Invadeteci: La Politica Italiana ed il Valore della Rete 11


Delle volte le cose vanno in modo tale che anche scoprire che la propria opinione è condivisa da altri, induce un’inesplicabile amarezza. Il provocatorio appello che abbiamo lanciato ieri all’Unione Europea perché allestisca un allegro esercito ed invada pacificamente la penisola ha avuto una risonanza che è andata ben oltre le nostre aspettative. Sono arrivati centinaia di messaggi e adesioni via web.
Questo da una parte ci conferma il fatto che il nostro lavoro è letto e vagliato con attenzione, dall’altra ci trasmette la sensazione che il disagio che proviamo è condiviso da moltissime persone. Troppe.

La politica di base in Italia non esiste. Messe in dismissione le ultime sezioni di partito e creata una legge elettorale che blinda le liste pur conservando ai deputati l’immunità ed il diritto al cambio di gruppo di appartenenza, il massimo dell’espressione democratica consentita al cittadino, la famosa parola che hanno deciso di concederci, si esaurisce nel tracciare una croce su un simbolo e arrivederci e grazie.

Tracciando quella croce, volontariamente o involontariamente, spediamo nelle aule parlamentari mangiatori di mortadella, puttanieri amanti dello sballo, gente che scambia le ambulanze per taxi e gente assolta a cinque anni di carcere.

Se il dibattito non è possibile nelle sedi istituzionali, allora, forse, bisogna portarlo fuori. Esclusa la stampa e le televisioni, da tempo lottizzate al potere e sedi della ridicola politica da stadio, la vera arma finale di questa rivoluzione pacifica e civile rimane la rete. La rete, dove chiunque può affacciarsi e dire la sua. La rete che, grazie alla sua assenza di confini, ci consente di dare, e finalmente, una dimensione europea alla crisi del dibattito politico italiano.

E’ per questo che invitiamo tutti, ma veramente tutti, a fare quello che abbiamo fatto noi ed a farlo meglio, tanto non ci vuole molto.
Lasciamo perdere per un po’ grandi fratelli, meme, z blog awards e contest di qualsiasi tipo. Usiamo i nostri siti senza scimmiottare la televisione. Scriviamo tutti quello che pensiamo non vada in questo paese, senza stupide contrapposizioni tra destra e sinistra che sono solo l’ennesimo sistema per dividere e confondere e, se possibile, facciamolo in inglese in modo da poter aggregare i pezzi su aggregatori di livello internazionale come Reddit o Digg.

A questo proposito noi di MC abbiamo un progetto. Abbiamo bisogno di persone che conoscano bene le lingue per tradurre ciò che noi scriviamo e ciò che i nostri lettori e sostenitori ci proporranno. Essenzialmente inglese, francese, spagnolo e tedesco.
E’ nostra intenzione proporre gli articoli più significativi in lingue diverse dall’italiano per fornire un’informazione popolare alternativa a quella della nostra stampa nazionale.
Questo allo scopo di chiarire l’immagine che i cittadini italiani hanno del proprio paese, nel bene o nel male, a chi ci legge dall’estero.
E’ il sistema per spalancare le finestre di questa stanza dove aleggia un’aria torbida e fare in modo che l’aria cambi, finalmente.

Il punto debole di chi ha il potere in questo paese rimane il portafoglio. Facciamo in modo che chi vuole investire in Italia abbia un quadro più completo della situazione. Sono certo che questo contribuirà a migliorare la condizione di tutti.

Per chi vuole candidarsi come traduttore basta lasciare una nota a questo link. Per chi invece vuole usare MenteCritica per dire la sua opinione, il posto giusto è questa pagina. Rispettate le regole e portate un po’ di pazienza, specialmente se pensiamo che il vostro pezzo abbia un interesse internazionale e sarà necessario tradurlo.

Chiudo comunicandovi quella che è una mia determinazione personale. Prendetela per quella che vale. Sono tempi particolari e, personalmente, diffiderò dei profeti che si proporranno in queste ore. La mia opinione rimane che per avere un nuovo paese, dobbiamo prima di tutto cambiare noi. Chiunque inizi a giocare con le regole attuali è già parte del sistema.
Per questo voterò solo a condizioni precise e cercherò di capire, sempre, quello che c’è dietro ciò che mi viene raccontato.

Grazie per l’attenzione e buon lavoro a tutti noi.

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11 commenti su “Invadeteci: La Politica Italiana ed il Valore della Rete

  • ilBuonPeppe

    La politica di base in Italia non esiste… Se il dibattito non è possibile nelle sedi istituzionali, allora, forse, bisogna portarlo fuori.

    Verissimo, la politica (quella vera) è assente, e da parecchio tempo. Bisogna ricominciare a farla partendo dal basso, ma… poi però si deve rientrare nelle istituzioni, altrimenti finisce che mentre noi discutiamo all'esterno, loro continuano a fare il bello e il cattivo tempo dall'interno dei loro palazzi.

    Il rifiuto dell'istituzione in sè, non ha senso, anzi è controproducente.

    L'obiettivo secondo me deve essere quello di rinnovare veramente le istituzioni, partendo da una rinascita di base; superare i falsi schieramenti con cui ci tengono imbrigliati, prendere coscienza e controllo del proprio destino, e partecipare alla gestione della cosa pubblica. Senza paura di sporcarsi le mani; altrimenti le mani saranno sempre le stesse.

    Scriviamo tutti quello che pensiamo non vada in questo paese, senza stupide contrapposizioni tra destra e sinistra che sono solo l’ennesimo sistema per dividere e confondere

    Giusto, ma è quello che facciamo già. Quello che non va lo sappiamo bene; ci manca invece di fare il passo successivo, metterci in gioco.

    diffiderò dei profeti che si proporranno in queste ore. La mia opinione rimane che per avere un nuovo paese, dobbiamo prima di tutto cambiare noi. Chiunque inizi a giocare con le regole attuali è già parte del sistema. Per questo voterò solo a condizioni precise e cercherò di capire, sempre, quello che c’è dietro ciò che mi viene raccontato.

    Le regole che ci sono, purtroppo, non le possiamo cambiare finchè stiamo all'esterno, quindi è inevitabile giocare con queste; le cambieremo quando ne avremo la possibilità.

    Però possiamo fare qualcosa da subito. Se decidiamo di giocare, possiamo imporci delle regole più rigide di quelle "ufficiali"; applicare cioè a noi stessi le regole che vorremmo imporre a tutti. Sarebbe un'operazione di serietà e di trasparenza, che ci mette da subito su un piano diverso rispetto ai concorrenti.

    Scrivere, strillare, denunciare, è giusto e necessario, e lo sarà sempre di più. Ma non basta.

    La domanda a cui dobbiamo rispondere è questa: "Siamo disposti a metterci in gioco, o ci accontentiamo di urlare alla luna?"

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