Il Voto Utile e altre Stupidate 34


Voto utile: ossimoro. Con questa definizione ho chiuso l’Electionary, e da qui vorrei ripartire; per fare questa volta un discorso un po’ meno leggero. Le elezioni sono una cosa seria e al di là delle battute, che sono sempre le benvenute per sdrammatizzare, è ora di andare in profondità per capire cosa ci aspetta.
E cosa possiamo fare noi. Perché noi possiamo fare qualcosa; noi, la ggente, la massa informe, il popolo bue, i cittadini che diventano importanti solo in quanto portatori sani di voto. Noi possiamo incidere sul nostro futuro; e se possiamo farlo, allora dobbiamo farlo. Perché se rinunciamo a questa possibilità, allora avremo perso: chi combatte può vincere oppure può perdere, ma chi rinuncia a combattere sceglie la sua sconfitta in anticipo.

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In questa campagna elettorale ci sono alcune bugie strategiche. La prima è che non possiamo scegliere. Non possiamo scegliere come vorremmo, non possiamo scrivere un nome sulla scheda elettorale, non possiamo decidere come sarà composto il governo; grazie ad una legge elettorale vergognosa sono le segreterie dei partiti a comporre le liste, a stabilire l’ordine, e quindi a decidere chi andrà in Parlamento. Questo perché, consci delle percentuali che, con oscillazioni di minima entità, vengono raccolte in ogni collegio, ogni partito sa perfettamente quanti parlamentari riesce a far eleggere zona per zona. E’ stato calcolato che oltre il 90% dei candidati sa con certezza matematica se sarà eletto o meno; la lotta è solo per un 10% scarso che si trova in quella zona di confine che separa la vittoria dalla sconfitta.

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Tutto questo è senz’altro vero, eppure non sento nessuno che si fermi a riflettere sull’enormità di quel 90% di eletti “sicuri”, che è e rimane il vero scandalo di questa faccenda.
Domanda: “Perché il 90% degli eletti è già sicuro in partenza?
Risposta: “Perché gli italiani votano sempre allo stesso modo
Che ci piaccia o no, le cose stanno così: le variazioni tra una votazione e l’altra sono minime, e questo fornisce ai partiti un enorme potere di controllo. Potere che noi prima gli consegniamo poi ci lamentiamo di averlo fatto; fino alla volta successiva, quando ripetiamo da capo lo stesso errore. Siamo furbi…

Noi possiamo scegliere in un modo semplicissimo: cambiando il nostro voto. Se riuscissimo a liberarci dai condizionamenti, dalle false ideologie, dai concetti anacronistici e velleitari di destra e sinistra, dall’idolatria che ci lega (chissà perché?) ad un leader, ci accorgeremmo che il nostro accanimento nel difendere certe posizioni e certe persone è in massima parte campato per aria. Cambiando il nostro voto noi possiamo generare un terremoto politico, perché faremmo saltare tutti gli equilibri, togliendo ogni certezza ai partiti; e, cosa ancora più importante, costringeremmo i partiti a confrontarsi con noi, cosa che non fanno più da molti anni.

Un’altra bugia molto utilizzata in questa campagna elettorale è l’appello al voto utile. Appello che è anche offensivo, perché significa che se io voto per un partito piccolo (questo è il senso) il mio voto diventa inutile. Allora cosa ci vado a fare a votare? In questo modo i due partiti più grandi cercano di spingerci a votare per loro, oppure a non votare affatto.
Ma il valore del voto prescinde da ciò che esprime, il voto non è mai inutile; inutile è non votare perché permette ad altri di decidere per noi, ci toglie quel poco di diritto che abbiamo, ci precipita nel disfattismo nel quale troppo spesso ci crogioliamo beati. Se invece crediamo che la democrazia e la libertà siano principi fondamentali, allora il voto è sempre utile, quale che sia.

