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Influenza A/H1N1: Chi ci Ha Capito Qualcosa?

28 ottobre, 2009 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Consumo CriticaMente, latest



E’ di oggi la notizia della morte di un’altra persona che è poi risultata afflitta da influenza A,  probabilmente del sottotipo influenza A/H1N1 o, come si continua tranquillamente a chiamarla nel resto del mondo dove la lobby dei prosciutti non ha lo stesso peso che ha in Italia, influenza suina (swine flu).

Segniamoci da qualche parte queste due magiche paroline “swine flu“, perché, se vogliamo avere un’informazione più completa, scientifica e dettagliata sull’influenza A/H1N1, è questa la chiave da inserire nei motori di ricerca. Ovviamente, bisogna essere in grado di leggere e comprendere l’inglese, ma questo è solo una parte del prezzo da pagare per il privilegio di essere cittadini di un paese dove la stampa e i media in generale, non forniscono informazioni, ma fanno solo spettacolo (possibilmente volgare e truculento).

Infatti, la persona di cui si parla in questo articolo del Corriere on Line, “di anni 56 affetto da uremia cronica, anemia, obesità e cardiopatia ipertensiva è arrivato all’ospedale il 26 ottobre alle ore 20 e 20 in gravi condizioni da stress respiratorio per polmonite bilaterale” è poi “risultato positivo all’influenza A“. Nessuno ci spiega, come sarebbe necessario, se la polmonite che ha causato la gravissima insufficienza respiratoria che ha poi portato alla morte sia una conseguenza dell’influenza o un evento indipendente. In questo caso, uremia cronica, anemia, obesità e cardiopatia ipertensiva sarebbero citate a sproposito, mentre nel caso la polmonite non dipenda dall’influenza A/H1N1, è l’influenza stessa ad essere citata a sproposito.

L’articolo prosegue con le dichiarazioni del viceministro Fazio che, visto che i neonati e i bambini piccolissimi non possono essere vaccinati, dichiara «La soluzione è semplice: basta vaccinare mamma e papà, perché così si difende anche il bimbo da 0 a 6 mesi contro il virus».

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Cercando in rete sono pervenuto finalmente ad un riferimento normativo che giustifica l’affermazione di Fazio in quanto mi risultava in contraddizione con l’idea che si è diffusa in giro per la quale il vaccino sarà offerto solo a persone “a rischio” o addetti a servizi di prima necessità.
Il riferimento, sul sito del ministero della salute, sulla base dell’Ordinanza del 30 settembre 2009 è questo:

A quali categorie di persone sarà offerta la vaccinazione antinfluenzale per il nuovo virus A(H1N1)?

L’ Ordinanza del 30 settembre 2009 “Misure urgenti in materia di protezione AH1N1” integra, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, quella emanata l’11 settembre 2009. Il provvedimento individua con maggiore dettaglio le categorie di persone a cui è offerta la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1) a partire dal momento dell’effettiva disponibilità del vaccino. In ordine di priorità l’offerta vaccinale sarà rivolta a:

  1. personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno, personale delle Forze Armate; personale che assicura i servizi pubblici essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni, secondo piani di continuità predisposti dai datori di lavoro o per i soggetti autonomi dalle Amministrazioni competenti; donatori di sangue periodici
  2. donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza; donne che hanno partorito da meno di 6 mesi o, in loro assenza, la persona che assiste il bambino in maniera continuativa
  3. portatori di almeno una delle condizioni di rischio di cui all’Ordinanza dell’11 settembre 2009, nonché i soggetti con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine
  4. bambini di età superiore a 6 mesi che frequentano l’asilo nido; minori che vivono in comunità o istituzionalizzati
  5. persone di età compresa tra più di 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzativa dall’EMEA
  6. persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti

In particolare sono considerate persone a rischio quelle di età compresa tra 6 mesi e 64 anni affette da almeno una delle seguenti patologie: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO; malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari; obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.

