“Ismo”, senza trattino. Storia di piccole manipolazioni nella comunicazione 27


La Treccani, qui, rende nota l’esistenza del vocabolo “ismo”, senza trattino, sostantivazione del ben più noto suffisso “-ismo” (equiv. “-esimo”, dal latino “-ismus”: classificare). Curioso come un suffisso che serva spesso per sostantivare si ritrovi a essere sostantivo a sua volta, in una sorta di perversione o degenerazione linguistica che consente di coniare una nuova parola, un neolog-ismo appunto, come “ismismo” o “ismesimo”. Se volessi dare un nome, e non lo voglio, definendo così il singolare fenomeno di cui desidero trattare, sarebbe uno di quei due; forse “ismesimo”: suona meglio e sembra più una religione, una corrente, come in effetti l’intendo io.

Passiamo dunque al fenomeno. Prendete una parola, una qualsiasi. Smartphone. Smarphonismo. Carta. Cartismo. Mente. Mentismo. Critica. Criticismo (questa già esiste, no?). Fatelo un po’ quante volte vi pare, con le parole che vi pare. Bene, avete ottenuto una delle tanti armi perfette della dialettica moderna, di quella da studio televisivo e da talk show, quella da politico che parla senza dir nulla. Una delle tante, tantissime, meschinità architettate dai professionisti della supercazzola. Non inferiore a quell’autodisciplinata attività di scuotere la testa in segno di diniego ogni volta che una telecamera ti inquadra e sta parlando un oppositore. Notatelo: sguardo di sottecchi al puntino rosso della camera, e via che parte il riflesso pavloviano. Potremmo provare a fondare il pavlovismo e studiare questi curiosi fenomeni, chissà, bisogna rifletterci. Ma torniamo a noi, torniamo a noi. Come funziona quest’arma dialettica? Facile, facilissimo. Prendete una qualunque cosa positiva fatta, detta o cantata dall’oppositore dialettico, ci aggiungete un bell’ “-ismo” alla fine, et voilà. La cosa positiva si trasforma in cosa brutta, subdola, negativa e priva di valore.

Sei un giudice nella vita e professi che ci dovrebbe essere una giustizia equa per tutti, compresi i politici? Sei un giustizialista. Brutto, cattivo giustizialista, no no, non si fa, cattivo! E giù a bacchettate sulle mani.
Dici che ti sta a cuore la cultura e il bene delle generazioni future? Sei solo un lurido buonista, che si vuole ingraziare il sentimento della povera, ingenua gente all’ascolto.
Dici che bisogna pensare al popolo che non arriva a fine mese? Sei un subdolo populista e tutti dovrebbero essere diffidenti nei tuoi confronti. Non lo sei se fingi di urlare infervorato che abbasserai le tasse, ma se anche solo accenni alle condizioni del popolo, lo sei!
Dici che i politici comunicano attraverso i media con delle rodate tecniche di supercazzola e che tendono ad autoconservarsi? Sei un qualunquista.

E non ti venga in mente di dire che non è corretto privilegiare nel proprio schieramento persone con cui si legati da stretti rapporti personali o familiari, perché saresti solo un moralista (evocativo di bigotto, retrogrado, un po’ bacchettone magari).
Un’etichetta, gratuita, e ogni timore scivola via sotto la rassicurante esistenza di una categorizzazione. Ci tengo a chiarire: ci sono davvero buonisti, populisti, qualunquisti e tutto il resto; sì, ci sono davvero. C’è davvero chi sfrutta il buono per il buonismo, e il popolo per il populismo. Ed è proprio lì il problema, proprio lì la fregatura.

Ho detto qual è l’arma, ho detto come si usa; ora manca da esplicare il perché, la motivazione. Se pensate che questo letale quanto ridicolo strumento dialettico si usi per vincere i dibattiti, vi sbagliate: lo scopo NON è vincere i dibattiti! L’obiettivo è uno, e uno soltanto. Mai, MAI terminare con successo i dibattiti. Mai venirne a capo, mai raggiungere una conclusione chiara e costruttiva. Lo scopo dell’arma sopra citata non è creare ma distruggere, distruggere ogni possibile punto a favore, ogni evento positivo; davanti a qualcosa di buono, ecco una parata (in entrambi i sensi) di buonismo. Davanti a qualcosa di popolare, il populismo. Davanti a tutto, il suo proprio, relativo ismismo. Perché di questo si tratta: si tratta dell’aver trasformato la relatività in relativismo, questione tutta umanista e per nulla scientifica di cui non smetterò mai di chiedere conto, e saldo, all’umanità intera. Una grossa, immensa rovina. Ora che ci siamo rovinati con le nostre mani, che ci siamo convinti che esistano “le mie verità”, “le tue verità”, “le verità dell’imputato” e “le verità del giudice”, è il momento di osservare, con analitica attenzione, che esiste una sola, unica Verità. Tante VERSIONI, certo, ma una sola delle quali Veramente accaduta. Non c’è il buono e insieme il buonismo. O è qualcosa di buono, o è qualcosa di buonista. Le “parate” servono solo a confondere, a non far capire quale delle due; e ci vuole ogni goccia di acutezza, ogni grammo di fatica per distinguere la Verità da questo ovattato, appiccicoso ismesimo. Che poi, è pure una bella parola: quasi quasi sai che c’è, cambio idea, la conio davvero e me la rivendo. Ismesimo, che suona meglio di “ismismo”. Continuiamo così, e vediamo dove vogliamo arrivare, voi ismistici e il vostro (is)misticismo: quel dannato relativismo umanista.


