Instabilità delle democrazie e QI (parte seconda) 53


Nel precedente articolo abbiamo visto come un Leader politico di pochi scrupoli (definito anche Caro Leader, alla coreana) sia spinto a sfruttare le caratteristiche degli elettori in modo essenzialmente negativo, spingendo il paese in una spirale verso il basso. Riassumiamo perché:

  • a un Leader interessa risultare maggioritario o decisivo politicamente parlando;
  • esistono vincoli economici e di tempo sulla quantità e qualità di interventi di comunicazione e propaganda che si può permettere;
  • i vincoli suddetti lo portano ad escludere dai suoi obiettivi di propaganda, per ragioni diverse, alcune categorie di elettori (gli intelligentoni attaccabrighe, gli inamovibili credenti, i pericolosi intellettuali) e a concentrarsi sul Target Ideale, composto di persone particolarmente sensibili alla campagna emozionale e scarsamente sensibile alle assurdità piacevoli che distorcono logica, aritmetica, buonsenso. Sono persone che, in generale, rifuggono dalla complessità.
  • il successo di questo approccio crea, nel tempo, un peggioramento generale sia delle condizioni economiche della popolazione, dovuto al perseguimento di una politica costituita da atti a base demagogica necessari a mantenersi il target ideale, sia del sistema sociale ed istituzionale, a causa dell'”effetto scia” innescato dal bombardamento populista, che alimenta nuovi e ancora più estremi populismi da una parte ed esclude al contempo progressivamente le componenti più lungimiranti della società dal processo decisionale.

Tutto questo è riassunto in questa distribuzione dell’elettorato, riportato, in modo qualitativo, sulla distribuzione del QI della popolazione:

La democrazia diviene quindi, nel tempo, sempre più debole economicamente e socialmente (il peggiorare delle condizioni porta, storicamente, ad un incremento delle tensioni e dell’attenzione alle soluzioni “radicali”: sorgere di movimenti esplicitamente antidemocratici, colpi di stato, interruzione dei diritti dei cittadini, specie degli “avversari”, guerre economiche o reali volte a tagliare il nodo gordiano nel quale si è precipitati). Qualche ricerca recente suggerisce che persino il QI può abbassarsi sotto stress, specie di tipo economico, alterando in peggio il corso degli eventi.

La domanda ovvia è, che fare?

(si, lo so, se lo domandava anche un tizio col pizzetto (un intellettuale), ma non aveva la minima idea del pasticcio nel quale noi saremmo riusciti a cacciarci)

Premetto che non esiste, per quel che posso vedere, una risposta miracolistica: per quelle siete pregati di rivolgervi ai documenti di propaganda dei Cari Leader di cui sopra.

I futuri ovvi e confortanti:

Incrementare la sottile linea rossa del buon senso.

Ricordiamo che è fatta di Cittadini (la maiuscola è voluta, diciamo alla Heinlein, gente che si rende conto che il proprio benessere sul medio termine dipende anche dal benessere degli altri e dal come, collettivamente, costruiamo responsabilmente il futuro), le cui caratteristiche sono buonsenso allargato e cultura. Sono quindi poco permeabili alla propaganda demagogica, e tendenzialmente aggregabili, al di fuori delle etichette politiche, in una posizione progressista, ovvero tendendo al progresso materiale e civile della propria società (progressista NON significa “di sinistra” qui). Come si potrebbe allargare questa fascia di Cittadini? Certamente con una serissima educazione scolastica. Un’istruzione, ad ogni ordine, seria ha due effetti benefici: da un lato offre gli strumenti per accorgersi IN BREVE TEMPO (questo è importante) che si è oggetto di un tentativo di manipolazione basato su informazioni false, emozionali o assurde; dall’altro rende evidente, anzi scontato, che è impossibile ottenere risultati importanti e soddisfacenti senza fatica e nel brevissimo termine. Non credo di dover ricordare la fine degli allegri studenti del paese dei balocchi. Purtroppo è difficile invertire in questo settore una tendenza verso il basso, una volta che si è consolidato un Leader populista: i suoi atti di governo saranno sempre contrari alla produzione culturale di persone di questo tipo.

La mia natura vulcaniana mi fa aggiungere che, all’inizio, la cultura scientifica vada diffusa molto più rapidamente di quella umanistica e sociale. Specie nel Paese nel quale mi trovo a soggiornare, con diletto e permanente stupore. Il motivo? Il metodo scientifico ben applicato ha orrore delle frasi ad effetto, della retorica, delle emozioni. Non ammette imbrogli, e non li perdona. Non è necessario dire altro.

