Informazione Libera? Sì, come no … 17


E’ solo di qualche settimana fa la polemica sull’aiuto pubblico di quel prodotto cinematografico che non si chiama più nemmeno film, ma cinepanettone. Proporre “Natale a Beverly Hills” come “film d’interesse culturale” (vedasi sito del ministero dei beni culturali) non è un’aberrazione, ma solo un esempio della smisurata fantasia italiana. In fondo, come afferma il nostro Ministro della Cultura S.E. Sandro Bondi (ognuno ha ciò che merita)

Il film in questione non ha chiesto nessun contributo diretto allo Stato ma, si ribadisce, il mero riconoscimento per i requisiti di spettacolarità al fine di ottenere la possibilità di ottenere il credito di imposta così da poter reinvestire l’anno prossimo. Una commissione inoltre valuterà, dopo la visione della copia campione, se concedere o meno la qualifica di film d’essai, qualifica che non porterebbe benefici all’impresa che lo ha prodotto, bensì agli esercenti che lo hanno programmato, sempre che gli esercenti siano tra le sale riconosciute d’essai.

Nessun finanziamento, quindi, solo meno tasse da versare. Come se le tasse si pagassero in salami e non in euro. E poi, dopo l’eventuale riconoscimento di film d’essai (tienimi che mi viene da ridere), un beneficio economico per le sale d’essai che proietteranno “Natale a Beverly Hills” al posto di Kubrick. Questo sì che è incoraggiamento alla cultura.
E se questa è cultura, MenteCritica che sicuramente è un sito d’essai, nella speranza di beccare qualche beneficio economico pubblico, non si tira indietro. Non potendo proiettare “Natale a Beverly Hills” per intero, vi proponiamo la parte essenziale usando un vecchio classico che tanto scalpore fece a suo tempo. Se non vi piacciono le pellicce, non continuate.

La cosa ha fatto un certo scalpore sulla stampa seria, scandalizzata dal fatto che certe opere siano favorite in fase di produzione da agevolazioni pubbliche. Un’indignazione giustificabile e comprensibile. Peccato che questi novelli Savonarola non abbiano letto il Vangelo ed in particolare Matteo 7,5. Sì, perché mentre si grida allo scandalo da una parte, si tende la mano dall’altra. Volete la verità sull’informazione ufficiale italiana, quella con tanto di testata registrata, direttore responsabile, giornalisti professionisti e targhetta sotto al portone? La verità è scritta, guarda caso, anche questa in una pagina web. Questa, per la precisione.

Qui, divisi prima per anno, poi per settore, in una serie di fogli PDF difficili da indicizzare o ordinare (ma noi l’abbiamo fatto per voi), c’è scritto tutto ciò che c’è bisogno di sapere.
I finanziamenti all’editoria nascono, apparentemente, per uno scopo nobile. Dovevano agevolare l’avvicinamento degli italiani alla lettura e favorire la libertà di espressione. Le cose sono andate diversamente:  il finanziamento alle testate è diventato un sistema per gestire clientele, incassare contributi per partiti politici sotto altra forma, governare la libertà di stampa che, dipendendo dal finanziamento erogato dal potere, non potrà mai, per definizione, mordere la mano che la nutre e tutto questo in un paese dove sei italiani su 10 non leggono mai.

Tutto ha origine dalla legge 250 del 1990. Quella legge stabiliva che tutte le imprese editrici di quotidiani che non raggiungevano il 40% di introiti pubblicitari, potevano ricevere contributi fino al restante 60% dei costi dichiarati. Per gli organi di informazione (quotidiani e periodici) e per le radio dei partiti, la percentuale minima di pubblicità veniva stabilita, rispettivamente al 30 e al 25% aumentando, di conseguenza, la percentuale dei contributi statali.

La legge, così come è formulata, si presta ad un immediato sfruttamento da parte delle iene dell’informazione ufficiale. Da un’intervista contenuta nel libro di Beppe Lopez “La Casta dei giornali”, scopriamo che Giuliano Ferrara si attribuisce il merito di aver creato il primo esempio (con “Il Foglio”) di organo di informazione di un partito che non esiste.

