Informazione Italiana: La Macchina che Produce il Nulla
18 luglio, 2008 di mc
Archiviato in Cronache Italiane, Informazione, Media Mente Critica
La cronaca di ieri ci consegna una serie di notizie che hanno un certo livello di rappresentazione sui media italiani. E’ interessante valutare la funzione (dis)informativa della stampa esaminando l’esposizione che le varie redazioni hanno deciso di dare alle notizie. E qui viene il bello.
Solo sull’Unità, ex giornale di partito, è possibile trovare con una certa facilità notizie sulle condanne richieste dai pubblici ministeri per i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova. E’ giusto ricordare che una serie di funzionari di polizia sono accusati di aver fabbricato prove false per vendicarsi di una presunta sassaiola di cui non è stato possibile provare l’esistenza.
A me sembra un fatto grave. Se in una nazione la polizia è così degenerata da rendersi responsabile di atti di questo tipo, allora il problema è serio. Non stiamo parlando di violenza, quella è assolutamente ingiustificabile anche se, in certe situazioni, lo stress la rende comprensibile, ma di un piano preordinato messo in atto da decine di funzionari. Una vera e propria congiura. Incredibile.
Godono invece di ottima esposizione le solite malefatte degli immigrati. Ora scopriamo i moldavi in prima pagina qui, qui e qui. Molto evidente l’ennesima smentita di Berlusconi, a cui ormai tocca il soprannome di Incompreso, ben posizionato il Papa che impartisce lezioni di pace a Ebrei e Musulmani, segue Tremonti che piange miseria, ma promette di sovvertire il Principio di Conservazione, poi un po’ di doping nel Tour de France che ormai è come il panettone a Natale, non può mancare. Come contorno le immancabili tette. Katie Price, Avril Lavigne e le gemelline de La Stampa.
Su tutte le notizie, con esposizione mediatica da 11 settembre, svetta la crociata (a proposito di pace, come mai si chiama crociata e non stelladidavidata o mezzalunata?) del ministro Brunetta contro i falsi malati della pubblica amministrazione.
Brunetta dichiara guerra ai falsi malati, Brunetta: “Visita fiscale dopo un giorno di malattia”, Brunetta: visita fiscale anche dopo un giorno di malattia (a La Stampa si sono sprecati. Hanno aggiunto un “anche” al titolo di Repubblica e hanno fatto il titolone). Il tutto condito da foto del ministro con la faccia cattiva.
E proprio su quest’ultima notizia, quella che riceve maggiore esposizione e sulla quale si ricamerà per giorni che mi piacerebbe fare alcune considerazioni.
Nessuno si chiede chi dovrebbe pagare queste visite visto che costano intorno ai 30 euro ciascuna. Forse le risorse verranno “create” dal nulla dato che Tremonti sta lavorando per sconvolgere i principi fondanti della Fisica. Nessuno ha osservato che, attualmente, non esistono statistiche sugli esiti delle visite fiscali e sopratutto, nessuno ha messo in evidenza che la disposizione di cui si parla tanto in queste ore esiste già dal dicembre 2007.
I dirigenti delle strutture pubbliche sono altresì invitati a concludere, ai sensi dell’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, accordi con le competenti strutture sanitarie, allo scopo di assicurare che ogni dipendente assente per ragioni di salute, venga sottoposto, nella stessa giornata, a visita fiscale. Si precisa altresì che ove la competente struttura sanitaria non sia nelle condizioni di assicurare, nella stessa giornata, la visita fiscale per ogni dipendente assente, le amministrazioni possono comunque concludere accordi, ai sensi dell’art. l7 della legge n. 241 del 1990 con altre strutture pubbliche, allo scopo di conseguire la necessaria valutazione sanitaria.
La realtà dei fatti è proprio che la disposizione esiste, è operativa, ma non viene applicata perché le visite costano, confermano la diagnosi del medico curante nella maggior parte dei casi e, soprattutto, non ci sono medici a sufficienza per farle tutte.
Quindi di cosa stiamo parlando? Quale sarebbe la novità e che informazione ci viene trasferita?
Verrebbe da chiedersi se dietro questo battage pubblicitario non ci sia l’ennesima caccia la consenso populistico o il tentativo di indebolire una categoria in vista dei rinnovi dei contratti di settore. Fatto sta che nessuno si è inventato nulla e che le cose sono esattamente come erano ieri.
