J’accuse! (Troppi Clementi)

Si presenta al pubblico con sorriso materno, modi rassicuranti, calma serafica, fortezza quasi religiosa e grande sicurezza interiore. Almeno in apparenza. Il tutto è disegnato sul suo volto con tratti alla Velasquez mentre lei sorregge il microfono con mani giunte in gesto di preghiera, come se fosse un rosario. Accanto a sè ha il sostegno della famiglia intera, alla sua sinistra il marito sfoggia un’espressione nervosa e indignata al contempo ma i suoi occhi spiritati tradiscono il vero stato d’animo e sembrano cercare un particolare cui attaccarsi per dare sfogo alla sua ira.
Eppure in questo presepe tutto italiano non sono quegli occhiacci a darmi da pensare, avverto una sensazione di lucida freddezza che m’infonde totale disagio.

Clemente Mastella Sandra Lonardo


Saranno forse i protagonisti di questa storiella ad inquietarmi. Lui, il marito spiritato, da poco portato in trionfo per i suoi 30 cattolici anni consecutivi di caccia alla poltrona, è il recente protagonista del peggior colpo basso politico del medesimo periodo. Lei, il prototipo di mater familiae, è politicamente impegnata a livello regionale con gli stessi colori del marito e si trova sotto accusa per alcune frasi sfuggitele durante l’esercizio delle sue pubbliche funzioni, che il suo interlocutore ha interpretato come “minacce di morte”. Non insulti o vilipendi. Minacce di morte.

Oppure sarà il senso dello stato di coloro che stanno tutt’attorno. Una folla acclamante fatta di gente comune, tutta bandiere e cappellini, che ha già sentenziato l’innocenza a priori della sua matrona e l’illegittimità del procedimento contro di essa, si trova impegnata in una dimostrazione tutta meridionale di sostegno alla persona. Scena molto molto simile a quelle che di tanto in tanto passano al telegiornale e raffigurano forze dell’ordine che, nell’atto di arrestare i boss, vengono malmenate da capannelli riottosi della stessa gente comune.

O ancora sarà l’irreale contesto in cui sta succedendo tutto ciò. Proprio quella regione dove la gente comune (ancora lei) si vede costretta a ruspare quotidianamente nella merda che le scelte politiche a livello locale non sono state in grado di gestire in modo idoneo; metà per colpa dell’amministrazione di cui peraltro la matrona fa parte incapace di trovare soluzioni adeguate, forse anche a causa di collusioni poco chiare; e metà per colpa dell’assenza di senso civico che ha portato la popolazione al rifiuto di qualsiasi alternativa proposta per la gestione del pattume.

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Sia quel che sia, poco importa, il mio disagio non svanirà se ne individuerò le cause: è il sentimento proprio di chi con rassegnata disperazione non vede possibili soluzioni. Oggi ho imparato che non si può portare uno Stato a casa di chi non desidera averlo, che non è possibile intervenire senza il sostegno dei futuri beneficiari dell’intervento. Sostegno che oggi certamente non c’è, e che non s’intravede nemmeno all’orizzonte più lontano.

Qualcuno diceva che Cristo s’è fermato a Eboli.
Talvolta vien da pensare che non sia nemmeno giunto fin lì.

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serpiko Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Conosco da tempo e stimo la persona che ha scritto questo pezzo. So che è persona di grande intelligenza, ineccepibile buona fede e onestà indiscutibile. Questo mi aiuta a pensare che dietro questo sfogo non ci sia l’ottusa acrimonia che alcuni cittadini di questo paese mettono in scena con lucidità bovina nelle loro scampagnate in camicia verde.

La mia opinione è che se vogliamo, almeno ai fini del ragionamento, dividere questo paese, il Nord e il Sud, nessuna delle due parti ha mai creduto veramente allo stato.

Nel Sud nessuno, dai Borboni in poi, ha mai avuto veramente interesse a portare cultura e stato. Alcuni leggono l’unità italiana come un’operazione di colonialismo interno. Successivamente il Sud è stato solo serbatoio elettorale.
Da qui nasce lo spazio per strutture di potere alternativo come la mafia e la camorra, con le degenerazioni di cui siamo tutti testimoni.

Il Nord, dopo la spinta all’unità, ha rinunciato al governo del paese e lo ha ceduto progressivamente. Completamente impegnato nella creazione di una struttura industriale, storicamente fiero della sua autonomia produttiva, ha pericolosamente lasciato il controllo legislativo a chi non aveva altro che la burocrazia per far valere il proprio potere.

La mia opinione è che certe visioni, per quanto giustificate storicamente, siano superate dalla storia. E’ superficiale pensare che il Sud siano le persone col cappellino che applaudono Mastella come sarebbe stupido pensare che il Nord siano Calderoli e la sua guardia in camicia verde.

Il nostro piccolo paese è nel pieno di una tempesta mondiale nella quale nuove nazionalità reclamano ciò che per secoli gli è stato negato.
Oggi che un bicchiere di vino delle Langhe, probabilmente è stato lavorato con prodotti cinesi da lavoranti ucraini. Pensare che la monnezza in strada sia solo un prodotto culturale è troppo semplice.

Quello che è accaduto a Napoli, non sarebbe potuto accadere se Milano non fosse stata d’accordo.

Più tardi proporremo un contributo esterno di un napoletano. Così, almeno idealmente, gli daremo modo di pareggiare i conti.

mc…. complimenti.
Solo un appunto: di fatto il Nord non ha mai rinunciato alla gestione legislativa del Paese, essendo che c’è anche il Nord a legiferare e gestire nella stessa sede comune.
Un sud sottosviluppato è strutturale ad un nord che avanza, è economia di base. Hai ragione nel voler allargare l’orizzonte al presente, dovremmo farlo tutti e ragionare sul tipo di economia che vorremmo….
… vero, più divertente litigare!
:-D

complimenti a serpiko per aver dimostrato il coraggio, la cui assenza è spesso nascosta dietro al politically correct. sono meno d’accordo con mc nella puntualizzazione. nel senso che a volte ci sono realtà che nessuno ha il coraggio di nominare e se lo si fa ci si sente in dovere di aggiungere “si ok però anche gli altri sono cattivi”. Non credo c’entri molto ora, con lo sfogo di serpiko. è un po’ come quando ti trovi di fronte a un extracomunitario scemo e non puoi dirgli che è scemo perchè è extracomunitario. e se lo fai devi specificare che non è razzismo ma pura valutazione cognitiva.
Qui il punto è solo se la realtà descritta da serpiko è sufficientemente vera o meno. non ci sono questioni di razzismo, campanilismo o par condicio. E nemmeno è importante sapere quanto è intelligente serpiko, che ha fatto un’analisi personale e non ha espresso giudizi di genere. IMHO

Caro Serpiko, la tua analisi e le tue conclusioni valgono tanto quanto la superficialità con la quale hai formulato il titolo in Francese.
Si dice (e si scrive) “j’accuse”.

Silent Enigma

Silent Enigma’s avatar

Serpe, dici bene.

Franza o Spagna, basta che se magna….

@Lea
Il titolo è colpa mia.
L’ho riscritto male dopo averlo cancellato per errore. Non conosco il francese e ho fatto una brutta figura.
Ora ho corretto. Grazie.

non si può portare uno Stato a casa di chi non desidera averlo, che non è possibile intervenire senza il sostegno dei futuri beneficiari dell’intervento

Parole sante

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