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Italiani Brava Gente (di Merda)

11 novembre, 2008 - 13:00 di  
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Venerdì 7 novembre scorso. Linea ferroviaria Napoli-Salerno, ore 18.20. Il treno è quello delle 16.58, il 3385. In realtà, chissà perché, è partito alle 17.35, con mezz’ora abbondante di ritardo, ma a bordo sono tutti indifferenti. Su quella linea, che è famosa oltre che per i frequenti fenomeni di dilatazione spazio temporale anche per le allegre sassaiole alle quali sono esposti i viaggiatori, un ritardo di quaranta minuti non vale nemmeno i dieci centesimi di telefono per avvisare casa. Fa parte del business.

Giunto alla stazione di Angri il treno si ferma. Angri, che a seguito della nuova politica di presidio delle stazioni di RFI è solo un marciapiede deserto e senza nemmeno un cesso per pisciare, non sarebbe una sosta prevista dall’orario, ma anche in questo caso nessuno si scuote.
Il nervosismo incomincia a serpeggiare tra i viaggiatori solo quando la sosta supera la durata di quelle standard che, specialmente se non previste, possono estendersi fino a quindici minuti.

Dopo quaranta minuti di attesa, da testa treno perviene l’informazione che la locomotiva è guasta o è guasta la locomotiva di un treno che precede, non è chiaro. In ogni caso, per quel venerdì, la corsa del 3385 si ferma ad Angri, nel bel mezzo del nulla. Si sparge la voce che il prossimo treno in transito si fermerà per prelevare i naufraghi e condurli, finalmente, a casa.

Intorno alle 19.30 in effetti un treno affianca quello fermo ed apre le porte. Peccato che i viaggiatori non possano scendere dal treno guasto perché le porte sono bloccate. Mentre la gente comincia italianamente a scalciare le porte e a rivolgere epiteti piuttosto diretti alle ferrovie, alla Madonna e ai santi di mezzo calendario, il famoso treno di soccorso chiude le porte e se ne va per i cazzi suoi.

Solo a quel punto, mentre le luci d’ingombro del treno soccorso si perdono nel buio della notte, le porte si aprono e un centinaio di persone incazzate si riversa sul marciapiede e raggiunge la testa treno per chiedere spiegazioni.

Si affacciano macchinista e capotreno i quali, chiusi nella cabina per difendersi dai primi freddi, probabilmente non hanno nemmeno visto passare il treno. Essi pretendono di affermare che il treno soccorso non esisteva e se esisteva non si è fermato e se si è fermato non ha aperto le porte. Praticamente una puntata di Lost. Poco importa che il tutto sia in aperta contraddizione a quello che affermano decine di altre persone le quali, non essendo del mestiere, probabilmente non sono in grado di apprezzare la complessa fenomenologia che consente di giudicare se un treno è fermo o è in moto o se una porta è aperta o chiusa.

La cosa prende la deriva che prendono tutte le cose dove ci sono un po’ di italiani incazzati messi insieme. Tutti gridano l’uno contro l’altro, volano parolacce, bestemmie, minacce, una ragazzina piange, qualcuno si fa trattenere, ma nei fatti nessuno fa un cazzo.

Si entra nella commedia dell’arte quando qualcuno cerca di farsi dare i nominativi dei due campioni e questi bellamente rifiutano di qualificarsi adducendo la scusante che se dei loro colleghi sono stati riassunti dopo aver incaricato qualcuno di timbrare la presenza al loro posto, la gente cosa si aspetta che gli si possa fare per aver aperto le porte con un po’ di ritardo?

Quando poi arriva un altro convoglio,non potendo azionare i semafori il capotreno lo ferma sbracciando. La gente si imbarca mugugnando e l’episodio si chiude all’italiana: a tarallucci e vino.

Uno dei problemi fondamentali dell’Italia e degli italiani è che nessuno è responsabile di nulla. Questo vale per chi detiene il potere tanto per le ultime ruote del carro. A volte sono le leggi ad personam, altre volte le lungaggini della giustizia, altre volte ancora è il senso comune della gente che indulge nel perdonismo ipocrita di purissimo stampo cattolico. Quel perdonismo che vuole cercare per forza la scusante, l’alibi, l’appiglio, per giustificare qualsiasi incompetenza, incapacità, inadempienza.
L’abitudine è così diffusa che non è possibile neppure bannare in santa pace una persona da un sito senza che si crei il movimento dei perdonisti che, magari, sono gli stessi che fino a cinque minuti prima hanno subito le azioni provocatrici del reo.

Capirei e comprenderei se dietro tutto questo ci fosse realmente un sentimento di cristiana comprensione, ma conosco troppo bene il mio paese ed i miei connazionali per farmi fare fesso da una considerazione all’acqua e zucchero come questa qua.
La realtà dei fatti è che tutti, intimamente, ci sentiamo rei ed abbiamo paura di una legge e di una giustizia che funzionino davvero. Stiamo sempre lì ad invocare la mannaia, ma quando la vediamo brandeggiare ci mettiamo tutti a fare i perdonisti perché pensiamo che un giorno possa toccare a noi.

Nonostante le continue richieste di rigore, quando questo rigore arriva, magari nelle forme un po’ carnevalesche e populiste di Brunetta con i suoi tornelli e i tagli alla busta paga per le malattie, tutti scattano come se gli avessero conficcato un ago nelle parti intime.

La cosa somiglia al rapporto degli italiani con la chiesa cattolica. Tutti a criticare la sua ingerenza nella vita civile del paese e il suo influsso nefasto sui diritti delle persone, poi, quando viene il momento, tutti a sposarsi in chiesa, tutti a battezzare i figli, tutti a baciare la mano del prevosto e la croce nel momento della sacra unzione perché, in fondo in fondo, non si sa mai.

Per dirla alla francese io mi sono veramente rotto il cazzo. Perdonismo, benaltrismo e menopeggismo sono i tre chiodi che tengono in croce questo paese di smidollati e mezze calzette.
Per quello che mi riguarda personalmente io, se sbaglio, non voglio essere perdonato, voglio essere giudicato.
Il perdono è per chi si inginocchia davanti al prete per confessare i suoi peccati e apre la bocca per farsi mettere in bocca l’ostia. Io sono un uomo libero che fa scelte indipendenti. Se sbaglio sono cazzi miei. Ve lo potete tenere il vostro perdono di merda.

Fanno bene a fotterci il diritto di votare, a farci lavorare a cottimo come quelli che raccolgono le pummarole nei campi, a farci curare in ospedali che si vergognerebbero di averli pure nello Zambia o a farci viaggiare in treni con le zecche che si fermano a cazzo nel mezzo del buco del culo della notte. Diremo sempre che ci sono ben altri problemi, che in fondo c’è chi sta peggio e che è vero che si sono comportati male, ma la tentazione era forte e, forse, al loro posto avremmo fatto lo stesso.