Cosa dire della stampa, invece? Dal punto di vista fisico si conferma un interessante sistema di trasformazione. Pur consumando grandi risorse riesce a produrre il nulla. Un decadimento energetico senza dissipazione di calore. Un fenomeno metafisico sul quale non mi stancherò mai di indagare.
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Ma sempre a dare addosso ai Cristiani, ma che t’abbiamo fatto di male?
Vediamo un po’ se riesco a rispondere…sará perché la nostra cultura é quella cristiana ed i crociati (che hanno fatto le crociate) erano nostri “padri”?
Che comunque le “stelladavidate” e le “mezzalunate” ce ne sono state a iosa nella nostra storia comune e proseguono a tutt’oggi, quando le crociate, per fortuna, si son esaurite, beh forse esaurite esaurite no, ma le chiamano “portare la democrazia”…
Le “stelledvidate” e “mezzaunate” non facendo parte della nostra cultura non le possiamo chiamare cosí…
Termino con una chiosa riguardante il fatto che le crociate sono state fatte per ragioni puramente economiche (a quei tempi il papa era re ed ai re si sa fa gola il denaro) naturalmente mascherata da guerra di fede per ottenere il consenso….
chissá perché ció mi ricorda qualcosa….
Ciao, volevo solo dirti che per formattare i commenti puoi usare l’HTML ma non il BBCode. Ho aggiustato la tua citazione.
L’ho fatto per distrarmi: ho preferito badare alla forma e non al contenuto che è in grado di rovinarmi la giornata.
Ricordati il reato…informatico…Parla bene che se no qui eseguiamo…
Comunque la cosa più incredibile è che così il sistema -pur traballando e vacillando- rimane in piedi. Precariamente, ma rimane in piedi. Mi viene da pensare che da certi punti di vista sia una sovrastruttura fittizia, perchè ci sono tante “strutture” della democrazia e del paese in genere che stanno crollando e li immagino come i pilastri della sovrastruttura. E se crollano i pilastri quella come fa a rimanere in piedi? Forse ha raggiunto una sua entità e indipendenza.
dici?
Posso dire di essermi pentito.
No ma dicevo a diabolicoMarco!
allora non sono pentito.
ok, torno nei ranghi!
Grazie sono un profano di internet, dove ho studiato si usava ancora il pennino col calamaio…
Non sapevo il comando HTML per citare…ormai si comincia a far breccia una certa pigrizia intellettuale che speravo non arrivasse prima dei 70 anni…ce ne ha messi 40 di meno….
Valá che non ho detto niente per cui farsi venire il sangue marcio!
E’ la discussione generale che mi deprime non quello che hai scritto tu.
In ogni caso se vuoi fare il figo metti l’html. Altrimenti metti le virgolette e va bene lo stesso
che c’entrano i Cristiani con il Papa?
Che fai le domande a trabocchetto?
A quel che ne so il Papa dovrebe essere il “Grande Pastore”, no? Colui che conduce le anime alla salvezza…
Spero che conosca la strada e in ogni caso conduce i Cattolici che sono un sottoinsieme dei Cristiani.
“piu’ poppe meno papa” scusa CN ma questa la dovevo scrivere
un appunto: visto che l’informazione non e’ piu’ informazione, visto che anche un aggregatore come http://news.google.com/ ormai non faccia informazione, che senso ha essere informati, leggere i quotidiani, guardare il telegiornale? Perche’ bisogna farlo? Perche’ non ignoriamo tutto e iniziamo a fare la nostra vita, disdiciamo il canone rai, buttiamo via la televisione, non compriamo piu’ quotidiani e iniziamo a vivere senza informazione?
“piu’ poppe meno papa” ?
Vorrai dire: “piu’ pippe meno poppe”
In internet la gente blatera molto anche a proposito di “quello”
Per il resto QUOTO. Sono per la decrescita produttiva. Fottiamoli con le loro stesse armi. Eliminiamo le spese inutili.
Conoscere e capire non è mai inutile, secondo me.
Non si può prevedere mai con certezza quello che servirà sapere.
Concordo totalmente.