In pratica, i genitori di bambini fra 0 e 6 mesi si dovrebbero avvalere delle specificazioni che ho evidenziato in neretto, sempre che i bambini tra zero e sei mesi siano considerati soggetti ad alto rischio. Non mi è chiaro e non sono riuscito a capire se e quando sarà disponibile e se una sarà offerta indistintamente una vaccinazione per l’influenza suina A/H1N1 per bambini compresi tra i sei mesi e di due anni.

Oggettivamente, anche cercando con attenzione, ho letto tutto e il contrario di tutto e questo senza nemmeno entrare nel merito delle considerazioni sulla pericolosità o meno della vaccinazione per l’influenza suina A/H1N1 per bambini compresi tra i sei mesi e di due anni che mi riservavo di fare sulla scorta di una valutazione su dati scientifici affidabili.

Al momento la fonte più autorevole mi sembra quella a questo link. Il ministero mette a disposizione una serie di rapporti. L’ultimo, del 18 ottobre, si apre con questa tabella riassuntiva:

  • Totale casi confermati dal 1 maggio al 26 luglio 2009 1.238
  • Totale casi dal 1 maggio al 18 ottobre 2009 15.455
  • Totale casi CLINICI dal 27 luglio al 18 ottobre 14.217
  • Totale casi CONFERMATI dal 1 maggio al 18 ottobre 2009 2.948
  • Totale DECESSI dal 1 maggio al 18 ottobre 2009 4

Purtroppo il rapporto è poco chiaro per un non addetto ai lavori e la distinzione tra casi, casi clinici e casi confermati rimane oscura. Non si può fare a meno di notare che dal 1 maggio al 26 luglio si riferisce di 1238 casi, invece dal 27 luglio al 18 ottobre i casi clinici (cosa significa caso clinico?) sono oltre 14.000.

Credo che ci sia da essere confusi e, alla fine, ci si riduce a cercare all’estero risposte che in Italia non si riescono a trovare.

Ricercando per swine flu si perviene al sito dei Centers for Disease Control and Prevention, un’organizzazione del Department of Health and Human Services del governo degli Stati Uniti.

Come per il ministero della salute italiano, il CDC ha una pagina specifica per l’influenza suina A/H1N1 dove l’evoluzione della pandemia è monitorata costantemente.
Nonostante l’inglese, le informazioni sembrano più chiare di quelle italiane. Apprendiamo subito che:

During the week of October 11-17, 2009, influenza activity continued to increase in the United States as reported in FluView. Flu activity is now widespread in 46 states. Nationwide, visits to doctors for influenza-like-illness are increasing steeply and are now higher than what is seen at the peak of many regular flu seasons. In addition, flu-related hospitalizations and deaths continue to go up nation-wide and are above what is expected for this time of year.

che, secondo la mia traduzione,

Nella settimana tra l’11 e il 17 ottobre 2009, l’attività dell’influenza ha continuato ad aumentare negli Stati Uniti come riportato nella sezione FluView. L’influenza è adesso diffusa in 46 stati. A livello nazionale le richieste di visita ai dottori per malattie con sintomi influenzali stanno aumentando rapidamente e sono ora superiori a quanto registrato in occasione dei picchi di altre tipologie di influenza. Inoltre, i ricoveri dovuti a influenza e le morti causate dall’influenza continuano ad aumentare in tutto il paese e sono superiori a quanto previsto per questo periodo dell’anno.

Che suona leggermente più inquietante delle parole di Fazio.

Sul sito sono disponibili una serie di grafici e rapporti costantemente aggiornati e comprensibili anche a chi non è parte della massoneria dei camici bianchi. In cerca di informazioni relative all’effetto dell’influenza A/H1N1 sui bambini ho trovato questo grafico della mortalità pediatrica dove mi sembra di capire che, nonostante quanto affermato, l’influenza suina A/H1N1 è più pericolosa di quelle che l’hanno preceduta.