Infatti, secondo l’articolo 3 della legge 250 del 1990, bastava che “Il Foglio” fosse ascrivibile ad una delle “imprese editrici di quotidiani o periodici che, anche attraverso esplicita menzione riportata in testata risultino essere organi o giornali di forze politiche che abbiano un proprio rappresentante in almeno un ramo del Parlamento alla data di entrata in vigore della presente legge e che nell’ultima elezione abbiano conseguito almeno un seggio al Parlamento europeo”.
Era sufficiente, quindi, inventarsi un partito per garantirsi il finanziamento.

Nasce così il Movimento “Convenzione per la Giustizia” formato da Marcello Pera e da Marco Boato.
Il giornale “Il Foglio”, (di cui Veronica Lario è un’importante azionista) ha un unico inserzionista: la Mondadori. La Mondadori fa pubblicità su “Il Foglio” fino a raggiungere la percentuale minima consentita dalla legge. Il resto dei costi, che, vi ricordo, sono dichiarati dall’editore senza necessità di esibire prove, vengono coperti dallo stato in quanto il giornale è organo di un movimento politico, per quanto questo movimento esista solo sulla carta.

Il sistema è stato denunciato nel corso della trasmissione Report del 23 aprile 2006. “Il Foglio”, comunque, si era già trasformato in cooperativa, continuando a percepire i contributi  sempre in forza della stessa legge.

Ferrara ha solo aperto una pista che è poi stata seguita in maniera bipartizan da svariati epigoni. Vittorio Feltri con “Libero”,  nato come organo del “Movimento Monarchico Italiano” e, successivamente, trasformato in cooperativa e Antonio Polito con “Il Riformista”, giusto per citare due casi.  Guarda caso nelle mani dello stesso editore, un certo Giampaolo Angelucci che, non soddisfatto delle truffe operate a danno de  servizio sanitario nazionale, ha deciso di investire anche nel campo della libertà d’informazione (con i nostri soldi, ovviamente).

Ma è ora di dare un’occhiata alle liste di giornali ed organi di informazione che noi tutti paghiamo. Si, perché se quello che leggete su Libero o su Il Riformista vi inorridisce, voi li pagate lo stesso con le vostre tasse, a meno che non siate tanto furbi da evaderle (e leggendo certe cose, viene sempre più la voglia). I dati si riferiscono ai contributi del 2007, erogati nel 2008 e sono i dati ufficiali più aggiornati.

Iniziamo con i contributi per quotidiani editi da cooperative di giornalisti:

IMPRESA TESTATA IMPORTO
MANIFESTO (IL) COOP.
ED.CE A RL
MANIFESTO (IL) € 4.352.698,75
CONQUISTE DEL LAVORO SRL CONQUISTE DEL LAVORO € 3.346.922,70
INTERNATIONAL
PRESS SCARL
AVANTI! (L’) € 2.530.638,81
GIORNALI ASSOCIATI COOP. ED.LE A RL CORRIERE (DI FORLI’) € 2.530.638,81
GIORNALISTI E
POLIGRAFICI COOP. ARL
CORRIERE MERCANTILE (IL) € 2.530.638,81
LINEA SOC.COOP.
A.R.L.
LINEA € 2.530.638,81
EFFE COOP. EDITORIALE SPA PROVINCIA QUOTIDIANO € 2.530.638,81
RINASCITA SOC.COOP.
A.R.L.
RINASCITA € 2.530.638,81
COEDIP COOP ED.NI IPPICHE A RL SPORTSMAN – CAVALLI E CORSE € 2.530.638,81
NUOVA
INFORMAZIONE SOC. COOP. A R.L.
CRONACA (LA) € 2.455.920,31
GRAFIC EDITRICE COOP.SOC.DI GIORNALISTI A.R.L. CITTADINO OGGI (IL) CORRIERE NAZIONALE € 2.299.508,81
19 LUGLIO COOP. A R.L. CORRIERE DEL GIORNO DI PUGLIA E LUCANIA € 2.163.034,26
COOPRESS COOPERATIVA GIORNALISTICA VOCE NUOVA (LA) – già Regioni & Ragioni € 1.941.085,69
EDILAZIO 92 SCRL CORRIERE LAZIALE (IL) € 1.872.667,94
VERITA’ (LA) ED.LE
SCARL
VERITA’ (LA) € 1.698.639,96
PAGINE SANNITE SOC. COOP. A.R.L. SANNIO QUOTIDIANO (IL) € 1.697.736,76
STAMPA
DEMOCRATICA 95 soc coop giornalistica a rl
METROPOLIS € 1.609.581,83
VIDIEMME SOC.COOP
GIORNALISTICA DI PRODUZIONE E LAVORO a r. l.
VOCE DI MANTOVA € 1.416.605,48
DOSSIER SOC.COOP D’INFORM. E PUBBLICHE RELAZIONI A.R.L. BUONGIORNO CAMPANIA (già DOSSIER NEWS DI CASERTA IL GIORNALE) € 1.071.799,30
AREA Agenzia Coop.
A.R.L
A.R.E.A € 1.012.255,52
DIRE SCRL DIRE € 1.012.255,52
ED.LE GIORNALISTI ASSOCIATI SCRL NUOVO CORRIERE BARI SERA € 914.588,68
GIORNALISTI &
POLIGRAFICI ASSOCIATI SOC. COOP. ARL
ITALIA SERA € 818.575,40
EDIZIONI GIORNALI
QUOTIDIANI Piccola
Soc. Coop. A.r.l.
NUOVA GAZZETTA DI CASERTA € 710.590,80
SOC. COOP. ESSEPI
ARL
PUGLIA € 485.302,24
IMPEGNO SOCIALE
SOC.COOP.
VOCE (LA) € 474.583,71
CENTRO STAMPA
REGIONALE SCARL
ORE 12 € 470.259,41
EDITORIALE ‘91 SCRL GIORNALE DI CALABRIA (IL) € 377.613,61
EDIZIONI RIFORMISTE
SCARL
UMANITA’ (L’) € 364.616,58
AGENZIA GRT
SOC.COOP.
GRTV PRESS € 359.647,47

Al primo posto  “Il Manifesto” che, a quanto pare, se c’è da incassare, non si tira indietro, anche se i quattrini vengono dalle trattenute dei lavoratori. Sul podio ci sono anche “Conquiste del Lavoro” (quotidiano della CISL, altro “amici del proletariato”) e “L’Avanti” che becca poco più di due milioni e mezzo. Gli stessi che ci ciula, chissà a che titolo, “Sportsman, Cavalli e Corse“, il cui direttore, certo Giuseppe Tatarella, giustifica il finanziamento perché da lavoro a 27 persone. Un po’ come dire che se trovate 27 persone a cui dare uno stipendio,  anche a voi toccano 2 milioni e mezzo all’anno di finanziamento.

Provate a scorrere la lista. Quanti di questi quotidiani conoscete, comprate e leggete? Se fate la somma, nelle tasche di questi signori nessuno finiscono più di 50 milioni.

Veniamo ora ai quotidiani la cui maggioranza è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali.

