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Invece di Masturbarsi non è Meglio un Bell’Elettroshock alle Balle?

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Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Invece di Masturbarsi non è Meglio un Bell’Elettroshock alle Balle?" è stato scritto da Comandante Nebbia. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella di Gianalessio Ridolfi Pacifici ma a tutti è garantita l'opportunità di esprimersi purché siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.
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D:Che cosa dice la Chiesa Cattolica del prelievo del seme attraverso la masturbazione a scopo diagnostico?
R:La diagnosi della fertilità maschile attraverso l’analisi del seme non è per sé immorale. Nessun esame diagnostico è infatti sbagliato in quanto diagnostico; semmai può esserlo per le motivazioni con cui viene richiesto – es. l’aborto eugenetico -, o per i rischi connessi. Occorre tuttavia che il metodo di prelievo sia morale, e perciò che sia evitata la masturbazione. La masturbazione è infatti un grave male morale [...] come tale non può mai essere giustificata, nemmeno per un fine buono.

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Esistono tuttavia tecniche di prelievo del seme eticamente accettabili anche in assenza dell’atto coniugale, come la MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration, cfr. M.L. Di Pietro-E. Sgreccia, Procreazione assistita e fecondazione artificiale tra scienza, bioetica e diritto, La Scuola, Brescia 1999, p. 33). Questo metodo richiede l’anestesia generale del paziente e permette di recuperare spermatozoi che non hanno, però, completato il primo ciclo di maturazione (e ciò richiede un processo di capacitazione in laboratorio abbastanza elaborato).Si è tentato anche il metodo chiamato VIRICAR o elettroeiaculazione (cfr. E. Sgreccia, Manuale di bioetica, Vol. I, Vita e Pensiero, Milano 1999, pp. 431-439) che stimolerebbe l’emissione del seme (con spermatozoi più maturi, dunque) senza provocare orgasmo, ma le cui possibilità di diffusione, a causa degli elevati costi e delle incertezze di applicazione, non sono alte. Un altro metodo moralmente lecito è il prelievo dello sperma nell’uretra dopo polluzione involontaria (cfr. ibidem), per quanto di difficile realizzazione.

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Tutto quello che leggete non è frutto della mia pur fervida immaginazione, ma un vero botta e risposta su Zenit, un’agenzia “di informazione internazionale no-profit formata da una équipe di professionisti e volontari convinti della straordinaria ricchezza della Chiesa cattolica, e in particolare della sua Dottrina sociale, come luce attraverso la quale comprendere la realtà“. Definizione che l’équipe di Zenit da di se stessa a questa pagina. (Ringrazio Doxaliber che ha trovato la segnalazione qui, ma se ne parla in maniera divertente anche qui.).

Io amo la libertà di pensiero e di espressione. Se a un uomo è richiesto di fornire del seme per un esame diagnostico e lui, invece di usare i metodi “naturali”, preferisce farsi infilare un ago nei testicoli o farsi friggere le balle con l’elettroshock come se fosse un banalissimo ospite di Guantanamo, non ho nulla da obiettare. Cacchi suoi.
Tuttavia, viene naturale chiedersi una cosa. Visto che, secondo Zenit, il vero cattolico deve subire un intervento chirurgico con tanto di anestesia invece di farsi una pugnetta (chiamiamo le cose con il loro nome), quale sarebbe il consiglio professionale dei medici che leggono Zenit nel caso che, per sconfiggere il tumore, la cura consistesse nel trombare Aida Yespica senza prima averla sposata in chiesa e senza ingravidarla?
Ho il vago sospetto che prescriverebbero un bel ciclo di chemioterapia, con tanto di caduta di capelli e distruzione di cellule.

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Ripeto, ovviamente ciascuno è libero di pensarla come vuole e di infliggere ai propri testicoli il trattamento che maggiormente gli aggrada. Il problema è un altro. I medici che leggono Zenit, quando prendono in cura un paziente, lo avvisano che, all’occorrenza, invece della Yespica gli toccherà la chemioterapia?
Le loro scelte professionali saranno guidate da quanto hanno studiato all’università di medicina o da quello che sentono la domenica in Chiesa?
I medici che leggono Zenit fanno anche la guardia medica? I turni in ospedale? Quelli al pronto soccorso?
Se sì e se saranno gli unici medici nel raggio di decine di chilometri, faranno il loro dovere di professionisti ed impiegati dello stato o anteporranno a questo la loro obbedienza alla Chiesa di Roma?

