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Incubo di una Notte di Mezza Estate

8 settembre, 2008 di ilBuonPeppe  
Archiviato in Cazzotti, Democrazia e Diritti



Lo confesso: ho paura.
Ne abbiamo passate tante di situazioni difficili, anche di gravissime; ma mai come questa volta, io credo, la situazione ha raggiunto il livello di criticità e di pericolo cui ci troviamo di fronte. Quello che stiamo vivendo non è, come invece è successo altre volte, qualcosa che arriva dall’esterno; e non si tratta di fatti sporadici o comunque isolati, facili da identificare e circoscrivere.

Il nemico è in casa, lo abbiamo scelto, voluto, ci abbiamo creduto, lo abbiamo fatto nostro, ci siamo immedesimati. E siamo diventati il nemico di noi stessi.
Volete sapere se sto parlando del governo? Sì e no. Sto parlando di noi italiani, di come ci siamo ridotti, di come abbiamo rinunciato ad usare la nostra testa; e di come qualcuno stia approfittando di questa situazione, dopo averla incentivata in ogni modo, per farsi gli affari suoi.

Per chi non se ne fosse accorto, l’attuale governo sta operando come un rullo compressore lanciato a tutta velocità. Si dice “beh, almeno questi lavorano, le cose le fanno, mica come quelli di prima…“. Certo, ma mica basta “fare”, bisogna vedere il “cosa” e il “come”. Invece no, è sufficiente vedere che lavorano, che qualcosa si muove, e basta questo a soddisfare tante persone.
La parola d’ordine è, ancora una volta, “lasciamoli lavorare”; chissà perché nessuno lo ha mai detto del governo Prodi? Forse perché non è che riuscissero a produrre una grande quantità di lavoro; sempre che si guardi alla quantità piuttosto che alla qualità…
Ma sto divagando.

Parli con le persone, e ti accorgi che quello che dicono non è frutto dei loro neuroni; si limitano a ripetere slogan, frasi fatte, titoli dei giornali (perché tanto gli articoli che li leggi a fare?). E non è che questo venga solo dai cosiddetti elettori “di destra”, con i quali è fin troppo facile prendersela; da tutte le parti si assiste ad uno sproloquio di affermazioni prese in prestito, ripetute senza un briciolo di riflessione o di spirito critico, e sparate contro qualcuno senza che questo porti ad una qualsiasi forma di dialogo. L’importante è urlare più forte degli altri, prescindendo da chi siano gli altri, da quale sia l’argomento, dalla conoscenza dei fatti e, soprattutto, dall’avere una propria opinione.
Questa società ha rinunciato al dono dell’intelletto, della riflessione, della capacità critica. Quelli che si ostinano a ragionare con la propria testa sono sempre meno, perché è faticoso; devi andare a cercare le fonti, vedere il come ed il perché succedono certe cose, capire quale è l’obiettivo. Il tutto, spesso, in mezzo ad un marasma di informazioni assolutamente false e contraddittorie. E’ una faticaccia, e allora chi ce lo fa fare? E’ molto più semplice spararsi in vena ogni sera la propria dose di tiggì; così ci ritroviamo con una realtà preconfezionata, pronta all’uso, completa di tutte le risposte, e non abbiamo bisogno né di farci domande scomode, né di guardare l’altra realtà, quella vera.

Così non ci accorgiamo che l’Alitalia viene regalata ai soliti compagni di merende lasciando a noi l’onere di pagare i miliardi di debiti accumulati; che la scuola pubblica viene smantellata per fare spazio ad interessi privati, che garantiranno il diritto allo studio in misura proporzionale al portafogli degli studenti; che progetti tanto immensi quanto inconcludenti vengono avviati al solo scopo di far macinare utili ad un pugno di aziende; che qualche miliardo viene spedito in Libia, dove gli imprenditori più allineati potranno agevolmente riprenderseli senza sottostare alle leggi italiane; che il furto di sovranità compiuto con la famosa legge porcata viene esteso anche alle altre elezioni, tanto la porcata ha funzionato bene; che i pubblici ministeri saranno sottoposti al controllo del governo, così si metterà la parola “fine” anche alla guerra contro la magistratura.

