’11 sett:
-svolta autoritaria (patriot act),militari a tenere l’ordine nelle strade(vi ricorda niente? Da noi non c’è nemmeno stato bisogno di un attentato)
-Guerra contro l’Afghanistan per debellare il terrorismo
-Guerra contro l’Iraq sia contro il terrorismo che per il pericolo di attacchi con armi batteriologiche(bin laden sappiamo tutti che non sappiamo [noi] che fine abbia fatto,mentre la storia delle armi batteriologiche è stata definita apertamente una bufala)
-Aumento del prezzo del petrolio
-Crisi economica
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-Aumento del divario ricchi/poveri (qualcuno si è arricchito a spese degli altri)
Aumento del divario ricchi/poveri
Che sia stato preparato o che abbiano “semplicemente” ignorato la minaccia sicuramente hanno saputo sfruttare bene l’11-09
Anche secondo me, le “implosioni” a ground 0, erano vistosamente pilotate. Poche ore dopo il fatto, sentivo relazioni a caldo dell’evento che attribuivano il crollo al “collasso termico”…..ma per piacere!!
Un’implosione perfetta, simmetrica……e poi l’edificio 7?
Ma che senso ha?
Non so un cavolo di complotti, di servizi segreti, di Al Qaeda, di Israele. Ma la versione ufficiale non sta in piedi. Non ci starà mai, perchè offende la memoria delle vittime e le leggi della fisica.
Io sono un ingegnere Civile, e il palazzo è cascato proprio come doveva cascare.
Simone
Cioe’?
Chiarisco: non so chi siano questi fantomatici esperti. Comunque il crollo del palazzo è compatibile con l’impatto aereo e il successivo incendio. Il calore ha tolto gradualmente resistenza all’acciaio finché la parte superiore non è crollata di botto su quella inferiore. Immagina 20-30 o non so quanti piani di un grattacielo che impattano sui piani sottostanti, e il crollo che hai visto è piuttosto verosimile.
Per lo scontro sul Pentagono chiedi a un ingegnere aeronautico, probabilmente ti spiegherà anche quello.
simone
Giulietto chiesa eurodeputato, Massimo mazzucco fotografo e regista giusto per citarne due.
Persone importanti! che ne sanno, o tu credi di saperne di piu’ di loro solo perche’ hai fatto scienza delle costruzioni e hai ing. davanti al nome ?
Ti han chiamato in tivvu ? no eh ? e allora sei l’ennesimo che dovrebbe star zitto e imparare da costoro, loro si che ne sanno!
lascia la parola ai tuttologhi non sei che un misero tecnico con spiegazioni banali e semplici e quindi noiose; la gente vuole sognare
Se non ricordo male, vi fu un grattacielo in Spagna che bruciò per molte ore con fiamme altissime e incendi domati solo dopo enormi sforzi di mezzi e uomini. Non è mai crollato.
Tutti possono vedere che gli incendi ai piani alti del WTC erano estremamente limitati.
Piuttosto domandiamoci il perchè di esplosioni provenienti dal sottosuolo del WTC addirittura prima dell’impatto del secondo aereo e la persistenza di aree di calore intenso a mesi di distanza nel sottosuolo di Ground Zero.
La statistica dice che è estremamente improbabile che entrambe le torri possano essere crollate nello stesso identico modo a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, addirittura polverizzandosi ed alla stessa velocità di caduta.
Ho visto un’intervista con uno degli ingegneri strutturali del WTC, il quale ha ammesso che “le circostanze che hanno portato al crollo delle torri erano assolutamente imprevedibili”. Tenendo conto che quel tipo di grattacieli è strutturato in modo da resistere a possibili impatti con velivoli, di quali circostanze stava parlando?
Ingegneri e tecnici U.S.A., gente che per aver detto quello che dal punto di vista tecnico era evidente, ora non può fare a meno di guardarsi le spalle (purtroppo c’è ancora qualcuno la che ha la mania di fare indagini investigative).
Egregio ing., in quel frangente di graduale c’è stato ben poco e converrà che se lei confronta la temperatura a cui brucia il kerosene (700-800 gradi) con la temperatura massima (1200-1300 gradi) sostenibile da quell’acciaio speciale prima di diminuire sensibilmente il suo grado di resistenza (punto di fusione a oltre 1500 gradi), c’è qualcosa che non torna.
E non torna anche perchè il kerosene si è consumato in un tempo relativamente breve, al max. 15 – 25 minuti; troppo poco per indebolire quel tipo di acciaio.
Inoltre ha mai provato a saldare due sbarre d’acciaio ?
Per poterlo fare bisogna sviluppare in poco tempo temperature estremamente elevate, perchè l’acciaio conduce molto bene il calore e quindi impedisce la fusione per conduzione di calore; tutte quelle sbarre unite fra loro formavano un formidabile dissipatore di calore che automaticamente ha sicuramente diminuito la temperatura delle barre più esposte a meno di 1/3 o 1/4 della temperatura massima cui è bruciato il kerosene.
Tutto il disastro si è poi consumato in meno di un’ora e mezza (45 minuti per una torre), un vero record.
Infine un’ultima banale domanda: come mai se le torri sono state colpite a circa 2/3 della loro altezza, il terzo superiore è caduto esattamente sulla perpendicolare e per di più sbriciolandosi completamente ?
Una simmetria perfetta, non capisco perchè interpellino le ditte di demolizione quando basta sparare un areo lateralmente per produrre lo stesso risultato, due volte su due.