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Il motivo per cui c’è questa spinta a concentrare i voti è semplice: tanto meno peso avranno i piccoli partiti, tanto più sarà facile per i grandi controllare e gestire il potere a loro uso e consumo. E potranno finalmente rifare la legge elettorale, peggiorandola ulteriormente (sì, è possibile peggiorarla) per rendere ancora più complicata la vita dei piccoli partiti e la nascita di nuove proposte politiche. L’obiettivo è la cristallizzazione della politica: se oggi ci lamentiamo perché le facce sono sempre le stesse, domani potrebbe essere anche peggio.

Ricordo un manifesto, visto parecchi anni fa, che recitava: “Quello che tu puoi fare è una goccia nell’oceano, ma è ciò che dà significato alla tua vita“. Diamo un significato al nostro voto, dimostriamo che è comunque utile. E non ci dimentichiamo che l’oceano è composto di gocce, e solo mettendo insieme tante gocce si può creare un’onda capace di spazzare via tutto.
Se davvero questa classe politica non ci piace, allora dovremmo cominciare a fare l’esatto contrario di quello che ci chiede.
Invitano a concentrare i voti? E noi li sparpagliamo.
Sostengono che altrimenti è meglio non votare? E noi ci presentiamo in massa alle urne.
Dicono che è utile solo il voto dato ai grandi partiti? E noi lo diamo ai piccoli.

Già, i piccoli partiti, le liste improbabili. La maggior parte delle persone sostiene che “non hanno nessuna possibilità, quindi non ha senso dargli il voto”. E non si accorgono di ribaltare il rapporto causa / effetto. La verità è che se non gli si dà il voto non avranno mai nessuna possibilità.
E se continuiamo a dare delle possibilità sempre e solo ai soliti noti, allora non ci possiamo certo lamentare di come vanno le cose.
Domanda: “E chi ci garantisce che poi anche quelli non diventeranno come gli altri?
Risposta: “Nessuno”.

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Votare significa dare fiducia, poi a posteriori si valuta se quella fiducia fosse ben riposta oppure no; quindi non si possono pretendere garanzie di alcun tipo da parte di chi non ha ancora avuto occasione di far vedere quello che vale. La garanzia invece ce l’abbiamo da quelli che hanno già dato prova di sé: abbiamo già visto Berlusconi e compagni al governo, così come sappiamo anche come si comportano gli uomini del PD, che sono più nuovi dei loro avversari, ma solo di un soffio. Da tutti loro sappiamo esattamente cosa aspettarci, e non mi sembra una bella prospettiva: chi vuole affidargli il suo futuro faccia pure, ma poi che non si venga a lamentare.

Un ultimo cenno sulla posizione di Beppe Grillo, posizione che a chiacchiere trova sempre più sostenitori (poi li voglio vedere il 13 aprile…). Grillo invita, con una insistenza e una banalizzazione ormai stucchevole, a disertare le urne; astenersi perché non c’è possibilità di scelta, perché la legge sarebbe anticostituzionale, perché tanto “sono tutti uguali“, e via cianciando.

Non entro nel merito della questione di costituzionalità; osservo solo che due anni fa nessuno disse niente del genere, e che Grillo non è un costituzionalista. Inoltre la legge è questa e, anche se fosse davvero incostituzionale, con questa si andrà comunque a votare. Che piaccia oppure no.
Quanto alla impossibilità di scelta ho già spiegato che è fasulla e che dipende solo da noi. Che poi siano tutti uguali e altre amenità simili, non credo che meritino alcuna considerazione; sono poco meno che chiacchiere da bar.
Perché allora parlare ancora di Grillo? Perché lui è, e non da oggi, un protagonista della vita politica italiana; che a lui piaccia oppure no, è un politico di riferimento, anche se non ha un partito né una poltrona da occupare. E quando uno fa politica, dovrebbe fare un po’ più attenzione a quello che dice, perché le sue affermazioni hanno poi delle conseguenze.

