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L’Aggressione a Silvio Berlusconi: Violenza Fisica, Violenza Morale. Le Vere Vittime.

17 dicembre, 2009 di eppursimuove  
Archiviato in Cronache Italiane, latest



15/12/2009, luogo: Camera dei Deputati.
Dichiarazione del presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto in merito all’aggressione a Silvio Berlusconi:

”La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio il cui obiettivo è il rovesciamento del risultato legittimo di una campagna elettorale”, una campagna ”iniziata fin dal 1994″ e ”condotta dal network Repubblica-L’Espresso, da Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da un terrorista mediatico di nome Travaglio“.

Secondo Fabrizio Cicchitto, craxiano ora alle “dipendenze” di Silvio Berlusconi, unitamente ad un responsabile fisico, perché è stata la mano di un uomo a colpire il viso del presidente del Consiglio, esisterebbe un “mandante morale”: la campagna di odio organizzata dal network Repubblica-L’Espresso.

“Interessante”. Tra apici perché non riesco a farmi una ragione del fatto che Cicchitto possa aver detto qualcosa di significativo.
E allora, vediamo di capire. Perché c’è qualcosa che non capisco.

E’ riconosciuto da molti, che così come esiste la violenza fisica, ne esista una verbale, mentale.
Esiste un mandante e un esecutore. A volte i ruoli coincidono, altre volte no.
Ai tempi del terrorismo delle Brigate Rosse, alcuni sono stati ritenuti mandanti morali di braccia e mani assassine.

Vorrei capire se questo criterio: dell’esistenza di una responsabilità materiale e morale, di una violenza fisica e verbale si applica unilateralmente ad una parte degli italiani, ad una parte politica e non ad altre.
Nella fattispecie. Posto che la violenza fisica ai danni di Berlusconi sia inaccettabile e per questo esiste – guarda un po’ – quella cosa che si chiama giustizia, che chiederà conto al sig. Tartaglia del gesto compiuto, poiché ho la disgrazia/fortuna di leggere con una certa assiduità le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, mi chiedo se nelle sue parole, nei suoi gesti, vi sia mai stato qualcosa che possa essere qualificato come insulto, come aggressione verbale, come violenza.

Se poi Silvio Berlusconi fosse in minima parte responsabile di violenza verbale, questo non autorizza nessuno a schiantargli la faccia. Ma in questo paese vi sono centinaia, migliaia, milioni di persone civili, ragionevoli, alcune delle quali leggono, tra l’altro, anche la stampa del Gruppo Editoriale (network lo lascio ai cretini che usano gli inglesismi) Espresso-La Repubblica che sono in grado di capire ciò che leggono e che non si sognerebbero minimamente di colpire Berlusconi o chiunque altro, ma che sono stufi. Anzi: che ne hanno pieni i coglioni di finti liberali, di finti buonisti, di finti difensori e assertori del bene pubblico, di faziosi psicolabili non muniti di statuette ma di parole nelle sedi istituzionali, di parole e immagini in tg faziosi.  Ne hanno pieni i coglioni di chi offende l’intelligenza non certo eccelsa (non siamo cerebralmente “dotati” come Cicchitto, e, personalmente, di questo ringrazio Dio) di uno che si spaccia per l’unico in grado di gestire il paese, che ha come unico interesse il bene pubblico e nulla di ciò che fa e dice è per salvaguardare, sostenere, ottenere benefici personali per sè e il suo gruppo di affari. Che mai ha usato nei confronti di chi non vota per lui, non la pensa come lui toni che si possano ritenere offensivi, lesivi del rispetto della persona. Di uno che non farebbe mai uso del suo ruolo pubblico per favorire alcuni a discapito di altro, che mai si farebbe “condizionare” da alcune sue “passioni” e vezzi per soddisfare se stesso e coloro che lo compiacciono a gambe aperte o chiuse.

Queste persone – e ce ne sono più di quante i sondaggi mostrino – sono distanti anni luce dal modello del berlusconismo che è oltre, di più, del singolo Silvio Berlusconi (contrariamente non avrebbe governato per più legislature) e da tutto lo zerbinaggio – giornalismo Rai e Mediaset e del Gruppo Editoriale Berlusconi – che oggi lo ossequia e lo omaggia gridando al tentato assassinio morale da parte di altra stampa, indubbiamente avversa politicamente ma, raramente vincente alle elezioni.

