Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Immigrazione. Non è Così Semplice Come ve la Raccontano." è stato scritto da doxaliber

Pochi giorni fa una sequenza di eventi criminali, che hanno visto coinvolti cittadini stranieri, ha riacceso il fuoco delle polemiche intorno a due temi caldi della politica nazionale: sicurezza e immigrazione. A rinfocolare le polemiche ha contribuito anche una missiva inviata a “La Repubblica” da un lettore del quotidiano, simpatizzante del centrosinistra, che ha scritto di essere diventato razzista a causa dei continui fatti di cronaca in cui sono coinvolti extracomunitari.
Dal punto di vista politico, come al solito, le speculazioni sul tema si sono sprecate: i politici di centro-destra hanno sfruttato i fatti di cronaca per attaccare il nuovo DDL Amato-Ferrero sull’immigrazione e, più in generale, il Governo Prodi colpevole, a loro dire, di voler tutelare gli immigrati senza preoccuparsi della sicurezza dei cittadini italiani; I politici di centrosinistra ed il Governo a loro volta hanno risposto sottoscrivendo un patto per la sicurezza con i sindaci di Roma e Milano.
Sicurezza ed immigrazione sono due problemi che, pur avendo alcuni punti di contatto, dovrebbero essere trattati in separata sede, tuttavia il cittadino italiano è mediamente portato a ritenere che la delinquenza e, di conseguenza, la mancanza di sicurezza siano causati soprattutto dalla presenza di immigrati nel nostro territorio. Tali convinzioni non vengono quasi mai messe in discussione dalla classe politica che, come al solito, è poco propensa a risolvere i problemi ma molto attenta al suo “portafoglio voti”, di conseguenza troppo spesso l’umore popolare viene suffragato acriticamente e populisticamente dai burocrati di partito i quali, senza farsi alcuno scrupolo, sfruttano il malcontento dei cittadini per acquisire facili consensi, contribuendo con il loro approccio demagogico ad infiammare un clima sociale già abbastanza rovente di per se.
Sono certo che tra non molto tempo le polemiche sulla sicurezza e sull’immigrazione, magari anche a causa di un nuovo fatto di cronaca in cui sono coinvolti degli stranieri o a causa di nuovi sbarchi di immigrati clandestini, riprenderanno nuovamente. Ed è così che ci ritroveremo, per l’ennesima volta, a sopportare le solite litanie dei politici, enunciate dai salotti televisivi i dalla carta stampata e riprese anche dai “bloggers”. Questi ultimi purtroppo, pur vantandosi della “nomea” di informazione alternativa, spesso (ma per fortuna non sempre) ripropongono pedissequamente gli stessi temi sollevati da giornali e televisioni.
Il problema è che tutto questo “discutere” di solito si arena su discorsi sterili, ripetitivi, fortemente ideologici ma scarsamente validi sotto il profilo pratico. In realtà il tema è arduo da trattare ed è anche di difficile soluzione, io stesso mi rendo conto di star azzardando la mia opinione su questioni decisamente complesse e probabilmente fuori dalla mia portata, tuttavia, almeno in quest’occasione, vorrei cercare di esporre le mie idee sul problemi legati all’immigrazione clandestina ed alla sicurezza nazionale, analizzandoli entrambi, ma possibilmente in modo separato.
Sul tema dell’immigrazione esistono due scuole di pensiero, entrambe fortemente condizionate da opposte ideologie, da una parte ci sono coloro che si sentono “cittadini del mondo”, che rivendicano il diritto alla libera circolazione delle persone, che denunciano i centri di permanenza, che si battono affinché il cittadino straniero possa ottenere più facilmente la cittadinanza, sul fronte opposto troviamo coloro che ritengono di dover combattere il problema dell’immigrazione usando il “pugno duro”, ovvero: controlli massicci alle frontiere, arresto, detenzione e reimpatrio dei clandestini, severi sistemi di controllo sugli immigrati (anche se regolari), ostracismi nell’ottenere la cittadinanza.
Proprio in seno a quest’ultima fattispecie ideologica è nata la legge attualmente in vigore, la Bossi-Fini, che non a caso è difesa a spada tratta da tutto il centro-destra ma che in verità si “allinea” alle politiche europee sull’immigrazione, volte ad aprire le frontiere interne ma a reprimere con decisione i flussi provenienti dall’esterno.
I politici del cdx sottolineano spesso la peculiarità “Europeista” della Bossi-Fini, ed in effetti credo che tale legge non dispiaccia affatto ai burocrati della UE, inoltre lo schieramento guidato da Berlusconi tende a vantarsi dell’approvazione della Bossi-Fini dimostrazione, secondo loro, dell’impegno profuso dal centro-destra a favore della sicurezza dei cittadini e contro l’immigrazione clandestina.