Quelli che, su questo sito, blaterano di rivoluzione e di rivolta queste cose le sanno? Veramente credete che al momento giusto la gente prenderà i bastoni? Secoli di carboidrati e venti anni di televisione al glucosio puro ci hanno ridotti ad una mandria di buoi senza palle.

Ad una soluzione comune non credo più. Altri ci erano già arrivati. Anche per me è iniziato l’”Ognuno per sé, Dio per tutti”.
Buona fortuna, ma state lontani. Se vi incrocio, vi fotto.

Art by Parawan, msconfig, karanne, swingcat001, victoriousmiles.

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Comments

89 Risposte a “Italiani Brava Gente (di Merda)”
  1. giancarlo f scrive:

    cazzo finalmente qualcuno che condivide il mio pensiero

  2. Doxaliber scrive:

    L’importante è arrivarci.

  3. OSVITOL scrive:

    Articolo ben scritto.
    Ma quando uscirai una buona volta dal qualunquismo e dai soliti “luoghi comuni” ?

  4. Vortexmind scrive:

    Vinci vinci con vivinCiiii …

  5. Uyulala scrive:

    Ok

    non sono andata sul sito della Disney

    Ho fatto bene

    Bye…

  6. mattions scrive:

    Pro: Manca l’accountability in Italia, ovvero il concetto che è uno è responsabile del proprio operato e che questo viene giudicato. Punto bene espresso con cui concordo.

    Contro: Utilizzare questo linguaggio non fa altro che logorare la conversazione. Io credo che lo stile con cui venga condotto il dialogo sia importante e fosse uno dei fari se non la cifra stilistica stessa di Mentecritica.

    Forse e dico forse, la cosa andava organizzata. Si prendevano tutti i nomi dei passeggeri e poi si istituiva una class action e si faceva causa alle ferrovie dello stato.

    Si è vero, magari non portava da nessuna parte e magari era un casino, ma nessuno ci ha provato.

    Se tu eri su quel treno, perchè non lo hai fatto?

    O perchè non vi siete fatti venire un’altra idea?

    • scusa mattions, ma mi sembra che tu viva in Svezia.
      A un certo punto sono arrivati i carabinieri e hanno cercato di capire cosa stesse succedendo. Appena hanno incominciato a chiedere i documenti si è fatto il vuoto. Tutti ad aver paura di essere presi nel bel mezzo di una di quelle cause civili, o peggio processi penali, nei quali ti puoi trovare a dover partecipare a trenta convocazioni prima di poter, veramente testimoniare.

      Che bello fare il teorico come se in Italia fosse semplice arrivare a giudizio, far punire i colpevoli e farsi rimborsare. Tu quante class action hai promosso? Hai mai provato a raccogliere i nomi di qualcuno?

      Quando ci abbiamo provato è scattato il perdonismo:
      non è colpa loro
      stanno lavorando poveretti
      l’altro treno doveva suonare (sic!)
      vabbe’ non facciamoci il sangue amaro per una sciocchezza.

      Italiani. nessuno ha pensato che quei due stronzi stavano usando male roba che è anche loro. Nessuno si sente veramente padrone delle ferrovie in Italia come nessuno si sente veramente padrone dell’Alitalia, visto che l’abbiamo regalata con 300 milioni di abbuono.

      Sul linguaggio è una mia scelta espressiva. Scrivo anche per sfogarmi. Voi leggete gratis. Stiamo tutti a posto.

      • mattions scrive:

        Io vivo in Inghilterra (momentaneamente)

        Ho raccolto diverse volte le firme per diverse cause. Ovviamente il fatto è che lì la situazione sarebbe stata diversa.

        Hai ragione quando dici che è più la spesa che l’impresa, e che noi cittadini non abbiamo alcun strumento per far sentire la nostra voce quanto le cose non funzionano come dovrebbero.

        Ora dato che il problema è questo, bisognerebbe trovare una soluzione coperativa.

        L’ognuno per sè e Dio per tutti è, secondo me una doppia presa in giro:

        Ognuno da solo, non và da nessuna parte (IMHO)
        Dio non esiste. (IMHO)

  7. Gianca77 scrive:

    La cosa somiglia al rapporto degli italiani con la chiesa cattolica. Tutti a criticare la sua ingerenza nella vita civile del paese e il suo influsso nefasto sui diritti delle persone, poi, quando viene il momento, tutti a sposarsi in chiesa, tutti a battezzare i figli, tutti a baciare la mano del prevosto e la croce nel momento della sacra unzione perché, in fondo in fondo, non si sa mai.

    cazzo, questo è il vero riassunto dell’italiano…complimeti

    • ci puoi giurare.

      comunque, ti pregherei di leggere questo commento

    • necrobiologo scrive:

      Sono perfettamente d’accordo con quanto esposto dai vari postanti (pessima definizione per chi posta commenti, ma tant’è), noi italiani, anzi, itaglioti, siamo delle insulse merdacce, alle quali non andrebbe affidato nemmeno un peto, che è quanto di più effimero ci sia, sì, nemmeno questo semplicissimo compito siamo degni di svolgere, soprattutto perché siamo degli odiosi ladroni di merda!
      Detto ciò, devo dire che non condivido affatto l’idea che chi è cristiano sia solo un baciapile e quindi assiomaticamente causa di tutti i mali d’itaglia, io, cristiano nella sua forma cattolica, non sono un baciapile, per cui, assiomaticamente, non sono causa di tutti i mali d’itaglia, io e altri cristiani non baciapile. E’ assiamatico invece, che non credenti baciapile, vale a dire seguaci del relativismo e del più puerile scientismo positivista, ottocentesco, lombrosiano, darwinista, in una invisibile complicità ed in più o meno consapevole connivenza con gli odiosi, pezzi merda, ipocriti farisiaci, schifosi cristiani baciapile sono senz’altro l’origine di tutti i mali d’itaglia!
      Sarebbe bello che un altro assioma si affermi e consolidi nel tempo: che cristiani non baciapile e atei non baciapile si impegnino davvero, anche e soprattutto in sinergia, per rivivificare l’Italia.

  8. max scrive:

    Condivido e sottoscrivo.

    Il problema dell’Italia sono gli italiani.

  9. Michail Tal scrive:

    Si concordo, (eccetto che per il riferimento a Saviano che è tutto meno che un ignavo)

    E’ un problema di società civile, che in italia è molto debole.
    Mi ricordo anni fa un amico inglese venuto a vivere in Italia, in pensione. Nei primi tempi rimaneva esterefatto a sentire certe esternazioni degli italiani in situazioni che uno straniero non avrebbe tollerato. Mi diceva che a contatto con la burocrazia, con il settore pubblico, l’italiano medio diventa un agnellino disposto a tollerare qualsiasi cosa, oltre ogni immaginazione. Il massimo che si sentiva dire dai primi amici italiani che si era fatto erano frasi del tipo: (alzando le braccia al cielo)
    “Eh!! Siamo in Italia!!”
    E’ un classico problema della contrapposizione fra interesse collettivo e incentivi individuali. Senza contare che in altri paesi l’azione avversa alla burocrazia, la reazione del cittadino ottengono risposte (positive o negative che siano) molto piu’ veloci, in Italia i tempi della giustizia e degli apparati statali li conosciamo tutti.