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A Grillo va riconosciuto l’enorme merito di aver portato all’attenzione degli italiani questioni di cui si ignorava completamente l’esistenza; così come gli va dato atto che ha fortemente contribuito ad un massiccio risveglio delle coscienze. Questo risveglio però va sostenuto con una critica mirata e responsabile, non con la demagogia di chi spara nel mucchio perché deve essere sempre “contro” per poter rimanere a galla.
Grillo sta rischiando di distruggere quello che ha costruito. L’astensionismo che lui invoca, fa il gioco dei due partiti più grandi; non a caso dai vertici di PD e PdL partono quotidianamente attacchi contro i partiti più piccoli, ma (guarda caso!) nessuno di loro ha criticato la posizione di Grillo.
O ci rendiamo conto che per ogni scelta c’è un motivo, e ci chiediamo il perché, oppure ci accontentiamo di pensare che siano tutti stupidi; io, a questo livello, non credo alla stupidità.
Finché andremo avanti riempiendoci la testa con idee prese a prestito, non avremo un futuro degno di questo nome, né per noi né per i nostri figli.

Le immagini che illustrano l’articolo sono acquisizioni digitali di alcune pagine del settimanale satirico Cuore. Esse risalgono al 1991, 17 anni fa. Stesse facce, stessi discorsi, stessi personaggi.

Le illustrazioni sono tratte da unamanolavalaltra.it dove è possibile trovare un’ampia galleria di pagine acquisite digitalmente di dimensione adeguata ad una comoda lettura.
Per quello che ne sappiamo, si tratta dell’unico archivio digitale di Cuore disponibile in rete anche se limitato a poche uscite (N.d.R.).


34 commenti su “Il Voto Utile e altre Stupidate

  • ilBuonPeppe

    Per la redazione.

    "Esse risalgono al 1991, 25 anni fa"

    Cavolo, ho dormito davvero pesante: mi son passati 8 anni e non me ne sono accorto… 😉

  • Francesco Orsenigo

    Bello l'articolo, d'accordo su tutta la linea e fantastiche le prime pagine di Cuore.

    Non sono per l'astensionismo, ma ne tu ne io siamo riusciti a convincere MC della cosa, quindi magari le loro ragioni le hanno, e con loro Grillo, che continuo a considerare l'unico che tra populismo e retorica abbia fatto qualcosa di pratico fin'ora.

    Boh.

    Sono d'accordissimo che sia necessario votare per i partiti minori, pero' anche li' non so bene che pesci pigliare… Cosa abbiamo?

    IdV, mezza alleata col PD, e la sinistra Arcobaleno che boh… si immagino che voterei per loro.

    A destra.. mmh, temo di essere troppo sinistroide per prendere in considerazione la cosa.

    Tu hai pensato qualcosa?

  • Franco

    Ok, concordo che la teoria del “voto utile” sia una stupidaggine.

    Ma sull’astensione non sono convinto. Io volevo votare SA per le ragioni esposte nell’articolo. Poi dopo un colloqui con un rappresentante SA sul problema della ricerca in Italia, ho dovuto ricredermi.

    Finora nessuno dei programmi che ho letto mi ha soddisfatto. Dunque chi dovrei votare? Un partito a caso, purché piccolo. In questo modo contribuirei ad accrescere il potere di gente che essenzialmente disprezzo.

    Se ilBuonPeppe (o un qualsiasi lettore del post) potesse fare un esempio di partito meritevole di voto, sarei felice di dare un occhiata al programma elettorale. (nota: dico sul serio, non è per fare sterile polemica)

  • Luky

    Se non erro è possibile votare scheda bianca, richiedendo al seggio la registrazione e relativo verbale della nullità della scheda, ovvero io non mi sento rappresentato da questi politicazzi che abbiamo e voglio che si sappia; mi piace immaginare quale effetto sortirebbe se tanti facessero la stessa scelta.