Unificare “pericolosi intellettuali” e “intelligentoni attaccabrighe”.

questo obiettivo sfida alcuni dei presupposti che ho esposto nella prima parte, ed è quindi improbabile che ciò avvenga. Ma ci sono situazioni che possono provocare questo effetto: quando l’azione combinata delle forze demagogiche pone in serio dubbio la possibilità stessa di vivere come tali nel proprio paese. E non ci siamo molto lontani. La fuga dei cervelli (sopratutto giovani) è una realtà, il disgusto, non urlato e ampiamente condiviso e diffuso per l’arbitrio e l’incompetenza eletti a regola è presente. L’influenza combinata di queste categorie sul Target Ideale sarebbe molto significativa, fosse coerente, e può rivaleggiare con la potenza di fuoco della propaganda demagogica. La scelta logica da fare è: armiamoci e partiamo (e parliamo! ogni nostro silenzio pro bono pacis è un passo indietro verso il medio evo per tutti), perché è una guerra, ed è contro di noi (ricordate? siamo tutti 130…). Non pensiamo tuttavia di poter riportare una completa inversione di rotta: il risultato più probabile è un precario equilibrio che argina le forze dissipatrici. Classifico questa ipotesi, comunque, come wishful thinking.

I futuri improbabili e a sorpresa:

Il leader positivo trascinatore

Fa parte di quelli che vengono definiti “cigni neri”,  eventi eccezionali, non gestibili statisticamente, ma che possono avvenire. Una persona superiore, moralmente, intellettualmente e come comunicatore. Lui fa quello che è meglio per il massimo numero di persone, per quanto possibile, nel medio termine. Attenzione, non è un idealista. Gli idealisti vengono massacrati senza fatica dai Cari Leader. E’ uno tosto assai, con parecchio pelo sullo stomaco, ma che tra le tante debolezze umane esistenti ha (anche) quella di voler essere ricordato come “un grande nel bene” perché essere “un grande nel male” è davvero troppo facile per uno come lui. Quale è il suo effetto? Coagula grande parte delle aree di solito immiscibili, perché ha molti aspetti che suscitino identificazione, e spacca inesorabilmente il Target Ideale, come farebbe un altro leader demagogico concorrente, ma lo porta verso un atteggiamento positivo, grazie alle sue doti affabulatorie. Se dura abbastanza, può persino attivare un effetto di incremento dell’area rossa tramite spinta costante e positiva sulla cultura. Funziona anche, come mi ha correttamente ricordato un lettore, se le doti affabulatorie positive vengono recitate da un terzo affidabile, un comodo paravento. Che so, un Re o una Regina in gamba, con il leader positivo Primo Ministro.

La Grande Paura:

Torniamo al traget ideale, curato amorevolmente dai leader populisti. Ha un livello di sopportazione delle balle altissimo, ma ci sono circostanze nelle quali la realtà viene a bussare alla sua porta, spesso buttandola giù con un calcio. Se i componenti del TI cominciano a vedere se stessi e i propri simili a rischio per la strada, se la dose di propaganda non riesce più a distrarli dalle condizioni di vita in peggioramento, se un evento esterno (guerra, scarsità di risorse, crisi economica), non è più tamponabile con le risorse impoverite del paese: in questi casi il TI si toglie improvvisamente il velo dagli occhi e si rende conto che è state menato, a lungo, per il naso. E qui entra in gioco la meccanica quantistica delle masse o, se preferite, l’impossibilità di prevedere l’evoluzione puntuale dei sistemi non lineari, detti anche caotici (entrambe sono analogie scorrette, ma vanno tanto di moda). Nessuno può prevedere cosa succederà al TI disilluso: come il gatto di Schrödinger, o salterà fuori vivo e vegeto, e si metterà a cacciare topi demagogici insieme con la parte sana della Nazione (dando vita ad una catarsi positiva: elezioni, nuovo corpus legislativo, boom della meritocrazia per ricostruire, imporsi di una morale sociale rinnovata etc.) oppure sarà marcio, e la avvelenerà disastrosamente, con la caccia al colpevole (i primi due milioni che capitano) e un po’ di sano medioevo per il ventennio successivo. La storia è piena di esempi dei due tipi, ma ognuno hai i suoi preferiti in mente e quindi non ne facciamo. Quello che vi posso dire è che, se qualcuno ci porterà a dover aprire la scatola, spero di osservare gli effetti da Vulcan, con scientifico interesse.

Non vi è molto altro da aggiungere: come vi renderete facilmente conto, io credo nella via dell’incremento dell’area rossa, come testimonia l’esistenza stessa di questo articolo, e nell’unione della parte razionale dei Cittadini. Il che mi classificherebbe come idealista, certamente, e forse anche come stupido romantico, se non fosse che sono Vulcaniano. Ma qualcosa occorre fare, e spero che saremo in tanti.

Di cuore, Long live and prosper.

Di @SignorSpok


//
Questo lettore ha risposto all’appello di MC che cerca nuovi autori

53 commenti su “Instabilità delle democrazie e QI (parte seconda)

I commenti sono chiusi.