Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "“Italiani Brava Gente” o “della Memoria”" è stato scritto da tenebra
Alcuni giorni fa si è celebrata la Giornata della memoria in ricordo dei massacri delle foibe: bene è giusto ricordare ciò che hanno subito migliaia di italiani ( dai 5 agli 11 mila secondo le stime ufficiali) durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale anche, è bene tenerlo a mente, per l’odio seminato dal fascismo nella persona, ad esempio del suo Duce, Benito Mussolini che già nel 1920 dichiarava che
“…di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possono sacrificare 500.000 slavi barbari di fronte a 50.000 italiani..”
dimostrando così che il metodo della decimazione aveva, prima delle SS , illustri predecessori.
Ma se il dramma delle foibe è stato rimosso per 50 anni è stato un errore, un grave errore perché, come ci ha insegnato in questi anni il popolo tedesco la memoria di un popolo non può avere stanze chiuse o armadi della vergogna inaccessibili.

Per questo bisogna scavare e scavando ci accorgiamo che il mito degli “italiani brava gente“, incapaci di atrocità come quelle commesse dai tedeschi , è duro a morire.
Le cose non stanno così, purtroppo.
La commissione di guerra dell’Onu, nel 1945, individuando ben 1200 criminali di guerra italiani, sottolineava che “I crimini commessi dai soldati italiani non sono da meno di quelli commessi dai soldati tedeschi” e aveva le prove di quanto diceva.
Se lo ricordano bene gli abitanti di Loz, in Slovenia, che videro distrutte dalle truppe del generale Giovannini tutte le abitazioni, confiscato il bestiame, fucilati molti giovani e internati la maggior parte dei civili o gli abitanti di Lubiana che sapevano bene che cadere nelle mani degli italiani significava tortura sistematica, del resto basta leggere le circolari dei comandanti militari in Slovenia, come la circolare C del gen. Robotti e del Commissario per Lubiana, Grazioli dove si lamentava che “…si uccide troppo poco…” (testuale) : in questa sciagurata regione , in quel periodo, le truppe italiane uccisero 12 mila civili e ne internarono 40 mila.
Ma per passare ad un altro scenario come dimenticare la Libia dove, nelle guerre coloniali, furono uccise tra 40 mila e 80 mila persone e ancora di più l’Etiopia dove, anche grazie all’uso massiccio del gas nervino, in particolare dopo l’attentato al maresciallo Graziani, furono uccise tra 300 mila e 700 mila persone e dove, tanto erano una razza inferiore, non furono ami applicate le convenzioni di guerra internazionali, con la distruzione sistematica di villaggi, capanne, chiese, raccolti e l’eliminazione fisica di tutti i sospettati, insomma, terra bruciata.
E’ qui in Etiopia che fu tentata l’attuazione di un vero e proprio progetto genocidario verso l’etnia Amara colpevole di resistere più di altre all’invasione coloniale, insomma una neanche tanto piccola Shoa africana.
Gli armadi della vergogna, in parte ancora blindati, contengono non solo le atrocità naziste perpretrate in Italia e i nomi dei loro colpevoli, ma soprattutto la descrizione dei crimini di guerra di cui furono responsabili gli italiani e i nomi dei responsabili ma nessuno in questi anni ha avuto la decenza, così come hanno fatto i tedeschi, di chiedere scusa ai popoli come gli etiopi, gli slavi o i greci che hanno sopportato le nostre atrocità e nessuno dei responsabili è mai stato processato, in Italia, per questo.

Io sono perché se memoria deve essere lo sia a 360° e penso che gli italiani siano, veramente, nella loro grande maggioranza, brava gente ma io, ve lo confesso, di fronte a queste cose e soprattutto di fronte a questo oblio, a queste rimozioni, a volte mi vergogno di essere italiano.