  • ilBuonPeppe

    @Luky
    Quello di cui parli tu non è la scheda bianca (che sconsiglio vivamente!!)
    Si tratta invece di presentarsi al seggio, farsi timbrare il certificato e poi rifiutare la scheda, motivando per iscritto, e obbligando il presidente di seggio a mettere tutto a verbale.
    Su questa possibilità però ho trovato notizie discordanti per cui non ci metto la mano sul fuoco.
    In ogni caso non vedo una gran differenza rispetto all’astenersi (cioè non andare al seggio).
    In ogni caso, secondo me, l’effetto dell’astensione, o delle schede rifiutate, è lo stesso: concentrazione dei voti su PD e PdL. La scheda rifiutata in più procurerà qualche insulto…

  • ilBuonPeppe

    A chi chiede indicazioni, io ce l’avrei anche, ma non so se la redazione gradisce la propaganda diretta; in ogni caso sarebbe disinteressata perchè io non sono coinvolto a nessun titolo.
    Comunque sto preparando un lavoro (puff puff) che pubblicherò nei rossimi giorni che, spero, troverete interessante, proprio sui programmi.

    PS: quando parlo di piccoli partiti, intendo… piccoli!

  • Comandante Nebbia

    @ilBuonPeppe

    che spiritosone … :mrgreen:

    Comunque non parlerò di quella squola con la q che una volta ho dovuto correggere in un tuo pezzo.

    scherzo!!!

    Peppe non fa mai errori. fossero tutti come lui..

  • Sara

    @ lameduck: completamente d'accordo con te! Lascio stare i formalismi e le "questioni di principio" e voto il meno peggio, perchè Berlusconi è SICURAMENTE peggio! E questa è probabilmente l'unica certezza di queste elezioni.

  • Alfonso

    Ieri ho sentito che, anche votando il partito piccolo, le persone in parlamento sarebbero le stesse. Beppe Grillo da Piazza Navona la settimana scorsa ha detto che hanno già deciso chi siederà al nuovo governo. Questo prima di iniziare a dire (come un cavaliere del lavoro di nostra conoscenza) che dopo questa sparirà per sempre. Per quanto riguarda il lato politico di Beppe Grillo continuo a ripetere che non è un personaggio di natura politica. Qualche scelta di tipo politico (boicottaggi ecc) l'ha fatta ma questo non fa di lui assolutamente un politico. E' arcinoto che gli argomenti che denuncia gli vengono tutti segnalati dai Meetup sparsi in tutta Italia e per quanto possa sembrare strano sono loro il soggetto politico. Locale, perché non c'è niente organizzato a livello nazionale se non il blog di Beppe Grillo. Poi veramente l'utilizzo del termine "demagogia" è SEMPRE accostato a Grillo ed inizio a trovarlo irritante. La definizione di demagogia non c'entra niente con Beppe Grillo, i giornalisti ne abusano e mi chiedo cosa ci faccia su MC.

    Sull'astensionismo io sarei d'accordo se fosse possibile realizzare un astensionismo di massa. Seggi vuoti, in cui non vota nessuno. In tutta Italia. Quello non sarebbe male. Ma la maggior parte dei miei connazionali sa già per chi voterà ed andrà a votarlo, e saranno quasi equamente spartiti tra i due più grossi.

    Io credo che vincerà quel diavoletto di un Berlusconi, in quanto almeno con lui l'elettore può sperare in un condonino, una depenalizzazione, una limatina alle tasse in quanto mantenere il mausoleo inizia a diventare un po' costoso…

  • ilBuonPeppe

    Demagogia: “ricerca del consenso politico, ottenuto sfruttando le passioni e i pregiudizi delle masse
    Che l’invito acritico all’astensione faccia leva sulle passioni e i pregiudizi delle masse, credo non ci siano dubbi.
    Come non ci sono dubbi sul fatto che questo produce un consenso nei confronti di Grillo.
    Sul fatto che questo consenso sia politico o meno ci sono opinioni diverse, ma secondo me Grillo “fa politica” per il semplice fatto che si occupa di questioni di interesse pubblico.
    Politico: “relativo alla politica, al governo dello stato, all’organizzazione e all’amministrazione della vita pubblica
    Quello che fa Grillo è politica, come è politica quello che facciamo qui su MC.