Ecco perché gli esponenti della casa delle libertà non si limitano a difendere la “loro” legge, ma mirano anche a rimarcare con una certa decisione ciò che differenzierebbe il loro schieramento dalla coalizione di centro-sinistra, intenta, a loro dire, ad approvare un DDL sull’immigrazione più “tollerante”, che metterebbe a rischio la sicurezza dei cittadini italiani e consegnerebbe il paese in mano ai clandestini.
Il centro-destra dimentica tuttavia che la Bossi-Fini è ancora oggi la legge vigente in Italia, per cui, eventuali problemi legati ai flussi migratori ed alla presenza di clandestini sul nostro territorio sono da imputarsi proprio all’inefficacia dell’impianto legislativo messo a punto durante il quinquiennio berlusconiano, non certo al DDL Amato-Ferrero, che non entrerà in vigore prima del 2009.
La Bossi-Fini quindi, checché ne dicano Calderoli&Co, non funziona, ed allo stesso modo non funzionerebbe alcun sistema “repressivo” di controllo dei flussi migratori, non solo in Italia, ma in tutto il mondo (basti pensare a ciò che succede in USA ai confini con il Messico), il perché lo spiegherò nelle prossime righe.
Se volessimo analizzare la questione da un punto di vista “antiproibizionista” potremmo dire questo: la legge antiproibizionista contro gli alcolici non è mai riuscita ad impedire la diffusione dell’alcool, le leggi mondiali e nazionali contro il traffico di droga non hanno mai impedito alle persone di drogarsi, le leggi contro l’immigrazione clandestina non hanno mai impedito lo sbarco di disperati, eppure tutte queste leggi dal sapore “repressivo” hanno una cosa in comune: hanno sempre contribuito ad arricchire la criminalità organizzata, aumentato la delinquenza e la corruzione politica.
Qualche lettore a questo punto potrebbe borbottare qualcosa tipo: “Allora cosa dovremmo fare? Lasciare che i nostri figli si droghino e che gli immigrati invadano il nostro paese?”.
Naturalmente no. Se è vero che leggi repressive contro l’immigrazione favoriscono la criminalità e non risolvono il problema è altrettanto vero che, almeno per ora e con il sistema politico-economico-sociale vigente, non possono essere accolte nemmeno le istanze di coloro che vorrebbero abbattere le frontiere ed accogliere indiscriminatamente chiunque voglia entrare, senza alcun controllo, sul nostro territorio.
Tuttavia esistono delle vie di mezzo o addirittura soluzioni che non vengono mai prese in considerazione dalle elites politiche mondiali.
Vi sottoporrò un esempio per rendere più chiara la mia visione del problema.
Attualmente è come se noi, occidentali e benestanti, vivessimo in una enorme villa, con giardino e piscina, racchiusa in un’immensa distesa di terra fertile, piazzata però al centro di una sconfinata spianata di favelas abitate da milioni di persone costrette a vivere nella povertà più nera, senza cibo, acqua, istruzione, tra guerre fraticide e violenza.
Se abitaste davvero in una villa del genere credete davvero che basterebbe un po’ di filo spinato ed un folto servizio di guardia armata per impedire agli abitanti delle favelas, che circondano la vostra abitazione, di superare i controlli alla ricerca di cibo, acqua e soldi? Vi sentireste davvero al sicuro in una situazione simile?
Cercare di fermare l’immigrazione con la forza è come tentare di arginare l’impatto di uno tsunami con dei sacchi di sabbia, è una battaglia persa in partenza. Un uomo che non ha niente da perdere è pronto a tutto pur di sopravvivere, chi cerca di “passare” il confine sa di consegnarsi nelle mani di gente senza scrupoli, sa che potrebbe morire durante la traversata del deserto libico o travolto dalle onde del mare, sa che potrebbe essere arrestato e reimpatriato, ma tutto questo non lo spaventa più di tanto, semplicemente non ha scelta. Inoltre il nostro territorio, circondato dal mare, ricco di insenature, pieno di coste frastagliate, è lo scenario ideale per tentare approdi e riuscire a nascondersi, lo sa la nostra guardia costiera ma lo sanno anche gli scafisti.
L’Italia ha una storia particolare in tal senso, prima ancora degli immigrati c’erano gli scafisti che trasportavano sigarette di contrabbando, anche la lotta al contrabbando è stata per lunghi anni una battaglia persa in partenza dallo Stato, per quante sigarette la finanza riuscisse a sequestrare ce n’erano altrettante in vendita nei bacchetti dei contrabbandieri. Anche in quel caso il fenomeno fu arginato utilizzando metodi diversi, più politici e meno “repressivi”.