IMPRESA TESTATA IMPORTO
EDITORIALE LIBERO srl OPINIONI  NUOVE- LIBERO QUOTIDIANO € 7.794.367,53
AVVENIRE NUOVA ED.LE
ITALIANA SPA
AVVENIRE € 6.174.758,70
ITALIA OGGI ED. ERINNE SRL ITALIA OGGI € 5.263.728,72
EDITORIALE ARGO CRONACA QUI.IT (già
CRONACA PIU’ )
€ 3.732.669,02
LAUDENSE ED.LE  SRL CITTADINO (IL) € 2.530.638,81
EDITRICE EUROPA OGGI
S.R.L.
DISCUSSIONE  (LA) € 2.530.638,81
TOSCANA SOC. DI EDIZIONI S.P.A. GIORNALE NUOVO DELLA TOSCANA € 2.530.638,81
LA VOCE S.R.L. EDITRICE VOCE DI ROMAGNA € 2.530.638,81
EDIZIONI DE L’INDIPENDENTE S.R.L. CRONACHE DE L’INDIPENDENTE (già CRONACHE DEL MEZZOGIORNO) € 2.406.579,59
2000 EDITORIALE S.R.L. CORRIERE (IL) DI FIRENZE € 2.024.511,05
GRUPPO EDITORIALE UMBRIA 1819 S.R.L. GIORNALE DELL’UMBRIA € 1.932.899,07
BM ITALIANA ED.LE  SRL SCUOLA SNALS € 1.687.993,79
EDISERVICE S.R.L. QUOTIDIANO DI SICILIA € 1.638.723,37
EDITORIALE BOLOGNA S.r.l. DOMANI DI BOLOGNA (IL) € 1.559.022,10
EDITORIALE S.R.L. CORRIERE DI COMO € 1.470.287,76
T&P EDITORI SRL DOMANI (IL) € 1.304.657,87
L’APPRODO S.R.L. OTTOPAGINE € 1.176.899,75
EDIZIONI PROPOSTA SUD SRL CORRIERE (quotidiano dell’Irpinia) € 287.298,88

“Libero”, uno degli esempi più eclatanti di come la stampa possa essere utilizzata per disinformare, ingannare, dividere ed attaccare avversari politici, incassa oltre sette milioni di finanziamento all’anno. “Libero” lo stesso quotidiano che fa le campagne per l’abolizione delle province e contro il pagamento del canone Rai, forse sperando così di beccare più quattrini.   “L’Avvenire”, il quotidiano della CEI, non pago di quanto gli perviene tramite l’otto per mille, si accontenta di poco più di sei. Simpatico il caso dello sconosciuto “Ottopagine”, un milione e cento. In pratica 137.000 euro a pagina. Caro. Ai ai quotidiani la cui maggioranza è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali, regaliamo più di cinquanta milioni.

Saltiamo la sezione per i quotidiani in lingua per le minoranze e quelli diffusi all’estero. In questo caso, i contributi possono anche apparire giustificati, trattandosi di un’operazione culturale. E poi, a questi giornali, passiamo poco più di quattordici milioni. Quisquilie. Comunque, per chi volesse, la lista è qui.

Poco più di 10 milioni vanno ai periodici editi da cooperative di giornalisti.