  10. paollo scrive:

    “La cosa somiglia al rapporto degli italiani con la chiesa cattolica. Tutti a criticare la sua ingerenza nella vita civile del paese e il suo influsso nefasto sui diritti delle persone, poi, quando viene il momento, tutti a sposarsi in chiesa, tutti a battezzare i figli, tutti a baciare la mano del prevosto e la croce nel momento della sacra unzione perché, in fondo in fondo, non si sa mai.” …… mi dispiace ma su questo non sono d’accordo la chiesa fa bene a fare così e a portare acqua al suo mulino …. sono la società e i politici che non dovrebbero abboccare ….
    Ma forse lo fanno xchè gli Italiani sono così …. beh forse hai ragione tu

  11. Luminal scrive:

    Ciao
    Condivido il titolo e l’impostazione “ItalianiBravaGGentediMMerda perchè le cose stanno effettivamente così.
    Ma non solo per i motivi che tu hai così bene descritto, perchè lo sa tutto il mondo che siamo il popolo più cialtrone, paraculo e fankazzista che esista, ma comunque, non volendo fare la benaltrista, hai dimenticato di dire che ultimamente il belpaese sta diventando anche spaventosamente razzista e soprattutto autoritario: nella nostra tradizione di perfetti maramaldi, ce la prendiamo quasi sempre con i più deboli, proprio come fa il popolarissimo Brunetta, bravissimo a bastonare il can che già annega, ma non a far altrettanto con furbetti, banchieri e manager vari, tanto la mannaia che invochiamo va sempre a tagliar le stesse teste, o no? Sarà per questo che a noialtri disgraziati ci prude un pò così spesso il culo? Anche io voglio essere severamente punita se sgarro anche in buonafede, se è necessario anche crocifissa in sala mensa perchè solo sospettata di aver rubato una penna, ma vorrei anche che una pena esemplare, naturalmente proporzionata alla gravità del fatto che si commette, spettasse a chiunque, soprattutto ai furbastri di cui sopra.
    Naturalmente la parte più difficile è non farsi troppo prendere la mano dalla Sacra Nemesi, che in fondo è l’ultimo fine del populismo, anche se quanto sopra scritto puzza tremendamente di populismo (e non me ne frega una beneamata sega, fra l’altro…)

  12. Condivido in massima parte quanto dici…occorre trasformazione profonda della mentalità italiana media…ma mi urta l’ognuno per se e dio per tutti…in primo luogo perchè, come qualcuno già ha fatto notare, dio non esiste, ma ancor di più perchè ciò implica fare proprie tutte le fottute logiche individualiste, menefreghiste ed egocentriche che tanto hanno fatto nella deriva di questo paese…inoltre, ben conscio di quanto la cosa sia ardua e spesso provando scoramenti di dimensioni cosmiche, l’unica soluzione possibile è quella comune…persa la speranza in quella, perso tutto.

  13. bibiebibo scrive:

    a me sembra un pò esagerato. “Italiani brava gente” è un clichè che ci siamo trovati cucito addosso ed è come ci vedono (o ci vedevano )all’estero e non come siamo noi. Quindi non vedo la relazione tra questa visione ed il fatto in sè che è locale. Per un treno tutto questo casino?Vogliamo fare causa alle ferrovie? Facciamola. Però mi dici che quando son arrivati i carabinieri tutti spariti ed allora? Giustiziamo i due ferrovieri sul posto così’ facciamo prima? Bisogna decidere cosa fare: o nulla od agire. L’azione comporta delle controindicazioni ed ho già scritto sia altrove che qua, non ci sono le palle per questo. L’andar da solo per il mondo fa molto “Don Chiscotte” ma in realtà si finisce spesso come “Sancho Pancia” ed in questo son d’accordo con mattions.
    a.y.s. Bibi

    • per un treno tutto questo casino?
      Ma anche no. Il treno è una foglia che cade, a me interessa l’autunno.
      Comunque ti pregherei di leggere questo commento

      • bibiebibo scrive:

        Se posso permettermi avrei un paio di cose da dire.
        Ho letto il commento come suggerito ed a caldo mi è venuta voglia di rispondere che non avevo capito un cazzo di quello che c’era scritto e che ero sorpreso di essere l’unico a non aver capito un cazzo.Ripeto “a caldo”.
        Nella realtà il commento “a grandi linee” l’ho capito (penso..ma non ne sono sicuro..) ma la prima reazione ha una sua motivazione. Nella vita di tutti i giorni mi trovo a dover usare arzigolate perifrasi per comunicare decisioni più o meno gradite. Il linguaggio usato è quanto ci sia di più lontano dalla cosidetta “facile comprensione”. Ora, nel web mi piacerebbe trovare un sistema di comunicazione più aperto e chiaro; trovo che invece la voglia di attorcigliarsi ed aggrovigliarsi intorno a profonde riflessioni ha spesso la meglio. Mi ricordo i comunicati delle Br, ci voleva la treccani a portata di mano per decifrare e rendere comprensibili le frasi che erano destinate al popolo lavoratore che notoriamente ha “La critica della ragion pura” come lettura preferita.. (parentesi….non vuol essere il luogo comune popolo=ignorante ed elitè=intelligente e colto, è solo metafora ed ironia).
        Se ci si deve preparare alla guerra, è proprio necessario tirare in ballo un treno e due ferrovieri?
        Tutto qui, due semplici riflessioni senza alcuna vis polemica perchè magari ho capito veramente un cazzo del commento e non mi stupirebbe visto che sono abbastanza ignorante.
        a.y.s. Bibi

  14. F.Maria Arouet scrive:

    Condivido tutto quello che hai scritto.
    Compreso il finale: statemi alla larga, perché se vi incrocio vi fotto!
    L’altro ieri ce l’avevo con i topi che da un po’ mi vanno mangiando le patate. Se vi incrocio vi fotto, gli ho promesso.
    Perché i topi, chi li conosce lo sa, sono peggio degli italiani, quanto a furbizia e tendenza a perseguire il loro proprio particulare.
    Ho chiuso il cane. Mi sono messo i guanti di lattice per non lasciare odori e ho piazzato sei bocconi di veleno, sei, di fianco alle cassette delle patate. Ci ho aggiunto due grosse tavole spalmate di vischio con una gustosa esca nel mezzo, una cosa simile al tartufo, mi ha assicurato l’uomo del consorzio agrario. E per non lasciare niente d’intentato ci ho messo pure una trappola, con una belllissima crosta di parmigiano, su quello che mi pareva il loro percorso abituale.
    E ho aspettato.
    Perché se con ferrovieri non puoi farci niente, mi fa ridere la class action, con i topi se vuoi, puoi, cazzo se puoi!
    Giuro che quello che sto dicendo é vero, dall’inizio alla fine, che non é il solito apologo di circostanza.
    Ieri mattina, la prima cosa che ho fatto, é stata di controllare il campo di battaglia: di topi neppure l’ombra, sulla tavola vischiata un pettirosso che mi guardava terrorizzato.
    Il problema sono i pettirossi. Cazzo!

