Kenneth Foster, Pannella e il Circeo
4 agosto, 2007 - 9:00 di serpiko
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Kenneth Foster morirà il 30 agosto di quest’anno. La sua condanna è uno dei casi più discutibili di idoneità dello Stato e delle sue istituzioni a poter deliberare circa l’interruzione della vita di un uomo. Potete trovare la storia di Kenneth e : vi consiglio di leggerla, l’assurdità della pena che sta per scontare è talmente evidente da non richiedere alcun commento.
Personalmente sono contro la pena di morte in quanto essa è la chiara dimostrazione delle incapacità di uno Stato di gestire le problematiche derivanti da figure socialmente deviate. I motivi per cui una giustizia può decidere una soppressione sono soltanto due: l’incapacità di recupero di un criminale alla vita sociale o l’incapacità di garantire la sicurezza della comunità. Le conseguenze di queste lacune non possono però ricadere sui cittadini onesti, in questo senso la pena capitale possiede una sua triste utilità. Hai commesso dei delitti? Io, Stato, non sono in grado di recuperarti o di neutralizzare le tue potenzialità criminali? Non posso rischiare che tu commetta nuovi delitti ai danni di altre persone: mi dispiace, ti devo ammazzare.
30 anni fa alla Giustizia italiana non venne data la possibilità di eliminare Angelo Izzo dopo il massacro del Circeo; oggi egli è sotto processo per altri due omicidi. Altre due donne, condannate a morte da uno Stato che ha garantito la vita a Izzo ma non ha saputo garantirla a loro.
Per questo motivo ritengo importante inquadrare il caso Foster per quel che realmente è, liberandolo delle strumentalizzazioni di “Non toccate Caino” o la moratoria sulla pena capitale e la liberalizzazione delle droghe leggere ugualmente degne di uno sciopero della fame. Kenneth non è vittima della pena ma di una giustizia “malata”: la sua è una sentenza dal retrogusto razzista, emessa dalla giustizia di uno piuttosto sanguinario e appartenente a una che dei diritti umani dà un’interpretazione di in tutta sua.
Auguro a Kenneth, alla cui battaglia io stesso prendo parte, di trovare la morte per cause naturali al termine di una vita in cui avrà scontato ciò che è giusto che sconti e in cui avrà saputo riscattarsi dalle sue vere colpe.
Kenneth Foster, Pannella e il Circeo è di serpiko

Grazie Serpe,
ottimo lavoro. Un caso di cui è necessario parlare.
Guardate quest’uomo: è nero e sicuramente povero. Ho detto tutto.
Infatti, i neri ricchi alla O.J. Simpson o alla M. Jackson si sbiancano.
Definire razzista la società americana è sbagliato. Classista è la parola giusta.
Razionalmente sono contro la pena di morte, ma emotivamente in alcuni casi (es. pedofilia) e con la certezza della colpevolezza mi verrebbe voglia di ripristinare alcune torture medievali
La differenza c’è ed è grande.
Ho espresso la mia opinione direttamente nell’articolo, sinteticamente dipende dal motivo. Se si tratta di una pena fine a se stessa, non la condivido
Se attraverso di essa si persegue la sicurezza dei cittadini, invece, non posso riternermi totalmente contrario.
Anche perchè se un uomo uccide un altro uomo per rapina commette un enorme errore, ma che differenza c'è se ad uccidere un uomo ci pensa lo stato?
Sono due errori uguali e della stessa gravità.
@Franca
come ti capisco…
io si.
Sono Maria Teresa Osta di Vercelli e sono in corrispondenza con Kenneth Foster.
Kenneth é una persona straordinaria, con una forza d'animo ed un coraggio davvero ammirevoli.
Per me é un carissimo amico e sto cercando di fare tutto il possibile per aiutarlo.
La pena di morte é un omicidio ed invece alcuni stati lo chiamano "giustizia".
Si possono firmare le petizioni in suo favore, inviare lettere e fax al Governatore del Texas e al Board of Pardons and Parole (visitate i siti e ).
Per favore AIUTATEMI A SALVARE KENNETH!
Se vi servono altre informazioni, contattatemi (terry210261@alice.it)
Io spero che Kenneth non venga ucciso.
NON POSSO ACCETTARLO!
Terry