Queste sono solo alcune delle tante cose che il governo ha fatto in appena quattro mesi; se non fossimo in Italia la popolazione starebbe già dando l’assalto ai palazzi del potere per cacciare a calci in culo questi criminali. Ma siamo in Italia.
E gli italiani ti dicono che non c’è problema, che si sistemerà tutto, che non è così grave, che stai esagerando, che in fondo non cambierà nulla… Cazzate!

Qui c’è bisogno di una rivoluzione, ma non di quelle con i forconi e le ghigliottine; queste cose in Italia non possono funzionare (a meno che non si interrompa il campionato di calcio!), e poi quando si sparge il sangue, di solito sono i peggiori ad emergere.
C’è bisogno di ricominciare a riflettere e a ragionare con la propria testa; spegnere la TV, guardare in faccia la realtà, analizzare le situazioni e farsi un’opinione. Dobbiamo fermarci, fare pulizia nella nostra mente, e ricominciare da zero a costruire un’idea di vita, di società, di progresso, liberi dalle bugie e dagli interessi dei partiti e degli altri comitati d’affari. Il tutto all’insegna di un concetto che costituisca la stella polare di questo cammino: la responsabilità.

Lo so, questa si chiama rivoluzione culturale, e non è difficile da realizzare, è quasi impossibile. Bene, io punto su quel “quasi”; del resto, se non ci si prova è sicuro che non si realizzerà mai, se non si parte non si arriverà in nessun posto. E comunque l’alternativa è la rinuncia, l’accettazione passiva di una situazione che può solo peggiorare, il lasciarsi andare alla corrente che ci trascinerà nel baratro.
Io non ci sto! Combatterò per me e per i miei figli, per poter dare, almeno a loro, una speranza; e per potergli dire, se non altro, “io ci ho provato”.

In questi giorni ho cominciato ad organizzare un gruppo di persone con il quale avviare un percorso di riflessione su questi temi. Non so dove mi porterà tutto questo, ma so che ci voglio andare. Ci devo andare.

Se hanno fatto tutto questo in soli quattro mesi, cosa faranno in cinque anni? Cosa troveremo al termine di questi cinque anni? Questa volta ho paura, ho veramente paura. E questo è un motivo in più per muoversi.

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Comments

151 Risposte a “Incubo di una Notte di Mezza Estate”
  1. lucaspazio scrive:

    Dato che ad avere paura siamo in tanti…al tuo gruppo di pensatori ci si puó partecipare in teleconferenza? ;)

    • Lara scrive:

      La videoconferenza sarebbe davvero una buona idea.
      Nel caso si facesse alzo la zampina per le partecipazioni.

      • Sara scrive:

        Che bello anch’io!

        • Valentina scrive:

          Ed anche io assolutamente!
          Mi chiamo Valentina e leggo Mente Critica da un annetto ormai e penso questa sia una bellissima proposta. Sono una studentessa e posso provare a fare le riunioni con i miei amici sugli stessi temi che farete voi e poi in video conferenza vedere a cosa si è arrivati!
          Cosa ne pensate? :-)
          Grazie di credere ancora,
          Grazie di avere una speranza.
          Valentina

  2. Ethan1983 scrive:

    Un piccolo spiraglio di luce in questo immenso buio…
    E’ la prima volta che entro in Mente Critica e sono felice di vedere che tante altre persone provano quello che provo io…
    Ogni giorno mi sveglio e penso che da solo non potrei mai fare niente per cambiare questa situazione…
    Stamattina invece posso sorridere grazie a te…
    Spero che tanti altri riescano a capire come gira l’Italia, non c’è solo il campionato di calcio, la pizza e i sabati sera a guardare il Bagaglino (da cancellare dai palinsesti perchè, a parer mio ,non è satira politica ma lavaggio del cervello dello “psiconano”).

  3. missblue scrive:

    Una volta, una persona che ho molto stimato e tutt’oggi stimo, come “lezione di vita” mi ha trasmesso questo assunto: ” Nella vita ci sono due categorie di persone da evitare: gli ignoranti e quelli cha hanno paura”.