Ciò che sto per dire è di una banalità evidente, eppure è una questione che raramente viene sollevata: se non si eliminano i presupposti che causano l’emigrazione di migliaia di persone non riusciremo mai a risolvere il problema dell’emigrazione clandestina. Il problema dovrebbe essere innanzitutto “umanitario”, chi ha una certa sensibilità non può rimanere indifferente davanti ai problemi del terzo mondo ma, siccome gli Stati ragionano sempre in termini utilitaristici e del benessere del resto del mondo se ne fottono, è bene sottolineare che il miglioramento delle condizioni di vita di queste persone conviene innanzitutto a noi occidentali. Se si vuole risolvere un problema non si possono tagliare i rami, è necessario agire alla radice. La villa che ho utilizzato nell’esempio precedente sarebbe di certo più al sicuro se intorno ai suoi confini ci fossero case invece di favelas, se ci fossero scuole invece di armi, se ci fossero servizi idrici e cibo invece che fango e miseria.
Lo so, probabilmente qualcuno penserà che si tratta di belle parole, che se l’Italia decidesse davvero di adottare una politica diversa ci vorrebbe comunque tempo per invertire la tendenza, questo è vero, ma nel frattempo si potrebbero adottare delle politiche di “contenimento” diverse da quelle attuali.
Io parto da un presupposto, ed è un presupposto che gli italiani, vista la loro storia, dovrebbero conoscere bene: quasi nessuno è contento di lasciare la propria casa e la propria famiglia, la maggior parte degli emigranti se potesse rimarrebbe a casa sua.
Forse dovremmo cominciare a vedere gli immigrati per quello che sono, poveri cristi che se potessero rimarrebbero volentieri a casa loro, a questa grossa percentuale si aggiunge una minima parte di malviventi che entrano in Italia con il chiaro intento di delinquere. Quest’ultima categoria di persone però, secondo la mia modestissima opinione, non arrivano in Italia ammassati in barche vecchie e fradice, hanno altri mezzi a loro disposizione, ed inoltre non sono affatto preoccupate delle leggi “repressive” imposte contro i clandestini, semmai le sfruttano a loro favore.
Lo Stato infatti, scegliendo una linea “punitiva”, ha già scelto di assegnare al clandestino uno “status” di illegalità, consegnandolo virtualmente a chi nell’illegalità ci sguazza.
Un “clandestino” in effetti è un cittadino che non esiste, un individuo ricattabile, sfruttabile, controllabile. Per carità, i clandestini non sono necessariamente persone “buone”, sono essere umani, ed in quanto tali soffrono di tutti i difetti (ma anche dei pregi) che attanagliano la nostra specie, essere povero non vuol dire necessariamente essere buono e propenso al bene. Come ho scritto più su, un uomo che non ha niente da perdere è disposto a tutto pur di sopravvivere, quel “tutto” è un limite strettamente connesso alla sua morale, per cui è normale che una buona parte di clandestini, pur non avendo precedenti penali alle loro spalle, una volta arrivati in Italia illegalmente, non avendo altra possibilità (visto il loro status di “irregolari”), finiscono più facilmente nelle maglie di sfruttatori o delinquenti.
Instaurare un sistema meno repressivo quindi, aldilà del proprio credo politico e della “fiducia” che si ripone nei confronti dello “straniero”, è la migliore scelta possibile, forse l’unica che davvero possa garantire qualche risultato.
Ho usato prima l’esempio dello tsunami e dei sacchi di sabbia, Ebbene, rimanendo su esempi “acquatici”, gli olandesi non hanno contrastato il sistema dell’acqua alta semplicemente innalzando dighe, per rendere efficente il sistema è stato necessario creare una fitta rete di canali nei quali far defluire le acque per riuscire a controllarle meglio.
I flussi migratori dovrebbero essere gestiti in base a principi simili, piuttosto che innalzare un muro sempre più alto sarebbe forse necessario aumentare i possibili “canali” attraverso cui è possibile entrare in Italia legalmente e coadiuvare questo metodo di gestione con un fitto sistema di relazioni diplomatiche con i paesi da cui l’emigrazione ha inizio.
Quindi, ad esempio, si potrebbero istituire in alcuni paesi dei centri di collocamento strettamente collegati con la rete di agenzie italiane, in modo da favorire l’incontro tra domanda di lavoro ed offerta, si potrebbero consegnare più facilmente permessi di soggiorno per motivi di studio, magari progettando sistemi simili a quell’Erasmus che in Europa ha riscosso molti successi, si potrebbe favorire l’emissione di permessi di soggiorno limitati ai lavori stagionali (contrastando così anche la piaga del caporalato), si potrebbe favorire l’ingresso di chi ha la possibilità di avere un alloggio, oppure, ancora meglio, si potrebbero incentivare le aziende a costruire case per i lavoratori temporanei (sia per i tanti interinali italiani, che per l’eventuale manod’opera straniera), infine si potrebbero “premiare” i paesi che contribuiscono a controllare l’emigrazione clandestina dal loro paese.
Sul fronte “repressivo” invece aumenterei le pene per chi “sfrutta” un lavoratore irregolare, per chi organizza il traffico di clandestini (con aggravanti in caso di loro morte), per gli scafisti e, in generale, per tutti quelli che guadagnano soldi sporchi grazie all’immigrazione clandestina.