  15. condivido in buona parte ciò che scrivi, tranne la conclusione. Soprattutto perchè amara. Non so quanto dia dei frutti. Alla fine, perseguendo le logiche che metti alla berlina, che ne ottieni?
    E comunque, non è SOLO e TUTTO come scrivi.
    E’ ben vero che in generale siamo un popolo (?) ignorante becero e cialtrone, attaccato al telefonino e alla mutanda dell’ultima vedette politica. Ma c’è tanta gente che lotta e resiste. Ogni singolo cazzuto giorno.
    Quindi, non sottrarti alla lotta, faz favor.

    Cerca piuttosto chi ingrossa le fila delle buone pratiche e unisciti a loro per rendere l’ondata positiva uno tzunami.
    Non sei un duro a cedere. Tieni botta ai momenti in cui la resistenza è nota solo a te.

    PS:
    Il tuo racconto mi fa ricordare i tempi dell’università, quando a un certo punto soppressero un treno espresso per il brennero (ce n’erano 2 al giorno) e un controllore, a cui chiesi spiegazione mi rispose che ”non c’era mai stato” ! Sì. E io viaggiavo sull’astronave di mia nonna.

    Ossequi cannonici

  16. Già noi Italiani ci svegliamo la mattina e ci arrabbiamo.
    Ma non è rabbia.
    E’ commedia dell’arte.
    E’ taralucci e vino.
    L’importante è che anche questa giornata sia passata.
    il piatto a tavola l’ho potuto mettere per fortuna.
    Do un bacio ai bimbi.
    E vado a dormire.
    E Buonanotte alla rabbia.

  17. Volevo non commentare questo articolo perche’ temevo che, non essendo italica, il concordare sul titolo sarebbe stato interpretato come un insulto…

    Ma non ce l’ho fatta! :mrgreen:

  18. ilBuonPeppe scrive:

    Stiamo sempre lì ad invocare la mannaia, ma quando la vediamo brandeggiare ci mettiamo tutti a fare i perdonisti perché pensiamo che un giorno possa toccare a noi.

    Curioso… Doxaliber poche ore fa diceva esattamente il contrario. Parlatene, magari fa bene ad entrambi ;-)
    Quanto a Brunetta, mi dispiace caro dfc ma hai preso l’esempio sbagliato: gli pseudo-interventi di Brunetta non c’entrano nulla col rigore. Quello è populismo allo stato puro.
    Ognuno per sè, Dio per tutti“. Ma dio è solo per chi ha scelto di crederci, mentre la prima parte… nella realtà è già così. Dove sarebbe la novità?
    Sarebbe ora invece che chi ritiene di essere un uomo libero lo dimostrasse camminando contro corrente; ma non “ognuno per sè”, che altrimenti si fa il Don Chisciotte. (…e prima che me lo chiedi: si)
    Per il resto sono d’accordo con te.

    • nel team di MC consideriamo la divergenza di opinione un valore.

      Credo che si liquidi Brunetta troppo rapidamente. Qui due sono le cose, o le statistiche che va sventolando sono un falso e allora la cosa interessa la magistratura, o i suoi provvedimenti sono più efficaci di qualsiasi medicinale.
      A questo punto suggerirei un suo trasferimento alla sanità.
      Sul resto ti pregherei di leggere questo commento

    • Doxaliber scrive:

      Curioso… Doxaliber poche ore fa diceva esattamente il contrario. Parlatene, magari fa bene ad entrambi ;-)

      Non credo proprio ilBuonPeppe, evidentemente il mio modo di scrivere è poco chiaro. Che differenza c’è tra l’italiano che compra “La Casta” (in cui leggerà cose che già tutti sanno), fa l’incazzato con gli amici, bene che vada fa’ una fiaccolata e poi alla fine torna alla sua vita fatta di totale spregio della convivenza civile, raccomandazioni, amicizie, ossequi al potente e richieste di favori e quello raccontato da dfc? Secondo me nessuna. Per quanto riguarda il mio articolo risponderò a te e agli altri dopo. ;-)

  19. Adetrax scrive:

    L’abitudine a tollerare tutto sarà più diffusa in certe aree del paese, non facciamo di tutta l’erba un fascio perchè capisco che possa non piacere ma le cose vanno in un certo modo perchè la catena della responsabilità in tantissimi punti è interrotta e si vuole che rimanga in quello stato, anche se penso che tale volontà non venga tanto o solo dal basso quanto dall’alto della catena gerarchica.

    La catena si può interrompere per mille ragioni che andrebbero corrette una per una, senza scordarne nessuna.

    Facciamo un parallelo con un’altra Italia che in questo momento attraversa il tempo in un’altra dimensione parallela alla nostra e vediamo cosa sarebbe successo nella descritta vicenda.

    1) Impostazione generale

    Quando un treno parte in ritardo, il ritardo superiore ai 3 minuti è registrato come anomalia, oltre i 10 minuti scatta l’allarme rosso e arriva una notifica al dirigente responsabile (ad es. regionale).

    Ogni dirigente responsabile analizza sia giornalmente che settimanalmente dei rapporti relativi al buon funzionamento delle ferrovie (treni, biglietterie, ecc.) sotto la sua giurisdizione e mette in relazione tutta una serie di parametri oggettivi:

    - ritardi cumulativi, ritardi per tipologia di treno, punti in cui crescono e si accumulano i ritardi, ecc.;

    - segnalazioni degli utenti relativi a pulizia delle carrozze, pulizia dei locali di attesa, funzionamento delle biglietterie, professionalità degli addetti, ecc.;

    - personale presente prima e durante le segnalazioni negative.

    Ogni segnalazione negativa è un motivo in più per eseguire delle verifiche a campione al fine di verificarne la veridicità.

    Ogni dirigente responsabile è coadiuvato da un ristretto gruppo di supporto composto da persone capaci e volenterose; ogni dirigente risponde a un gruppo di dirigenti superiori al di sopra di ogni sospetto e interesse che non sia quello di far funzionare le cose.

    2) Contromisure di fronte a eventi negativi

    Esempio di Evento Negativo
    ———————————–
    La motrice fa le bizze, i sensori segnalano anomalie, è possibile perchè i privati dirigenti attuali sono pagati per far rendere le ferrovie e pensano di poter risparmiare impunemente su tutto, carta igienica e tagliandi di manutenzione compresi.

    Indipendentemente dalla causa prima dell’inconveniente, al terzo minuto di ritardo, il capotreno informa i signori viaggiatori (e non quel volgo informe di xzy) che si è verificato un inconveniente imprevisto alla motrice e che si sta tentando di risolvere (certamente non dando delle pacche agli strumenti o facendo scongiuri poco scientifici) nel più breve tempo possibile.

    Nel contempo si verifica la disponibilità di una seconda motrice (che dovrebbe essere sempre pronta con un avvertimento di pochi minuti) ed eventualmente la si fa avvicinare.