    Ora, analizzando la situazione italiana corrente, trovo che la maggior parte di noi rientri in pieno nelle due categorie. Magra consolazione, sono daccordo.
    Ma, forse, può essere uno spunto utile per capire da “dove bisognerebbe partire”.
    Chi ha paura, sragiona.
    Chi non sa, si lascia abbindolare.

    Bisogna colmare questi due gap, prima di tutto. E per ripartire.

    • Francesca scrive:

      Sono perfettamente daccordo con te.
      Ma perchè la gente non lo capisce???

    • Oris scrive:

      Se ho capito cosa intendi sono con te.

      Non sono per le opzioni estremistiche, sanno di terrorismo.

      Criticare va bene, ma con una onestà intellettuale e on partendo da pregiudizi.

      inoltre i governi si possono mandare a casa, non siamo in dittatura.

      Non ho paura, almeno non di più di quella che ho da sempre in Italia.

      • missblue scrive:

        Anche io non sono assolutamente per le opzioni terroristiche, e neanche per i giudizi troppo estremisti e perentori.

        Dico solo che, sempre più spesso, mi accorgo di quanto poco si sappia veramente parlare di politica in Italia. Sono la prima a non intendermene granchè, ma proprio per questo cerco di ascoltare, m’informo e non ho paura di confrontarmi anche con chi la pensa in maniera diversa dalla mia.

        Invece, l’atteggiamento diffuso corrente dei miei compaesani è una certa “superficialità” di giudizio e conclusioni sempre ultra veloci…anche perchè alle 20.30 inizia il derby di turno!

    • ilBuonPeppe scrive:

      Non sono completamente d’accordo.
      La paura può generare reazioni diverse; c’è quello che sragiona, e quello che cerca, nonostante la paura, di affrontare il pericolo nel modo migliore.
      Questo non per auto-assolvermi, la strada che ho scelto potrebbe non essere adeguata, ma è comunque un tentativo di non lasciarsi schiacciare.
      Chi non ha paura di fronte ad un pericolo, non è coraggioso, è incosciente; il coraggioso riconosce il pericolo, ha paura, e va avanti lo stesso.

      • missblue scrive:

        Mi sono resa conto di essermi spiegata davvero male.

        Non era di te, Peppe, che parlavo riferendomi a chi ha paura. Ma di quegli italiani che “rimettono” tutte le loro speranza nelle disposizioni governative attuali.

        CAUSA:
        Vedere che le cose vanno male, anzi a rotoli, non riuscire a campare fino a fine mese, leggere di statistiche che ci mettono in coda all’Europa, il caro petrolio, l’euro, la cina, generano PAURA… unito al non avere un bagaglio culturale dal quale attingere per “soppesare” queste informazioni e, in un certo qual senso, difendersene (causa l’IGNORANZA) sta generando una vera e propria “psicosi italiota”.

        CONSEGUENZA:
        Ecco quindi che, in tutto questo caos, avere la percezione del “movimento” (non importa il come ) genera sicurezza.

        E la “percezione di sicurezza”, in un momento come questo, è esattamente l’oppio da somministrare al popolo.

  4. Iniquo scrive:

    Gli italioti sono abituati a vedersi calare le cose dall’alto, anche le rivoluzioni culturali come quella che negli ultimi vent’anni ha azzerato lo spirito critico.
    Credo che servirà una catastrofe per far germogliare qualcosa di buono, spero di non essere più in Italia per allora. Ragionamento certamente egoista, ma non me la sento proprio di essere danneggiato per aiutare quella gente.

  5. >Lo so, questa si chiama rivoluzione culturale,
    >e non è difficile da realizzare, è quasi impossibile

    ottima diagnosi
    ottima prognosi

    la rivoluzione culturale è già cominciata
    http://www.netfuturismo.it

  6. Luky scrive:

    Mi associo a Lara e Luca, se possibile alzo la zampa per partecipare.

  7. Max scrive:

    Quello che stanno facendo è un “Patriot Act” all’italiana.

  8. ff scrive:

    Per non parlare della fregatura degli straordinari, dell’ici e del pacchetto sicurmonnezza.
    Quando mi hanno detto che potevo fare la domanda per la detassazione degli straordinari, mi sono messo a ridere. Se si superano i 30000 € lordi all’anno si avverte aria di fregatura. Fare 20 ore di straordinario al mese, il massimo consentito e guadagnare in più una trentina di euro è una fregatura, che poi i trenta euro ci compriamo le medicine!