  • carlo

    @ sara e lameduck: quale sarebbe il meno peggio. Il partito dell’amico dei palazzinari, che ha permesso ai soliti speculatori di sventrare il Pincio per costruire un megaparcheggio interrato di 7 piani i cui box verranno rivenduti ai ricchi residenti di via Margutta?

    Quello che al partito di “nani e ballerine” della destra contrappone un partito di “operai superstiti e precarie con posto fisso”?

    Quello che alcune statistice supportano l’aumento del PIL a Roma,
    mentre altre statistiche dicono che nel Lazio una famiglia su cinque vive alla soglia della povertà. ( http://roma.repubblica.it/dettaglio/Lazio-povero-uno-su-cinque/1404134 )

    Quelli che “gli si è dimezzato il PIL dalla sera alla mattina”. ( http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/conti-pubblici-68/relazione-trimestrale/relazione-trimestrale.html )

    Quelli che fingono che Prodi non sia esistito e non sia stato un loro ex-compare, perché sarebbe lesivo dell’immagine della coalizione.

    Quelli che: una persona seria come Odifreddi ha dovuto lasciare il PD per non diventare “la foglia di fico laica” di una coalizione “biecamente clericalista” (parole sue).

    Quelli che hanno promesso 3000 posti l’anno da ricercatore, li hanno pure fatti bandire sulla Gazzetta Ufficiale, e poi hanno bloccato tutto perché si sono accorti che il nuovo regolamento era scritto con il c_lo.

    Quello che dichiara (parole testuali): “chi vince comanda”. Non più “chi vince governa” (lapsus freudiano?!). Perché sa che questa in fondo non è più una democrazia, dove a comandare dovrebbe essere il popolo. (fonte:
    http://www.corriere.it/politica/08_marzo_15/veltroni_cernobbio_8015f14c-f27e-11dc-ae1f-0003ba99c667.shtml
    )

  • Sara

    @Carlo: di fronte a uno psuedo-dittatore che se va al governo controlla il 90%delle tv italiane il partito che gli “ruba voti” è il meno peggio. Fa schifo anche a me, ma mi fa più schifo Berlusconi. Se ci fosse stata una qualsiasi altra persona a destra non sarei andata a votare, ma è troppo grave che uno coi trascorsi di B. torni al governo.

  • carlo

    Se continuiamo a votare il meno peggio, è difficile che il panorama politico italiano cambi. Il PDL con la teoria del voto utile cerca di convincere gli elettori di destra a non votare Casini, il PD usa le stesse armi contro SA, SD, etc. Non notate una eccessiva somiglianza nei metodi, oltre che nei programmi?

    Io, se mi chiedono di cosa preferisco morire, se di distrofia muscolare o cancro ai testicoli, rispondo semplicemente: “no grazie”.

    Una nota per sdrammatizzare: sapevate del partito-ossimoro “Io non voto”? ( http://www.iononvoto.it/ ).

  • Sara

    @carlo: guarda capisco benissimo le tue idee, sarei anche d’accordo, ma il panorama politico cambierà a breve nel senso che se tornerà B. possiamo stare quasi sicuri che sarà una mezza dittatura, quindi mi spiace, fa schifo anche a me, ma la mia scelta è questa. Capisco però perfettamente i motivi per cui tu non vuoi andare a votare, come tanti altri!
    Non conoscevo questo partito, ma… se io non voto come faccio a votarlo?? ; D

  • Malash

    a me la soluzione proposta pare ‘na cazzata. da nostalgici di micropartiti alla mastella, che tanto bene hanno fatto al paese..

    il pd attacca costantemente SA? perchè, forse bertinotti &co hanno lesinato bordate agli ex compagni di governo?
    hanno criticato selvaggiamente l’ingresso dell’operaio della tyssen e poi diliberto ha dovuto mollare perchè loro non ne avevano di operai.