Modelli di discreto successo si sono già visti. Ad esempio, la “stabilizzazione” della situazione politica in Albania, ed anche una serie di accordi, sia commerciali che politici, con il paese delle aquile, ha drasticamente ridotto il fenomeno dell’immigrazione clandestina proveniente da quella nazione, immigrazione che fino a qualche anno fa, come ricorderete, aveva raggiunto una situazione drammatica.
Instaurare sistemi di cooperazione che favoriscano la crescita economica dei nostri confinanti, studiare sistemi di gestione dei flussi migratori più flessibili ed adattabili, favorire l’interscambio culturale ed economico nei paesi del bacino mediterraneo, aiuterebbero, secondo me, a diminuire il clima d’allarme che si è creato in Italia, ed anche ad aumentare la sensazione di “sicurezza e legalità” che tanto preoccupa gli italiani.
Forse, ma è tutto da dimostrare, una politica più “aperta” nei confronti dell’immigrazione potrebbe causare un aumento della presenza di immigrati sul nostro territorio ma, sia per le forze dell’ordine che per noi, non è forse meglio avere 200.000 immigrati in più, ma regolari, con un lavoro ed una casa, quindi identificabili e rintracciabili, piuttosto che avere 500.000 immigrati “fantasma”, che vivono ammassati in interi quartieri ed in tuguri, e che non sono identificabili e rintracciabili in quanto irregolari?
La “deghetizzazione” e la “regolarizzazione” sarebbero un grosso incentivo in favore della sicurezza e della legalità, ma questo è un argomento che vorrei trattare in un prossimo post, nel frattempo gradirei la vostra opinione in merito alle opinioni espresse in questo articolo.

Intanto lascio un link di una inchiesta che tutti ricordano ma che fa bene ripassare: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Ioschiavo…
E' la solita ipocrsia:
Il nord, motore economico del paese, è cresciuto negli ultimi anni grazie alla manodopera straniera, a volte clandestina; nel sud spesso a "cogliere" i pomodori sono sempre loro: gli immigrati.
E come vivono? In condizioni disagiatissime. E cosa succede quando si vive in condizioni disagiatissime? Di sfruttamento totale? Di calpestamento di ogni diritto e dignità? Succede che qualcuno, e sottolineo qualcuno, divenga un malvivente e che, in quanto tale, venga condannato.
Breve racconto: quest'estate sono stato in Marocco, ho conosciuto dei ragazzi, studenti, bravissime persone (e lì lo sono tutti: sorrisi e ospitalità, saper vivere, qualcosa che dovremmo imparare: l'apertura verso l'Altro), che stavano mettendo i soldi da parte per partire e venire in Italia da clandestini…noi abbiamo provato a spiegare ma per l'oro è la ricchezza, il mito occidentale, i soldi facili, le donne semisvestite…
Ultimo appunto: grazie alla grande disinformazione, è mai possibile che ogni crimine di particolare efferatezza venga ascritto in un primo momento sempre agli immigrati?
Erba, quello recentissimo della donna uccisa dal marito (forse per gelosia: vecchio delitto "all'italiana") etc. etc.
incipit , convivo con un ex immigrata irregolare e ci ho fatto anche una splendida figlia.
>“stabilizzazione” della situazione politica in Albania
Nel senso che hanno stabilizzato il rendimento mensile con lo spaccio di droga in tutto l'hinterland milanese monopolizzano tutta la prostituzione sotto casa mia e in altre parti della città………l'organizzazione che opera anche dentro il mio edificio ha altri 13 appartamenti in zona, va beh ogni tanto succede che un cliente accoltelli una professionista ed indovinate a chi va a suonare per essere aiutata ? ……si sono stabilizzati.
>sistemi di cooperazione che favoriscano la crescita economica dei nostri confinanti
neanche riusciamo a galleggiare noi vogliamo fare i bagnini?
la mia risposta sarebbe molto più contorta , di fianco al mio appartamento ho 4 mussulmani (:-D , quasi ex irregolari gli faccio da traduttore per quando comunicano per iscritto con la PA) ho visto e saputo cose che voi umane non potete nemmeno immaginare.
Con questo doxaliber non dico che quello che scrivi non sia giusto almeno in buona parte, ti voglio solo dire che per parlare di questo argomento bisognerebbe sapere "realmente" cosa' è l'immigrazione in italia.
Se tu doxaliber persona intelligente, in base a quello che scritto , astrai troppo dal reale, figurati "bossi e fini" o un' altro "cretino & cretino" quanto possono fare bene una legge.
@Doxa
Condivido al 101% quello che hai scritto, un'analisi precisa e dettagliata.
Personalmente, la penso esattamente come te e sinceramente altre vie non ne vedo. Gli estremi li eviterei, non portano mai a buoni risultati. 5 stelle.
@Gerardo, visto che ne sai di più, ("ho visto e saputo cose che voi umane non potete nemmeno immaginare"), perché non avvalori la tua posizione (che sinceramente non mi è chiara) con un contenuto informativo valido?