    Al decimo minuto il capotreno sparge dei ceci sul marciapiede della stazione e si inginocchia invocando il perdono dei viaggiatori e assicurandoli che una seconda motrice sostituirà il prima possibile quella guasta o non affidabile.

    NOTA: il capotreno fa questo perchè in quel momento lui rappresenta il responsabile più prossimo dell’azienda ferrovie verso i signori viaggiatori.

    Nel frattempo il macchinista della seconda motrice, non perde tempo a grattarsi le balle o a finire la conversazione al cellulare, bensi scatta come una molla eseguendo perfettamente e in parallelo tutta una serie di azioni per far arrivare la motrice in tempo utile senza ovviamente danneggiarla.

    Esito N. 1
    ————
    Dopo venti minuti il treno riparte con la seconda motrice, non si ferma dove non dovrebbe e all’arrivo viene rimborsato il 50% del biglietto immediatamente, non appena i viaggiatori scendono dal treno.

    Al terzo episodio il biglietto è rimborsato per intero e a quel punto un alto dirigente ammetterà che è anche colpa sua se c’è stato un danno economico e di immagine.

    Esito N. 2
    ————
    Non c’è una seconda motrice funzionante, la prima potrà essere disponibile non prima di 1 ora.

    Il responsabile della stazione noleggia immediatamente delle corriere disponibili alla bisogna e dopo 20 minuti di ritardo assicura comunque il viaggio via strada.

    Esito N. 3
    ————
    Non c’è una seconda motrice funzionante e non si sa quando ne sarà disponibile una.

    Incautamente si decide di partire lo stesso rischiando il fermo macchina; dopo pochi chilometri accade il fattaccio.

    La storia prosegue come prima eccetto che la promessa della fermata del secondo treno è organizzata alla grande:

    - i macchinisti del secondo treno sono informati dell’accaduto via radio e istruiti sul da farsi di conseguenza;

    - i macchinisti del treno rotto rimangono fuori al freddo (per espiare le colpe del dirigente che sta risparmiando) ed eseguono tutte le segnalazioni visive (anche stendendosi sui binari se serve) per i secondi macchinisti;

    - i macchinisti del treno rotto reinformano e confermano la vicenda ai macchinisti del secondo treno (soprattutto se è il 1 aprile) e si assicurano che tutti i signori viaggiatori trasbordino sul secondo treno;

    - il personale viaggiante segue in maniera particolarmente zelante le necessità dei viaggiatori fino alla fine del loro viaggio.

    - il personale ferroviario stila un rapporto informativo chiaro e conciso su quanto accaduto e sulle contromisure adottate.

    3) la santa inquisizione
    ————————–
    La catena dirigenziale si attiva e chiama a rapporto i loro sottoposti (i responsabili operativi) per analizzare minuto per minuto le varie vicende per evitare che si ripetano episodi negativi:

    A) perchè è successo (analisi a ritroso delle cause);
    B) chi ha contribuito alla risoluzione e chi l’ha ostacolata;
    C) il caso è ricorrente, è recidivo ?
    D) cosa si poteva fare e cosa si potrà fare in futuro per diminuire o eliminare tali episodi ?

    Contromisure:
    - il personale è sufficientemente addestrato ?
    se si, perchè ha fatto i cazzi suoi contravvenendo alla disposizioni ?
    se no, è colpa di chi non ha provveduto con appositi corsi formativi e di verifica.

    Il gruppo dirigente deve essere molto oggettivo e più che minacciare deve mettere in atto azioni che da una parte responsabilizzino e rendano partecipe il personale, dall’altra che risolvano carenze strutturali di cui comunque devono rendere conto per quanto da loro rilevato.

    Qualora siano necessarie delle punizioni, queste devono essere graduali, ma inizialmente non troppo blande e soprattutto di fronte a comportamenti volutamente recidivi bisogna rimuovere o comunque spostare i soggetti non adatti ad altri incarichi ove non facciano danni; in ogni caso le punizioni devono essere motivate e accompagnate dall’augurio che servano a far riflettere il reo (semprechè questi sia ritenuto idoneo al lavoro).

    Infine ci sono indagini sulle carenze strutturali:

    - il materiale rotabile è obsoleto ?
    Si, no, ni (nel senso che è vecchio ma facendo manutenzione può fare ancora un buon servizio);

    - potenziamento del reparto manutentivo;

    - se si rompe un pezzo, si riesce a sostituire in tempi brevi ?

    - c’è un piano di emergenza per la sostituzione di un convoglio impedito al viaggio ?

    Altre domande.

    - perchè i vagoni sono sporchi ? Ovvero, chi sono quei troglodititi psicopatici che li sporcano ?

    - perchè ci sono parassiti sui treni ?
    è colpa dei primitivi, degli immigrati clandestini (che non si lavano da 3 mesi) che vi transitano ?
    è colpa degli animali trasportati ?
    è colpa di personaggi malavitosi (ovviamente assimilabili a malati mentali) che li diffondono volontariamente ?
    è colpa dei cacciatori che trasportano prede infestate ?

    - è colpa anche delle pulizie che non sono eseguite regolarmente ?

    Ogni episodio negativo è annotato in un registro pubblico assieme alle valutazioni del personale responsabile; a fine anno si verifica se ci sono stati sufficienti miglioramenti rispetto all’anno precedente e si traggono le relative conclusioni.

    Conclusioni

    Se in Giappone o in altre parti del mondo le cose generalmente funzionano leggermente meglio (poi è ovvio che gli incidenti imprevisti sono sempre in agguato), è perchè c’è stato rigore responsabile, anche eccessivamente spiacevole come nel caso dei samurai; in ogni caso l’effetto è stato che un po’ alla volta la gente con brutte tendenze e senza responsabilità si è felicemente estinta o ha decisamente cambiato indirizzo educando gli stessi figli in un clima totalmente diverso.

    In altri posti è avvenuto il contrario, ovvero chi rubava, uccideva e usava ogni sordido trucco per aggirare le regole sociali, ostacolando ed eliminando con successo le brave persone, si è potuto moltiplicare a dismisura fino a formare una discreta percentuale e creare di conseguenza un ambiente consono alle sue tendenze.

    In breve c’è una componente evolutiva in questo genere di cose e naturalmente, come in tutti i processi evolutivi, per fermarli e farli regredire bisogna compiere umilmente tutte le azioni correttive che non sono state fatte in passato e che ovviamente (almeno inizialmente) costano 100 volte di più di quelle facili e deteriori; il periodo di recupero può essere medio-breve o anche molto lungo (es. 40-60 anni) se si era nella fase “comatosa”.

    Su questi aspetti suggerisco delle comparazioni con il recupero di aziende decotte fallite o a un passo dal fallimento per malcostumi interni sia ad alto che spesso a basso livello.

    L’abitudine è così diffusa che non è possibile neppure bannare in santa pace una persona da un sito senza che si crei il movimento dei perdonisti che, magari, sono gli stessi che fino a cinque minuti prima hanno subito le azioni provocatrici del reo.