Per me sarebbe impossibile vivere senza sapere.
Perché ai miei tempi si diceva che se non ti interessi di politica, la politica continua a interessarsi di te.
No, a parere mio è sbagliato, è fuorviante e serve solo ad alimentare la politica stesa (che campa di voti per esser legittimata).
La politica non si occupa di te, mai, si occupa di se.
Le sue scelte che fa nel propio interesse coinvolgono noi, ma non sono rivolte a noi.
Questo accade sia che si voti sia che non lo si faccia.
Quale delle due pratiche sia migliore è la stessa domanda che si fa il criceto mentre fa girare la propria ruota e mentre invece si riposa nella propria gabbietta, a sonnecchiare..
Facciamo a non capirci. Non ho detto si “preoccupa” ho detto si “occupa” nello stesso senso nel quale direi che un aguzzino si “occupa” delle sue vittime.
eheheh, finesse non notata.
Certo è che normalmente viene proposta in un modo che i fini propagandistici all’esercizio del voto invece sono palesi.
Leggere i giornali è diventato un’inutile perdita di tempo. A meno che non si vogliano fare studi sociologici sul fenomeno: “informazione di regime”.
Non condivido. Il punto di partenza fa parte del percorso con la stessa dignità dell’arrivo.
Io sono stata alcuni giorni a leggere solo su internet le notizie, senza neanche guardare il televideo (premettendo che guardo poco i tg e leggo poco i giornali), però mi sentivo sperduta, anche se internet è il mezzo di comunicazione migliore in italia bisogna comunque avere un punto di partenza, anche se minimo (perchè non è che itg o il televideo spieghino più di tanto).
Quindi secondo me anche poco, però per capire cosa succede bisogna almeno dare un’occhiata ai mezzi di comunicazione “tradizionali”…
sono d’accordo
Non condivido. Il problema della “massa di informazioni” che internet dirama è sicuramente importante, credo che anche l’articolo su Google pubblicato oggi su MC (che non ho letto ma di cui conosco il contenuto avendolo letto qualche settimana fa in inglese dall’autore originale) evidenzi alcuni dei “problemi” legati all’enorme ondata di informazioni a cui internet ci sottopone.
Io dividerei il sistema informativo/culturale in tre grandi epoche:
- L’epoca antica, in cui la conoscenza era accessibile soltanto ad un’elite di ricchi eruditi e totalmente preclusa a tutti gli altri;
- L’epoca moderna, in cui la diffusione delle informazioni è diventato un fenomeno di massa, aperto alla stragrande maggioranza della popopolazione ma controllato da un’elite culturale ed economica di editori, giornalisti e scrittori;
- L’epoca di internet, in cui l’informazione è “orizzontale”. Ognuno è potenzialmente lettore, giornalista ed editore. La conoscenza è facilmente accessibile ma è anche facilmente “generabile”, a costi davvero irrisori.
La terza epoca in realtà non esiste ancora e non saprei direi se davvero esisterà mai. Infatti, ancora oggi, il monopolio dell’informazione è in mano ai grandi editori. Sono loro che controllano i siti di news più visitati, di conseguenza sono loro che decidono cosa è notizia e cosa non lo è. Il reso del web in realtà non fa altro che seguire a “ruota” ed amplificare quelle che sono le notizie decise dai grandi editori. Infatti non è un caso se gli argomenti principe del web, anche di quello “alternativo”, alla fine non sono altro che il “rovescio della medaglia” delle informazioni date dai giornali e dalle televisioni. Sono “loro” che decidono di cosa dobbiamo parlare e così facendo continuano a detenere il controllo dell’opinione pubblica. Tuttavia internet fa sì che esistano delle “crepe” nella struttura, crepe attraverso le quali è possibile accedere ad informazioni che in altri tempi ed in altre situazioni non sarebbero mai arrivate sotto i nostri occhi. Così, anche se raramente, tali informazioni si diffondono fino a diventare un fatto mediatico a dispetto della volontà degli editori. Ma ciò avviene molto, molto raramente. Questo perché la maggior parte della popolazione è assuefatta al modello informativo tradizionale, per cui giornali e televisioni sono ancora oggi la fonte primaria d’informazione. Gli utenti non saprebbero nemmeno dove cercarle le informazioni alternative e non hanno la capacità di stabilire autonomamente cosa sia una notizia importante e cosa invece sia un’informazione inutile, superficiale e ridondante. Ciò vale sia per le notizie di medio interesse, sia per le “non notizie”, informazioni la cui conoscenza in realtà non è fondamentale ma che va ad occupare porzioni del nostro cervello, annebbiandolo di informazioni inutili. Se non usciamo da questo “giogo” allora non avremo mai un libero accesso all’informazione, perché da una parte avremo i grandi media che ci martellano con le notizie che vogliono loro, dall’altra avremo gli utenti più smaliziati del web, che sanno come creare “casi”, “tam-tam mediatici”, “scandali ad hoc” e che quindi – spesso usando gli stessi metodi utilizzati dai media classici – ci “irretiscono” e ci “rincoglioniscono” con informazioni inutili, tese solo a creare consenso pilotato. Discernere le informazioni da internet è un esercizio difficile, ma fondamentale per la nostra libertà di pensiero e la nostra capacità critica.