Sarebbe già qualcosa arrivare a dare più merito ai ter-roristi ignoti di Bin Laden che hanno fatto il 90% del lavoro sporco.
lascia perdere Adetrax (tutta giusta la tua contestazione), ma questo simone è un mitomane.
premetto che anche a me tutta la faccenda dell’11 settembre non convince molto
comunque, sono forti queste “esperte” (chiesa e mazzucco sono esperti?) a “massacrare” un presunto ingegnere civile, che evidententemente non capisce niente…
io sono strutturista
sarò anche arruginito, ma per rendersi conto di come funziona l’acciaio nel caso di temperature progressivamente elevate (incendi, etc) basta vedere questo
le torri gemelle sono state costruite tra il 1966 e il 1973 (quando furono inaugurate): a quei tempi acciai simili se li sognavano!
probabilmente saranno stati + simili al Fe360…
la resistenza dell’acciaio (a trazione) diminuisce molto velocemente: a 300º dopo 30 min può essere anche del 70% per poi calare molto velocemente in tempi ridotti
le strutture in acciaio (a differenza di quelle in ca) hanno la (incredibile?) caratteristica di colassare: raggiunto un certo limite, siccome cambia lo schema statico, crollano improvvisamente!
in friuli ho visto diversi capannoni crollati x incendi (x la verità, anche x la neve: 16 in un solo anno)
tutto quindi dipende da quanto erano coibentate e dalla resistenza del manto protettivo…
i progettisti e i costruttori si dicono stupiti di quanto successo?
e vorrei vedere: anche dei miei colleghi friulani nessuno è in galera (e ci sono stati anche dei morti)…
Capisco che la possibilità di simili eventi (crolli per indebolimento strutturale) esiste e non dubito che in qualche parte del globo si sia verificata, ma nel caso specifico resto sulla mia posizione.
In realtà se li potevano permettere, a quei tempi facevano le cose veramente a regola d’arte e l’intento nella costruzione delle torri era quello di stupire per lo sfoggio tecnologico messo in campo.
Nel mare di notizie che ho acquisito negli ultimi 7 anni, c’è anche il fatto che l’acciaio in questione era stato certificato per temperature molto alte, superiori ai 1100 – 1200 gradi, inoltre la struttura interna d’acciaio era parecchio sovradimensionata, es. migliaia di travi con base di cm. 90 x 42, ecc.
Infine nella stima del tempo durante il quale il cherosene è bruciato sono stato ultra-ottimista, in realtà il fuoco vero e proprio è durato al massimo 4-5 minuti (con un rapido calo dopo il primo minuto), poi sono continuate a bruciare solo le suppellettili o piccolissimi depositi di carburante misto a oggetti, con un fuoco lento e poco calore (da cui il fumo nero).
Durante quel tempo è impossibile che quella massa d’acciaio sia stata seriamente intaccata dal calore, d’altronde ci sono state persone che sono transitate in punti molto vicini alla zona dell’impatto e hanno riportato testimonianze in prima persona dicendo che, dopo i primi 5-10 minuti, il calore era estremamente elevato (per un essere umano) ma non mortale (e infatti sono sopravvissute).
Gli unici danni alla struttura interna sono stati quelli meccanici dell’impatto, ma gli stessi progettisti degli edifici dicono che data la struttura a maglia distribuita, i danni apportati erano assolutamente irrilevanti per la stabilità dell’edificio.
Per quanto riguarda i capannoni, suvvia, lo sappiamo che sono fatti solo per reggere la copertura e poco più, inoltre meno costano e meglio è (per qualcuno); posso solo immaginare il tipo di acciaio che usano e non mi stupirei se per molte parti usassero solo ferro zincato.
Grazie per il contributo.
sono stata irruenta, ME NE SCUSO.
Ho verificato il tuo nominativo all’ordine ing. rm e sei iscritto. Quindi è anche possibile che tu sia studente di medicina, anche se non ho possibillità di verificarlo. Inoltre ho scoperto che hai 33 anni e non i 17 che supponevo.
Mi auguro che tu divenga un medico migliore dell’ingegnere che sei, perchè il tuo commeno sul crollo è sinceramente deprimente (dal punto di vista tecnico).
In futuro mi asterrò dal commentare qualunque tuo intervento, per non offenderti e anche perchè non ne vale la pena, li ho sempre trovati infantili e piuttosto miopi. Non ti infastidirò più. Promesso.
Il consiglio per la x-box, rimane valido.
Scusate il messaggio sotto non era per la persona a cui l’ho indirizzato.
Sicuramente ne sapete tutti più di me, mi scuso per la mia ignoranza e torno a studiare anatomia.
Simone
Deciditi…
Si, questo nessuno lo mette in dubbio, un lavoretto coi fiocchi, peccato che il contorno non sia stato credibile.
http://www.mentecritica.net/dubbi-dilanianti/cronache-italiane/cambiamo-pianeta/8380/
e così, TU OGGI, saresti un ingegnere? Ti “senti” ingegnere!
Interessante, pensare che l’altro ieri ti sei spacciato per uno studente di MEDICINA!!! La prossima settimana sarai astrofisico o biologo marino?
A CAZZARO!!
Ma perchè non ti rimetti a giocare con l’x-box e ci lasci in pace?
(doxa, scusa il maiuscolo, ma avevo i miei motivi)
Internet per alcune persone e’ un teatrino.
Ho conosciuto di tutto: terroristi, preti spretati, agenti segreti, maghi della finanza, poeti, navigatori e santi
Credete pure quel che vi pare, ciao.
Simone
No Chiara, stavolta ho sbagliato io. E’ veramente iscritto all’albo ing. Più su ho chiesto scusa.
Vero che i mitomani sono frequenti in rete, infatti credevo di averne tanato uno, invece sono stata solo irruenta.
ciao cara.
Si’ hai ragione. Allora chiedo scusa anche io
Pero’, cavolo, il web essendo pieno di mitomani crea anche delle aberrazioni come noi… le scettiche
[OT] Non ho piu’ visto Luminal che peccato sia sparita, vero?[OT]
(già, che fine ha fatto lumi? Peccato)
E’ scomparsa è un peccato
anche a me piace studiare anatonomia (e non sono studente di medicina…)
“IO” avrei fatto con piacere il ginecologo
)) uffi…. mi han bocciato in prima elementare (:
per condotta
correvo dietro a tutte le ragazze:-)
LUMINAL? bellissima:-) proverò a guardare nel paese dei balocchi:-)
Tornando in argomento …qualcuno ha letto “FONDO AVVOLTOIO”?
il foro circolare nell’ultima foto non lo vedo
vedo due cerchietti bianchi, ma non il foro
Perchè il foro di cui si parla è quello d’uscita, nel cortile interno.
ah
e quindi la foto con i cerchietti non è pertinente?