Nella sezione dedicata alle informazioni generali sulla vaccinazione si legge che

Currently the 2009 H1N1 influenza virus (sometimes called “swine flu”) seems to be causing serious health outcomes for:

1. healthy young people from birth through age 24;
2. pregnant women; and
3. adults 25 to 64 who have underlying medical conditions.

Quindi i bambini sembrano più esposti più degli adulti alle conseguenze dell’influenza suina A/H1N1.
In un altra sezione del sito, l’indicazione è molto chiara:

We do not expect that there will be a shortage of 2009 H1N1 vaccine, but availability and demand can be unpredictable. There is some possibility that initially the vaccine will be available in limited quantities. In this setting, the committee recommended that the following groups receive the vaccine before others: pregnant women, people who live with or care for children younger than 6 months of age, health care and emergency medical services personnel with direct patient contact, children 6 months through 4 years of age, and children 5 through 18 years of age who have chronic medical conditions.

che tradotto è

Non ci attendiamo che ci sia una carenza di dosi di vaccino per l’influenza H1N1, ma la disponibilità e la richiesta possono essere imprevedibili. E’ possibile che inizialmente il vaccino sa disponibile in quantità limitata. Se ciò dovesse verificarsi, il comitato raccomanda che a ricevere il vaccino per primi siano i seguenti gruppi di popolazione: donne incinte, persone che vivono con bimbi di età inferiore ai sei mesi o che li assistono, operatori sanitari a contatto con i pazienti, bambini dai sei mesi ai quattro anni di età e ragazzi dai 5 ai 18 anni con condizioni di salute croniche.

Quindi i bambini dai sei mesi ai quattro anni sono considerati soggetti a rischio per l’influenza suina A/H1N1 e, come si legge in quest’altra sezione del sito, necessiteranno di due dosi di vaccino a testa. Nel sito è poi disponibile l’elenco dei responsabili per la distribuzione del vaccino, con tanto di telefono e nome della persona da contattare.

Nonostante l’eccellente informazione e preparazione, negli Stati Uniti la situazione sta precipitando.

La notizia giunge in coincidenza delle voci di gravi ritardi nella fornitura di vaccini. «Abbiamo l’obbligo di adottare tutte le misure precauzionali sia livello di governi centrali che locali, per tutelare le comunità e i singoli cittadini e far fronte alla pandemia», scrive Obama nel suo ordine esecutivo. La dichiarazione in sostanza sospende tutti quei requisiti e iter burocratici imposti dalle leggi federali nella cura dei malati, e accelera le operazioni di ricovero e soccorso. Gli ospedali possono così modificare le procedure di accettazione chiedendo meno informazioni ai pazienti. E, in stato di emergenza, le strutture ospedaliere hanno facoltà di organizzare punti di pronto soccorso in zone esterne per evitare i rischi di contagio.

Si tratta del secondo dei due passi che consentono al segretario Sebelius di acquisire poteri straordinari per gestire la crisi. Il primo risale allo scorso 26 aprile quando l’amministrazione ha dichiarato l’influenza suina una «emergenza sanitaria», dando il via libera così alla consegna straordinaria di 12 milioni di dosi di medicinali specifici attingendo dalle riserve federali. In quel periodo c’erano stati appena 20 contagi negli Stati Uniti. Oggi la nuova influenza H1N1 è arrivata a colpire 46 Stati americani, con milioni di casi, 20 mila ricoveri e mille morti di cui cento bambini.

E qui? A chi rivolgersi per la vaccinazione dei bambini? A chi chiedere informazioni?
Leggo che a Magenta è iniziata la campagna a cura della ASL1 di Milano, ma non ci sono altre notizie in rete.

Tra dubbi sulla effettiva pericolosità e diffusione dell’influenza suina A/H1N1, perplessità sul vaccino, sospetti sul business delle case farmaceutiche, in Italia come al solito prevale una grande confusione.
Intanto, però, ora non si tratta solo di farsi fregare dei soldi o ritrovarsi a comprare un inutile decoder. Si tratta dei nostri bambini.
C’è da chiedersi, con vero terrore, cosa accadrebbe di questa nazione se una volta, una sola volta, un allarme si trasformasse in un pericolo vero e fosse necessario rispondere con ordine, organizzazione e professionalità.

