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In America Nulla E’ Impossibile

5 novembre, 2008 - 16:00 di  
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Comments

19 Risposte a “In America Nulla E’ Impossibile”
  1. simona_rm scrive:

    mi gira un po’ la testa.
    Ma se volete ridere: l’intervista a Valeria Marini ve la consiglio caldamente.

  2. Pinocchio scrive:

    Credevo avesse vinto Berlusconi:-)

    chissà che radio/televisioni ascolto….lo davano in vantaggio su Obi 65 a 35:-)….i sondaggisti:-)

    Chissà come ci sarà rimasto male eheheheh

    • In questo caso Berlusconi non ha dichiarato la stessa cosa che dichiarò quando vinse Sarkozy, e cioè che l’aveva copiato, aveva preso spunto dalla sua campagna elettorale.
      Però ha dichiarato una cosa molto peggio….
      ha detto che potrebbe dare dei consigli ad Obama visto la sua età e la sua esperienza: un’idea completamente sbagliata per la politica, almeno per una nuova visione politica…cioè hai un Paese con un PIL ed una crescita allo 0% e vuoi dare consigli…BAH….
      allora anche Zapatero potrebbe essere un suo discepolo, data la sua età, peccato solo che l’Italia è in recessione, e la Spagna……
      mmmm…meglio non ascoltare i consigli degli esperti! Anzi dei piu vecchi!

      • Pinocchio scrive:

        La politica mi fa sorridere per la facilità con cui i politici cambiano idea velocemente.
        Zapatero in Spagna ha dato un notevole impulso all’economia, così mi sembra.

  3. luigibio scrive:

    negli USA c’è il coraggio di realizzare i sogni, da noi vogliono imporre le liste senza la possibilità di esprimere la preferenza

  4. daniela tuscano scrive:

    Ieri notte non ho praticamente dormito. Ero uscita, son tornata tardi e ho cominciato a capire che stava andando per il verso giusto quando, facendo zapping su Retequattro, ho visto che stavano trasmettendo un delizioso film americano anni ’50. Allora ho pensato che “fosse possibile”. Prima di ieri, sono stata decisamente miscredente. Mi ero quasi arresa al potere “invincibile” di Bush, dei teocon, della loro odiosa politica della paura, della xenofobia, dell’aggressione, del mancato rispetto del pianeta e delle beffe su istruzione e sanità. Dei “valori” del mercato, del denaro, del possesso.

    No, mi ripetevo, forse per evitare la delusione che, in questi giorni, non posso proprio permettermi. No, Obama non ce la fa. Però, quel filmetto su Retequattro…

    …Vabbè, già il giorno prima avevo intuito che qualcosa stava andando per il verso giusto. Perché avevo letto che B. si era improvvisamente trasformato in improbabilissimo obamiano, quando fino a mezzo secondo prima sosteneva apertamente McCain. Si legga qui: http://dimelaltra.blogspot.com/2008/11/berlusconi-in-salsa-obamiana-una.html . Ma, ancora, non volevo crederci.

    E’ andata come è andata. Cioè ottimamente (per chi ama la democrazia) o molto male (per tutti gli altri, berluscones compresi). Il pur intelligentissimo Obama dovrà affrontare difficoltà innumerevoli per uscire dal pantano in cui la disgraziatissima amministrazione Bush ha impegolato gli Stati Uniti. Ma, se i simboli contano (soprattutto se dietro c’è sostanza), questo – senza retorica – è un grande, storico giorno.

    P. S.: Letta anche l’intervista a Marini (Valeria, non Franco). Sì, lei in politica ci manca; simpatico anche l’accenno a un suo probabile lesbismo. Visto che non disdegnerebbe, le inoltro il consiglio che mi ha suggerito mio padre: “Vuole andare con una donna? Perché non prova con la Binetti?”. ;) :D :D :D

  5. Adetrax scrive:

    In America Nulla è impossibile ed in Italia un marocchino di 11 anni viene fatto inginocchiare.

    Ma c’erano anche i ceci ? Le tradizioni locali devono essere rispettate, se no non vale fare favoritismi.

    In America Nulla è impossibile. E Walter non è Nero.

    Non esiste lo sporco impossibile, xzy lo lava via e si ottiene il bianco che più bianco non si può.

  6. ilBuonPeppe scrive:

    In America Nulla è impossibile. E in Italia?

  7. luciano bubbola scrive:

    Ad integrazione delle tesi di ‘giusta attesa’ (e non di attendismo) per l’avvenuta elezione di Obama aggiungo alcune aride, ma significative cifre:
    a) 1,55 miliardi di dollari il costo della campagna elettorale americana (”passerà alla storia come la più cara del mondo”);
    b) Obama ha speso 639 milioni di dollari;
    c) McCain 360 milioni di dollari.
    Le fonti sono prese da ‘il manifesto’, 6 novembre 2008, p.7… altrimenti sembro un ‘mccaniano’ doc.
    Scusate l’aridità dei numeri, ma a volte dicono più di tante vuote parole e di impossibili promesse: è la forza delle idee o quella dei soldi a determinare il cosiddetto ‘cambiamento’ americano?
    Saluti
    Luciano Bubbola

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