E’ pertinente nel senso che fa vedere solo uno dei pertusi. Per l’altro ci vuole un’altra foto.
che non c’è e quindi dobbiamo immaginarla.
Ok. Ho capito il meccanismo.
DFC, non cavillare.
C’era una foto del pertuso tondo tondo, alias supposto foro d’uscita del coso del Pentagono però sotto alla foto c’era un disclaimer che diceva “chi si approprierà di questa foto per ripubblicarla sarà sottoposto all’atroce rito del carciofo con le spine.” Potevo io mettervi in tale pericolo? Basta cercare comunque e la foto si può trovare altrove.
se metti il link so io come fare per risolvere il problema.
non cavillo, faccio il mio lavoro.
Eccole:
Ok
se ne trovano decine di immagini di questo buco. Nessun segreto di stato a quanto pare.
Molto interessante.
Però non sono riuscito a trovare nessuna fonte ufficiale che dichiari che si tratti del foro d’uscita del muso dell’aereo.
Si potrebbe trattare di un varco aperto dai soccorritori o di un foro d’uscita di una parte specifica dell’aereo (un carrello) come . In assenza di riferimenti certificati ogni interpretazione ha pari valore, cioè nullo.
Insomma, è ovvio che se si dice che la versione ufficiale recita che quello sia il foro aperto dalla fusoliera la foto diventa sospetta, ma se la versione ufficiale non lo dice allora di cosa stiamo parlando?
A me basta che non vi siano tracce dell’impatto di un Boeing sulla facciata del Pentagono e che piloti provetti affermino che è impossibile mantenere un aereo di tali dimensioni a volare praticamente rasoterra. Cosa più facile ad un missile che ad un aereo di linea. Da qui in giù, tutto il resto sono pugnette, come diciamo noi volgari romagnoli.
Che tu chieda di avere una fonte ufficiale che confermi eventuali ipotesi alternative mi sembra un po’ ingenuo, se posso permettermi.
A te non pare strano e non basta che non esistano immagini dello schianto, con l’aereo bello grande che fa il botto sul cuore del complesso militare industriale?
Dici che non le mostrano perchè si vergognano? Le immagini del WTC però le hanno mandate in loop fino alla nausea.
La facciata del pentagono prima del crollo (5 metri di buco????)
Airbus in volo radente
Dimmi tu…
In risposta a settantasette:
l’apertura alare di un Boeing è sui 60 metri. Ha fatto solo un buco di 5 metri?
Spiegami come ha fatto il Boeing a scendere così in basso fino al Pentagono senza essere intercettato.
No, è di 38 metri ( ). Ho accennato al “buco di 5 metri” perchè è stato uno dei cavalli di battaglia dei fanatici (quelli sì) di luogocomune, per esempio, quando invece la facciata ha danni in orizzontale per più di 35 metri – che combinazione, proprio come l’aereo – ovviamente incompatibili con l’impatto di un missile.
Come fanno, facevano e faranno decine di aerei tutti i giorni. C’è un aeroporto proprio di fianco al pentagono, e puoi vedere che una delle piste è esattamente rivolta in linea con l’edificio. Che di conseguenza viene sorvolato a bassissima quota, dai decolli e dagli atterraggi, in continuazione ( ).
Più in generale, Lame, e fuori di polemica – sinceramente! – ti ripeto la mia opinione sull’attuale, per poco ancora, amministrazione USA: andrebbero processati per crimini contro l’umanità. Spero di essere stato abbastanza esplicito. Ma questo non vuole dire che qualunque fetenzia gli si attribuisca sia da sottoscrivere a priori, solo perchè ci sta bene nel quadro generale.
@settantasette
In altre foto i 35 m. non paiono danneggiati più di tanto, inoltre non si capisce dove sia finita la coda dell’aereo, i motori che hanno un diametro di un paio di metri e che sono quasi indistruttibili e altre parti ancora.
Il problema è che dicono che l’aereo volava a 500 miglia orarie (oltre 800 km. all’ora) e a quella velocità è impossibile scendere sotto i 100 metri di quota per due motivi:
1) l’estrema velocità con cui si può cambiare quota con il rischio di schiantarsi al suolo nel giro di 1/10 di secondo.
2) il cuscino d’aria che tende a far risollevare l’aereo dal suolo, cuscino che diventa particolarmente forte sotto i 30-40 m. dal suolo.
Nel caso in oggetto il Pentagono è situato in una depressione, solo un aereo militare o un missile avrebbe potuto effettuare una manovra del genere.
Infine, ci sono state inchieste in cui personale del Pentagono ha confermato che pur avendo immediatamente individuato l’oggetto in avvicinamento e aver informato Cheney, questo rifiutò più volte qualsiasi intervento a protezione del Pentagono stesso (es. intercettazione e distruzione dell’aeromobile).
Dalle foto che ci sono in rete sembra che i danni siano aumentati con il passare delle ore, inizialmente erano .
(ci sono molte altre foto in sequenza, basta cercarle)
@Adetrax: sei rimasto un po’ indietro. Perfino Mazzucco e la sua setta sono arrivati a concludere (e gli è costato, eh) che i danni sulla facciata hanno quella estensione, e sono compatibili con l’impatto del 757. Vai a leggere il loro sito, che qui non linko.
Stabilito questo, niente altro che non avesse quelle dimensioni – e men che meno caccia militari o missili – poteva produrre quei danni, per quei metri in orizzontale, tra l’altro abbattendo lampioni in una fascia larga oltre 25 metri durante l’avvicinamento.