Spero che nei prossimi giorni si faccia più chiarezza e che la campagna vaccinale inizi veramente. Cercherò di tenere aggiornato questo post, magari con i vostri contributi nei commenti che riporterò in coda al mio pezzo.

Come al solito, si tratterà di arrangiarsi da soli. Stato e governo sono altrove. Dove non lo so, ma non qui.

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Comments

23 Risposte a “Influenza A/H1N1: Chi ci Ha Capito Qualcosa?”
  1. Gilda scrive:

    “C’è da chiedersi, con vero terrore, cosa accadrebbe di questa nazione se una volta, una sola volta, un allarme si trasformasse in un pericolo vero e fosse necessario rispondere con ordine, organizzazione e professionalità.”

    Magari sarebbe la volta buona che si conclude qualcosa… troppo ottimista?

    • Magari ti verrà la voglia di avere un bambino tra qualche anno, Gilda. Allora capirai come è frustrante essere consapevoli che la sua vita può essere messa in pericolo da qualche fannullone o da qualche ladro che vuole procurarsi il denaro per coca o puttane lucrando sugli appalti pubblici.

  2. Gunnar scrive:

    Tutte le informazioni che sono state messe in evidenza sono confermate. In altre nazioni, come in Francia, per es., il livello di attenzione è alto e medici di base e centri clinici sono particolarmente attenti a ciò che accade.
    Aggiungo che l’incremento delle richieste di ausilio per stati influenzali aumenta proporzionalmente al rischio che si percepisce e non al reale fattore di rischio. Mi spiego meglio. Quando ho l’influenza prendo l’aspirina, di solito, e sto un po’ di giorni a letto. Se c’è febbre posso pensare ad una forma infettiva di origine batterica e fatto un tampone dal medico mi si prescrive un antibiotico e in capo ad una settimana sono completamente ristabilito. Se la febbre è generata da infezione virale e non si prevede pericolo di gravame patologico si sta a letto e si aspetta che l’organismo si “costruisca” i propri schermi di difesa.
    Tutto è molto circoscritto.
    Nel caso specifico si tratta di una forma influenzale la cui origine “suina” sembra avere un impatto più pernicioso e più grave quando si diffonde in aree ad alta densità di popolazione.
    Che sia vero o falso lo si può valutare a-posteriori e di solito tale valutazione viene derivata dalla differenza tra i casi virali accertati e il numero dei decessi che da essi deriva. Cento casi e trenta o quaranta morti fanno il panico e una corsa affannosa a cercare un antivirus. Ma cento casi e un morto fanno solo un morto e basta e con l’influenza non c’entra quasi nulla.
    Al di là di considerazioni un po’ grossolane ma non molto lontane dalla realtà pratica voglio soffermarmi sulla cultura della confusione che vige in Italia.
    Ciò, in realtà, è il vero problema.
    Una mia amica, intelligente e comprensiva amante dell’Italia e spesso mia simpatica ospite si meraviglia costantemente dall’approssimazione con la quale tutti (ma proprio tutti a sentir lei) vivono la loro quotidianità. Con lei ho fatto un giorno la spesa e al banco della gastronomia lei ha chiesto 100 gr. di prosciutto a fette, e 200 gr. di formaggio gorgonzola dolce. L’ho detto che ama il nostro paese.
    Ma poi ha aperto un piccolo diverbio con l’inserviente che voleva lasciar sulla bilancia 115 gr di prosciutto. Lei ha fatto notare che non era il peso richiesto e non avrebbe accettato di acquistare ciò che non ha chiesto. L’inserviente ha fatto poi molta attenzione a tagliare 200 gr. di gorgonzola e lei a 190 gr. ha abbozzato dicendo che era molto difficile avere la misura precisa anche se nel suo paese ci riescono benissimo… con una punta di orgoglio nordico.
    Io ho sorriso alla scenetta e ho fatto notare come da noi le signore massaie e anche gli uomini che ormai sono tanti e fanno la spesa non fanno caso a cinque o dieci grammi in più o in meno. Anzi dicono mi dia un etto di prosciutto abbondante… oppure dicono mi dia un tocco di taleggio, sì così va bene lasci pure ecc…
    Il fatto è che il significato di assoluta precisione in Italia non esiste. Esiste l’approssimazione, l’incirca, il più o meno, il vago, il pressappoco, il quasi, il forse, il potrebbe, il sembra che…
    Esiste il “come dire”‘? Il “cerchi di capire”, il “non so se mi spiego” con tutta la gestualità di contorno che spiega e colora il discorso ma non aggiunge molto alla chiarezza dei significati mentre aggiunge moltissimo alla confusione dei metalinguaggi che “gli addetti” soli possono comprendere.
    Dunque la gente non impara. Non capisce e nessuno ritiene che debba veramente capire. La gente anzi, se non capisce, è meglio. Anzi ancor più suggestiva è l’idea che la gente si convinca di aver capito e non si renda conto di non aver nemmeno sfiorato il più periferico livello di comprensione.
    Figurarsi capire che dietro all’influenza suina possa esserci una multiforme pletora di fabbricanti di prodotti chimico farmaceutici che stanno cercando di fare un salto nelle vendite di antinfluenzali di vario tipo…
    Da qualche tempo ho iniziato a discutere con il salumiere. Pretendo 100 grammi e non un grammo di più.