Solitamente crediamo e diciamo che un’azione, una reazione, nasce, è provocata da altra azione e reazione. Se Silvio Berlusconi si ritiene vittima, oggi, ne ha ragione. La sua faccia lo dimostra. Ma se vuole continuare e ritenersi l’unico esente da ogni responsabilità per certe sue azioni e dichiarazioni derivanti da tattica da venditore, da megalomania e assoluta convinzione di non essere un bugiardo, continui.
Continueranno a proliferare scontri e psicolabili. E le vere vittime – seppure con la faccia integra – saranno le persone civili, ragionevoli alla quale il modello del berlusconismo – in presenza o assenza del Gruppo Editoriale Espresso-La Repubblica, in presenza o assenza di Internet – continuerà a non piacere, a non convincere.
Subiranno, come già ora, la violenza della disonestà mentale, dell’incapacità di essere parte dell’universo collettivo, dell’assenza di autocritica e dei comportamenti degli psicolabili.
E continueranno a rompersi i coglioni. Sempre più. Ma non compreranno statuette da tirare in faccia a nessuno.
Ma prima o poi, colpiranno con l’unico mezzo che possiedono: l’urna elettorale. In questo momento, ancora l’arma vincente per Silvio Berlusconi. Ma la storia insegna che tutti i cicli finiscono. Si tratta di capire in che modo e con quali e quante vittime.

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Comments

8 Risposte a “L’Aggressione a Silvio Berlusconi: Violenza Fisica, Violenza Morale. Le Vere Vittime.”
  1. Giovanni Volpe scrive:

    In qualità di semplice cittadino,con la mia opinione nei confronti di questo evento, desidero porre in risalto il fatto che si continua a distrarre l’attenzione di decine di milioni di cittadini italiani, dai grandi problemi reali che assillano ogni giorno la vita di tante Persone.
    Il lavoro, la scuola, le pensioni,…

    L’aggressione, il lancio di un oggetto, da parte di un singolo uomo, con problemi di salute, non può essere strumentalizzata.

    Sono personalmente contrario all’uso della violenza, in quanto convinto sostenitore del dialogo, del confronto civile, pacifico e costruttivo.

    Come cittadino, chiedo ai nostri dipendenti, a tutti gli onorevoli, i senatori, in special modo ai ministri, di dedicare il loro prezioso tempo per varare le Riforme, non più rinviabili, di cui l’Italia ha urgente bisogno, per il bene comune.

    http://www.giovannivolpe.it

  2. Gunnar scrive:

    Mi è sorto un altro dubbio, e permettete. E parer di alcuni cui l’ho esposto è non solo ragionevole ma anche sottilmente geniale.
    Un giorno Mister B., parlando con alcuni fedelissimi, magari in un salottino di Arcore, dichiara di essere stufo di questo temporeggiar cornuto che tutto annebbia e soprattutto diffonde malumore e abbassa i livelli di gradimento. Ecco, potrebbe aver detto, i sondaggi calano inesorabilmente, occorre trovar un suggello che mi garantisca il presente e ci garantisca il futuro, qualcosa che nemmeno quel farabutto di F. o quel ragioniere di C. possano ignorare. Occorre trovare un’idea che faccia capire che la “democrazia” come noi la vogliamo è a rischio e stimoli tutti quegli sciocchi ammalati da solerte cautela a darsi una mossa.
    Sono convinto che un discorso simile è stato fatto. Ne sono sicuro. Usando parole più “emotive”, magari, infarcite con tante interiezioni che fanno “macho” e che ricordano quanto ce l’abbia ancora duro!
    A questo punto si sono tutti messi a fare ipotesi e supposizioni sulle possibilità offerte dal momento. Ma ecco che il fidatissimo e sempre eruttivo G. avvocaticchio di chiara fama e onnipresente al posto del suo datore di lavoro ha un’idea davvero geniale. LA espone senza troppi drammi e giri di parole. I giri di parole li riserva ai giudici nelle aule di tribunale.
    “Devi diventare martire” dice al suo caro padrone e amico. “Cosa?” risponde quello allarmato: “Devo crepare?”. “Ma no, ma che dici?” rimbecca G. “Devi solo farti ferire un po’: La settimana prossima c’è la manifestazione a Milano. Ci saranno migliaia di persone in piazza, quelli amici e quelli nemici. Basterà che almeno uno di questi ti faccia male, un po’, senza gravi danni, un po’ di sangue, le telecamere e i tg andranno a nozze e diventerai un martire…” Sono tutti rimasti a bocca aperta. Nessuno osa contraddire apertamente l’avvocato preferito del Capo e G. aspetta con aria serafica sorseggiando il suo wisky e osservando la faccia di B. Qualcuno si agita sulla poltrona, qualcun altro si alza per versarsi da bere e un altro ancora dice che è un pazzia, ma lo dice sottovoce.
    Poi B. scatta su e dice “Geniale!”. Chiama al telefono qualcuno e gli impartisce velocemente degli ordini. “Cercami uno spiantato con problemi mentali, meglio se disoccupato, uno che passi inosservato, uno che non farebbe troppo lo schizzinoso soprattutto di fronte a qualche centone che gli tiri su il morale e gli faccia pagare i debiti e fa in fretta!”
    Di tipi così il Paese è pieno. Che ci vuole a trovare uno che per soldi (non molti e non pochi) ti farebbe a pezzi la suocera e la darebbe da mangiare ai gatti del Colosseo.
    IL gioco è subito fatto. L’organizzazione si mette in moto, la scorta è avvertita, interferire il meno possibile, ma soprattutto non partire in tromba verso ospedali ma consentire a tutte le telecamere del pianeta di riprendere l’aggressione e se c’è altro da riprendere è grasso che cola.
    Credo che l’idea possa essere verosimile. I risultati del dopo aggressione lo confermano, nemici e amici si stringono intorno al Premier, il coro di condanna è unanime. Nessuno può aggredire una delle istituzione dello Stato di diritto. I corifei elevano canti lugubri e le piagnone di turno avranno di che sparlare di colpe e di cattiveria (quanto odio verso di me…)
    Un poveraccio è stato abbondantemente foraggiato per lanciare un “souvenir” di bronzo sulla testa di B. in un momento – il solo da dodici anni a questa parte – in cui qualcuno della scorta si è distratto, il lancio riesce maluccio e coglie alla sprovvista persino B. che lo becca sui denti. Il sangue pare abbondante ma non sufficiente. egli viene caricato in macchina ma si accorge allo specchietto di non essere abbastanza martire e allora impone all’autista di non partire e apre la portiera (sta improvvisando alla sua maniera con un altro colpo di genio opportunistico) salendo sul solito predellino per lasciarsi fotografare, riprendere, lunghi piani sequenza sulla ferita, stringere l’obiettivo sulla faccia, fotografare, riprendere fotografare… urla, spintoni, grida di attentato (ma non c’era un finto conduttore di TG che gridava Attentato! in continuazione?), e finalmente una corsa al San Raffaele dall’amico Don Verzé sempre pronto ad accoglierlo in cambio di laute sovvenzioni.
    Lascio a voi il finale se vi piace.