Per quanto riguarda l’impossibilità del volo radente, ti rimando al video che ho postato più su. E a questo articolo, da aerospaceweb.org ( scritto da un ingegnere aerospaziale ): . E’ in inglese ma è esaustivo e interessante. Mi pare che ce ne sia in giro una traduzione italiana, forse sul sito del “grande satana” Attivissimo, ma non ricordo.
Ti pregherei, quando affermi che “questo o quest’altro è impossibile”, di fornire uno straccio di fonte, oltre alla tua personale – e sacrosanta, s’intende – opinione. Almeno qui su MC funziona così.
@settantasette
Siamo tutti d’accordo sul fatto che un oggetto volante ha colpito il Pentagono, però non sono sicuri che sia stato un Boeing 757 e parecchi pensano che sia stato usato qualche artificio per rendere più vivace lo scenario finale.
—
Dal collegamento indicato nel suo precedente commento, riporto la seguente frase.
Sorvoliamo sull’affermazione perchè la parte del “takes no skill at all” si commenta da sola.
Nel documento indicato si dice che l’aereo volava a 345 miglia orarie, ovvero circa 550 kmh. ma non dice se questa è la velocità media stimata durante il periodo di osservazione tramite tracciato radar o la velocità al momento dell’impatto.
Nel rapporto ASCE (The Pentagon Building Performance Report), disponibile come collegamento alla fine della pagina di si afferma che l’aereo pesava 80 tonnellate di cui circa 18 tonnellate di carburante e, al momento dell’impatto, volava a 780 piedi al sec., ovvero circa 855 kmh. e questa è già una prima incongruenza con il precedente dato di 550 kmh, se lasciato senza precisazioni.
L’affermazione che pilotare un Boeing 757, a pochi metri dal suolo, alla velocità di oltre 800 kmh. rappresenta un rischio assurdo e comunque di una difficoltà estrema (ammesso che sia possibile), è stata fatta da piloti dell’aereonautica civile sia USA che italiani durante varie interviste sia telefoniche che televisive (che ho ascoltato / visto nei mesi successivi agli attentati), se troverò dei tracciati audio o video li indicherò.
Quello che è importante capire è che si può concedere che il volo radente sia possibile anche per un aereo di linea di grandi dimensioni ma non a 850 kmh.; in rete si trovano dati che indicano velocità di impatto variabili fra le 400 e le 500 miglia all’ora (640 – 800 kmh.) e quindi deduco che nessuno ha in mano dati certi o, peggio, che nessuno dice la verità.
In ogni caso non tornano almeno i seguenti punti:
- il tipo rottami raccolti (tutti di piccole dimensioni), ci sono dei pezzi che potrebbero appartenere a un Boeing 757, ma non ce ne sono abbastanza e soprattutto nel cumulo dei rottami mancano i motori;
- essendo l’aereo arrivato con una diagonale di quasi 45 gradi rispetto alla facciata del Pentagono, le ali avrebbero dovuto sparpagliarsi lungo il prato e in ogni caso si sarebbero dovuti vedere maggiori segni esterni anche sulle colonne e sulle pareti esterne della facciata, invece pare che solo le pareti di riempimento abbiano subito danni (o addirittura si siano deformate come se ci fosse stata un’esplosione interna all’edificio);
- la coda dell’aereo, essendo alta 10 metri oltre la fusoliera, sarebbe dovuta arrivare al secondo e forse anche al terzo piano, inoltre si sarebbero dovute vedere delle tracce più consistenti relative al suo impatto con l’edificio, ad es. la rottura di parecchie finestre (cristallo rinforzato) rimaste invece intatte;
- i due motori a turbina: nella facciata si sarebbero dovuti scorgere due buchi di almeno un paio di metri di diametro, ovviamente irregolari, ma non si riescono a individuare con precisione.
In tutto questo concordo che le non sono chiarissime e non spiegano molto la situazione, però alcuni elementi che non tornano ci sono (basta confrontare le foto ingrandite con il documento indicato nel mio precedente commento, rif. danni … “abbastanza limitati”).
La domanda principale però è la seguente:
perchè non c’è stata alcuna azione di difesa (es. contatto radio ed eventuale abbattimento dell’aereomobile) nonostante l’intercettazione fosse avvenuta con decine di minuti di anticipo ?
P.S.
Riguardo all’ottimo Attivissimo: apprezzo sempre l’ironia, ma affibbiare connotazioni negative a persone che non conosco non è nel mio stile (al massimo posso stigmatizzare dei comportamenti generali, ma questa è un’altra storia)
@Adetrax: l’affermazione completa è
“This whole ground effect argument is ridiculous. People need to realize that crashing a plane into a building as massive as the Pentagon is remarkably easy and takes no skill at all. Landing one on a runway safely even under the best conditions? Now that’s the hard part!”
… ed è chiaramente ironica, e volutamente esagerata. I virgolettati vanno riportati integralmente, non solo le parti che “suonano bene” per le proprie tesi.
Per il resto: lasciamo perdere. Cavillare sui dettagli tecnici di qualcosa che nessuno di noi ha la preparazione per analizzare è un esercizio dialettico assolutamente inutile. E sembra fatto apposta – non da te, è un metodo retorico usato e abusato da chi sostiene argomentazioni astruse e difficilmente comprovabili – per far perdere di vista l’estrema semplicità dei fatti, così come sono avvenuti.
E’ decollato un aereo. E’ stato dirottato. L’hanno seguito sui radar fino al Pentagono. Qualcosa delle stesse dimensioni di quell’aereo, con l’aspetto di quell’aereo, ci si è schiantato. Di quell’aereo e di tutti i suoi passeggeri non c’è più traccia. Punto.
Questi sono i fatti, e per quale motivo non lo siano riusciti ad intercettare prima, o il fatto che la manovra compiuta dall’aereo sia stata azzardata, o il fatto che non ci sia un filmato – ci sono una marea di testimoni, però – sono, per l’appunto, elementi accessori.