  9. lupoalburnino scrive:

    Caro BuonPeppe, lo stesso grido che lanci tu, l’ho lanciato anche io qualche tempo fa, ma molto più sommesso: nessuno mi ha sentito. Lo rilancio insieme a te, urlandolo.
    “Si dice “beh, almeno questi lavorano, le cose le fanno, mica come quelli di prima…“.
    Come lavorano lo sappiamo tutti, ma mi preoccupa che lo dicano quelli, che dovrebbero, per il ruolo che svolgono, invece gridare di sdegno. Mi riferisco ad Arturo Parisi che, alla Festa del PD, si è permesso di dire che Berlusconi in questi quattro mesi ha lavorato bene.
    Di fronte a personaggi di questo genere, si può condidere o meno il ruolo del PD, si rimane quanto meno interdetti: “Ma cosa sentono le mie orecchie?”
    Qui è il punto. Se un responsabile di un partito avverso elogia il suo avversario solo per fare dispetto al partito di appartenenza, perchè meravigliarsi della gente comune che non legge neppure i giornali e si accontenta del “basta che lavora o lasciamolo lavorare questo governo”?
    Questi sono gli italiani. Sono di un egoismo e di una miopia unici. Io sono preoccupato ed ho paura per i miei figli e i miei nipoti non solo per i motivi che tu hai elencato così puntualmente, lo sono anche perchè sta venendo a mancare la capacità di reazione ai siprusi e al “laisser faire”, comunque si perpetrino, di questa classe dirigente.
    Nessuno riesce più a camminare con la schiena dritta. Lo stesso G. Pansa con i suoi libri revisionisti, che non hanno tenuto conto del momento che attraversava l’Italia, non ha fatto altro che far rialzare la testa a Fini e alla destra. E si dichiara di sinistra. Bastava che nella prefazione dicesse: “Si è vero, è avvenuto questo, ma l’Italia era talmente esasperata che putroppo sono accadute anche queste cose orrende”. Invece ha coperto, da grande intellettuale qual è, tutte le malefatte, i delitti, le stragi, la guerra, si la guerra e i lutti del fascismo.
    Quando dico che gli italiani hanno la mente corta, mentre sono nostalgici del giembiule e del voto in condotta, non sono lontano dal vero.
    La rivoluzione culturale dici tu? Ma quale cultura: qui c’è soltanto affare, di pochi. E le pecore stanno a guardare…
    Io ho paura più di te!

    • Iniquo scrive:

      Pansa ha avuto la pretesa di raccontare la storia del dopoguerra basandosi solo su singoli fatti che vedevano vittime i carnefici di qualche anno prima.
      In più ha avuto la faccia tosta di spacciare tutto come grandissime novità e scoperte tenute nascoste dai comunisti e dalla “retorica delle Resistenza”, peccato che fossero cose note sia a chi in quelle zone ci abita sia a chiunque avesse letto qualche libro di storia su quel periodo.
      La sua banale operazione commerciale è disgustosa perchè ha anche la pretesa di essere un’opera moralizzatrice atta a render giustizia.
      Mi spiace, ma dopo la vergognosa amnistia di Togliatti non mi sento proprio di biasimare quegli omicidi.

      • Carmine... scrive:

        Almeno Pansa ha avuto il coraggio di portare alal ribalta cose su cui era calato il silenzio. erano note? Io non credo, comunisti come marco Rizzo e Oliviero Diliberto hanno affermato che i libri di Pansa non sono altro che storie inventate… trai le tue conclusioni!

        • Iniquo scrive:

          Erano note e Rizzo e Diliberto hanno detto una sciocchezza.
          Anzi i numeri dei morti in alcuni casi sono superiori a quelli forniti da Pansa che non ha avuto alcun coraggio, erano cose già conosciute e lui ci ha solo speculato.