Mi permetto di concludere con questo estratto da un mio vecchio pezzo e mi scuso per la lunghezza e la dispersività dell’intervento (l’argomento è appassionante ma difficile):
Cari amici di MC,
abbiamo ideato lo “Zucchino d’oro”, un riconosimento un po’ particolare. Se passate da noi, venite a vedere di cosa si tratta.
Saluti e complimenti per il vostro blog
I soliti due
dare lo “Zucchino d’oro” a una signora è un po tranchant
I giornali devono vendere o generare traffico (ma lungi da me dal giustificarli) e il modo di proporre le notizie, credo, si basi su percise leggi di marketing.
Il problema più grosso, secondo me, è constatare come il traffico più alto di click venga registrato nelle notizie di gossip o in quelle di cronaca nera, a patto però che siano state supportate, percedentemente, da ampia rilevanza anche televisiva.
E questo aspetto mi disgusta ancora di più.
Però proporre con tanto risalto una notizia priva di contenuto effettivo è un atto politico.
Ahahahah!
Il ministro Brunetta rappresenta IL MODELLO PERFETTO dei ministri berlusconiani sul cui tema verra’ legiferato a breve: “El Presidiente” deve svettare anche in altezza
se questo è il criterio, non ho nessuna possibilità di fare il ministro in un governo Berlusconi.
Questa informazione degenere è accoppiata a fatti di enorme criticità che finiscono nel dimenticatoio con una velocità allarmante. Questi fanno i proclami sensazionalistici senza che nessun giornale si prenda la briga di documentarsi e smascherare la sparata, e questo è grave perchè l’informazione mostra tutta la sua mediocrità e non informa proprio niente, si limita a propaganda elettorale perpetua. Ma ho anche la certezza che i fatti di Genova saranno ben presto accantonati insieme alle altre vergogne della democrazia che hanno contraddistinto la storia italiana. I fatti questa volta sono stati appurati, ma ormai i fatti non bastano per scandalizzare un paese. Una nazione con una opinione pubblica sana e non controllata (in coma terapeutico) avrebbe cacciato il governo a calci in culo, dopo uno sfregio di tali proporzioni. Ogni giorno sono sempre più stupito di quante aberrazioni della democrazia possano essere propinate al popolino, senza che questi bubboni schifosi causino una rivolta civile. Sono lontani i tempi in cui si tiravano le monetine a Craxi, e la gente inferocita cacciava i politici dai funerali di Falcone e Borsellino. Dubito che la gente sarà capace in futuro di una sollevazione anche solo paragonabile, ma non riesco a rassegnarmi all’idea, e in fondo non rassegnarsi è un bene.
Io non auspico una sollevazione, ma una ripresa della coscienza civica.
E’ l’unica risposta possibile.
Si, mi riferivo ad una una goccia che farebbe traboccare il vaso e sveglierebbe le coscienze. E’ chiaro che se poi il risultato è un brevissimo colpo di tosse, come Tangentopoli o altri scandali che causano un moto effimero nell’opinione pubblica, si può stare freschi. E’ necessario che il livello dell’opinione pubblica migliori in maniera definitiva.
Per mettere correttamente in movimento masse considerevoli, sono necessarie spinte costanti e molto lunghe.