Su cui uno può farsi tutte le domande che vuole, e sono convinto anch’io che le omissioni, le negligenze, la sfiga, l’impreparazione, gli insabbiamenti di responsabilità ci siano stati. Come ogni volta che ne succede una grossa, dovunque. E sarebbe davvero interessante e utile avere le risposte.
Ma i fatti sono quelli. E tentare di spiegarli affermando che l’aereo e tutti i suoi passeggeri sono stati fatti sparire chissà come, e sulla stessa rotta è stato fatto comparire un missile o chissà cosa, partito o sparato da chissà chi, che ha poi colpito il pentagono davanti a 80 e rotti testimoni certi, che però hanno affermato il falso dicendo di aver visto proprio quell’aereo, mentre altri misteriosi complici spargevano rottami compatibili, eccetera eccetera, è troppo.
Davvero, io chiudo qui.
Simone potrà essere ingegnere, avvocato, medico, spogliarellista, tutto insieme o nessuna di queste cose. Noi non lo sappiamo e non siamo tenuti a saperlo.
Le sue affermazioni vanno giudicate nel merito. Se il merito non sussiste, non saranno i titoli accademici autentici o presunti a renderle vere. Se il merito sussiste Simone potrà anche essere un mitomane (cosa che non ci riguarda nemmeno lontanamente), ma questo non intaccherà la qualità delle sue affermazioni.
Ora, chiunque si presenti in un consesso pubblico dicendo: le cose stanno così e non si discute perché io sono ingegnere, merita semplicemente di essere ignorato perché ci sono decine di ingegneri a cui il crollo delle torri è apparso sospetto. L’ingegneria non è una chiesa, è scienza, e come tale non ci sono sacerdoti che hanno il diritto di imporre un dogma che non esiste.
Detto questo, trovo le reazioni all’intervento di Simone imbarazzanti ed inadatte al luogo che vi ospita.
In effetti, coloro che condividono la versione complottista dell’9-11, hanno spesso un atteggiamento settario degno di una vera e propria confessione religiosa e, dal mio punto di vista, del tutto indistinguibili dai sostenitori delle scie chimiche e da quelli che vedono la Madonna.
Anche quelle persone sono oneste e in buona fede e anche loro sono convinti di avere delle prove. Anche loro si incazzano quando le loro tesi vengono messe in discussione e rifiutano l’inferenza critica tipica di un processo scientifico ritenendo che mettendo in dubbio la loro verità si stia attaccando la loro fede.
Ero e rimango sconcertato. Se questo è il livello di discussione, mai più contributi sul 9-11 su MC che non vengano da fonti certificate a darli.
DFC, io ho fortissimi dubbi che l’11/9 l’abbia fatto Al Qaeda facendo tutto da sola e sospetto fortemente che sia stata una porcheria dei Neocon, studiata per vili motivi di predominio militare, strategico ed economico. Ogni tanto vanno al potere dei pazzi che si mettono in testa di poter aprire la guerra su due fronti e vincerla. La pazzia di quel tipo non è morta nel bunker di Berlino.
Però non sono altrettanto disposta a credere alle teorie sulle scie chimiche.
Come la mettiamo?
Se parli di fonti certificate, temo ti resti solo Attivissimo.
Sono certo che ci sia qualcuno che crede alle scie chimiche e non pensa ci sia un complotto dietro il 9-11.
Chi si sente depositario di una rivelazione non si preoccupa di quelle degli altri.
Attivissimo è un blogista. Le fonti certificate sono comitati tecnici/scientifici qualificati.
Se ci saranno contributi pubblici li diffonderò su MC.
Bisognerebbe avere la certezza della neutralità ed imparzialità dei comitati tecnici-scientifici ma sai, è un po’ come pretendere imparzialità da un ricercatore medico a busta paga di una multinazionale di Big Pharma.
il senso è che se uno non dice che dietro l’11 settembre c’è un complotto è iscritto nel libro paga della CIA?
Chissà quando prende Attivissimo. Mica hai il suo cellulare visto che siete tazza e cucchiaio?
No, basta che sia credibilmente indipendente.
Con Attivissimo ho avuto solo un brevissimo scambio sul mio blog per questo post. Praticamente una cosa veloce da dark room. Non ci frequentiamo.
Peccato,
volevo vedere di entrare anche io nella lista della salute.
Un po’ di dollari non fanno male, specialmente se esentasse.
Se qualcuno della CIA legge mi chiami. Tanto il mio numero ce l’hanno già, ne sono sicuro.
In realtà è esattamente così, però dopo aver proferito questa formula di rito bisogna fare un paio di mosse di kung-fu nell’aria e infine procedere con una noiosissima dimostrazione che nessuno avrà voglia di ascoltare
Altrimenti non si è ingegneri inside …
tutto questo perché, intimamente, agli ingegneri brucia un po’ di essere quelli che i manuali li leggono, ma non li scrivono.
peccato
Figliuolo, in verità ti dico: noi rendiamo reali le castronerie teoriche altrui, creando nuove tecnologie che generalmente complicano la vita di tutti e ci fanno maledire, venendo persino pagati per questo.
Quant’è vero
Buongiorno a tutti,
Prima di tutto I miei sinceri complimenti per il sito.
Quando si parla degli eventi del 9/11 bisogna sicuramente avere in mente la strategia sviluppata che comprendono operazioni chiamate FALSE FLAG. FALSE FLAG OPERATIONS sono operazioni segrete condotte da governi e grandi compagnie, progettate per apparire come condotte da altri enti e organizzazioni. L’idea e’ quella di “firmare” una certa operazione per così dire “issando” la bandiera di un altro stato o la sigla di un’altra organizzazione.