          • Carmine... scrive:

            Io non la vedo così, lui le ha diffuse. Se erano cose note, che male ti fa che vengano diffuse? è come dire che berlusconi era nella P2… si sa, quindi se lo dico che problema c’è? O no?
            Oppure quando si attaccano i comunisti sono tutti dei fascistoni??? Sperotu non la pensi davvero così…

            • Iniquo scrive:

              Lui le ha diffuse spacciandole per scoperte tenute nascoste, è questo che critico insieme al fatto che – come ho scritto sopra – non si può parlare di singoli casi di un solo tipo per poi generalizzare e riscrivere la storia senza altre basi. Tutti gli storici (non solo italiani) hanno sempre scritto di quegli avvenimenti ma non ne hanno tratto bestseller perchè il loro lavoro non è quello.
              Lui non è fascista, è solo opportunista.

              • tritumbani scrive:

                quoto, ho avuto la stessa impressione

              • Carmine... scrive:

                Ma io credo sia semplicemente un modo diverso di difondere quegli avvenimenti. Allora te al dovresti prendere anche con Valerio Manfredi che scrive bestseller storici? Fammi capire che differenza c’è tra i due? Probabilmente l’unica differenza è che la pate comunista del paese (ancora esiste) vuole che di queste non se ne parli.

                • Iniquo scrive:

                  Ancora… Ti ho detto che voglio che non se ne parli? Hai sentito gente che auspica roghi? Perbacco un po’ di buonafede!
                  Ho solo sostenuto (ormai tre volte) che se ne è parlato e lo han fatto persone competenti, ora arriva Pansa e fa finta di fare lo scoop trattando la storia come se fosse una puntata di Porta a Porta. Chi non conosceva gli omicidi per vendetta del Triangolo Rosso – per esempio – è uno che era poco informato sui fatti di quel tempo e se avrà in Pansa l’unica fonte da non informato diventerà disinformato.
                  Certo che il vittimismo di chi viene contestato è una prerogativa diffusa presso i sostenitori del revisionismo fazioso…

                  • Fully scrive:

                    Io non lo sapevo.
                    A me nessuno in cinquant’anni lo aveva detto.
                    Ora lo so, e lo devo a Pansa

                    Se per sapere una cosa che per la sua gravità dovrebbe essere di dominio pubblico occorre studiare la Storia su pochi testi semisconosciuti oppure andare ad intervistare la gente del posto, questo io lo chiamo “occultare”.
                    IMHO

                    • Iniquo scrive:

                      Il mio testo del liceo ne parlava, ma è vero che quasi nessuno arriva a quel punto del programma.
                      Oltre a quello quasi tutti i testi che parlano della Resistenza e del post liberazione affrontano l’argomento, alcuni giustificando a priori altri considerando i vari tipi di omicidi.
                      Se non ricordo male Pansa scrive che ci sono stati 20 mila uccisi nella resa dei conti basandosi sull’archivio milanese dell’Istituto per la storia della RSI, prima di lui subito dopo la liberazione organi ancora vicini ai fascisti partirono da 400 mila per poi scendere fino a 70 mila. Ora molti storici (non giornalisti con l’hobby della storia) concordano che si possa partire dal dato di 10 mila morti per poi continuare a cercare ed approfondire.
                      Il giudizio personale su queste vendette si deve necessariamente basare su dati attendibili altrimenti rischierebbe di uscire falsato.

                    • Carmine... scrive:

                      perfettamente d’accordo….ottimo intervento

  10. Oris scrive:

    Secondo me in questo discorso c’è l’assunto che il pensiero di chi protesta sia certamente corretto.

    Non me la sento di aderire.

    • lupoalburnino scrive:

      E’ vero, io protesto, ma non protesto con parole in libertà. Protesto attraverso i fatti incontrovertibili che mi passano sotto gli occhi. Come fa il BuonPeppe: la mia, la sua non è una protesta sterile. Diventa sterile, senza risultati quando gli altri, che hanno sotto gli occhi gli stessi esempi, non protestano. Putroppo, chi protesta non è sempre vincente. Quanto meno, però, può dire: “Me ne sono accorto. La prossima volta non mi fai fesso”. Molti non fanno neppure questo!

    • Francesca scrive:

      Protestare contro porcherie come le iultime malefatte è un diritto ed è che giusto. Come fai a dire che non sia corretto? Forse non ho afferrato nemmeno stavolta la tua scrittura criptica…

      Proporre delle soluzioni è un’altra cosa.