    @carlo: quindi tu cosa consigli di votare? il partito del secondo colpevole della morte della sinistra italiana (bertinotti, il primo e sicuramente d’alema)?
    il partito dell’ex ministro dell’ambiente che non voleva le pale eoliche perchè impedivano il volo degli uccelli?
    oppure consigli qualcuno di più duro e puro, tipo sinistra critica, il cui leader aveva una gran fretta di affossare un governo per poter tornare a coltivare le sue 800 rose?
    sono curioso

  • silvia

    Rifiutare la scheda (facendolo mettere a verbale) e non andare a votare non sono proprio la stessa cosa. Non andare a votare e quindi un grande astensionismo, verrebbe giudicato e analizzato dai nostri bravi politici e dai loro scagnozzi (i giornalisti) come un atteggiamento anti-politico e menefreghista da parte dell’elettorato e non come un atteggiamento di protesta. Il rifiuto della scheda invece, in primo luogo necessita sia dell’impegno da parte dell’elettore di recarsi materialmente al seggio, sia della richiesta della verbalizzazione del rifiuto, quindi una protesta attiva e inequivocabile e, in sencondo luogo, causerebbe non pochi problemi all’ordinato svolgimento delle votazioni e dunque una specie di sabotaggio elettorale. In ultimo, se le schede rifiutate raggiungessero miracolosamente il numero necessario all’attribuzione di uno o più seggi, questi dovrebbero rimanere materialmente vuoti e sarebbe a dire poco sovversivo!

    Altra cosa abbastanza nota ma mai troppo: le schede annullate e bianche alla fine dello scrutinio vengono sommate al premio di maggioranza per quanto riguarda la Camera, quindi attenzione a quelli che pensano di non votare e invece si troverebbero alla fine a dare il voto a chiunque vincesse.

    E, a chi chiedeva un consiglio sul voto, io personalmente credo che voterò Boselli. Certo, non è che sia proprio il massimo della vitalità…ma tengo sopra ogni cosa alla laicità dello stato e non me la sento di vedermi il faccione di Veltroni al governo che dopo una vita da comunista adesso è portavoce ufficilale della Cei. Se i Radicali non fossero entrati nel PD avrei, come sempre, votato loro.

  • Saint-Just

    Al di là di questa specie di tribuna anti-elettorale… le soluzioni sono pochissime (forse ho usato un eufemismo):
    1. se ti (tu generico) astieni, hai come unico risultato il fatto che salga o l’uno o l’altro o addirittura insieme (una sorta di Giano) senza aver preso parte alla decisione e quindi devi tacere!
    2. se voti l’uno per non consegnare il paese all’altro, hai buttato nel cesso per l’ennesima volta la tua coscienza critica e politica (ma forse che le democrazie funzionino sulla scelta del meno peggio e non su quella del meglio come tanta ideologia liberal-democratica vorrebbe farci credere? ma forse funzionano proprio sul fatto che uno butti nel cesso la propria coscienza critica e politica?)
    3. se imbracci le armi (cosa che ormai è fuori dal tempo e IMPOSSIBILE dati i placebo di cui siamo farciti) forse che non violi la natura umana (che non esiste, chiariamo!) e dei suoi diritti improrogabili e ti metti direttamente dalla parte dei “cattivi” che uccidono?

    No riforme! No rivoluzione!

    Un lento declino?

  • Saint-Just

    @ Silvia:
    Boselli stava simpatico anche a me ma ha cercato di ingaggiare Mastella…

  • carlo

    @ Malash: io non critico gli attacchi del PD, che sono naturali durante una campagna elettorale. Io critico il metodo: ovvero la teoria secondo cui se non voti PD e’ come se votassi Berlusconi. In questo modo ci privano della liberta’ di scelta.

    “quindi tu cosa consigli di votare?”