Operazione chiamata “false flag” puo’ vedersi come la versione in grande, strategico-politica, di un falso d’autore. Le operazioni false flag non si limitano alle operazioni belliche e di contro-insorgenza, e sono state utilizzate anche in tempi di pace, per esempio, nel periodo italiano della “strategia della tensione” quando diversi attentati negli ’70 furono attribuiti a organizzazioni di estrema sinistra, erano di fatto stati condotti da organizzazioni di estrema destra che cooperavano con i servizi segreti italiani (vedi “operazione Gladio”).
In Francia, il movimento di azione e difesa Masada, presunto gruppo sionista, in realtà era un gruppo terroristico neofascista che sperava di accrescere la tensione fra gli arabi e gli ebrei in Francia.
Forse il piu’ famoso e destrutivo (come la storia dimostro’) era il incendio del Reichstag per quale erano accusati i e processati i comunisti che ha dato la oportunita’ a Hitler di seminare il panico e’ dichiarare lo stato di emergenza. Seminare il terrore e il primo passo nella manipolazione della massa per mobilitare l’opinione pubblica di quale ogni dittatore/stato/governo ha bisogno.
La storia e’ piena di esempi simili.
Nel 1939 l’USSR bombardo’ il villaggio di Mainila alla frontiera con la Finlandia e fece finta che molte persone fossero morte. Questo fu utilizzato come giustificazione per attaccare la Finlandia.
1964 e il golfo del Tonchino e presunto attacco a navi statunitensi che ha condotto alla guerra contro il Vietnam
Nel 1962, gli dirigenti del Ministero della Difesa USA (tra i quali la massima autorità militare, il Capo degli Stati Maggiori Riuniti, generale Lyman Lemnitzer) allo scopo di suggestionare l’opinione pubblica statunitense ed indurla così a sostenere un attacco militare USA contro il regime cubano di Fidel Castro, costruirono il piano di attacco chiamato “Operation Northwoods”.
hxxp://www.gwu.edu/~nsarchiv/news/20010430/northwoods.pdf
Il progetto del piano fu elaborato sotto forma di un documento intitolato “Justification for US Military Intervention in Cuba”
Secondo James Banford nel suo libro Body of Secrets (April 30, 2002) :
“L’Operazione Northwoods, che aveva l’approvazione per iscritto del Capo e di tutti i membri degli Stati Maggiori Riuniti (degli USA, N.d.T.), richiedeva che si sparasse a persone innocenti nelle strade d’America; che si affondassero in alto mare barche cariche di rifugiati in fuga da Cuba; che si scatenasse un’ondata di terrorismo violento a Washington, D.C., Miami e altrove. Degli innocenti sarebbero stati incastrati (arrestati e accusati di crimini, N.d.T.) per attentati dinamitardi che non avevano commesso; degli aerei sarebbero stati dirottati”.
La manipolazione delle masse creando il terrore per giustificare delle guerre e’ creare dei Cassus Belli, e stato perfezionato dal regima nazista di Hitler e’ poi importato negli USA insieme a molte nozioni e scientifici che erano affianco a Hitler dopo la seconda guerra mondiale. La operazione del assillo e integrazione dei scientifici e psicologi come le strategie sviluppate, furono importate negli USA sotto il nome della “Operation Paperclip”. Fu’ cosi che nasce la CIA.
Tornando al 9/11:
Per tutti quelli che si sentano igenieri propongo di leggere :: hxxp://911research.wtc7.net/wtc/evidence/blueprints.html
Ci sono vari tentativi di smentire la teoria di cospirazione e “demolizione guidata” delle torri gemelle:
nel “Popular Mechanics” Benjamin Chertoff 24 enne, tento senza grossi risultati, guarda il caso il stesso autore e’ primo cugino di Michael Chertoff (vedi wiki) co-autore di “USA PATRIOT ACT) .
Un altro “Ingeniere” sempre dalla “Popular Mechanics” Davin Coburn fu colto nelle menzogne con quali tentava di rassicurare la nazione usando la base scientifica :
hxxp://www.yannone.org/audio/goyettepopmech.mp3 , dopo quella “aparizione” nel publico, non si presento’ piu’.
Su youtube troverete l’intervista con il architetto Richard Gage che fondo’ il progeto’ “Architects and Engineers for 9/11 Truth”. hxxp://www.youtube.com/watch?v=HA2A20pskQg
E cosa dire a proposito delle esplosioni sui piani inferiori del impatto? Tipico per le demolizioni controllate. Il web e pieno di evidenze registrate. Le prime interviste dopo l’avvenimento con i pompieri sul posto che menzionavano le esplosioni furono censurate dal CNN.
Cosa dire sul discorso del Pentagono, la fortezza sorvegliata con piu’ numerose telecamere al mondo, ma nessuna registro il aereo.
Tante, tante, troppe domande non risposte dal governo di Bush supportate dai media controllate.
La domanda principale e’: A chi giova?
Per il momento mi fermo qui, ma vi invito di leggere un ulteriore articolo:
hxxp://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=aPunKOKxWwN0
hxxp://en.wikipedia.org/wiki/Larry_Silverstein
Poi sarebbe da analizare in quali mani sono i massmedia principali americani, e’ la immagine si rende sempre piu’ chiara.
Anche se’ il discorso e molto complesso, e a mio modesto parere coinvolge anche il Wall Street e gli avvenimenti recenti, per il momento mi fermo qui
Buona riflessione a tutti.
Le operazioni False Flag hanno successo perchè giocano su un banalissimo meccanismo psicologico. Viene offerto un colpevole esterno e già stigmatizzato a lungo come nemico e dato che negare la colpevolezza di costui implicherebbe la messa in discussione di un mucchio di certezze (la consapevolezza che lo stato opera sempre per il bene dei propri cittadini, che i nostri governanti “non possono” volerci uccidere) e il fatto di compiere una vera conversione ad U dei normali meccanismi di attribuzione del male, la versione ufficiale viene accettata perchè la meno angosciante e più rassicurante.
In soldoni, è più facile credere ai cattivoni arabi che non sapevano neanche pilotare gli aerei che azzerano tutte le difese aeree della maggiore potenza militare del mondo, anziché pensare che sia stato un inside job. Pensiero che ci metterebbe in crisi come tartarughe rovesciate.