IMPRESA TESTATA IMPORTO
CARTA
SOC.COOP.A.R.L.
CARTA € 506.660,00
Editrice de l’Altritalia
Soc. Coop.
LEFT  – AVVENIMENTI € 506.660,00
LUNA NUOVA ED.CE
SCRL
LUNA NUOVA € 506.660,00
MODUS
COMUNICAZIONE SOC COOP GIORNALISTICA EDITRICE
MODUS VIVENDI SCIENZA NATURA E STILI DI VITA € 506.660,00
DIAMANTE ED.CE
SCRL
MOTOCROSS € 506.660,00
NUOVA ECOLOGIA
(LA) ED.LE COOP. A RL
NUOVA ECOLOGIA (LA) € 506.660,00
EDIT.COOP.DI
GIORNALISTI A.R.L.
RASSEGNA SINDACALE € 506.660,00
CORSO
BACCHILEGA COOP.DI GIORN.SOC.COOP.A RL
SABATO SERA € 506.660,00
SALVAGENTE (IL)
ED.LE  SCRL
SALVAGENTE  (IL) € 506.660,00
TRENTA GIORNI SCARL TRENTA GIORNI NELLA CHIESA E NEL MONDO € 506.660,00
MANDRAGOLA ED.
COOP DI GIORN. A.R.L.
ZAINET LAB € 503.307,23
OFFICINA COOP. OFFICINA € 494.868,52
MEDIA NEWS
SCARL
QUI MAGAZINE € 483.629,24
STEMAX SCARL MUCCHIO SELVAGGIO  (IL) € 451.179,96
ALTA BRIANZA ED.NI SOC. COOP. GIONALISTICA A RL SOLE DELLE ALPI – IL CANAVESE € 438.064,94
GIORNALISTICA RIVIERA soc. coop RID RIVISTA ITALIANA DIFESA € 402.999,91
SPAZIO RURALE EDIZ.  SCARL OEP-NOTIZIARIO AGRICOLO SPAZIO RURALE € 398.667,28
NOVI MATAJUR
SOC. COOP.
NOVI MATAJUR € 298.653,49
MUSICHIERE (IL)
SOC. COOP. A RL
CHITARRE € 273.126,47
GIORNALISTI ED.RI
SCRL
CRITICA SOCIALE € 264.585,65
SEVEN ARTS  Coop.di
Giornalisti ARL
JAM € 255.201,28
MINERVA SOC.
COOP. A RL
MINERVA € 236.794,71
SERVIZI EDITORIALI PADANI COOP. IN COMUNE € 220.813,60
VITA ALTRA IDEA
SOC.COOP.
COMMUNITAS € 182.399,56
LIBERA STAMPA
SOC. COOP.
NOI DONNE € 140.973,26
NEXT EXIT SOC.
COOP.
NEXT EXIT € 132.016,93
PRIMA PAGINA –
AGENZIA DI STAMPA E COMUNICAZIONE
MARE E MONTI € 103.344,80
DIFFUSIONE
CAMPANIA SOC.COOP.
PAGINA (LA) € 97.220,41
COOP.
GIORNALISTICA MONDO NUOVO
SUONO STEREO HI FI € 91.353,94
GRANCHIO (IL)
SOC.COOP.
GRANCHIO (IL) € 88.444,21
ECO DI BASILICATA
COOP.
ECO DI BASILICATA € 80.377,73
LA PRESSE
SOC.COOP
MERCOLEDI’ € 74.698,70
SOCIETA’ CULTURA
LAVORO Coop. Edit.
CONFSAL € 46.805,68
LA PIAZZA NEWS
SOC. COOP.
PIAZZA-AVVENIMENTI € 10.995,10

In questo caso il finanziamento è a pioggia e si fa del bene un po’ a tutti. In fondo, i militaristi di “Rivista Italiana Difesa” prendono più o meno lo stesso di quei capelloni hippy de “Il Mucchio Selvaggio”. Evidentemente, quando c’è da beccare, nessuna gallina si tira indietro.
Il tutto trova conferma nella prossima lista di contributi per testate organi di partiti e movimenti politici che abbiano il proprio gruppo parlamentare in una delle camere o rappresentanze nel parlamento europeo, o che siano espressione di minoranze linguistiche riconosciute, avendo almeno un rappresentante in un ramo del parlamento italiano, ovvero che, essendo state in possesso di tali requisiti, abbiano percepito i contributi alla data del 31.12.2005. Una sorta di formula omnicomprensiva studiata per elargire circa 30 milioni a:

IMPRESA TESTATA IMPORTO
NUOVA INIZIATIVA EDITORIALE S.p.A. UNITA’  (L’) € 6.377.209,80
EDITORIALE NORD
SCARL
PADANIA  (LA) € 4.028.363,82
M.R.C. SRL LIBERAZIONE GIORNALE COMUNISTA € 3.947.796,54
DLM EUROPA ED.
S.R.L.
EUROPA € 3.599.203,77
SECOLO
D’ITALIA(IL)  DI FINI GIANFRANCO
SECOLO D’ITALIA € 2.959.948,01
UNDICIDUE SRL NOTIZIE VERDI € 2.510.957,71
EDITRICE
MEDITERRANEA SOC. COOP.
ITALIA DEMOCRATICA € 1.476.783,76
FILADELFIA soc.
coop. di giornalisti
LIBERAL € 1.200.342,31
IL CAMPANILE
NUOVO Soc.Coop. A.r.l.
CAMPANILE NUOVO (IL) € 1.150.919,75
LAERRE SOCIETA’
COOPERATIVA A R.L.
RINASCITA DELLA SINISTRA (LA) € 934.621,50
STIFTUNG
SUDTIROLER VOLKSPARTEI-
ZUKUNFT IN SUDTIROL € 650.081,04
SOCIETA’
COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE SRL
SOCIALISTA LAB (IL) € 472.036,97
NOUVELLE ED.CE LE PEUPLE SRL PEUPLE VALDOTAIN (LE) € 301.325,06
BALENA BIANCA
Società Coop. Giornalistica
DEMOCRAZIA CRISTIANA € 298.136,46