Cos'è "realmente" l'immigrazione in Italia? Se lo sai diccelo… sono curioso come una suocera zitella
Giù il cappello, Doxa!
E meno male che l'argomento non era alla tua portata!
Nessun politico riuscirà mai a vendere come valida una delle proposte da te (e da molti altri) avanzate: semplicemente non si può andare davanti a una telecamera e dire cose talmente cristalline da risultare a-politiche. Non so se mi spiego.
Solo un appunto: "aumenterei le pene per chi “sfrutta”".
Sfrutta, va in grassetto, non fra virgolette. Perché qui non si tratta di organizzazioni di nigeriani, di albanesi (i più propensi a trafficare loro connazionali), o rumeni. Si tratta di dare soldi ai mafiosi, di finanziare il traffico di droghe da e per l'italia, la corruzione, gli appalti….continuo?
Un solo link, un po' alla volemosebbene, ma forse non ne avete mai sentito parlare.
Au Revoir
Gerardo, trovo paradossale questo aspetto: ogni volta in cui leggo suoi blog o scrivo personalmente articoli che trattano argomenti relativi agli immigrati c'è sempre, e sottolineo sempre, qualcuno che pensa di saperla più lunga di qualcun altro. Magari perché lui vive vicino agli immigrati, perché nel suo quartire ci sono immigrati, o semplicemente perché l'amico di un amico ha avuto uno scontro con qualche immigrato.
Giusto per non "astrarre" troppo dal reale vorrei ricordarti che, pur scrivendo su internet e quindi pur potendo scrivere da qualsiasi angolo del mondo, io non digito queste mie parole dal paradiso di Adamo ed Eva, ma dall'Italia, in più da una zona dell'Italia che l'emergenza albanese l'ha affrontata direttamente (da qui nei giorni tersi le montagne albanesi si vedono ad occhio nudo), non facendo cartelli di propaganda con scritto: La Padania. Io gli sbarchi li ho visti con questi miei occhi, ed ho visto anche come il problema è stato gestito e come si è evoluto.
Vorrei puntualizzare che l'articolo, riferendosi all'emergenza albanese, non parlava degli episodi delinquenziali che vedono coinvolti cittadini albanesi già presenti sul nostro territorio, ma dell'emergenza relativa all'emigrazione di massa dalla terra delle Aquile. Quest'ultimo, te lo posso confermare per esperienza diretta, è un problema ridotto ai minimi termini.
Altro aspetto specioso del tuo commento: il solito elenco di episodi delinquenziali che vedono coinvolti cittadini stranieri, questa volta albanesi.
Certamente la delinquenza esiste, nello specifico non nego affatto che nella tua città gli Albanesi controllino la prostituzione.
Eppure io conosco molti albanesi che invece svolgono un lavoro onesto.
Intanto tra coloro che controllano la prostituzione ci sono anche le vittime, tutte le donne, solitamente straniere, schiavizzate da questa gentaglia. Per qualcuno sono solo puttane, la nazionalità neanche interessa, ma anche queste persone sono extracomunitarie.
Poi nello specifico potrei farti un elenco di albanesi onesti:
Quand'ero più ragazzo andavo spesso a mangiare panini in una paninoteca ambulante, in questa paninoteca lavoravano due ragazzi albanesi, tra l'altro molto simpatici. Ancora oggi, dopo 15 anni, quei ragazzi lavorano li, per la soddisfazione del loro datore di lavoro.
Altri ragazzi albanesi, in tutto 3, hanno avuto maggiore spirito imprenditoriale e la paninoteca se la sono aperti da soli. Oggi quella paninoteca lavora tantissimo e, pensa tu, sono loro a dare lavoro a ragazzi italiani.
Infine, negli anni in cui sono stato fuori per lavoro ho affittato la mia casa a due studentesse universitarie. Una era italiana e l'altra era una ragazza albanese, il padre lavorava come stalliere in un paese del tarantino, prendeva 350 euro al mese. Lei invece era in Italia grazie ad una borsa di studio. Nessuna delle due ragazze mi ha mai dato problemi. La ragazza albanese l'ho reincontrata poco tempo fa: per mantenersi agli studi lavora in una pizzeria, ha già fatto tutti gli esami relativi ai primi tre anni del suo corso universitario ed ora si appresta ad iniziare la laurea specialistica.
Queste realtà non sono meno realtà delle tue, solo che il nostro occhio tende sempre a ricordare ed a memorizzare ciò che non piace piuttosto che gli aspetti positivi delle cose.
>sistemi di cooperazione che favoriscano la crescita economica dei nostri confinanti
>>neanche riusciamo a galleggiare noi vogliamo fare i bagnini?
Non vedo a cosa ti vuoi attaccare. Lo stato italiano spende miliardi per far finta di controllare i flussi migratori, ed altrettanti miliardi per aiuti umanitari piuttosto inutili e fini a se stessi. Si tratta semplicemente di gestire i soldi nel modo giusto.