“Pensiero che ci metterebbe in crisi come tartarughe rovesciate.”
Esatto, e io mi chiedo, quanta gente ha voglia/forza di ragionare con la propria testa partendo dai semplici principi morali ed etici. A volte ho la impressione che il essere umano ha bisogno di essere “pilotato” e non vuole neanche perdersi tanto nel ragionare con la propria testa evitando il pericolo di andare in crisi.
Sembra piu’ facile abbandonarsi, lasciarsi andare con dei indottrinazioni quotidiane servitoci dai media. Tanto siamo piccoli ed insignificabili, in un macchinario globale, ma invece, senza il individuo, tanti individui, il “meccanismo” non puo’ nutrirsi, e’ questo fatto e aihme’ triste perche’ va scordato dai tanti.
Si può parlare di magagne varie, colpevole negligenza, pura e semplice imbecillità amerikana, nonchè sfiga.
Ma basta, basta con le demolizioni da fantascienza, gli aerei spariti e sostituiti coi missili, e puttanate simili.
Lasciamo questi deliri – dannosi per la ricerca seria sulle tante mancanze e omissioni USA in quella vicenda – alle sette tipo Mazzucco & company. Che ci fanno pure i soldi, tra l’altro.
Però, anche i tradizionalisti non sono per niente aperti sull’argomento, quindi questa frase di “dellefragilicose”:
si potrebbe benissimo applicare anche al versante opposto.
Mi chiedo perchè tante persone si infervorano a priori sull’argomento senza portare o valutare elementi di indagine scientifica a sostegno della loro posizione.
Ma di che si preoccupano ? E’ successo forse che Silvio non sia stato rivotato all’unanimità dopo che si è saputo vita, morte e miracoli delle sue frequentazioni poco raccomandabili, della possibile provenienza sospetta dei suoi capitali, del fatto che in pubblico abbia tenuto un atteggiamento a tratti sconveniente ?
No, anzi, ha avuto un vero trionfo e poi ha definito un “grande” mr. Bush, colmandolo delle sue attenzioni personali; per la cronaca anche Bush e i repubblicani sono stati rieletti una seconda volta nonostante tutti i dubbi (molti dei quali più che fondati) emersi su questa e altre vicende.
Di chi ci si preoccupa quindi ?
Dei parenti delle vittime, dell’opinione interna USA, delle possibili cause da parte di privati cittadini, dei possibili contenziosi internazionali con Iraq e Afghanistan ? Può essere, ma moriranno tutti prima di vedere qualche risultato in ogni loro possibile azione.
Si pensa all’opinione del mondo islamico ?
Non credo, per i mussulmani (anche non iraniani) gli U.S.A. sono e rimangono il “grande Satana” a prescindere.
Ci si preoccupa dell’opinione dell’area asiatica, di quella europea, di quella sudamericana ? Figuriamoci, sarebbe come preoccuparsi dell’opinione dei microbi.
Quindi, pacatamente e serenamente, visto che (sperabilmente) non dovremmo avere particolari interessi privati nell’argomento, possiamo anche fermarci qui, pur sapendo che i fatti reali sono successi in un certo modo indipendentemente dall’opinione che in passato, ora o in futuro ciascuno di noi ha adottato o adotterà come la più desiderabile.
i tradizionalisti come me sono affezionati al metodo scientifico. Punto e basta. Non mi infervoro affatto, preferirei che sulla rete non venisse immesso tanto rumore senza il supporto di fatti verificabili.
Per il resto, ognuno pensa quello che vuole.
Hai letto il “Project for a New American Century”?
Sì, l’ho letto. Ti ho risposto più su.
L’hai detto ma non ti è venuto il sospetto che fosse il copione degli ultimi anni, con tutte le guerre e le operazioni di dominio sulle risorse. Compreso “l’evento catalizzatore” 11 settembre.
Lo so che crea angoscia, ma la chiave è lì.
Volevo dire “letto”.
Lame, tu sei accorrente di legame di nonno di Bush e JP Morgan con il Hitler?
Al di là dalla verità sull’ 11/9, l’unica cosa che rimane è che gli USA riguardo all’attentato ci hanno marciato su un sacco, scatenando due guerre e affidandone a gruppi mercenari e multinazionali la gestione. Che varie multinazionali ci abbiano guadagnato da questa situazione è un dato di fatto. Che il governo Bush abbia delle responsabilità al riguardo è innegabile, troppe cose riguardo a quel giorno sono fuori posto.
L’unica cosa che non capisco è perchè avrebbero dovuto per forza organizzare una cosa del genere in casa. Non possono semplicemente aver “sfruttato” l’occasione offerta dall’evento a loro vantaggio (o perlomeno così credevano di fare) ?
Dalla fine della prima guerra mondiale in poi, gli USA sono intervenuti nel mondo dove e come gli piaceva, e sono gli eventi storici a dimostrarlo. In Vietnam (unico caso dove le hanno “prese” ) non hanno vinto perchè non era conveniente, non perchè non potevano vincere. Perchè diavolo tutto d’un colpo dovrebbero “farsi del male” da soli per fare quello che hanno sempre fatto, non essendo venuta meno la loro forza (nel 2001 ancora non c’era neanche la Russia di adesso) ?
E’questa la domanda che bisogna farsi, ancor prima di immaginarsi complotti e aerei con pod ed esplosivi nel muso, immagini di satana nel fumo delle torri e compagnia bella …
“L’unica cosa che non capisco è perchè avrebbero dovuto per forza organizzare una cosa del genere in casa.”
manipolazione della massa per mobilitare l’opinione pubblica. Il False Flag in piena potenza.
“Dalla fine della prima guerra mondiale in poi, gli USA sono intervenuti nel mondo dove e come gli piaceva, e sono gli eventi storici a dimostrarlo. In Vietnam (unico caso dove le hanno “prese” )”
Uno a caso, velocemente, velocemente… IRAQ. $2 trilioni spesi contro la aspettativa di Bush di “farsi pagare gli danni” tramite il petrolio dai iracheni.
