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Italia Nera: Storie di Crimine Efferato




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Quella che state per leggere è una storia torbida dalle tinte forti. Se non siete in grado di affrontare la crudezza di certe descrizioni, smettete di leggere qui e spostatevi su un altro sito più adatto alla debolezza del vostro stomaco.
Se, invece, avete deciso di continuare a leggere, sappiate che questo sito declina ogni responsabilità legale sugli effetti che la lettura di questa storia potrà fare su di voi e sulla vostra vita.




S. ha poco meno di cinquant’anni. E’ magro, di altezza media, occhi vivaci, belle orecchie a sventola, capelli cortissimi. Parla a scatti. E’ molto intelligente e ha così tante cose da dire che finiscono per affollarsi nella bocca intralciandosi quando si tratta di uscire.

S. mi racconta che, da ragazzo, ha tentato la carriera come statale. S., che conosce la vita, si fece raccomandare da un politico della sua zona, ma quando arrivò al concorso  si accorse che gli altri concorrenti erano molto meglio carrozzati: deputati, senatori, sottosegretari, cardinali, presidenti della repubblica e del consiglio.
Chissà se fu per questo o per semplice ignoranza, S. è molto onesto con se stesso, si ritrovò a fare l’informatico nella vecchia Finsiel(1) che era di bocca buona e assumeva anche laureati in Biologia, Giurisprudenza, Agraria, Economia e Commercio, convinto come era il management che l’informatica fosse una mezza cazzata e si potessero scrivere agilmente procedure complesse anche con una laurea in lettere classiche.

Stranamente, la Finsiel chiuse i battenti incorporata in una società del settore e S. si ritrovò in Olivetti, Agile Ex-Eutelia o IT di Telecomitalia. Chissà, meglio non localizzare, tanto hanno fatto tutti la stessa fine.

Da qualche mese, l’azienda in cui S. ha lavorato per più di venti anni, ha deciso di risparmiare. Ha esternalizzato, ceduto il ramo d’azienda, fallito. E’ lo stesso. In ogni caso S. deve ricominciare da zero ed è così che il ragazzo che voleva fare lo statale si è trasformato in uno spietato criminale.

S. non paga più il biglietto in autobus, frega sul peso della frutta al supermercato, ruba nei negozi, specialmente se hanno la telecamera. Ha disdetto il canone TV, non paga più la tassa di circolazione, ha messo su una manfrina di simulazione per farsi riconoscere un’invalidità che gli garantisca l’esenzione ticket. Invece di chiedere la fattura o lo scontrino chiede uno sconto, ha fotocopiato un permesso per disabili e lo usa per parcheggiare nelle zone riservate, si fa false fatture mediche al computer per scaricarle dalle tasse. Si è separato fittiziamente dalla moglie che ha lasciato praticamente nullatenente con figli a carico così quando si iscriveranno all’università potranno esibire una certificazione ISEE(2) da terzo mondo e pagheranno pochi spiccioli di tasse.

Il bello è che S. non nasconde questa sua attività criminale. Ne parla apertamente, fornisce consiglio e consulenza anche se non sollecitate. Quando gli ho chiesto perché avesse dato questa svolta alla sua vita, mi ha guardato con gli occhi di un folle e dalla sua bocca affollata è uscita una mitragliata di parole: “Voglio evadere, voglio arrubbare pure io. Sono stato al posto mio ‘na vita intera e che m’aggio truvato? Mi sento un fesso. Voglio recuperare, voglio evadere, voglio arrubbà, aggio dichiarato guerra all’Italia, io sulo. Sto in guerra co tutti quanti.”

E’ difficile giudicare, per me che non sono uno specialista, quale sia l’aliquota di psicosi e quella di ribellione politica che concorrono a comporre la determinazione criminale di S.
Io so solo che quando lui mi ha detto queste cose con i suoi occhi infiammati e il viso esultante e guerriero, ho sentito una strana sensazione di liberazione ed una nuova energia mi ha riscaldato per un attimo il petto.