Devo smetterla di mettere link nei commenti
Quello che avevo preparato per questo post si è perso…uff, non ho voglia di riscrivere.
Nanne
>perché non avvalori la tua posizione (che sinceramente non mi è chiara) con un contenuto informativo valido?
perchè non ce l'ho una posizione. Sono io stesso confuso da quel che vedo e quel che sento.
Si va dallo straniero che è in regola lavora onestamente ma che odia l'italiano al delinquente non ricco che lo ama e lo rispetta.
E' un mondo in cui molte etnie diversissime devono convivere se poi fai conto che di uno stesso paese ci sono enormi differenze per pochi centinaia di chilometri motivare una posizione o l'altra è ancora più difficile.
I cinesi del ristorante cinese sotto casa odiano i 4 mussulmani del mio piano che odiano gli albanesi del primo e ti sto solo parlando di casa mia e tu mi chiedi di avere una posizione, non ce l'ho ,lo ammetto.
Ho avuto conferma settimana scorsa che un ufficio dove fanno trasferimento di denaro e di pacchi con il sud america a volte fa anche il trasporto di droga (non ho prove me lo han detto) ma per uno che fa questo altri 10 sudano veramente come bestie per sopravvivere ma la legge dei phone center l'han fatta per spezzare le gambe agli immigrati che hanno investito in un impresa.
Mi chiedi la mia posizione in tutto questo non ce l'ho , però posso dire che non è come viene rappresentata ne sui mezzi di comunicazione ne in questo post.
Ti sei mai chiesto come mai albanesi e cinesi non fanno le badanti? perchè sono solo filippine,ucraine,rumene e sud americane (non brasiliane)? io si e mi han detto che dovevano curare il marito o figlio malato o farli studiare in patria o anche qui.
L'immigrazione in italia è un colabrodo in tutti i sensi , come nella vita di tutti i giorni per noi italiani bastonano gli onesti perchè non vogliono o non sanno colpire i disonesti e con questo si torna a bomba all'argomento legalità su cui vi ho rotto le scatole ieri.
Soluzioni? non avendo io stesso le idee chiare non so quali possano essere decisioni efficaci ma sicuramente so che non c'è volontà di risolvere il problema immigrazione nemmeno un po.
Importiamo manovali più o meno ignoranti ed esportiamo laureati in tutte le scienze all'estero : questo so che uno dei tanti motivi perchè il paese sta andando in rovina, in questa fase del ragionamento si parla di meritocrazia ed ancora legalità.
Perchè anch'io voglio andarmene ma non ne ho le palle ? perchè nel mio lavoro vedi che le decisioni sono prese solo in base a mazzette più o meno nascoste e non in base ai meriti.
Mi dirai perchè mischi tutti questi argomenti diversi?
Gli argomenti sono diversi ma strettamente correlati tra di loro , senza meritocrazia non vanno avanti i migliori ma i peggiori , che hanno bisogno di ignoranti per sopravvivere ma avendo un sistema scolastico che non forma dei geni ma persone tutt'altro che stupide queste vanno dove l'ambiente è più meritocratico ed ecco la necessità di immigrati ma non troppo intelligenti altrimenti fanno saltare il ciclo , quindi arrivano ignoranti ma si adattano presto alla mentalità nazionale dove i furbi titrano avanti e gli altri pagano.
Ma anche tra immigrati c'è la diversificazione , chi fa prestiti ad usura chi delinque e chi utilizza una legalità fittizia per trarne benefici usando le leggi fatte da cretini per entrare in italia e solo dopo pagando a volte prendere un permesso di soggiorno anche pagandolo migliaia di euro , un investimento perchè sanno che lavorando onestamente lo ripagheranno in pochi mesi , disonestamente in pochi giorni.
Passiamo al discorso case , davanti a casa ho due appartamenti normalissimi affitati da 8 filippini , in otto si paga un affitto che nessuna famiglia anche di 2 lavoratori riuscirebbe a pagare, ma per loro in cerca di fortuna è accetabile , gli italiani vanno un po più fuori della città, ma questa è un'altra storia.
Mi scuso per la totale assenza di punteggiatura ma devo tornare a lavorare quindi ti prego di perdonarmi.
doxaliber concordo al 100% su quello che hai scritto in risposta al mio post.
Ma non sto parlando di un'etnia rispetto ad un'altra sto parlando in generale.
Tu mi hai portato esempi di onesti e ce ne sono di tutte le etnie.
Ne sono lieto.
Anch'io non mi riferivo ad una singola nazionalità. I miei esempi erano speculari ai tuoi.
Per fortuna è così, anche se alcuni purtroppo non condividono questo punto di vista.