    • anonimo scrive:

      Direi che la teoria della montatura è non solo verosimile ma anche suffragata da innumerevoli filmati che girano sul web che mostrati al rallentatore danno ulteriore chiarezza di come sia stato montato il caso.

  3. lembo11 scrive:

    penso che tanti hanno avuto i tuoi stessi cattivi pensieri. Uno che ha sotto contratto decine di sceneggiatori, registi, copy può propinarci di tutto. Uno strepitoso esempio di commistione tra virtuale e reale fu “Wag the dog”. Un agente sgreto (De Niro) coinvolgeva un famoso regista (Dustin Hoffman) per costruire una fiction che motivasse una guerra all’Albania. Tutto per distrarre da uno scandalo sessuale del Presidente. Poco dopo ci furono nella realtà Clinton e la Levinski e la guerra in Kossovo. L’unica cosa che fatico a credere che una persona (sia pure una faccia di bronzo come S.B) sia disposto a prendersi in faccia 300 grammi di duomo di alabastro. A meno che il duomo non fosse di gommapiuma. Ci sono filmati di chi ha raccolto l’oggetto?

  4. Oris scrive:

    Io sono maligno di natura, ma non supporto la tesi.

    Ma se la supportassi, o fosse la verità penso che sarebbe la contromossa di una operazione di PERSONALIZZAZIONE DELLA POLITICA che sarà stata pure cominciata dal berlusca, ma sicuramente poi alimentata dai suoi detrattori, all’infinito.

    La politica è o pro-berlusca o contro.

    MI pare molto riduttivo.

    Chiaro che se si confonde la politica con berlusconi e il suo/i contrario/i si finisce con il colpiere o meno la persona.

    Che sia un lestofante potenziale, per esempio, secondo me, non giustifica che lui sia la figura che ha subito più processi negli ultimi 15 anni, non esiste alcun altro individuo, pur con fedine penali peggiori, che abbia avuto tanta attenzione… e c’è chi dice che la giustizia non funziona! Cavolo, a ben vedere abbiamo una grande giustizia…

    Non mi risulta altrettanta attenzione per scandali di altri politici, che chiunque abbia la coscienza di informarsi conoscerà.

    Credo perciò che la colpa di belrusconi (o il ruolo?) sia quello di “arrogarsi” posizioni forti di comodo, per gli interessi della sua casta, anche di quelli che in apparenza lo condannano dai loro pulpiti (e siamo al dividi et in…).

    Quindi, alla paranoia di gunnar ne aggiungo una peggiore, se il duomo se lo è preso in faccia, probabilmente un accordo e una regia ci sono, ma non è detto che lo sceneggiatore e le comparse non appartengano davvero a schieramenti che sono “apparentemente” opposti al “cavaliere” (di sto casso).

    Ah, auguri gentaccia.

  5. lembo11 scrive:

    un puttaniere conclamato viene colpito con il simbolo cattolico per eccellenza di Milano da uno che in tasca per difendersi aveva un crocifisso. L’ipotesi più probabile è che Tartaglia sia un adepto di Militia Christi.

  6. anna scrive:

    dopo quello che è successo anche oggi al Papa, c’è da chiedersi perchè in Italia alla fine non funzionano nè gli attentatori nè i servizi d’ordine. O ha ragione Gunnar, e funzionano le sceneggiate. o abbiamo una conferma in più che in Italia non funziona proprio niente….

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