      • Oris scrive:

        Semplicemente non so se sono malefatte, tutti lo dite partendo da frasi che dicono “vedrai che succede! Vedrai come ci conciano!” quasi come se quello che fanno fosse irreparabile e immutabile.

        Mi spiace, io sono per il principio case della democrazia: ci ono loro, è bene che facciano loro, poi facciamo i bilanci.

        Giusto reclamare il proprio disaccordo, motivandolo.

        Ne ho sentiti troppi di anatemi, sia da una parte ch dall’altra.

        Mi tengo il mio spirito NOn critico e la mia anima da pecorone, la preferisco.

        • tritumbani scrive:

          ci sono loro è bene che facciano loro

          Il problema è che ci si vedono (per chi vuol o può vedere o soffre di allucinazioni) dei chiari obiettivi, che se raggiunti io ritengo siano guasti irreparabili, primo perchè rendono più difficile la presenza di “altri” al posto “loro” e poi questi “altri” probabilmente non saranno poi così “altri” da voler raddrizzare alcune situazioni create da “loro”. Oppure questi “altri” per esserci dovranno fare dei grossi guasti a “loro”.
          Stavolta voglio essere io criptico, ma forse no

        • Francesca scrive:

          Giusto reclamare il proprio disaccordo, motivandolo.

          E’ quello che ho scritto, mi pare…o sono diventata criptica anch’io?

        • Angelika scrive:

          Oris, tu dici “ci sono lor, è bene che facciano loro” e poi facciamo i bilanci. Io i bilanci sto vedendo che si srotolano sotto i miei occhi e non sono a favore nè mio nè di altri che lavorano e vivono la loro vita comportandosi onestamente. No, io sono con il BuonPeppe, se questo può valere qualcosa.

          • Oris scrive:

            Son d’accordo, ma permettimi di dubitare perchè non c’è NULLA fatto bene.

            Insomma, a forza di sentire che tutto non va bene, quando poi con l’altro governo che nonha fatto meglio invece l’atteggiamento è stato “s, forse si poteva fare meglio ma è un inizio…” mi sta allontanando da tutti gli “urlatori” (prendi l’aggettivo nel senso buono).

            Al lupo, Al lupo (alburnino :mrgreen: ) e alla fine si finisce per dire “ma non v va bene nulla! CAvolo, allora andava tutto bene? E se le soluzioni sono così chiare, perchè non sono state fatte ancora?”…
            Quindi mi metto a pensare.

            Non sono capace di avere tutti gli elementi per farmi una idea mia certa.

            Molte idee che sento partono sempre dal solito presupposto, motivato ma discutibile e non tengono conto che sono opinioni, non so… mi sanno troppo di.. prevenuto.

            Mantengo la mia equidistanza, non ho squadre ne credo da sostenere o dai quali dipendere.

            Attenzione: la mia è una posizione molto poco affidabile, non sono in grado di motivarla politicamente (non è una posizione politica).

            Solo che ritengo ci sia differenza tra il lecito sospetto e la condanna.

            • ilBuonPeppe scrive:

              Chi protesta ha sempre ragione? Certamente no. Però ha senz’altro ragione di protestare, nel senso che esercita un suo diritto inalienabile.
              Hai perfettamente ragione a distinguere il lecito sospetto dalla condanna, che poi potremmo definire come la differenza tra le opinioni ed i fatti. Ma…
              Il lecito sospetto su MisterB io lo avevo già nel 1993 quando fece il grande annuncio: era un’opinione e valeva come tale. Oggi posso dire che, con i fatti in mano, quell’opinione si è dimostrata vera.
              Arrivando a questi ultimi quattro mesi, ancora una volta distinguiamo: le leggi emanate sono fatti e, se permetti, le condanno; quello che succederà in futuro è un’opinione, e va preso come tale.
              Diffidare di chi strilla è sempre cosa buona e giusta ma, mi dispiace, non posso assolutamente sentirmi equidistante (senza per questo negare le porcate della sinistra), perchè questo governo sta letteralmente facendo a pezzi lo stato.

              • Oris scrive:

                Perfettamente lecito.

                Non lo discuto.