Bello e doveroso ricordare, almeno ogni tanto, che nessuna impresa coloniale è mai stata realizzata per il bene dei colonizzati. Solo un appunto all’articolo di “Tenebra”: non sono tanto convinto che il dramma delle foibe sia stato rimosso per cinquanta anni. Questo argomento della rimozione è una costante della vicenda e viene ripetuto puntualmente ogni qualvolta se ne parla. Di sicuro se ne parlò subito dopo la guerra, ne sono testimoni i cinegiornali dell’epoca che ci vengono riproposti. Verso la metà degli anni ’70, ne leggevo sui libri di testo delle scuole medie (avevo 13 anni), pochi anni dopo se ne parlava al liceo nelle lezioni di storia. Circa dieci anni fa, mi chiese chiarimenti sulle foibe la discendente di uno slavo deportato (in Calabria), ne aveva sentito parlare in televisione (con annessa lagnanza sulla rimozione) e non sapeva nulla dell’argomento. Personalmente ho il ricordo che se ne sia sempre parlato, sarà forse che ho una memoria confusa!
La vera rimozione sta, secondo me, nel ripresentare ogni volta sempre in modo acritico (gli italiani brava gente vittime deglii slavo-nazionalcomunisti), il dramma delle foibe!
L’argomento, aldilà degli anniversari e delle celebrazioni, è praticamente scomparso dalla memoria nazionale.
Una riflessione interessante, profonda e molto condivisibile.
Grazie T.
La lingua batte dove il dente duole.
Se Hitler avesse vinto la guerra, vi immaginate ora come sarebbe l’Europa,
e l’Italia amica?
Intanto il testamento biologico sarebbe una sottoclasse inglobata in una categoria dell’eutanasia.
Eutanasia razziale, (l’ultimo ebreo trovato e gasato al Polo Nord)
eutanasia sanitaria, (dagli ospedali non dimettono più nessuno)
eutanasia culturale, eutanasia religiosa, eutanasia politica e chissà cosa ancora. (chi non è con noi, era contro di noi)
Noi “alleati” saremmo gli esecutori privilegiati, con funzioni ispettive e di controllo negli ex Stati europei e responsabili del Ministero Dell’Epurazione.
I Radicali sarebbero finalmente al governo con Cappato, Pannella, Bonino ministri e sottoministri e Ignazio Marino Generale Medico e Comandante in capo di tutte le S.O. (Sale operatorie).
Coraggio anche se Hitler ha perso non è ancora detto che le sue idee non ritornino.
Chi semina il marcio raccoglierà putrefazione.
Paragonare i radicali o Marino a ideologi filonazisti mi sembra veramente una panzana di una grossezza…incalcolabile.
Se cosi’ fosse, buona parte degli Stati Europei, piu’ avanti di noi sul fronte dell’autodeterminazione, sarebbero da considerarsi prosecutori del progetto Nazista, e dovremmo considerarci pressocche’ accerchiati. Magari Hitler non e’ morto davvero e vive in Olanda, terra di peccatori e satanisti, mmh?
Mi sembra veramente un commento indegno di una persona razionale.
@koteko
Le mie provocazioni, perché tali sono, vogliono essere una nota forte contro il testamento biologico, in ogni sua forma ed accezione, perché secondo me e sempre secondo me è l’anticamera dell’eutanasia e se questa è legge in molti stati europei, ciò dimostra invece che non “sono più avanti di noi sul fronte dell’autodeterminazione” ma molto indietro nella scala involutiva che li riporta all’archetipo di un cannibalismo da cavernicoli.
Quanto a Marino invece che ha prestato giuramento solenne a difendere la vita per la vita, ora è come se avesse fatto un nuovo giuramento solenne, chè arresosi all’incapacità di salvarla, si prodiga con massimo accanimento a legalizzarne la morte.
premesso che sono assolutamente favorevole all’eutanasia -e premesso anche che il caso Englaro non verteva sull’eutanasia, bensì sul diritto dell’individuo ad autodeterminarsi- il tuo far notare come l’eutanasia fosse un “cavallo di battaglia” dei nazisti (insieme allo slogan “vita indegna di vita” titolo di uno dei film di propaganda nazista più famosi) è assolutamente corretto.
Sicuramente, quando, come nel mio caso, si propende per l’eutanasia, bisogna sempre tener presente questi 2 fatti, perchè è evidente che con l’eutanasia ci si muove su un crinale pericolosissimo.