    Io consiglio di votare a favore di un partito in cui ti identifichi, e non semplicemente CONTRO qualcuno (poi diciamoci la verita’, il precedente governo ha forse fatto qualcosa contro B.? tipo leggi sul conflitto di interessi, tipo far valere i diritti di Europa 7, etc.). Personalmente, siccome non mi identifico in nessun partito, a meno di non ricevere una illuminazione all’ultimo minuto penso di non votare nessuno. Forse rifiutero’ la scheda.

  • GG

    Il post è ottimo! 🙂

    Un’unica precisazione: sull’incostituzionalità della legge si è pronunciata la stessa Corte Costituzionale, non solo Grillo.

  • ilBuonPeppe

    Caro Justino, ci sono altre opzioni.

    4. Va male? Vada peggio! Se è vero (ed è vero!) che gli italiani stanno ancora troppo bene per prendersi il disturbo di scendere in piazza o comunque di fare qualcosa di veramente utile per mandare a casa questa banda di delinquenti, allora acceleriamo il declino. E se siamo d’accordo che il peggio è il nano, allora votiamolo in massa. Con una maggioranza forte vedrai dove ci precipita Sua Bassezza! Così forse troveremo il tanto declamato, e mai raggiunto, “fondo”, dal quale ripartire.

    5. Si vota in massa per chi non ha (o ne ha in minima parte) persone già coinvolte nella politica attiva. Qui mi permetto di anticipare quella che sarà, con ogni probabilità, la mia scelta.
    Lista: Per il bene comune
    Leader: Stefano Montanari
    Ho votato i “meno peggio” per anni: non ci riesco più.

  • carlo

    Boselli e’ uno dei pochi coraggiosi a lottare per la laicita’ dello stato. E dice anche cose sensate. Ma il suo programma elettorale mi sembra un po’ troppo vago. Ci sono molti buoni propositi, ma non si spiega come attuarli (ma questo vale per molti altri partiti). Al fatto di aver provato ad arruolare Mastella non darei troppo peso. Un po’ tutti i partiti stanno cercando di arruolare porci e cani per guadagnare visibilita’. Ed il partito socialista se non fosse per il tentativo di arruolare Mastella sarebbe stato completamente ignorato da giornali e telegiornali.

  • Saint-Just

    @ Carlo:
    “Al fatto di aver provato ad arruolare Mastella non darei troppo peso. Un po’ tutti i partiti stanno cercando di arruolare porci e cani per guadagnare visibilita’.”

    ti posso assicurare che conosco persone che non voteranno Boselli (non che altrimenti sarebbe divenuto leader della Nuova Italia) proprio per questo

    qui c’è bisogno di verginità e lui si è fatto sfondare dal qualunquismo di cui parli

  • Saint-Just

    Caro donPeppone,
    quello che dici è giusto: hai completato la lista delle opzioni ma ne aggingo un’altra:
    6. se (tu generico) voti Bertinotti perchè è tornato a dire qualcosa di sinistra, metti a posto la tua coscienza sinistroide e puoi ancora commuoverti con Bandiera Rossa durante le manifestazioni

    ora, caro donPeppone,
    abbiamo fatto una tassonomia più elaborata ma il succo della questione non cambia:
    anche votando “Per il bene comune” (devo ancora leggerne il programma) potrai mettere a posto la tua coscienza ma niente più; purtroppo…

    per me non c’è soluzione al momento… e il declino continuerà anche se non voterò sua Bassezza (in questo il problema è fisiologico: la mano si opporebbe al comando neuronale di porre la freccetta in quel punto della scheda)

    viva l’ottimismo! viva la Repubblica Italiana!

  • Tasti

    Concordo sulla segnalazione della lista di Ferrero, hanno un ottimo programma. Se votassi voterei loro.