Il podio dell’assistenzialismo editoriale è nelle mani della sinistra (o di quel che ne rimane). Evidentemente, il crollo del comunismo non è stato sufficiente per cancellare da certe menti lo statalismo. Comunque, “La Padania” con i suoi 4 milioni, si dimostra meno federalista del partito di cui è organo d’informazione. Poco più di un milione a “Il Campanile Nuovo” il giornaletto parrocchiale dell’UDEUR di Mastella. MenteCritica, in un mese, raggiunge il numero di lettori che “Il Campanile Nuovo” fa in un anno. Senza finanziamento.
Fa un po’ impressione, almeno per uno della mia età, vedere il giornalino della Democrazia Cristiana beccare meno quattrini di quello dell’Unione Valdotaine. Sarà che un segretario come Pizza, del quale abbiamo già avuto occasione di parlare, non sa farsi rispettare come i vecchi Forlani, De Mita, Piccoli, Fanfani, ecc.

E’ solo nell’elenco dei contributi per imprese editrici di quotidiani o periodici organi di movimenti politici, trasformatesi in cooperativa che troviamo, finalmente, il furbone che ha ideato la furbata. “Il Foglio” becca tre milioni e sette. Niente male. Vediamo l’intera lista:

IMPRESA TESTATA IMPORTO
FOGLIO (IL) QUOTIDIANO
SCARL
FOGLIO (IL) € 3.745.345,44
EDIZ. RIFORMISTE soc. ccop. NUOVO RIFORMISTA (IL)- (già) RAGIONI DEL SOCIALISMO (LE) € 2.530.638,81
EDIZIONI DEL ROMA  Soc.
Coop. a.r.l.
ROMA € 2.530.638,81
EDIZIONI DEL MEDITERRANEO SOC.COOP GIORNALISTICA A.R.L. DENARO (IL) € 2.459.799,42
SETTEMARI SOCIETA’ COOPERATIVA A.R.L. METROPOLI DAY (già
METROPOLI)
€ 2.024.511,05
AMICI DELL’OPINIONE SCARL OPINIONE DELLE LIBERTA’ € 1.976.359,70
NUOVE POLITICHE
EDITORIALI Picc.Soc.Coop. Giornalistica
VOCE REPUBBLICANA € 624.111,76
AREA EDITORIALE Soc. Coop. S.r.l. AREA- POLITICA COMUNITA’ ECONOMICA € 343.004,05
MILANO METROPOLI
PICCOLA SOCIETA’ COOP.
MILANO METROPOLI € 288.432,89
PROPEDIT scarl APRILE € 206.317,47
CUNEESE SOC. COOP.
ED.CE A.r.l.
DUEMILA  (IL) € 178.007,45
IL BIANCO E IL ROSSO SOC.COOP. A.R.L. CRISTIANO SOCIALI NEWS € 57.717,93

Per chi non avesse mai letto Cristiano Sociali News, ecco un link. Va bene che sono solo 57.717 euro, ma qualcosa di meglio si poteva pure fare.

