Jules & Jane
10 ottobre, 2008 - 9:00 di Fully
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Border Zone, Oltre il Confine, Veri Uomini
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Jules ed è il signore della foto. Mi viene difficile chiamarlo “barbone”. E’ un uomo così dolce e bello. Ed è libero come l’aria. Ad Atene vive nei pressi di una panchina posta appena fuori della Torre dei Venti. Ha una maglietta con su stampati i primi versi dell’Odissea, ha una bella barba bianca ed un volto scolpito. Non credo ricordi esattamente dove è nato, ma non gliene importa un fico secco, sa di essere nato, gli basta e si vede.

Lui saluta tutti i turisti di passaggio, chiedendo in tutte le lingue del mondo “Di dove sei? Da dove venite?”. Non potrete fare a meno di rispondere a quella voce profonda, tristemente allegra. E dalla lingua in cui risponderete lui saprà come deve parlarvi. Credo conosca un po’ tutte le lingue del mondo.
Non chiede nulla. Ha davanti a sé un fazzoletto steso sulla via e una lattina di birra per raccogliere qualche spicciolo. Ma non ve lo chiede. Sarete voi a non poter fare a meno di mettercelo, per ringraziarlo del suo sorriso, di qualche canzone del vostro paese che sussurrerà, e per scacciare dal cuore quell’invidia di libertà che inevitabilmente vi prende.
Lei si chiama Jane, Lady Jane. E’ la sua gatta. L’unica gatta davvero “sua”. Mi dice: “Ho 28 gatti e 8 cani, a tutti rimedio qualcosina da mangiare, ma se non ci riesco se ne vanno a cercarla per conto loro. Lady Jane no, lei sta qui con me e dormicchia tutto il giorno (tranne quando la accarezzo un po’) anche se non trovo da mangiare nulla né per me né per lei”.
Provo a scattare qualche foto, perché Lady Jane ha degli occhi bellissimi, giallo oro luccicanti, ma li apre solo qualche istante e io non sono mai abbastanza pronto. Allora prendete la foto così com’è, una bellissima gatta col pelo nero lucido e con gli occhi chiusi: il loro oro dovrete cercare di immaginarlo.
Jules se la bacia e se la accarezza. Non distoglie lo sguardo da lei neanche per ringraziarmi degli spiccioli che gli lascio. Ma subito dopo, mentre mi allontano, lo sento intonare la canzone di Rascel, “Arrivederci, Roma”.
E un po’ mi commuovo.
Jules & Jane è di

Bellissima testimonianza Fully.
Succede anche a me di riflettere un pò su ste cose, quando ci sbatto dentro
jules è identico a zorro!
Uguale uguale.
Zorro l’ho incontrato una decina di anni fa, in Via De Lollis. Non era italiano, ma non sono riuscita a capire da dove venisse. Distribuiva un giornalino: “terre di mezzo” in cambio di una piccola offerta. Spero esista anche dalle vs parti: Terre di mezzo lo scrivono i senza tetto, gli extracomunitari e “gli altri” che vivono tutti i giorni a contatto con loro.
Terre di mezzo, racconta di tutti quelli rimasti “in mezzo” …appunto! Nè di qua, nè di là. Fuori dagli schemi tradizionali, perchè ci vogliono stare o perchè non riescono ad entrarci. E’ una bella lettura e zorro era un venditore meravigliosamente assurdo!
Ti dava il giornale insieme ai gadgets! Aveva capito tutto! Costava 3mila lire, io volevo dargliene 5….ma lui pretese di darmi il resto. Mi regalò un garofano rosso e uno straordinario ritratto di Marilin Monroe fatto da lui su un bristol rosa.
L’ho abbracciato e ho pianto. Non so perchè, ho pianto. Pianto delle cose che mi portavo dentro da un po’. Ma quando ci ripenso…mi tornano i lucciconi.
Non l’ho più rivisto….magari è ad Atene, chissà.
Ciao zorro, ciao jules.
(grazie Fully)
mi spiace, ma credo che questo senso di pietà verso i senzatetto-mendicanti-vucumprà, che si lava via con qualche spicciolo, sia sinceramente infantile e non dico ipocrita perché ormai questo aggettivo lo usano pure i fornai.
Siete così tanto invidiosi della loro libertà? Unitevi a loro, alle loro unghie incarnite, alle loro bronchiti croniche, ai loro parassiti, alla loro fame o alle loro mutande.