Mi è piaciuto un paragrafo in particolare. Molto. Moltissimo.
le soluzioni che proponi sono effettivamente difficili,
ma ancor più difficile è che la classe dirigente capisca come il problema vada affrontato. E mi sembra siamo ancora lontani.
non è facile e non sono io che vengo pagato per risolvere questi problemi.
sembra inoltre che io non sia più responsabile di chi viene invece pagato per cercare quelle soluzioni (dacchè non scelgo, salvo modifica elettorale) chi mi rappresenta.
non è facile. Ed è una delle cose non facili che vanno affrontate.
non vedo speranza, neanche all'orizzonte.
Oi grande Doxa! Bellissimo articolo!!!
Ti quoto al 101%, quotando così anche Gatto!
[...] Continua a leggere » su Mentecritica [...]
Niente da dire sull'articolo, concordo su quasi tutto pero` mi sento di aggiungere le mie opinioni.
Innanzitutto bisogna distinguere fra i vari tipi di immigrazione, ovvero fra quella del nord-est europeo (che benche` povera, ha comunque un sistema scolastico e delle affinita` maggiori con l'Italia) e quella dei paesi asiatici e/o del terzo mondo.
Per esempio, qualche anno fa, in qualche regione d'Italia si lamentava la mancanza di infermieri professionali validi; si sono fatti dei concorsi, dei bandi di selezione, ecc. ma niente, gli italiani – figli di papa` e mamma` – pur mezzi disoccupati non hanno mostrato un grande interesse e impegno (vabbe` la paga era bassina), e allora cosa si e` fatto ? Alcune regioni si sono organizzate, si sono informate, hanno avviato delle collaborazioni ufficiali e hanno trovato delle pronte risposte in Polonia, in questo modo parecchie infermiere polacche qualificate (sperabilmente di provata dirittura morale) hanno trovato giusta occupazione in Italia.
Questo e`, secondo me, un esempio di immigrazione gestita e assolutamente benefica e gradita.
Cosa sta facendo invece l'Europa e l'occidente in genere verso i paesi meno evoluti e/o del terzo mondo ?
1) Spara ovunque milioni di turisti in vacanza (sorridenti e spensierati) che spendono in quei paesi somme che per molti nativi sono inimmaginabili (stendiamo un velo pietoso sui fenomeni del turismo sessuale, ecc. perche` e` meglio).
2) Riesce ad inviare mega-imprese che operano come task-force d'assalto per la costruzione di infrastrutture di ogni tipo, creando cosi` il massimo divario possibile fra il paria che vive nel fango con logiche ferme a 2000 – 3000 anni fa e la tecnologia e il lusso che paiono provenire da un altro pianeta; in questo modo si dissolvono le speranze di un lento, progressivo e consapevole sviluppo attuato / gestito dagli abitanti del luogo.
3) Venendo a noi, sui paesi vicini (Libia, Algeria, Albania, ecc.) l'Italia spara a raffica trasmissioni radio-televisive di qualita` veramente eccelsa: soprattutto obiettive e utili !
ad es. negli anni '90, in Albania, credo che abbiano fatto piu` danni trasmissioni di varieta`, es. "non e` la RAI", ecc. con centinaia di vallette sculettanti, sfondi azzurrini / onirici, quiz idioti e soldi a cascata, che non le peggiori repressioni coloniali e dittatoriali e infatti si e` visto poi come l'Albania e` collassata con i giochetti delle societa` di risparmio che millantavano interessi del 15% – 20% all'anno (ovviamente insostenibili senza il continuo apporto di nuovi sottoscrittori).
E i filmetti anni '70 – '80 con la Fenech o peggio con qualche pornostar del piffero, sono quelli che circolano in Marocco e in genere nel nord-Africa ? (d'altronde la Fenech e` di quelle parti)
Cavolo ma quando si capira` che "lamerica" NON esiste ed e` solo uno dei tanti miti ?
L'Africa ha quasi 1 miliardo di abitanti ma nella testa dell'italiano medio e ancor di piu` in quella dei politici, in Africa ci sono solo poveri negretti semi-affamati, decimati dall'AIDS (perche` e` ovvio che la` la promiscuita` sessuale e` la norma) e dalle malattie (poi qui arrivano solo omoni da m. 1.90 e 120 kg. di peso); se si chiedesse all'italiano medio: quanti abitanti ha l'Africa ? Sono sicuro che risponderebbe: boh, 200 – 300 milioni o giu` di li.
Ricordo la sparata della Valeria Marini parecchi anni fa quando disse (dopo aver letto un copione) che "la Nigeria e` lo stato piu` popoloso dell'universo" perche` in media in ogni famiglia ci sono 9 figli (o giu` di li) e infatti ora che in poco tempo sono arrivati a 130 milioni di abitanti (avendo ridotto la mortalita` infantile) cominciano a capire che la crescita eccessiva e incontrollata porta a piu` di qualche problema.
Siamo infestati dalle balle e dalla disinformazione !
Per quanto riguarda l'immigrazione ho le seguenti opinioni / idee.
1) Attualmente l'Italia non sta` gestendo per niente bene il fenomeno dell'immigrazione dai paesi poveri nel senso che sarebbe difficile fare peggio.