Divertente l’elenco dei contributi alle imprese editrici di periodici che risultino esercitate da cooperative, fondazioni o enti morali ovvero da societa’ la maggioranza del capitale sociale delle quali sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali, che non abbiano scopo di lucro. Qui troviamo 235.000 euro elargiti ad “Azione Benevento”. Se ogni città decidesse di farsi il suo “Azione” ci sarebbe la bancarotta per lo stato. 26.000 euro vanno a “Buddismo e Società” , 312.000 euro a “Famiglia Cristiana”, 66.000 al “Madonna della Guardia”, forse per compensarla del servizio di sorveglianza e 194.000 circa a “Sprint e Sport“, Settimanale del calcio giovanile e dilettantistico di Piemonte e Lombardia. L’elenco completo che comprende centinaia di giornalini parrocchiali  a cui vanno decine di migliaia di euro ciascuno all’anno è qui.

Ovviamente, non sono solo i giornali a beneficiare del finanziamento statale. Lo stato è generoso anche con le radio. Quattro milioni a Radio Radicale (al netto di quanto percepito per i servizi di diffusione delle dirette parlamentari) che, comunque, fanno molto meno impressione dei tre milioni e tre elargiti a Ecoradio che, confesso di sentire per la prima volta. Due milioni e due a Radio Città Futura. Elenco completo a questo link. Divertitevi.

Meno quattrini, invece, alle televisioni “terrestri”. Dopo tanta munificenza, fa un po’ impressione vedere che a 105 testate televisive va, in tutto, poco più di due milioni e ottocentomila. In testa alla classifica TeleNorba, con circa 230.000 euro. Fanalino di coda TeleSardegna a cui vanno 320 euro e 14 centesimi. Che poveracci. Probabilmente non hanno recuperato nemmeno i quattrini spesi per la pratica. Elenco completo scaricabile qui.

Si finisce in bellezza con i finanziamenti ai canali satellitari. Solo due, ma sostanziosi. 2.133.874,86 euro a “Informazione Libera”. Non chiedetemi di che canale si tratti (( grazie a Rosella, abbiamo scoperto che si tratta di questo )).  Mai visto in TV e nessuna traccia sul web.  Se qualcuno ha qualche link, sarebbe un aiuto gradito (edit: grazie Rosella, vedi nota precedente). Quasi 3,6 milioni a “Nessuno TV”, oggi RED TV, probabilmente per cancellare dal nome il riferimento al numero di spettatori che la seguivano.  RED TV è riferibile, per tramite delle persone che la gestiscono, a Massimo D’Alema.

E qui finisce questo lungo elenco di cifre che vi ho voluto proporre con pochi sconti, perché parlare genericamente di una cosa è un conto, vedere in faccia i numeri è un altro. E i numeri, che difficilmente mentono, ci dicono che l’informazione che non si sostiene da sola, ma si poggia sul finanziamento pubblico, è un’informazione forzatamente monca, imbavagliata ed insincera.
Nessuno si aspetta di leggere la verità da qualche parte, tanto meno su un quotidiano ci mancherebbe, ma un tentativo di interpretazione critica della realtà, anche palesemente di parte, al lettore è dovuto. Niente è peggio della inesistente obiettività vantata da alcuni giornalisti e tante testate.

Come è possibile fare concorrenza a chi naviga nell’oro grazie alle mance elargite da tutti voi con le vostre tasse? Non è possibile, perché per un’informazione indipendente dal potere ci vorrebbero cittadini disposti a pagarla e io scommetto che se costasse un centesimo al giorno leggere MenteCritica, questo sito chiuderebbe domani.
E’ triste, ma è così. Questo paese siamo noi ed è inutile tentare di dissociarsene.