    • fma scrive:

      Può essere.
      Ma può anche essere che nessuno sappia esattamente ciò che succederà per poterlo spiegare agli altri.
      Se la mortalità sarà dell’uno, o del dieci per mille.
      Se saranno interessati dieci milioni, o due miliardi di individui.
      Se saranno efficaci i vaccini (25% senza adiuvanti? 40% con? e il mercurio e lo squalene che effetti collaterali avranno?)
      Se gli antivirali saranno una mano santa per chi se ne potrà servire, o soltanto per le multinazionali farmaceutiche.
      Probabilmente tutte queste cose sono vere un po’.
      Come si combineranno e quale sarà il quadro cui daranno luogo probabilmente non lo sa nessuno.
      Ce lo spiegheranno a posteriori.
      Di sicuro, come capita sempre, ci sarà qualcuno che alla fine dirà:
      “Ve l’avevo detto, non avete voluto darmi retta!”

      • Io credo che sapere esattamente come evolve un fenomeno prima che il fenomeno si sviluppi non sia caratteristico della scienza.
        E’ scientifico, però, allestire un comportamento codificato e quanto più dettagliato per seguire l’evoluzione del fenomeno e predisporre, se occorre,, delle contromisure atte a contenerlo per quello che è possibile progettare sulla base dei dati disponibili.

        E’ questa la disciplina intellettuale che deve guidare la gestione di un fenomeno complesso ed imprevedibile come il controllo di una pandemia che per sua stessa caratteristica dipende da una quantità di variabili enorme.

        Nessuno si attende risposte certe. Per quelle c’è il parroco, ma metodo, organizzazione e disciplina sì.
        Con la pelle non si scherza.

        • fma scrive:

          Non abbiamo detto due cose antitetiche.
          Tu dici: “… per quello che è possibile progettare sulla base dei dati disponibili.” e aggiungi: ” … una pandemia dipende da una quantità di variabili enorme.”
          Le due cose messe insieme, questo lo aggiungo io, portano a inferire che, se i dati disponibili sono pochi, a fronte di una quantità di variabili enorme, la gestione del fenomeno non potrà che essere lacunosa.
          Anche se condotta con metodo scientifico.
          E’ il tipo di fenomeni, vedi pure l’economia per citarne un altro, per i quali la scienza non ha ancora elaborato strumenti sufficientemente affilati. Sono quei fenomeni che, non potendo essere previsti con sufficiente precisione, vengono spiegati a posteriori.
          Il che non vuol dire che l’alternativa alla scienza debba essere il parroco, ma soltanto che la scienza ha i suoi limiti.