2) Fra le due scuole di pensiero (circolazione totalmente libera e pugno duro) io vorrei essere idealista e optare per la prima, ma non funzionerebbe per niente bene (non siamo pronti), quindi sono per la terza via ventilata nell'articolo, pur con regole molto severe, ovvero:
A) i CPT sono indispensabili per le operazioni di identificazione dei clandestini (perche` e` chiaro che qualcuno ci provera` sempre);
B) I clandestini di cui si identifica la nazionalita` sono riportati, non appena possibile, con viaggi cargo di massa (per risparmiare) verso il luogo di partenza A SPESE DELLO STATO ITALIANO il quale poi dovrebbe rivalersi (almeno con delle rimostranze) sugli stati di partenza (es. per l'Egitto ci sono gia` queste convenzioni);
C) i clandestini NON identificati sono riportati nella costa o nel confine piu` vicino di provenienza;
D) a tutti si fa seguire un corso istruttivo in cui si spiega che loro sono caduti in un tranello, che per entrare in un paese ci sono altri modi legali, che in un paese si puo` entrare per turismo, studio o lavoro ma NON per altre finalita` (su questo punto sono inflessibile perche` molti clandestini attendono da 2 a 24 mesi prima di partire e in questo caso avrebbero tutto il tempo per fare pratiche regolari);
E) nei paesi di provenienza dei clandestini e` opportuno diffondere programmi informativi sul perche` e` importante rispettare certe regole e sul fatto che la capacita` di assorbimento di nuove persone in un paese e` LIMITATA !
3) Sono FAVOREVOLISSIMO a potenziare al massimo dei programmi di supporto per garantire a TUTTI i beni primari, ovvero: acqua, cibo, cure mediche e possibilmente elettricita` (ove ha senso).
4) A meno che non ci siano necessita` urgentissime, i flussi di entrata DEVONO ESSERE LENTI e CONTROLLATI, es. max. 5 – 10 mila persone all'anno, NON 200 – 300 mila com'e` adesso perche` altrimenti NON si possono gestire / seguire (anche sul piano medico) e integrare adeguatamente.
5) In Italia il lavoro regolare e` SCARSO per non dire scarsissimo anche per i residenti (il BOOM economico e` finito), quindi aumentare i flussi in entrata significa solo lasciare spazi a chi intende sfruttare queste persone per aggirare le tutele e relativi costi; in breve significa lasciare spazio alla criminalita` organizzata che gia` ora guadagna somme considerevoli per il loro trasporto.
6) L'Italia (come altre nazioni) e` sovrapopolata, senza l'apporto degli immigrati la sua popolazione sarebbe giustamente scesa a 54 – 55 milioni mentre ora siamo a quasi 60 milioni, quando l'obiettivo finale dovrebbe essere 45 -50 milioni per avere i seguenti benefici: riduzione dell'inquinamento, della produzione di rifiuti, probabile riduzione dei costi base per vivere, es. per l'abitazione (meno domanda c'e' e piu` l'offerta riduce le sue pretese), ecc.
quando avremo risolto in maniera soddisfacente tutti questi problemi (rif. punto 8), allora potremo eventualmente riaumentare la popolazione.
Voglio dire che se ora l'Italia aumentasse la sua popolazione a 200 milioni, con megalopoli allucinanti da 15-20 milioni di abitanti, sono sicuro che qualcuno rischierebbe di essere mangiato vivo da orde di cannibali non appena mettesse piede fuori casa (e sorvolo sul fatto che si perderebbe ogni controllo di legalita` sul territorio).
Insomma, quando si fanno dei figli ci si deve anche preoccupare di quello che poi potranno fare per vivere degnamente.
7) Il deserto del Sahara dovrebbe essere (almeno parzialmente) ri-colonizzato, quindi i paesi mediterranei dovrebbero indire dei concorsi per proporre soluzioni (da vagliare attentamente) per ridurre la sua estensione e diminuire quindi la pressione che attualmente sta` esercitando sui paesi del nord-Africa e indirettamente su quelli occidentali.
8) Last but not least, l'attuale modello occidentale di vita e sviluppo, e` assolutamente insostenibile e inadatto a esportazioni su larga scala; e` assolutamente necessario trovare soluzioni eco-compatibili per l'intero ciclo di vita di tutti i prodotti di consumo (da quelli elettronici, ai quelli di trasporto, ecc.), anche se, detto fra noi, molti beni di consumo sarebbe meglio eliminarli; QUINDI, e` necessario incrementare e sviluppare al massimo la ricerca su queste problematiche (rifiuti e riciclo prodotti) prima di diffondere modelli che possono essere devastanti (la Cina ne e` un esempio, credo che ancora non abbia realizzato del tutto che, se non cambia velocemente rotta, entro qualche anno collassera` in un mare di inquinamento e rifiuti).
Concludendo, conoscendo l'animo umano, credo che i comportamenti virtuosi bottom-up debbano essere sollecitati da forti raccomandazioni top-down.