    IMHO, è una reazione comprensibile per due motivi:

    1) perchè molti cosiddetti perdonisti non hanno la percezione completa degli antefatti, pur rendendosi conto che nel caso in oggetto qualche motivo di riflessione per il bannato c’era;

    2) perchè un ban permanente (e non a tempo crescente) fa sempre un certo effetto, soprattutto se riguarda una persona che in qualche modo ha provato a dare qualche contributo utile senza usare la volgarità ma che forse si è lasciata prendere la mano nel modo e nel momento sbagliato.

    In ogni caso sono impressioni sul momento, quindi non necessariamente attendibili e oggettive.

  20. Antonio scrive:

    Se la conosco quella linea..
    Quante volte mi ha visto pendolare, quante volte sono stato fermo a Napoli C.le ad aspettare che partisse il treno delle 17.50, farsi le 18.15, correre giu a piazza garibaldi, perdere il treno che è appena partito, ricorrere su e vedere partire l’altro treno in ritardo… o viceversa…
    E quante volte sarò rimasto fermo in una stazione a caso tra salerno e napoli? boh.. perso il conto, i motivi valli a capire, non è dato sapere. Spesso locomotore rotto, a volte guasto sulla linea (ma solo per il nostro treno, gli altri ci suprano eccome)…
    Capisco la frustrazione, e ne ho viste di persone fare il diavolo a 4, raccogliere firme, ti ricordi che istituirono anche “l’amico del treno”? io lo chiamavo “cappello giallo”.. Misera fine, sommerso dalle innumerevoli lamentele.. non è servito a nulla manco lui.
    Il vero problema è che la gente è stanca, scocciata e demotivata. Si porta a casa quel che si può. E se oggi il treno è arrivato, vabè, anche oggi ce l’abbiamo fatta.. e chi si è visto s’è visto.

    C’è bisogno di aria fresca.. un cambio generazionale. Qualche anno ancora, e potremmo sperare in un cambiamento vero.

    Antonio

  21. daniela tuscano scrive:

    [i]quando questo rigore arriva, magari nelle forme un po’ carnevalesche e populiste di Brunetta con i suoi tornelli e i tagli alla busta paga per le malattie, tutti scattano come se gli avessero conficcato un ago nelle parti intime.[/i]

    No, io scatto perché malgrado la mia italianità so distinguere perfettamente tra il rigore e la presa per il culo e, inoltre, non mi va di essere insultata.

    Io scatto perché Brunetta mi dà della lavoratrice part-time che, per il “passatempo” che svolge (insegnante, per intenderci), guadagna fin troppo. Io scatto perché il suo padrone dopo 18 anni di onorato servizio con ogni probabilità da settembre mi lascia a casa per pagarsi Ghedini, l’Alitalia e le scuole cattoliche http://oknotizie.alice.it/go.php?us=61d14a79f44545f2 . Io scatto perché sono stufa di essere presa a pesci in faccia da una pseudo-ministra che sgarra persino i congiuntivi,

    Questo per chiarire. Quanto al resto, tutto vero e concordo con te, in Italia non avverrà mai una cippa di rivoluzione, però non dimenticare che pure le reazioni come la tua sono tipicamente italiche, irrazionali (malgrado l’intenzione di sembrare freddi e “amorali”), individualiste e, alla fine, inconcludenti.

    Sfatta l’Italia, strafatti gli italiani.

    • Daniela, credo che tu conosca l’ambiente nel quale lavori e gli abusi che alcuni tuoi colleghi hanno fatto delle garanzie sociali di cui, correttamente, godevano.

      Brunetta è il frutto di questa degenerazione perché ora, di fronte agli abusi, appare giustificato.
      ti pregherei di leggere questo commento

      • Oris scrive:

        Condivido.

      • daniela tuscano scrive:

        Certo DFC, conosco molto bene l’ambiente nel quale lavoro e sono a conoscenza degli abusi di alcuni miei colleghi e degli abusi di altri colleghi di altri ambienti lavorativi.

        In genere, infatti, gli insegnanti sono stimati dai genitori proprio perché “non abusano” così come si sarebbe portati a pensare e come qualunquisticamente sento dire da chi ci accomuna agli statali fannulloni, ai cruciverbisti della posta, ecc.

        Brunetta è il frutto della degenerazione, d’accordo, ma di ben altro. Ho inviato un nuovo articolo in proposito, quindi non mi dilungo ulteriormente. Per quanto mi concerne fannullone e part-time sarà lui.

        Ho poi letto l’altro commento e le tue intenzioni mi erano chiare. No problem. Bye bye

  22. lupoalburnino scrive:

    Un proverbio dice: “Si stava meglio quando si stava peggio”. Il corso della mia vita è lungo, per cui ho preso treni, aerei no, autobus, taxi, ecc. Posso fare le differenza? Nel secolo scorso i treni erano in orario e puliti, anche gli ospedali erano più accoglienti per esperienza personale, tutto sembrava soddisfare gli italiani. Forse era una percezione, forse eravamo più fessi, più ciechi, meno attenti? Non so dirlo. So solo che l’altro ieri sono andato in ospedale per una visita all’orecchio e il medico prima di iniziare la visita si è fatta una bella conversazione con un signore davanti a me che già aspettavo da oltre un’ora. Si, mi è venuto il nervoso, gli stavo per dire che così non andava bene, anche ducatamente. Ma non ce l’ho fatta, perchè ho pensato alla visita che avrebbe dovuto farmi e, se innervosito, mi avrebbe fatto a casaccio.
    Qualche mese fa a Roma il treno che avrebbe dovuto portarmi a Salerno non partì proprio perchè le porte non si chiudevano bene. Ripartii il giorno dopo senza protestare nemmeno quella volta. Perchè?
    Siamo arrivati a coltivarci dentro la rabbia, a covare rancori ed odio senza riuscire ad esprimerli nella dovuta maniera, a sopportare tutto senza reagire a dovere. Perchè? Perchè siamo stanchi: non c’è nessuno che si curi della gente comune. Perchè siamo da qualche anno a questa parte talmente sottomessi che non ci va neppure di spendere una parola per lamentarci. Chi ce lo fa fare? Non cambia nulla: siamo rassegnati!
    Brunetta è un populista s…. Sa che può prendersela con i
    più deboli, ma anche i più deboli, che sono la maggioranza, approfittano di coloro che sono ancora più deboli.
    Tutti dicono che ci vuole l’uomo forte, decisionista. E’ arrivato, ma anche lui non ce la fa a prendersela con i poteri forti e si accanisce solo contro i più deboli. I quali dicono pure che ha ragione perchè gli italiani sanno solo lamentarsi. Perchè il pensionato con 400/500 0 800 euro al mese si lamentano? Perchè i giovani si lamentano per il loro futuro? Perchè i precari si lamentano per il lavoro che perderenno? Le riforme vanno fatte ad ogni costo. A Ballarò lo sosteneva anche Mieli ieri sera. Lo vorrei far stare insieme a quelli che ragionano e stanno come lui un solo giorno nei panni di un giovane, di un pensionato, di un precario. Forse riuscirebbe a lamentarsi pure lui invece di tenere sempre la sua faccia mielosa. Ma se non si fa così staremo ancora peggio. Ma già adesso stiamo peggio. Il fondo è stato raggiunto e questi signori ci vogliono completamente sprofondare: ci vogiono schiavi!
    E continuiamo a starci, a dargli fiducia. Non sappiamp più usare i calci. Li usiamo con quelli più deboli di noi. Come siamo bravi a gridare con il netturbino se non pulisce bene sotto casa nostra, ma se alza la scopa ce la filiamo. Come siamo bravi a cospargere di benzina il barbone per poi fuggire perchè anche “noi” (quelli che l’hanno fatto) poi non hanno il coraggio di affrontare le conseguenze del “nostro” gesto.
    E Dio non c’entra un cavolo che esista o meno. Se vado a sposarmi in chiesa o no non cambia nulla nella mia vita. Il cardinale Martini ha scritto un libro in cui parla di giustizia, non quella giudiziaria, ma quella sociale e umana. Se tutti l’avessimo bene in mente questo concetto probabilmente tutto funzionerebbe meglio e forse avremmo anche il coraggio di protestare.
    E’ prioprio un paese di merda, a cominciare da me!
    Scusate lo sfogo!