Sabato, mentre pesavo le pere per la mia bambina, ho guardato di sbieco la bilancia e, per un secondo, ho avuto la tentazione di aggiungere qualche altro frutto prima di chiudere il sacchetto lasciando inalterata la targhetta del prezzo. Poi ha prevalso l’abitudine, l’educazione o forse la paura, ma, in qualche modo, lo spirito animale di S. è entrato in me. Stanotte, per la prima volta, ho sognato di essere esente ticket.
Dichiarare guerra all’Italia, arrubbare, evadere. Chi avrebbe mai detto che la redenzione potesse passare anche per certe strade?

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Italia Nera: Storie di Crimine Efferato è di Comandante Nebbia

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Note
  1. Figin – Finanziaria Generale per l’Informatica S.p.A.. Gli azionisti erano l’IRI (83,3%) e la Banca d’Italia (16,7%). Nel luglio dello stesso anno diventa Finsiel. Tra le sue partecipate c’era anche l’Italsiel. []
  2. Indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie nella Repubblica Italiana. È un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio, mobiliare e immobiliare, e delle caratteristiche di un nucleo familiare per numerosità e tipologia. []
Fine delle Note

Comments

18 Risposte a “Italia Nera: Storie di Crimine Efferato”
  1. mattions scrive:

    Si, ciao.

    Per la cronaca S., se ho capito bene, ha tentato di farsi assumere con raccomandazione all’inizio.

    Poi ha trovato gente più brava di lui nel farlo.

    Ovviamente è una strada la massacro. A no, scusa, S. sarà sempre più furbo/bravo/forte di tutti gli altri.

    Si, ciao.

  2. Alfonso scrive:

    C’è una cosa che vorrei chiedere a S., se fosse un utente/commentatore di MC.
    E’ se DAVVERO sta meglio con se’, con la vita che gli gira intorno, con i suoi figli se ne ha… o se deve imparare a non vedere queste cose.
    Io penso che non ci riuscirei… Però: ridevo di chi prendeva il caffè amaro. Dicevo, meno di due cucchiaini di zucchero no. Oggi invece lo preferisco amaro…

    • marechiaro scrive:

      il caffè amaro si gusta di più, non copre la “ciofeca” o è buono o non lo bevi. Quando ti abitui non torni indietro. Anche togliere la macchina è bello. Zero multe, benzina, bollo e assicurazione. Anche non giocare al lotto, alla schedina ai video poker, zero trucchi, anche non bere alcool, non comprare merce pubblicizzata ma solo quella buona. Non fumare, zero mozziconi e cenere e fumo.Togliere la Tv, zero canone. togliere non evadere. E un brivido di piacere scorre nella schiena. manco il gusto della multa ti dò. Un pò come mollare uno solo perchè è stronzo, non perchè c’è un altro.

      • Alfonso scrive:

        Condivido, ma queste sono tutte scelte :) Ci sono spese o cose che si fanno che non si possono tagliare solo VOLENDO, perché vuoi essere un italiano come gli altri (e non rinunciare alle cose che possono avere tutti).
        Chi opera un certo tipo di vita, prima o poi, viene a contatto con la Legge. E’ matematica, non è che io glie la voglia tirare. Ed è un contatto che PER NATURA non può che peggiorare le cose.

    • dice che da quando è in guerra sta meglio.

  3. fma scrive:

    Un problema del genere ti si pone ove ciò che sei sia stato determinato dall’attesa d’un premio

    Sono stato al posto mio ‘na vita intera e che m’aggio truvato?

    o dal timore d’una punizione.
    In questo, o nell’altro mondo.
    S. è forse stato, o è, credente?

    • Mi sono informato. No S. non lo è. Anzi, lui ritiene che se uno è un bravo cittadino sottoscrive un patto con la società che la società deve mantenere.
      E’ una questione di affari, la religione con le sue promesse ultraterrene, non c’entra.