    • Odio gli aspetti di italianità che hai evidenziato e pensavo che al Nord Italia queste cose fossero meno diffuse per una questione culturale.
      Mi spiace sapere che non sia così.
      A quanto pare non si può sfuggire all’essere italiani.

  3. Gunnar scrive:

    Hai ragione. Il tuo ragionamento però non esclude il mio. Quello che intendo dire è che il divario tra ciò che si sa e quello che dovrebbe sapere è estremamente ampio. Molto più oggi di quanto non lo sia stato nel medioevo (tanto per dire). E la spiegazione è anche abbastanza semplice. La complessità di oggi non è minimamente paragonabile a quella delle epoche passate. Non è una complessità assoluta. E’ la complessità artefatta delle strutture volute dalla sovrapposizione di infiniti strati di conoscenze accumulate nel corso di secoli. Nel corso della sua vita Lavoisier ha perpetrato con una insistenza maniacale lo stesso esperimento, venticinque anni a fare sempre lo stesso esperimento in tutte le sue varianti possibili. Egli ha dato la stura ad una gigantesca quantità di nuove conoscenze che ne sono derivate. Oggi sarebbe impensabile per un ricercatore, da solo, in un laboratorio, per quanto attrezzato esso sia, riprodurre qualcosa di pionieristico che renda nuova linfa alla scienza medica. La complessità richiede molte risorse e molti cervelli che lavorano per linee asintotiche. Ma il livello sul quale questi personaggi si muovono sono inafferrabili alle menti comuni. Non certo per pochezza ma per evidente impossibilità materiale di accedere all’insieme.
    Lavoisier sapeva molto meno di quanto sappia oggi uno studente del primo anno di biologia.
    Ma oggi il laureato in biologia non saprebbe ripetere la metà degli esperimenti di Lavoisier e non certo per incapacità sua quanto per l’inutilità di provarci.
    Insomma quello che riusciamo a capire è molto poco. Quello che riusciamo ad imparare bene al massimo resta nella sfera del nostro interesse professionale e scarsamente esso si combina con quello privato. Figurarsi capire ciò che accade veramente in luoghi lontani nel tempo e nello spazio dal nostro quotidiano. Ecco dove sta la vera conoscenza. Quella che alcuni vogliono che ci resti preclusa ed ecco dove sta invece l’informazione (quella seria) che molti altri vogliono che sia manipolata abbastanza da lasciare ampio margine all’incertezza. Nell’incertezza si possono manipolare le menti e i comportamenti. E ciò significa gestire il potere.
    Ognuno credo sia poi libero di trarre le conclusioni che crede.

  4. Franca scrive:

    Ancora non ho capito perchè in Europa vaccini come il Focetria e il Pandemrix, adiuvati con squalene e mercurio, sono permessi e negli States no.
    Qualcuno parlava di percentuali di vaccini adiuvati e non, avete informazioni precise?

    • Purtroppo non è l’unica differenza fra Stati Uniti e Europa.
      Ci sono alcuni antiinfiammatori che in Europa possono essere venduti e in America no.

      Credo dipenda dall’interpretazione che le commissioni di valutazione danno agli esiti dei dati sperimentali sul campione di utilizzatori.

      Trattandosi di statistiche e non di dati intrinsecamente auto esplicanti si prestano a diverse considerazioni. Per alcuni il 3% può essere una percentuale elevata, per altri no.

  5. alberto scrive:

    da quel che so questa influenza è meno “mortale” della classica influenza che arriva in inverno che normalmente fa dei morti ma tra vecchi e persone già di per loro deboli.

  6. Luna scrive:

    Questa ve la devo raccontare:
    Torno ora dall’ospedale policlinico di Roma.

    Mia figlia, è sottoposta ad un controllo medico e spirometria.