    • se Berlusconi è l’uomo forte, allora io posso fare il papa e considerando le mie origini ci sarebbe davvero da ridere.

      ti pregherei di leggere questo commento

      • lupoalburnino scrive:

        CN, anch’io non credo che Berlusconi sia l’uomo della Provvidenza, ma nella popolazione si è “insediata” la convinzione che sia un uomo forte e decisionista. Questa situazione, tutto sommato, l’hanno creata gli italiani, per cui egli si può consentire adesso anche di nominare il presidente della commissione di vigilanza Rai. Io capisco che sono delle piccole cose. In fondo che il presidente della commissione se lo scelga l’opposizione o glielo scelga la maggioranza non cambia granchè: la Rai è già nelle sua mani!. Però, come tu sai, questo è il paese delle percezioni, che fanno la differenza anche nei comportamenti.
        Tu hai scritto:
        “Va tenuto presente che, come la crisi finanziaria sta già avendo delle ripercussioni sull’economia, non è da escludere che la degenerazione del tessuto sociale della nostra nazione porterà rapidamente ad una crisi nelle relazioni tra i cittadini che potrà assumere connotati estremamente violenti ed incontrollabili.”
        Non so cosa tu voglia significare. Ma se ho capito bene potrebbe accadere una sorta di “rivoluzione” che non fa bene ai cittadini se si rosolge solo in violenza.
        Io mi auguro che una rivoluzione avvenga sul serio, una rivoluzione culturale perchè il popolo finalmente si renda conto che sta attraversando un momento difficile e che se si continua su questa strada gli unici a rimetterci sono proprio coloro che non hanno potere. Si, una rivoluzione che dia la possibilità a tutti non solo di essere ascoltati, ma di contare sul serio. Ma chi doivrebbe farla? Tu più di me, è vero, ma basta?
        Il paese è ancora troppo diviso non per ideologie diverse o idee diverse, e me ne dispiace in fondo, ma solo per chi le spara più grosse, potendolo fare. In fondo siamo un popolo di minchioni che crede ancora alle favole. Nel frattempo, dalla democrazia in poi, dal dopoguerra, quasi nulla è stato fatto perchè il popolo acquisisse una coscienza di sè, una sua identità. Siamo ancora provinciali nella testa e nelle tasche.
        Sento pensionati con 400/500 euro al mese che acclamano Berlusconi, perchè qualche anno fa aumentò un pò la loro pensione. Quando mi reco negli ambulatori medici, in cui sembrano abitare solo pensionati, è una lotta continua per cercare di far capire che sono stati presi tutti per i fondelli: nulla da fare. E poi ad una certa età come si fa a cambiare. Confido nei giovani. Ma ci riusciranno?

  23. Una riflessione per tutti.

    MenteCritica è un laboratorio. Le persone che la leggono e che partecipano al dibattito sono elementi che si combinano ai contributi pubblicati.
    Le inferenze che si sviluppano tra i partecipanti sono la fenomenologia in esame.

    Come tutti i gruppi che si concentrano intorno a problematiche complesse, spesso profonde, si verifica un fenomeno di omogenizzazione dell’opinione nel senso che la necessità di stabilire una relazione sociale di gruppo impone uno smussamento delle divergenze.

    In più si crea una coesione “nobile”, una sorta di percezione di appartenenza elitaria che sopisce la voglia di reazione affogando il sano istinto di ribellione all’ingiustizia ed alla repressione nella consapevolezza zuccherosa di fornire un contributo intellettuale all’evoluzione della vita politica del paese.

    L’alternanza Comandante Nebbia/DelleFragiliCose è un esperimento di comunicazione che, a questo punto, è meglio tratteggiare almeno per sommi capi.

    Va osservato che condividere con gli altri la volontà di agire in completa autonomia è intrinsecamente un ossimoro logico. Quindi, un contributo di questo tipo non può essere interpretato letteralmente.

    Va tenuto presente che, come la crisi finanziaria sta già avendo delle ripercussioni sull’economia, non è da escludere che la degenerazione del tessuto sociale della nostra nazione porterà rapidamente ad una crisi nelle relazioni tra i cittadini che potrà assumere connotati estremamente violenti ed incontrollabili.

    Un cambiamento dei parametri di riferimento è necessario anche per coloro che utilizzano buona volontà e senso civico per misurare gli spazi nei quali si svolge la propria vita.
    Quando sottopongo un contributo come DelleFragiliCose lo faccio per introdurre in MC quell’elemento di corruzione intellettuale ed operativa con il quale, probabilmente, presto dovremo fare i conti.

    Utilizzare la ragione, l’educazione ed il rispetto per relazionarsi con la società è e rimane l’unico sistema per formare una nazione. Quello che non dobbiamo dimenticare, però, è che le guerre vengono sempre dichiarate unilateralmente e che potremmo, presto, trovarci nella condizione che l’ipocrisia di una convivenza basata sul rispetto reciproco venga sopraffatta da una relazione degenerativa che sarà necessario controllare e gestire.

    Mi rendo conto che queste parole suonano tetre e di pessimo augurio, ma DFC vuole essere una dose di KoraMine che aiuta tutti a ricondizionarsi alla realtà. Cosa questo voglia dire esattamente sarà più chiaro leggendo i prossimi contributi di DFC ed in particolare “KoraMine”.

    Le opportunità di sopravvivenza sono condizionate dalla capacità di adattarsi alle nuove condizioni ed alle nuove regole di relazione. Se si dovesse arrivare alla competizione, mi piacerebbe aver fatto qualcosa perché delle persone che, insieme a me, fanno parte di questa piccola comunità abbiano una chance in più nei confronti di coloro che hanno già abbracciato la filosofia della caccia e della repressione come stile di relazione sociale.