  4. Io credo che una parte di S. ci sia in tutti noi. La rabbia ci monta dentro giorno per giorno davanti all’evidenza dei fatti. E l’evidenza e’ che le persone che agiscono come S. non vengono punite, anzi. E tu continui a pagare le tasse, rispettare le regole, seguire un codice morale. Qualcuno ha detto: che ti aspettavi, una ricompensa? No, mi aspettavo di vivere in un contesto civile e di giocare ad un tavolo con persone oneste. Perche’ se la vita te la giochi con un baro, o bari pure tu, oppure non hai alcuna speranza.

    • No, mi aspettavo di vivere in un contesto civile e di giocare ad un tavolo con persone oneste. Perche’ se la vita te la giochi con un baro, o bari pure tu, oppure non hai alcuna speranza.

      centrato in pieno. brava.

  5. Charlie scrive:

    condivido e sottolineo, “sto in guerra co tutti quanti”.
    questo, fra non molto, sarà un conflitto aperto.
    chi sarà preparato, meglio per lui; chi non sarà pronto, “che dio l’abbia in gloria” (cit.)

  6. marechiaro scrive:

    “S. mi racconta che, da ragazzo, ha tentato la carriera come statale. S., che conosce la vita, si fece raccomandare da un politico della sua zona, ma quando arrivò al concorso si accorse che gli altri concorrenti erano molto meglio carrozzati: deputati, senatori, sottosegretari, cardinali, presidenti della repubblica e del consiglio.”
    Dove sono finiti i napoletani di una volta? Mio padre raccontava che in un discorso a Napoli Mussolini promise: “napoletani, vi darò pane e lavoro”
    al che i napoletani risposero: “A noi basta il pane, il lavoro te lo puoi pure tenere!”
    Pagare per lavorare! è assurdo! Perchè in un modo o mell’altro le raccomandazioni si pagano… eppure succede così ma mica solo a Napoli!

  7. Michele scrive:


    E’ difficile giudicare, per me che non sono uno specialista, quale sia l’aliquota di psicosi e quella di ribellione politica che concorrono a comporre la determinazione criminale di S.
    Io so solo che quando lui mi ha detto queste cose con i suoi occhi infiammati e il viso esultante e guerriero, ho sentito una strana sensazione di liberazione ed una nuova energia mi ha riscaldato per un attimo il petto.

    S. ha forse messo su un’ impresa?

    Spero di no !

    Ma comunque sono costretto a leggere che “persone” con determinazione criminale ce ne sono e non poche è un attimo per costoro trovare qualcuno di giovane a cui servirebbe “strana sensazione di liberazione ed una nuova energia”

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=101629&sez=HOME_INITALIA

    Firenze (12 maggio) – Venivano addestrati per vendere un aspiratore statunitense ma se non ci riuscivano erano presi a frustate sulle gambe e umiliati pubblicamente in ufficio. Era questo il trattamento che veniva dato ai lavoratori della Italcarone di Incisa Valdarno, società che importava dagli Stati Uniti un aspirapolvere per poi rivenderlo a un prezzo dieci volte più alto, cambiandogli apparentemente le caratteristiche tecniche. I vertici della società sono stati arrestati stamattina per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla frode fiscale. Si tratta di cinque persone: quattro finite agli arresti domiciliari e una in carcere. Indagate anche undici persone e sequestrati tre immobili, per un valore di 1,5 milioni, a Incisa Valdarno, Reggello (Firenze) e Cavriglia (Arezzo), riconducibili alla presunta organizzazione.

    Ho provato ad approfondire un pochetto preso da curiosità ed i risultati che mi da google cercando “forum Kirby” parlano da soli.

    Saluti nauseati.

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  1. [...] a Michele per la sua cortese segnalazione. Note fonte [↩] fonte [↩] Fonte [↩]Fine delle Note [...]



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