A me simili articoli non mi fanno che pensar male di chi li ha scritti.
Poeticare su una persona che per vivere (male) mendica, fantasticare sugli occhi dorati della sua gatta che magari starà morendo rosa dalle pulci, inneggiare ad una spensieratezza o libertà dove invece ci sarebbe da parlare di disagio sociale, psicologico e chissà che difficile vita alle spalle…
vomito.
Tra un po’ troverete poesia anche nelle defecazioni dei cani per strada.
Per quelle umane, tranquilli, ci ha già pensato Manzoni.
Piero Manzoni.
A me piace pensare che la sua fosse una scelta, una libera scelta.
E’ un’impressione che ho ricavato dalla gioia e dalla vitalità dei suoi occhi.
E per fare una simile scelta di libertà si deve avere un coraggio che io gli ho invidiato.
Tutto qui
Anch’io da ragazzo ho fatto un’esperienza del genere. Ho apprezzato molto questo post.
Tusaichi posso essere d’accordo con te se parliamo del problema di un sottogruppo sociale, ma io penso che non bisogni mai dimenticare che ogni persona e’ individuo, e anche in mezzo a decine di tossicodipendenti -ad esempio- inquadrabili come “farabutti” (pur essendo sempre persone con dei problemi) ci siano anche persone che ho conosciuto veramente sensibili con un problema piu’ grande di loro. Tuttavia non (ancora) soprafatti da esso. Jules per riuscire a mantenere un contatto personale con coloro che incontra dimostra di non esser stato assorbito dal suo ruolo.
Grazie del ricordo che hai condiviso, Fully.
Non dimenticate mai che i ruoli che recitate nella vita cercano di sopraffare la vostra individualita’
Questo è quello che io chiamo: pisciare fuori dal vasino.
Solitamente mi piace quel che dice Fully, sia per i temi che tratta, sia per il modo in cui li tratta.
Questa volta, per quel niente che può valere il mio parere, il tema è parso pure a me un po’ frusto.
In questo senso mi pare che le tue critiche, dando il giusto valore alla vis polemica, ci possano stare e che il vasino non c’entri nulla.
Infatti è così… cioè, almeno in parte. Io ho fatto del volontariato e la mia personale opinione su chi vive per strada o fuori da determinati schemi è che vive anche un profondo disagio personale (di cui può o meno rendersi conto).
Simone
è una storia ‘romantica’ anche se credo che per Jules in realtà sia molto dolorosa. Non si conosce la sua storia?
Ha scelto un’ottima compagnia – se è per sottrarsi a uman fedifraghi con cani e gatti può stare tranquillo che non lo tradiscono.
Mi piace la tua interpretazione “Non credo ricordi esattamente dove è nato, ma non gliene importa un fico secco, sa di essere nato, gli basta e si vede”.
Alla radice di tanto odio c’è il fatto che gentaglia si attacca alle radici e crede di avere un merito in base al posto dove è nato! Chapeau a Jules
salutoni cannonici
DC
A te dono la mia colomba della pace perchè so che la porterai veramente dove gli altri non si sogneranno mai di portarla.
Ho ricevuto questo messaggio:
La colomba della pace vola di sito in sito.
Aiutala a fare il giro del mondo
portandola alle persone
che vuoi bene.
*****
Noi nemmeno col vicino di casa ci capiamo,
figuriamoci con le persone che fanno di tutto per non farsi amare.
E allora te la mando io una colomba:
La colomba della pace vola di sito in sito.
Non portarla alle persone che ami, non serve.
Portala ai cattivi, ai delinquenti, agli assassini.
Portala al drogato, a chi porti più odio.
Portala ai carcerati.
Portala al vicino di casa.
Vedrai, magari volerà più piano,
ma arriverà. Ci metto la firma
Michelangelo
Ora tocca a te, modificala come vuoi, mandala a chi vuoi,
ma continua a farla volare Jules.
Si può essere degli spiriti liberi (relativamente) anche senza fare come Jules. E si può essere dei rivoluzionari senza fare pesanti comizi sull’ iniquità della società, anche se la tentazione c’è sempre e il pensiero sta magari in fondo ad ogni discorso. E ascoltare punk, metal o chi per esso ma presentarsi in giacca e cravatta (continuando ad ascoltarlo, anche in giacca e cravatta). Gli altri non sanno chi sei, tu un poco sì.
Bel post… ma non aggiornate troppo spesso qui sopra? Potreste segare qualcosa e lasciare un po’ più a lungo le discussioni più interessanti come questa.