Altrimenti, come dici tu, si ottiene solo qualche inutile sussulto.
Mi sembra che la situazione sia in miglioramenento, la rete facilita il crescere di focolai di senso critico sempre più grandi, e questa è un’ottima cosa. Però cresce la brutta senzazione che il risultato grosso sarebbe ottenibile solo con i media tradizionali, che ora fanno tutto tranne informare. E non sono neanche un illuso della rete, perchè conosco tanta casi in cui un maggiore accesso a nuove tecnologie non ha minimamente aumentato il senso critico. E’ dura.
E’ una riflessione corretta. Infatti la rete può fare solo l’apostolato iniziale. Solo i grandi media possono raggiungere la “gente”.
Comunque già ampliare il numero degli apostoli è un buon risultato.
Si dice che qualcuno sia partito con 12, poi scesi addirittura a 11 e abbia ottenuto un buon successo
Un tempo ormai lontano un certo sig. Horkheimer assieme ai signori Adorno e Marcuse studiava questo sistema informativo coniando il termine di “industria culturale”… Ma erano studiosi anticapitalisti di origine (critica, però) marxista, perciò non sta bene parlarne! Eppure i loro studi risultano validi anche oggi: vale la pena riscoprirli.
“Horkheimer, ma soprattutto Adorno, hanno costatato che uno degli aspetti più caratteristici dell’odierna società tecnologica è la creazione del gigantesco apparato dei mass-media. Essi lo ritengono il più subdolo strumento di manipolazione usato dal sistema per conservare se stesso, tenendo sottomessi gli individui. E’ subdolo perché illude che il consumatore sia il soggetto di tale industria, mentre in realtà ne è il puro oggetto. L’industria serve alle minoranze per suscitare bisogni e determinare i consumi, per imporre certi valori e modelli, riducendo gli individui a una massa informe. Persino il “tempo libero” diviene programmato. Attraverso i media passa l’ideologia più vitale per il neocapitalismo: l’idea della “bontà” del sistema e della “felicità” degli individui eterodiretti che lo costituiscono.”
http://www.homolaicus.com/teoria/filosofia_moderna/scuola_francoforte.htm
Grazie per l’intervento e la segnalazione.
Che c’è di male a sovvertire le leggi della fisica?
Si crea allarmismo, si fa un DL, si pone la fiducia.
E pure Lavoisier è sistemato. Quel comunistaccio
Comodo.
A questo punto produciamo energia dal nulla per decreto.
Almeno si risparmia sulla bolletta.
GRANDE COMANDANTE! GRANDEEEEEE!
ecchecaz….scusate
e la disinformazione perpetrata dalle radio è la stessa!
8 minuti a discorrere di un ciclista dopato (l’erede di Pantani ,bla, in Francia è reato penale, bla, arrestato, bla);
e 30secondi didicati al microministro che ha dichiarato guerra ai falsi malati e io povera deficiente a chiedermi: ….ed erano appena le 7:30!! Vorrei non essere così lucida al mattino. :[
Ma lo senti questo brusio che viene su dal bar? Stanno parlando di eritropoietina….senza sapere cos’è! Ma che importa, non è rilevante “sapere”, conta molto più “ho sentito dire”…
E poi Tremonti….che rabbia Tremonti! Qualcuno mi corregga se sbaglio, ma quest’uomo è LA QUARTA VOLTA che fa il ministro dell’ economia/finanze o no? E’ un ripetente co-responsabile del disastro economico del paese o no?
Comandande, ecco cos’era il Tremontismo: risanare il buco finanziario diminuendo le spese! Pensa! E io che gli giravo intorno come un elettrone impazzito senza trovare il nucleo del concetto!
E’ come essere in rosso in banca e pensare di sanarlo risparmiando sui consumi domestici! Strepitoso! E’ pura FUFFA.
Nebbia, carica il cannone e spara a zero. PLEASE
sorry, manca un pezzo:
ed io povera deficiente a chiedermi: “si vabbe’ ma chi le paga queste visiste?” ….ed erano appena le 7:30!!
oggi questo PC fa quel che vuole……non mi rispetta neanche lui. Che giornataccia.
hai visto? era la prima domanda da farsi.
……”reato penale”……
argggh!!!!!