L’Aborto è Omicidio (sebbene solo morale)
28 febbraio, 2008 - 13:00 di Chiara Lalli
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Se lo statuto personale dell’embrione non è una questione scientifica, gli argomenti con i quali si arriva a scegliere una posizione al riguardo potrebbero (anzi dovrebbero) essere sottoposti ad esame “scientifico” (si richiede almeno coerenza, correttezza inferenziale, esplicitazione delle premesse). Altrimenti si ricalca una opinione comune, si ripete un sentito dire o si sceglie pigramente un principio di autorità – rinunciando al tentativo di dimostrare la propria ipotesi.

L’avvio del suo pezzo lascia intuire che alle argomentazioni è concesso poco spazio: “Sarebbe difficile non condividere l’opzione morale di Giuliano Ferrara contro l’aborto. Che è sempre un dramma per la donna che vi fa ricorso”. Affermazioni apodittiche, quelle di Ostellino. Conseguenze scambiate con le premesse. La difficoltà, che sembra suonare come impossibilità vera e propria per Ostellino, di con condividere la posizione morale (o moralista?, domando io) di Ferrara è ostentata come un bambino farebbe con il proprio giocattolo preferito, senza alcun bisogno di spiegare le ragioni della preferenza: è così, e basta, è il giocattolo più bello del mondo! Proprio come il dramma (rafforzato dal “sempre”) che la donna vivrebbe come conseguenza della scelta di abortire. Un dramma necessario e una scelta che, forse direbbe Ostellino, non è mai davvero una scelta, ma una dolorosa necessità.
Sarebbe augurabile soffermarsi qualche parola in più per tentare di trasformare un parere personale in una posizione sostenibile: perché è condivisibile la posizione di Ferrara? Siamo sicuri che abortire sia sempre e inevitabilmente un dramma? Ostellino sembra rimandare il peso della dimostrazione a qualche riga dopo, quando chiosa: “Sotto il profilo etico l’aborto è un omicidio. Quello alla vita è un diritto naturale soggettivo fondamentale”. Ancora una volta: perché l’aborto sarebbe un omicidio? Perché l’embrione ha il diritto alla vita (è la risposta più o meno implicita). Ma Ostellino non ha dimostrato che l’embrione abbia il diritto alla vita, non ci ha nemmeno provato.
Affermare che il diritto alla vita è un diritto fondamentale, se non si chiarisce chi ne sono i detentori e a quali condizioni, non ha alcun significato. Chi gode del diritto alla vita e perché?
“Ma ha poco senso chiedere alla scienza — che per la sua stessa natura è relativista — e tanto meno al diritto, che nello Stato moderno è distinto dalla morale, di risolvere un problema etico. Meno ancora ne ha chiederlo alla politica”.
In che senso la scienza sarebbe relativista? Se Ostellino si riferisce al senso morale è del tutto fuori strada: la scienza non è, di per sé, connotata moralmente. Ancor peggio andrebbe se Ostellino intende che la scienza sia epistemologicamente o ontologicamente relativista. dovrà pur averci insegnato qualcosa!
Se poi Ostellino è convinto che l’aborto sia un problema etico, allora è giusto che la legge (o meglio, la coercizione legale) non intervenga. Però Ostellino lo chiama omicidio, sebbene “solo” morale. E non spiega perché questo omicidio dovrebbe essere legalizzato. Che cosa distingue un certo omicidio (aborto) da un altro omicidio? Perché se “uccido” un embrione vado in carcere e se uccido il postino rischio (giustamente) anni di carcere?

Il Dr. , autore della
Se Ostellino accusa Ferrara di non aver capito il liberalismo, Ostellino sembra trascurare il principio del danno a terzi (cardine del pensiero liberale e questione centrale nella discussione riguardo all’aborto); sembra anche trascurare le posizioni morali che non conferiscono il diritto alla vita all’embrione (pur ricordando che non esiste un’unica posizione morale); infine mostra una sicurezza avventata nel sostenere che Ferrara sappia ben distinguere tra peccato e reato.
L’Aborto è Omicidio (sebbene solo morale) è di

L’aborto di un ammasso di cellule,senza sistema nervoso(un paio di settimane),non lo considero omicidio:un corpo umano senza cervello non è da considerarsi persona.
….. interroga una persona dotata di cervello (che abbia abortito) nel momento in cui si rende conto che l’embrione non aveva cervello, ma sarebbe diventato persona.
Ciao da hanto.it
In famiglia, di aborti(ammasi di cellule)io ne ho avuti più di uno…ma nessuno di noi ha mai pensato che questo fosse la morte di una persona!!!!! E’ sicuramente un dramma per una donna, ma questo è un altro discorso.
L’ammasso di cellule, ancora senza sistema nervoso, come si può considerarlo persona? Avrebbe potuto solo in seguito diventare persona…non facciamoci di ogni cosa un problema religioso. A proposito di religione, che l’embrione abbia bisogno di almeno un paio di settimane per lo sviluppo del suo sistema nervoso ed essere considerato una persona, oltre che da scienziati, è affermato anche da più di una religione. Saluti.