    Nella stanza che ospita il macchinario dove proviamo ad eseguire il test una trentina di boccali (cilindretti usa e getta che vengono utilizzati per l’esame)sono sparsi su un lettino…Lo faccio notare alla dottoressa che, senza guanti, li afferra e getta in un secchio VUOTO! (non potevano gettarli prima?).
    Non faccio in tempo a dirle di indossare, almeno un guanto, che afferra un cilindretto da una scatola aperta e lo infila in bocca a mia figlia!!! (recito mentalmente un rosario e un mantra buddista per non cedere alla tentazione di afferrarla per il collo!!!)
    Dopo vari tentativi mi riferisce che non riesce a rilevare i dati necessari per la diagnosi, forse la macchina non funziona bene,dice, o la piccolina patisce ancora un residuo di tosse che non le permette di espellere aria in quantità sufficiente…rimanda l’esame al 18 di novembre…faccio presente che la bimba sta male ora!(se è influenza suina?) Nulla da fare… (domani fisso un appuntamento per un esame a pagamento!).

    Veniamo spedite in corridoio ad attendere l’esito finale della visita.
    Accanto a noi una bimbetta bionda, pallida, con mascherina in bocca attende di essere visitata. Tossisce in continuazione, la mamma le tocca la fronte, probabilmente ha la febbre.
    “Povera cara!” penso, mentre un ausiliare in fondo al corridoio grida:” la bambina arrivata dsl centro di malattie infettive (con l’ambulanza), può entrare nella stanza n…!!!
    Indovinate?
    La bimba che arriva dal centro malattie infettive è quella che da 10 minuti tossisce in un corridoio zeppo di mamme e bambine!!!!compresa me e mia figlia!!!

    Mi figlia viene rimandata a casa con una diagnosi positiva…
    Tra qualche giorno saprò dirvi se abbiamo contratto l’influenza “suina”.

    Luna

  7. Luna scrive:

    p.s. chiedo perdono per la mia ignoranza che trasforma i boccagli in boccali (di birra?) e mette mascherine in bocca alle bambine (con il rischio di sofforcarle!) piuttosto che davanti alla bocca…dopo averle fatte viaggiare in dsl…etc.etc.etc.
    A parte questo.
    Perchè ogni tanto mi appare la scritta 502 bad gateway?
    Sono stata cattiva? :)

    • Cara Luna,
      mi riservavo di chiederti di correggere un po’ il pezzo, magari arricchirlo di qualche dettaglio e farlo uscire su MC.
      Lo faccio adesso. Se ti va, sai come fare.

      Sul fatto in sé evito di pronunciarmi perché ultimamente, specialmente quando ci sono bambini in mezzo, ho difficoltà a controllarmi.

  8. fma scrive:

    L’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia ha firmato la circolare per dare il via alla profilassi tra la popolazione a rischio.
    Dopo i medici e gli operatori sanitari, dal 2 novembre, inizieranno ad essere vaccinate le donne incinte a partire dal secondo trimestre di gravidanza e i bambini tra i sei mesi e i 17 anni con malattie croniche.
    Qualche notizia sull’argomento si può trovare qui: http://www.lascienzainrete.it/node/1038

    • Grazie.
      Anche se ho il sospetto che la vaccinazione, almeno a questo livello di diffusione della malattia, sia ormai uno strumento inutile dati i tempi necessari all’attivazione della protezione.
      Come ho scritto ieri, secondo me occorrerebbe eliminare la promiscuità delle scuole per due o tre settimane.

  9. orlando clavino ambrosino scrive:

    ho due bambino uno di 3 anni un altro di15 anni posso vacinarli se c e un vaccino adatto alle loro eta ?

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  1. rossiorizzonti scrive:

    E buona navigazione…

    Finalmente mi sono ritagliata un po’ di tempo da dedicare alla navigazione. Sono andata a trovare diversi blogger fra i miei preferiti e ho notato che molti sono fermi da mesi. Chissà perchè? Forse effetto facebook? Comunque da oggi ripr…



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