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Intercettazioni Mon Amour

11 giugno, 2008 di Giovanni Sparano  
Archiviato in Cronache Italiane



L’Italia che perde non è soltanto quella del calcio, la stessa che due anni fa vinceva i mondiali ai rigori. Anche quella della legalità si appresta a giocare – il risultato è scontato, in perfetto Moggi’s Style – una partita decisiva: venerdì, nel prossimo consiglio dei ministri. Parola di Silvio Berlusconi che venerdì, dal convegno dei giovani imprenditori di Confindustria riunitosi a S.Margherita Ligure, ci ha fatto sapere che introdurrà “il divieto assoluto di intercettazione telefonica, con esclusione per indagini che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra o il terrorismo”.
E subito il Guardasigilli Angelino Alfano a rimboccare le coperte del premier con falsità a giustificare l’introduzione del nuovo DL.


Prima coperta: “Attualmente ci sono almeno 100.000 persone intercettate ogni anno contro le 1.700 degli Stati Uniti, le 2.300 della Svizzera, le 3.700 dell’Olanda, le 5.500 della Gran Bretagna e le 20mila della Francia“. In Italia solamente la magistratura può disporre le intercettazioni e, di conseguenza, la copertura statistica del dato è del 100%. Negli USA, oltre ai servizi segreti ed alle varie polizie, anche la SEC – Securities and Exchange Commission, corrispondente alla nostra Consob – le può disporre. Potrete quindi immaginare come, in realtà, il numero spacciatoci per reale dal ministro di Giustizia, sia solo uno specchietto per le allodole. Si inerpica, poi, l’uomo che baciò nel 2002 Croce Napoli – boss mafioso di Palma di Montechiaro – in calcoli a dir poco ridicoli: “le centomila persone intercettate fanno o ricevono mediamente 30 telefonate al giorno. Così si arriva a tre milioni di intercettazioni. Se si moltiplica per il numero ‘n’ di giorni di intercettazioni, probabilmente è intercettata una grandissima parte del nostro Paese“. Non so se il ministro ne è al corrente, ma i decreti d’intercettazione sono a tempo – durano 15/20 giorni – e quindi necessitano di proroga. Quindi, tra i centomila citati da Alfano, ci sono parecchi doppioni.

Seconda coperta: Alfano ritiene necessario “un riequilibrio tra due diritti: quello delle indagini e quello della tutela della privacy“. Quest’ultima già tutelata dall’apposita legge. Mentre le indagini – soprattutto quelle scomode – è meglio se i diritti cominciano a perderli. Come, del resto, auspicato da Licio Gelli nel suo Piano di Rinascita Democratica.

Terza coperta: la spesa per le intercettazioni ammonterebbe al “33% dei costi complessivi della giustizia“. Bugia grande come una casa. Lo Stato, per l’anno 2007, ha messo a bilancio per la giustizia 7 miliardi e 700 milioni di euro. Non sono stati spesi 2 miliardi e mezzo di euro, ma – come lo stesso ministro ci informa – circa 230 milioni. Si gioca, qui, col nome “spese di giustizia” che è il nome di un sottocapitolo del bilancio di giustizia: in effetti, per un terzo è composto dalle spese di intercettazione. Nel sottocapitolo, però, rientrano anche i compensi ai periti, agli interpreti, il patrocinio gratuito, le spese per le trasferte della polizia giudiziaria, etc. Spese definite “ripetibili”, ossia rimborsabili dai condannati a sentenza emanata. Ma lo Stato riesce a farsi restituire solamente il 3-7%. Nessuno dei legislatori sente questo come un fronte su cui intervenire per arginare i costi della giustizia. Altra ipotesi di risparmio potrebbe essere quella di inserire, nei contratti di concessione alle società telefoniche, una clausola per la quale le intercettazioni non debbano essere pagate dallo Stato. Ed incominciare ad acquistare le apparecchiature per effettuarle: attualmente vengono noleggiate a costi proibitivi.