Comunque sia come dicevo bel post, anche se c’è da interrogarsi su dove stia effettivamente la libertà. Il signore in questione ha capito che facendo leva su qualche punto particolare (magari la nostalgia per chi è lontano da casa, anche in vacanza) la gente è più disposta ad aiutarlo, mentre la sua libertà di vivere a quel modo è subordinata alla presenza di qualcuno che gli offra dei soldi per sostentarsi.
In effetti vivere per strada infischiandosene del mondo presenta anche una componente di egoismo, o menefreghismo: che il mondo si fotta, io sto seduto qui e non voglio essere utile a nessuno.
Non sto denigrando i “barboni” (anzi, alle volte mi piacerebbe provare a vivere a quel modo) ma voglio solo dire che il mondo è talmente complesso e le nostre relazioni interpersonali hanno un’importanza tale che quasi nessuno può pensare di essere realmente libero e indipendente da quello che fanno gli altri.
Simone
Fully, spero che non se ne risenta nessuno, ma dopo aver letto questo post posso dichiarare ufficialmente che TI AMO!
E lo dice una che ha estrema difficoltà a relazionarsi con i senzatetto, i mendicanti, i rom e tutta quella varia umanità che popola le strade del mondo alla ricerca di un contatto, di un sorriso, di qualche centesimo. Quando dico di no mi sento veramente una str…, quando mi ritraggo impaurita e diffidente, quando preferisco guardare altrove, quando semplicemente non ho il coraggio dovrei riuscire a ricordare le tue parole, questa foto, questo racconto. Grazie.
Non cosa dire dire, Fully. Laura può dirti TI AMO ed io ti invidio, ma oltre non so andare. Certo il racconto è dolce, se vuoi, commovente anche. Le riflessioni che fai possono intenerire, ma io penso in un altro modo: non ci dovrebbero essere barboni in nessuna parte del mondo anche se scelgono la vita da barboni. Mi domando perchè abbiano scelto di fare i barboni…Per una scelta di libertà? Ci credo poco. Nessuno, se non ha qualche problema esistenziale o sociale, sceglie di fare il barbone per essere libero. A mio parere, non è una scelta: è una necessità, ma più che una necessità una costrizione. Che poi la sua scelta diventi romamntica è un’altra cosa.
Gli animali poi, gatti e cani, danno un tocco di tenerezza e di romanticismo alla scena.
Sono un cuore duro? Al contrario. Ho scritto in un mio post la morte di un gattino sotto casa mia. Mi sono commosso per come lo piangeva il fratello.
Ma sono sempre del parere che sia la società a creare questi fenomeni di ingiustzia sociale ed umana.
In ogni caso dimostri sensibilità e umanità. Un caro saluto!
Ringrazio per le testimonianze di stima (di affetto, direi quasi) cui queste poche righe hanno dato luogo.
Ringrazio anche coloro che hanno mal digerito quel po’ di “buonismo” tutto rose e coccole che hanno voluto leggere tra queste righe. E’ possibile che ci sia anche questo.
Ai primi prometto che cercherò di proporre qualche altra osservazione da “piccolo mondo” in positivo che ogni tanto mi diverto a fare.
Ai secondi regalo l’augurio di una visione della vita un po’ più surreale, niente affatto pragmatica, con quel pizzico di “candore” che considero un antidoto alle miserie umane che spesso ci tocca di raccontare in queste pagine.
Grazie in ogni caso per il tempo che avete impiegato a leggere ed a commentare.
Caro Fully, quando ho scritto che fare il barbone non è una scelta, ma il più delle volte si è costretti per le più disparate ragioni: problemi sociali, problemi familiari, disturbi psichici, ecc. Poche, pochessime volte per una scelta di libertà, perchè non è semplice fare il barbone e dormire sotto un ponte con tutta la dignità possibile. Gli stati non lo dovrebbero permettere, non per il decoro delle città, ma per la dignità della persona.
Per il resto sono d’accordo con te: l’animo umano non può rimanere insensibile di fronte a questi fenomeni di degrado sociale, può e deve commuoversi, può anche trovarci un aspetto romantico, ma non può ignorare che si trova di fronte ad una persona.
Per il resto, ripeto, il tuo è un bel post che mi ha commosso per gli aspetti umani, del tuo animo, che rappresenti.
Nonostante l’aspetto luciferino che ti contraddistingue! Se è il tuo vero aspetto, s’intende!