E a cosa serve buttar giù due palazzi e 4 aerei, rischiando enormemente in caso di fuga di informazioni, se come ho già detto la storia degli USA dimostra ampiamente che non è così difficile mobilitare l’opinione pubblica verso ciò che è al momento conveniente? Perdipiù in uno stato con un’enorme potenza mediatica come gli Stati Uniti? A niente.
Forse non mi sono spiegato bene, io parlo di eventi pre 9/11 perchè il mio scopo era capire se c’era eventualmente bisogno (da parte degli USA) di inscenare un attentato. E fatta questa premessa, allora anche l’Iraq è stato asfaltato durante Desert Storm.
Niente è indispensabile, tutto è utile.
Se si vuole scatenare una guerra (per sistemare alcuni scenari geopolitici e far fare vagonate di soldi a chi partecipa alle forniture) bisogna avere pretesti validi ed evidenti, ci vogliono insomma tanti morti caduti in uno scenario spettacolare in cui i fatti appaiano evidenti.
Se le torri non fossero crollate, ci sarebbero stati al massimo una decina di morti (di cui la metà per infarti), ma questo non sarebbe bastato per raggiungere gli scopi.
Penso che gli scopi erano più di uno, sicuramente ci ha guadagnato il proprietario (dato che negl USA un edificio che supera i 30 anni è considerato vecchio e di solito preferiscono demolirlo e rifarlo piuttosto che fargli manutenzione e rimetterlo a posto).
Oltre a questo dopo la guerra in Iraq, Sharon disse che ora si poteva ragionare e operare con più calma senza la continua minaccia di Saddam (che poverino ha fatto almeno due errori di troppo, ovvero: lanciare missili contro Israele nella prima guerra del Golfo e scrivere una lettera agli USA esortandoli a non prendersela troppo per l’attentato alle torri).
Adesso che ci penso anche il proprietario delle torri e ri-costruttore delle stesse ha un cognome interessante.
Ci ho pensato e le risposte sono due:
1) dimostrazione che possono fare “tutto” o quasi;
2) la fretta, l’urgenza di arrivare in tempi molto brevi (alcuni mesi piuttosto che una decina d’anni) a una dichiarazione di guerra: it’s war …..
Fra le due la seconda secondo me è preponderante, mi sono oscuri gli scopi finali, ma per questo basta pensare male a sufficienza e prima o poi ci si arriverà.
Anche io sono convinta che possa esserci stato il complotto.
Anche se non esistono prove certe pero’, certi indizi e soprattutto la famosa regola del “a chi giova”, mi inducono a pensare che non e’ una teoria da scartare a priori.
Distinta Chiara,
con la teoria del “a chi giova” si può dire tutto e l’incontrario di tutto.
Ciao
Davide, cio’ non significa che sia sbagliata. Ed a me piace utilizzare quella.
Fin’ora non ne sono mai rimasta delusa.
Tu invece che metodo usi? Quello della ‘cieca fede’?
Distinta Chiara,
“”Tu invece che metodo usi? Quello della ‘cieca fede’? “”
Solo quello delle prove serie.
Ciao
Bel metodo!
Pero’ dipende da chi le fornisce queste “prove serie”.
C’e’ ancora chi sta attendendo le “prove serie” sull’omicidio di Kennedy, quindi temo che dovremo attendere un bel po’.
Nel frattempo che facciamo? Accendiamo la TV e guardiamo “veline”?
Distinta Chiara,
degli Stati Uniti tutto si può dire, ma non che non abbiano una magistratura indipendente dal potere esecutivo. Naturalmente anche i giudici americani possono essere corrotti, parziali o fare gravi errori, ma la democrazia americana ha in sè gli elementi per correggere i suoi errori. Quello che conta è che i giudici americani non sono mai stati soggetti al potere come lo sono stati i giudici di tanti altri paesi. Sotto il fascismo o lo stalinismo le “prove” della magistratura erano solo menzogne, perché i giudici dicevano quello che il potere gli imponeva. Questo non è mai avvenuto in America, perché l’operato dei giudici doveva fare i conti con l’opinione pubblica: in America i giornali sono (nella maggioranza dei casi) liberi e non bugiardi e menzogneri come in Italia. Nel caso in esame ti ricordo, che oltre a tutte le inchieste giornalistiche su questo omicidio, il presidente Lyndon B. Johnson creò la Commissione Warren, presieduta dal giudice Earl Warren, per indagare sugli aspetti non chiari dell’omicidio.
Per quanto riguarda l’11 settembre, se le “prove” sul complotto provengono da arlecchini del livello del Giulietto Chiesa, mi chiedo chi possa prendere seriamente le affermazioni di un povero pulcinella come quello.
Ciao
Il sistema giudiziario americano non è immune dal controllo politico. Anzi, è l’esatto contrario.
“Bush ha promosso Roberts «Guiderà la Corte Suprema»”
“Corte Suprema: rappresenta la più alta istanza giudiziaria degli Stati Uniti. Ha il compito di “proteggere” la Costituzione esprimendosi su questioni fondamentali come il diritto all’aborto, la pena di morte, i diritti delle minoranze”
“Il prescelto: John Roberts, 50 anni, originario dell’Indiana, conservatore, è stato scelto da George W. Bush per succedere a William Rehnquist alla guida della Corte Suprema. Laureato ad Harvard, è stato per anni l’avvocato delle corporation.”
Di arlecchini e pulcinella ne conosco tanti in italia, uno dei pochi che non mi sentirei di definire tale è proprio Giulietto Chiesa, che con coraggio porta avanti da anni un progetto giornalistico su Internet indipendente dagli interessi di parte. Scusate se gli faccio pubblicità qui, ma credo che il suo sito sia uno dei più interessanti in questo ambito.