              • Angelika scrive:

                BuonPeppe, dirti che sono d’accordo con te è ripetermi. Mi ripeto.
                @Oris, però anche tu una qualche idea te la sarai fatta sull’operato di questo governo, o no? Così, acriticamente, giacché non hai interessi in ballo, mi par di capire. Cioè, secondo te, cosa ha fatto finora di buono questo governo? Per noi italiani, naturalmente ;)

                • Oris scrive:

                  Io credo che quello che stanno facendo sia difficile da giudicare a priori… almeno dal mio punto di vista.

                  Certo so che quando fai qualcuno scontento c’è sempre, a volte ha ragione da vendere a volte invece le ragioni si rivelano infondate.

                  In un paese che va governato, bisogna prendere decisioni (sono un amante di chi prende decisioni) e poi pagarne o riscuotere ciò che ne comporta la responsabilità.

                  Chiaro che le politiche di dx sono poco digeribili per uno che vede sx (e viceversa) ma visto che siamo oramai finiti nella polka dell’alternanza, credo che dobbiamo ballare.

                  Quindi, lo spirito critico c’è, ma do sempre il beneficio del dubbio, troppe volte ho sentito condanne che poi sono finite in un nulla di fatto ecc.

                  Che poi i politici non facciano i nostri interessi (compresi i sx come dice anche il buon peppe, a parere mio) è sempre stato palese per me.

                  Credo però che in un sistema come il nostro, la politica tenda a sfruttare i cittadini, ma per farlo tiene molto conto anche della sostenibilità della vita di questi.

                  I politici, da molto tempo, credo abbiano imparato la differenza tra tosare la pecora e spellarla, sanno benissimo che nel secondo caso, muore.

                  Sento e vedo molta prevenzione, anche motivata certo, ma il mio senso critico, evidentemente deviato, vede solo tentativi di fare partendo dalle proprie convinzioni, non tentativi di distruggere i diritti di ogni cittadino libero.

                  Anche la tv, e ogni altro media, certo che sono controllati ecc., ma mi spiace, non credo di essere vittima della P2, ne degli illuminati ne di nessun altro che non siamo noi stessi.

                  Quindi, aspetto, e giudico.

                  L’ordinamento d questo paese prevede che il governo governi e prenda le proprie decisioni seguendo le regole (difettose certo, ma ci sono).

                  Quello che posso fare purtroppo è solo prendere atto e reagire, per come mi è consentito.

                  Ciò include anche lo scandalizzarsi, ma non ammettere che si sia arrivati all’assurdo di criticare qualsiasi cosa dando per scontato che sia fatto tutto male comincia a farmi dubitare, molto.

                  Solo un modo diverso di reagire.

                  • Angelika scrive:

                    Lo so Oris, che mi giudicherai assolutista nel condannare questo governo, ma io come te ho aspettato (non posso negare di avere avuto molte riserve fin dall’inizio, anche perchè io non l’ho votato), ma ho voluto aspettare almeno un pò prima di tirare qualche conclusione. Ebbene, io vedo solo cose fatte male e a beneficio di chi è presidente del consiglio e dei suoi collaterali. Finora, di cose fatte bene io non ne vedo alcuna. Vedo il tentativo di privatizzate il privatizzabile per fare soldi e ridurre le classi medie in povertà e i poveri all’ultimo stadio di dignità, vedo leggi fatte per se stessi, vedi rigurgiti sempre più sfrenati di fascismo, vedo l’istigazione sempre meno celata al razzismo etc etc. Convengo con te che la sinistra nel precedente governo non è stata all’altezza, ma ti assicuro, non mi sono mai sentita così in pericolo come oggi. Per il lavoro, per le idee politiche e non, per il senso di sfrontatezza e arroganza che posso facilmente vedere nei comportamenti di chi non vive quotidianamente le difficoltà della vita di tutti i giorni. Siamo su due pianeti diversi, io e questo governo, e tali resteremo.

                  • enpassant58 scrive:

                    Oris, forse quando questo governo di illuminati riuscirà (come non è riuscito al precedente di “sinistra”) a distruggere anche la libertà di informazione e di critica sulla rete, ti accorgerai di dove stiamo finendo, ma, ahimè, sarà troppo tardi…

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