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27 commenti su ““Ismo”, senza trattino. Storia di piccole manipolazioni nella comunicazione

  • fma

    Acuto.Quello che dici sugli ismi, sull’uso strumentale che se ne fa, è largamente condivisibile.
    Ma quando dici:
    “Ora che ci siamo rovinati con le nostre mani, che ci siamo convinti che esistano “le mie verità”, “le tue verità”, “le verità dell’imputato” e “le verità del giudice”, è il momento di osservare, con analitica attenzione, che esiste una sola, unica Verità.”, ho delle grandi riserve,
    Un’unica Verità esisterà pure, ma non rientra tra le nostre possibilità di coglierla nuda e cruda per quel che è, Unica. Noi, necessariamente, non possiamo acquisire i dati che attraverso gli strumenti che abbiamo a disposizione, cioè attraverso quel che siamo.
    Gesù che risuscita Lazzaro per uno è il figlio di Dio, per l’altro si sono messi d’accordo lui e Lazzaro. Una verità doppia, già per chi era lì, presente al fatto; convinto, ognuno, di aver colto esattamente ciò che era appena accaduto sotto i propri occhi.
    Non parliamo del poi. Al fatto si sono sovrapposte tali e tante “verità”, nel corso dei secoli, da scoraggiare chiunque pensi in buona fede di poter risalire alla Verità Unica, al fatto in sé.
    La Verità, probabilmente, si può solo cercare. Credere di poterla cogliere può essere pericoloso. Come ha largamente dimostrato la Storia. 😉

    • OfeyWason

      La mia è anche una scelta di “rispetto sintattico”. Se la Verità ha la definizione che io ho imparato, allora non è multipla. Quelle sono le “versioni”, altra parola, altro significato che maggiormente si confà alla molteplicità. Quello che io propongo è di distinguere, di riabilitare il concetto di Verità come inscindibile e imprescindibile. Poi possiamo essere impossibilitati a coglierla, poi possiamo leggerla in maniera diversa, poi possiamo darne le nostre versioni. MA la Verità è lì.
      Da scienziato, per parafrasare lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, come il bianconiglio mi sono inifilato nel Paese delle Meraviglie della Scienza così a fondo da sporcare la mia soffice coda bianca: so che la Verità si gioca di noi e si permette il privilegio di essere inarrivaibile, concedendoci il lusso di vederne solo alcuni squarci parziali. Ma proprio per questo le conferisco rispetto, importanza, unicità, assolutezza. E quindi no, non voglio confondere “le versioni”, “le interpretazioni” della Verità, con la Verità stessa. E’ un errore, un disonore di cui non sono disposto a macchiarmi.

      • OfeyWason

        Per essere più precisi e più scientifici, cito uno stralcio del tuo commento, fma:

        “Ora che ci siamo rovinati con le nostre mani, che ci siamo convinti che esistano “le mie verità”, “le tue verità”, “le verità dell’imputato” e “le verità del giudice”, è il momento di osservare, con analitica attenzione, che esiste una sola, unica Verità.”, ho delle grandi riserve,
        Un’unica Verità esisterà pure, ma…”
        “MA” tutto quello che vuoi! I “ma” vanno bene tutti, nè ho mai professato il contrario 😀 Io non ho predicato sull’accesibilità, sulla fruibilità o su altre proprietà della Verità. Ho predicato che ESISTE ed E’ UNICA la Verità. E su questo, nello stralcio da me citato, ti dimostri già concorde. Bene, allora che riserve hai su quelle mie affermazioni? Mi limito a dire che esiste ed è unica, tutto qui 😛

  • Django

    Yum yum! Uno di quei dibattitoni tipici del Mentecriticismo: sono tutto orecchi!

      • Django

        Caro Ofey, finirei per ripetere male ciò che tu hai detto molto bene. Concordo in tutto specialmente sulla tipica maniera di mantenere in sospeso tutto perchè, scesi a patti, si dovrebbe cominciare a fare e dimostrare il proprio valore… in guerra (continua) invece, tutto è permesso.

          • Django

            Il concetto di Verità non mi affascina particolarmente. Credo che nella accezione in cui la relazioni a te ed al tuo operato Ofey, abbia veramente la v maiuscola perché tu ci deponi dentro tutto il tuo leale rigore e la tua ferrea volontà di essere onesto; invece per me la Verità è un concetto troppo fideistico per cui la vedo più come fma, qualcosa di sfuggente e talvolta pericoloso, se in mani sbagliate usata come arma. La verità caso per caso, con approssimazioni dettate dalla nostra limitatezza e se possibile, facendoci ricorso il meno possibile quando si abbiano strumenti meno drastici: una verità puzzle in cui tutti abbiano in mano una tesserina.

          • Django

            … e naturalmente grazie per avere chiesto il mio modestissimo parere, 🙂

          • OfeyWatson

            Trovo il tuo punto di vista molto interessante e non molto comune (e probabilmente le due caratteristiche sono legate) perchè specifichi delle sfumature, nel concetto, differenti da quelle che solitamente sento.
            Ad ogni modo non ringraziarmi: chiedo la tua opinione per appagare la mia mera curiosità U.U

  • Mumon89

    Questo è solo un esempio di “Treccanismo”! Non darcela a bere Ofey! 😀

    Bel pezzo. Non dibatto perchè concordo nella totalità e sulla questione della verità il punto è stato abbastanza chiarito da te ed FMA

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