    Un’ultima considerazione. “Ognuno per sé, Dio per tutti” non ha niente a che fare con la religione. Interpretarlo letteralmente mi appare un sistema per sfuggire al suo vero significato che, secondo la mia personale opinione, è la negazione di qualsiasi opportunità sociale.

    Saluti.

  24. pacatoegentile scrive:

    se MenteCritica e’ un laboratorio allora e’ il caso che anche MC si dia da fare di fronte all’ennesima proposta di legge per blindare qualsiasi forma di pensiero sul web :
    vi segnalo alcuni link del problema
    qui e
    qui tanto per iniziare.

    Detta in breve (per chi non vuole leggersi i due articoli) : a ottobre 2007 si stava preparando un disegno di legge per la registrazione dei blog al ROC (registro operatori di comunicazione) .
    il disegno venne affossato grazie alle innumerevoli critiche nazionali e internazionali.
    E’ passato un anno e il disegno viene ripresentato con solo qualche lieve modifica.
    Non la faccio lunga, ma fondamentalmente se la legge passa qualsiasi blog (a meno che non dimostri la totale assenza di banner) deve registrarsi al ROC pena la denuncia per stampa clandestina.
    Un bel colpo per quanti vogliano semplicemente dire la propria su un blog personale e mettano due banner giusto per vedere se riescono a rientrare delle spese vive.
    Un duro colpo per tutti, perche’ comunque poi grava la possibilita’ di essere denunciati comunque per stampa clandestina qual’ora si dica qualcosa che non fa comodo e immagino che di fronte alla possibilita’ di una denuncia, chiamare un avvocato ecc. ecc., molti rinuncino a dire le proprie idee in rete.
    A questo aggiungiamo il massacro che si sta conducendo contro usenet e si capisce che la prospettiva e’ di avere un web che altro non e’ che la versione “online” della televisione odierna.

    • ti prego di scrivere un pezzo.
      Provvederemo a dargli il risalto necessario.
      grazie in anticipo

    • daniela tuscano scrive:

      Ci avevo pensato anch’io ieri, da me: http://dimelaltra.blogspot.com/2008/11/ci-riprovano.html In ogni caso, sapevo che a qualcun altro sarebbe venuta l’idea… Aspetto. E spero.

    • diabolicomarco scrive:

      qualsiasi blog (a meno che non dimostri la totale assenza di banner) deve registrarsi al ROC pena la denuncia per stampa clandestina.

      Per MC non ci sono problemi allora.
      E’ comunque un fatto molto grave.

      • pacatoegentile scrive:

        Per MC in particolare no, non dovrebbero esserci problemi relativi a questo ddl, al massimo potrebbe avere problemi per la sua periodicita’ negli articoli, vedi caso ruta, per molti altri si.
        Il punto pero’ e’ informare piu’ persone possibili per cercare di bloccare leggi di questo genere, leggi con concetti vecchi, fatte da vecchi per vecchi.
        Con vecchio non intendo l’eta’ anagrafica ma l’assoluta mancanza di apertura ai cambiamenti e alle novita’ e l’ossessione nel voler continuare a vivere in un mondo di 50 anni fa.

    • Ho gia’ scritto un post sul mio blog accogliendo l’invito giuntomi di diffondere il piu’ possibile la notizia.

      Ma sto facendo di piu’: da questo momento in poi chi si dira’ d’accordo con quella proposta (per altro avanzata da uno del PD, un certo Riccardo Levi), sara’ tacitato nei commenti, assaggiando un po’ di quella medicina che egli stesso vorrebbe propinare agli altri.

      • Oris scrive:

        :D

        Lo trovo adeguato.

        A volte solo la pratica sulla propria pelle può rendere partecipi a un problema.

        La rete è l’ultima frontiera di libertà d’espressione e va difesa.

  25. Parawan scrive:

    Hello! Thanks for linking my deviantart profile. Rest of my deviantarts are here:
    http://parawan.deviantart.com/

    Cheers!

  26. esasperato scrive:

    finalmente qualcuno che dice le cose in faccia senza peli sulla lingua!!! sei un grande! condivido tutto quello che hai scritto. mi sono profondamente rotto il cazzo di questa gente di merda ipocrita, indifferente, pettegola, finta perbenista, leccaculo dei preti e faccio di tutto per cercare di restare me stesso e di NON “omologarmi” a questa massa di stronzi fintanto che ancora sono (mio malgrado) vincolato a restare qui. E infatti un sacco di QUESTA gente lo ha intuito (gli ignoranti ragionano sempre e solo con l’intuito, visto che quando gli si chiede di fare un analisi lucida e razionale della situazione che hanno davanti non capiscono + un cazzo e vanno in tilt) e mi ha indirettamente mandato a fanculo! ma io tiro avanti per la mia strada. mi spezzo ma non mi piego..

  27. aea scrive:

    dedicato a dellefragilicose
    Se tutti agissimo come te sarebbe la guerra totale, uno contro tutti; a questo punto tu sei un parassita, agisci in questa società perchè c’è chi ancora è socialmente corretto. Per il resto sono con te.

  28. Esasperato scrive:

    Noi italiani siamo un popolo di merda. Se abbiamo un paese così di merda e dei politici così stronzi al governo e un sistema sociale impregnato di una nauseante mentalità mafiosa è solamente colpa nostra!!! Ognuno di noi è responsabile in misura diversa di questa situazione!!! Giuro su dio che se riesco ad andarmene da qui cambio pure nome e cognome perchè non voglio più essere riconosciuto all’estero come italiano!!

  29. Marco scrive:

    Un’idea, forse strampalata: siamo in tanti ad avere il voltastomaco da tutte le storture d’Italia, fissiamo una data sul web(sia benedetto) e facciamo correre la voce tramite ogni canale possibile, ritroviamoci tutti a Roma, 2,3,4, 5 milioni di persone senza bandiere nè colore, unite solo dalla voglia di dire basta, di spiegare senza interposta persona cosa pretendiamo, di riprendere ciò che è nostro e Vostro, ciò che è di Tutti e non di pochi (stronzi) la dignità di esseri umani e perchè no di Italiani, andiamo a manifestare davanti al Parlamento nel pieno diritto della nostra libertà di movimento sul suolo nazionale, e facciamo capire a chi troppe volte cerca di non capire che l’Amministrazione della Cosa Pubblica deve seguire l’etica e non gli interessi; deve garantire pari opportunità a tutti; deve perseguire il benessere di tutti i Residenti sul patrio suolo…sintetizzando, ricordiamo a coloro i quali ormai da tempo se ne sono dimenticati i valori che gli Italiani vogliono ripristinare quali fondamentali per la loro Esistenza, della loro Società, e tutto verrà da sè, come una grande doccia che ci ripulisca da tutta la merda che consapevolmente e non ci siamo rovesciati o ritrovati addosso, senza timori, senza arroganza, perchè siamo nel giusto.

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