17 commenti su “Informazione Libera? Sì, come no …

  • Alfonso

    Grazie per questa ricerca, esauriente e approfondita (e qui ci starebbe bene un “come sempre”, ma non vorrei passare per il classico italiano che si “abitua” a uno standard…). Alcune cifre si sapevano, per chi aveva voglia di cercarle, ma vederle tutte insieme fa il suo effetto (o almeno io ci spero sempre).
    Vado predicando da un po’ questa cosa dei giornali. Lo scopo nobile dell’informazione (pagata e non) credo non si possa definire più nobile da almeno quarant’anni. Senza togliere niente a chi ha buttato sangue per la sua inchiesta eh. Se è per questo ci sono anche milioni di teologi di tutte le epoche hanno studiato e continuano tutt’oggi a studiare artefatti letterari manoscritti su commissione millenni or sono… e quei milioni hanno senz’altro il mio rispetto. Ma oggi non è più così, lo sappiamo da molti anni ormai.
    Oggi occorre una scelta violenta. Di quelle che in Europa si fanno ma non in Italia. COME un boicottaggio.
    Occorre “scollarci”. Proprio come nella teoria dello “scollamento der cittadino dàa politica” di Funari-Guzzanti.
    Ci sarebbe un ordine codificato di scollamento: ma non si dice. Basti sapere che il primo passo riguarda l’informazione. Buttiamo TV e giornali. Tutti, nessuno escluso. Si, intendo dire proprio di buttarli, continuando a pagarli come al solito.
    Per loro non cambierà nulla. Per noi, invece, cambierà moltissimo. Nuovi modi di vedere le cose ci attendono, se smettiamo di farci schiavizzare il cervello.

  • fma

    Credo che il partito che ponesse nel suo programma l’abolizione delle

    Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili di cui all’articolo 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n.67, per l’accesso ai benefici di cui all’articolo 11 della legge stessa

    riscuoterebbe immediatamente un larghissimo successo.

    Così come se proponesse l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, la riduzione del numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, provinciali, comunali… l’abolizione del canone RAI, dell’otto per mille, dei lavori socialmente utili…

    Ma se volesse farlo davvero si troverebbe a dover affrontare alcuni tabù di non poco conto, quali: democrazia, cultura, libertà, solidarietà…
    Che sopravvivono intatti da oltre mezzo secolo. Che s’è convenuto, per amor di pace, di non rivisitare più criticamente; di non parlarne proprio, se non in termini apologetici.
    Una cosa non da poco.
    Su cui molti ci marciano, perché, come diceva Samuel Johnson: The patriotism is the last refuge of a scoundrel.

  • Michele


    E’ triste, ma è così. Questo paese siamo noi ed è inutile tentare di dissociarsene.

    E’ triste anche pensare di non potersene dissociare, niente mi impedisce di indignarmi.
    I numeri parlano chiaro, le cifre sono mica da ridere, e poi senza nemmeno cercare più di tanto devi leggere queste notizie.

    http://snipurl.com/tzt7o

    Adesso forse è meglio provare ad attribuire un concetto alla parola “solidarietà” o ad “assistenzialismo”

    Da notare che sopra la notizia c’è un banner pubblitario di una casa farmaceutica.

    Non lo so ma mi pare il cane che si morde la coda.

  • Fulvio

    Grande lavoro, ottima informazione. Complimenti!
    E …un caro saluto a tutta la “band”

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      Più che band è un complessino. Per fortuna che c’è qualcuno che fa il lavoro sporco nell’ombra (ricerca link, fonti e notizie sommerse).
      Ciao vecchio amico. Sono due mesi che non si legge nulla dalle tue parti.

      Se hai qualcosa da dire e desideri un uditorio più adeguato alle tue capacità, il mio indirizzo di posta personale lo conosci. Fatti sentire.

  • Pierinopasquotti

    Scusa non ho capito una cosa. Ma i fondi che lo stato dà ai giornali è a fondo perso, una specie di beneficenza o i giornali li devono poi rendere in qualche modo, come si fa con le banche? Se non fossero obbligati a renderli, o se comunque con un escamotage riuscirebbero a tenerseli per se, allora siamo messi veramente male.

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      Sono a fondo perduto. Una mancia per tenerli buoni.
      In più, molte testate sono proprietà di società vicine alla politica stessa. Con una mano si dà, con l’altra si prende.

  • Baganzani Enzo

    per quel che può servire, divulgo….al vostro meticoloso lavoro il mio grazie…

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