La domanda è lecita e richiede una risposta perché se è vero che tutti abbiamo il diritto di attenerci alla nostra morale, è anche vero che, nel caso la nostra morale sia in contrasto con le regole laiche di convivenza civile, dovremmo avere l’onestà intellettuale di non fare certe professioni o, al limite, di rifiutare incarichi che ci pongano in condizione di dover fare “obiezione di coscienza“.

Come ho già scritto in passato, la morale e la fede impongono scelte spesso pesanti e difficili, ma esse vanno sostenute in prima persona e non scaricate sulla comunità.

Se i medici non si attengono alla pratica scientifica, ma si fanno guidare nella loro professione dagli articoli di fondo dell’Osservatore Romano, c’è il rischio che il cittadino laico e non cattolico o cattolico che comunque preferirebbe trombare la Yespica invece di fare la chemioterapia, riceva cure inadeguate o meno efficienti di quelle che la moderna medicina può offrire.

A questo punto inizio a pensare che siano i medici che leggono Zenit a propagandare i metodi contraccettivi naturali della cui “efficacia” vi abbiamo già parlato.
Forse sono i medici che leggono Zenit, medici che la pensano come quelli di Zenit ad aver scritto una legge sulla procreazione assistita che costringe le coppie italiane a farsi curare all’estero (anche se a votarla sono stati i parlamentari di destra e a non modificarla ci hanno pensato quelli di sinistra).

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Il dubbio ha ragion d’essere perchè, sempre nell’ambito dello stesso botta e risposta, si disquisisce alatamente anche sulla liceità della fecondazione omologa (ovviamente visto che l’unica eterologa accettabile e quella che si ottiene coltivando un’allegra relazione extraconiugale). Alcuni passi:

Inoltre pratiche, come la FIVET, di fecondazione in vitro non rientrano nell’inseminazione ma, appunto, nella fecondazione artificiale extracorporea, sempre moralmente illecita in quanto si configura come sostituzione di quell’atto coniugale che solo deve dare orgine ad un concepimento. Il “luogo” del concepimento, infatti, non è secondario. Non basta la volontà degli sposi di avere un bambino; occorre che la modalità di realizzazione di questo desiderio sia conforme alla natura umana e alla dignità del concepito. Ora, una provetta al posto dell’utero materno, il lavoro di un tecnico di laboratorio al posto della donazione reciproca degli sposi nell’atto coniugale, il dominio della tecnologia “sull’origine e sul destino della persona umana” (Donum Vitae, n. 5) fanno di tale fecondazione artificiale una modalità inaccettabile di attuazione del concepimento, anche nel caso semplice in cui a) non si ricorra alla masturbazione per reperire il seme, b) non si ammetta successivamente l’aborto procurato, c) la percentuale di successo della tecnica in termini di bambini in braccio fosse del 100%, d) non si avesse alcuno “spreco di embrioni (né embrioni prodotti in soprannumero, in “stato di abbandono” o usati per la ricerca scientifica, né congelamento di embrioni, né selezione pre-implantatoria).

E con questo tecniche come ICSI e FIVET, orgoglio assoluto dei patologi della riproduzione umana, sono sistemati senza se e senza ma perché non conformi alla natura umana e alla dignità del concepito.

Qualche giorno fa ha fatto grosso scalpore la notizia di un programma televisivo per bambini palestinesi che, in piena atmosfera da Bim Bum Bam, con tanto di coniglioni di peluche, incita alla violenza e induce i bambini a desiderare il “martirio”.

Immagine anteprima YouTube

C’è sempre chi è pronto a stilare le graduatorie dell’orrore, del dolore e dell’integralismo religioso. In questo caso, probabilmente, l’accurato misuratore di turno, regolando opportunamente il bilancino di precisione, troverebbe il programma per bambini più “integralista” della sega all’elettroshock.

A me, come uomo di scienza che cerca quotidianamente di liberarsi di certe pastoie mentali, appaiono entrambi frutto del più disdicevole integralismo religioso che va combattuto, civilmente, con ogni mezzo.

Se noi amiamo pensare di essere migliori è solo perché questo ci da una maggiore sicurezza, ma nulla esclude che nel nostro paese la masturbazione possa, un giorno, diventare reato e qualche coniglione cieco compaia nei programmi per bambini parlando del pericoli di smanacciarsi il pisellino.

Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è.

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