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Giovanni Sparano
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Comments

20 Risposte a “Intercettazioni Mon Amour
  1. Iniquo scrive:

    Usano la menzogna reiterata come metodo politico, però la colpa maggiore è del popolaccio ignorante che non arriva a capire che non rischiamo tutti di vedere le nostre conversazioni piccanti in prima pagina.

  2. missi scrive:

    Assurdo, diabolico e anche stupido….ci crede solo chi ci vuol credere.
    In fondo siamo “intercettati” ogni giorno, la nostra privacy viene lesa ogni minuto, i nostri dati e le nostre conversazioni registrate[basta pensare alla banca dati dei gestori telefonici]; le nostre abitudini catalogate [basta pensare ai nuovi contatori Enel] chi può avere veramente paura dell’intercettazione? Nn il cittadino comune, quello è già alla mercé di tutti.

  3. Francesca scrive:

    Infatti, intercettatemi pure, grazie a me non ho nulla da nascondere quindi non mi fanno paura.
    Parlano poi di privacy a seconda di come gira, se mi conviene privacy sì, se no ‘fanculo alla privacy.
    Tutto coerente come sempre in linea col nano e col PdL.

  4. Oris scrive:

    solo un ulteriore cosa nella quale non vogliono essere uguali al popolo che governano.

    MA a parere mio non è interessata solo la pdl in questo…. ;) siete ancora troppo di parte quando fate riflessioni che dovrebbero invece abbracciare l’interezza della nostra politica…

  5. Doxaliber scrive:

    Meglio se me ne sto zitto va.

  6. siete ancora troppo di parte quando fate riflessioni che dovrebbero invece abbracciare l’interezza della nostra politica…

    No hai torto Oris. Io SONO di parte e non l’ho mai nascosto, ma faccio parlare tutti.
    Ieri abbiamo già parlato di intercettazioni in questo pezzo e l’autore metteva pienamente in evidenza la partecipazione del centrosisinstra al processo.

    Ti deve essere sfuggito.

  7. Doxaliber scrive:

    Che poi questa storia di “essere di parte”, di essere “faziosi” è una cosa tipicamente italiana, inventata tra l’altro da certi “giornalai” che avrebbero fatto meglio a dedicarsi altro mestiere. Nessuno di noi è Salomone, chi scrive non è un arbitro e questa non è una partita di calcio. Per sviluppare un’opinione è necessario avere in mente una propria idea politica ed una propria visione della società, necessariamente ogni cosa che andremo a scrivere sarà influenzata dalle nostre idee, dalle nostre opinioni e dalle nostre convinzioni politiche.

  8. Oris scrive:

    infatti io non mi riferivo a MC, non leggerei un blog di parte, sono noiosi oltre che poco fruttuosi. Mi riferivo ad esempio al commento della Francesca.

  9. Oris scrive:

    @doxa di parte si, orbi no. :)

  10. pacatoegentile scrive:

    Concordo a pieno con l’autore dell’articolo e vorrei sottolineare il fatto che e’ scandaloso che si paghino i gestori telefonici per fare le intercettazioni; e mica cifre da poco.

    Un’altra questione interessante rimane il fatto che le intercettazioni dovrebbero essere protette da certi giornalisti poco “etici” pronti a sputtanare chiunque pur di vendere due copie in piu’; ma in questo caso il problema non e’ l’intercettazione bensi il fatto che liberta’ di stampa o meno, chi rovina ingiustamente il nome e la vita di qualcuno dovrebbe pagare, prima di tutto perdendo il proprio lavoro e poi anche economicamente parlando.

    Infine mi fa ridere che le intercettazioni possano essere fatte solo per reati di mafia e terrorismo, quando questi personaggi per 700-800 euro possono utilizzare apparecchi dotati di crittografia che rende l’intercettazione inutile.

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  1. [...] luce delle ultime disdicevoli leggi, decreti e dichiarazioni di intenti del Governo Berlusconi IV (stop alle intercettazioni, militarizzazione delle città, blocco dei processi, rinuclearizzazione e così via) non posso non [...]



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