E d’altronde mi sembra evidente che la pericolosità maggiore derivi dalle ingerenze dello stato, mentre continuo a non capire perchè chi si schiera contro l’eutanasia non avverta come in genere essa sia un gesto di amore, non certo di insensibilità o un vero e proprio omicidio, come invece sento continuamente dire.
Non c’è nessun omicidio nel consentire a qualcuno (magari qualcuno che si ama e la cui morte ci provocherà grande dolore) di “morire” un po’ prima se LA PERSONA INTERESSATA ritiene la propria vita ormai indegna di essere vissuta e non più dignitosa.
E’ rispetto per l’altro, non omicidio.
Il punto è che per capirlo bisogna riconoscere anche a chi non la pensa come noi un’umanità che invece, evidentemente, si nega a priori se si taccia un padre di essere un assassino, aprioristicamente come è accaduto nel caso Englaro.
Quando un nostro corrispondente Etiope ci portò in omaggio il calendario della sua nazione, notai che una delle date festive era la vittoria di Dire Dawa! La festeggiano ancora !
La guerra è la guerra, la politica e le dominazioni portano orrori: noi cittadini del 2000 dobbiamo operare affinchè le guerre ed i loro pretesti cessino.
Ma resta comunque il principio di base: che OGNUNO PIANGE I PROPRI MORTI, siano bianchi, rossi o neri o blu a pois bianchi … la morte è sofferenza. Inutile negare i genocidi fatti da tutte le nazioni Italiana compresa, bisogna porre comunque una fine alle ostilità e ricordare i propri morti per non perdere il ricordo delle atrocità e far sì che restino SOLO UN RICORDO.
D’accordo per la memoria e la celebrazione ma nessuno è ancora riuscito a spiegarmi la foto del muro con scritta “Ritorneremo!” a corredo del manifesto che l’europarlamentare (euro???) Romagnoli ha affisso per mezza Roma.
http://files.splinder.com/f9469b9273b513f6a2ba7043557f7f93.jpg
Ritornare dove? Slovenia o Croazia? Perché no, c’è un mare incontaminato e stupendo!
@ Francy68,
“Non c’è nessun omicidio nel consentire a qualcuno di “morire” un po’ prima se LA PERSONA INTERESSATA ritiene la propria vita ormai indegna di essere vissuta e non più dignitosa”.
Questo, un po’ più o un po’ meno, è quello che pensano quasi tutti gli aspiranti suicidi, ad eccezione dei rimorsi di colpa, che sono pochi.
Perché non si vede la similitudine?
Perché in entrambi i casi “Il Gesto” viene “letto” con la logica del senso Comune che è quasi completamente condizionata , per mille motivi che tutti sappiamo, e che sfido dimostrare il contrario. Tant’è che il vero libero arbitrio, se proprio vogliamo conoscerlo è nella nostra “Mente profonda” (conoasci te stesso di socratiana memoria) che dobbiamo cercarlo laddove le parole testamento biologico ed eutanasia non esistono.
Che facciamo? Vietiamo il suicidio per legge?
E’ già vietato, come l’omicidio.
Possiamo fare un referendun per abrogarlo.
Il tentato suicidio non è reato per l’ordinamento giuridico italiano. Lo è l’istigazione o aiuto al suicidio (art. 580 c.p.).
Bisognerebbe informarsi se si vuole essere autorevoli quando si parla e non regolarsi sul sentito dire.
Quando Einstain chiese al controllore: scusi Boston si ferma a questo treno?
Intendeva dire forse che la città si muoveva?
Quando il suicidio “riesce bene” dovrebbe applicarsi l’art.580 bis del c.p.per processare il morto in contumacia.
Le mie provocazioni non vogliono essere l’analisi logica e grammaticale di quel che scrivo, semmai di quel che voglio far capire, anche a me stesso spesso.
Non sarebbe meglio chiamare le cose col proprio nome?
Tu semplicemente ignoravi che il suicidio non fosse un reato.
Come potrebbe esserlo?
Dunque tuttalpiù provocavi te stesso.
Meglio ancora, la tua ignoranza.