    Sull’astensione attiva state molto attenti perché la normativa non è chiara e tutto dipenderà dal Presidente di seggio che incontrate, che può rifiutare di verbalizzare opinioni e dissensi politici,
    “Alcuni gruppi politici hanno diramato sulla stampa quotidiana un invito agli elettori affinché richiedano al presidente di seggio, in occasione delle operazioni di voto del referendum costituzionale di domenica 7 ottobre p.v., che venga fatta verbalizzare una dichiarazione con la quale si contesta la validità e la legalità della consultazione a causa, in sostanza, della presunta scarsa pubblicità data alla stessa.
    Al riguardo si ritiene che tali dichiarazioni, concernendo le modalità di svolgimento della propaganda referendaria, non possano essere assunte a verbale, non rientrando nella fattispecie dei reclami, proteste e contestazioni, afferenti alle operazioni elettorali di cui all’art. 74 comma 2, del D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361. Si pregano, pertanto le ss.ll. di rappresentare quanto sopra ai presidenti di seggio. Sottolineando la necessità di dare corretta applicazione al suddetto disposto normativo, come nei sensi indicati, e richiamando altresì l’attenzione sulle disposizioni del paragrafo 7 della pubblicazione n. 2 “Referendum” curata dal Ministero dell’Interno, recante “istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione”. citazione di una circolare ministeriale alle prefetture prima dello svolgimento di un referendum (dal sito radicali.it)

    Se un Presidente di Seggio si rifiuta di verbalizzare opinioni e dissensi di carattere politico è nel suo diritto farlo, la norma dei reclami è sempre stata intesa sulla conduzione del seggio e lo svolgimento delle operazioni elettorali al suo interno.
    E’ probabile che i Presidenti di Seggio stavolta saranno istruiti sul comportamento da adottare.

  • Oris

    Mah, io continuo a notare che si tende a analizzare un fenomeno di massa come il “voto” partendo da posizioni individualistiche…

    Per me purtroppo le cose che dice il grillo tanto odiato/amato/santificato sono talmente vere da essere divenute banali… a volte tirando a caso ci becchi.

    Poi ognuno si inalberi e tiri pure fuori il dovere civico, tanto sempre un puntino nel mare di voti sempre uguali a se stessi siamo, non valiamo più della matita che consumiamo, a conti fatti siamo meri numerini che non valgono un tubo, molti hanno già il posto sicuro in parlamento, ancor prima di andare a votare lo sanno, poi se sono di qua o di là conta poco, i giochi di potere si fanno a turno, oggi comandi te, domani…

    Nel cercare di analizzare un fenomeno così complesso si possono tirare fuori due modalità di stima del risultato, le analisi belle e dotte che leggo qui sopra o l’analisi storica vissuta sulla pelle.

    A parere mio credo di sapere cosa succederà: voterete qualcuno che vi deluderà, quando ve lo faranno notare direte che comunque qualcosa di buono è stato fatto, che gli altri hanno fatto peggio in precedenza e faranno peggio in futuro, che avete fatto il vostro dovere.

    Se proprio devo dormire preferisco stare a letto, il sonnambulismo è troppo pericoloso.

    E non sopporto i mali minori.

    Che ci volete fa, so idiota.

  • ilBuonPeppe

    Oris: “molti hanno già il posto sicuro in parlamento”
    E’ vero, ma non è colpa loro nè della legge elettorale. E’ colpa del popolo italiano che, in larghissima maggioranza, vota sempre allo stesso modo.
    Se gli italiani decidessero di votare in massa per liste con persone nuove, questa sicurezza salta all’instante.
    Quindi smettiamola di prendercela con la legge, con questo o con quell’altro: se il nuovo parlamento sarà uguale al precedente LA COLPA SARA’ LA NOSTRA.

  • Simone

    Astenersi dal voto non andando alle urne o con un cavillo qualunque non mi sembra una forma protesta né dimostrazione di libertà.
    Al contrario, è la cosciente rinuncia a una libertà fondamentale.

    Ma è anche qualcosa di più sottilmente pericoloso. La critica e le proteste per malefatte del Parlamento uscente è legittimata dal fatto che li ho votati e ho diritto di chiederne conto. Se non li voto la protesta perde (giustamente) ogni legittimità e diventa l’opinione di un estraneo, di una turista della democrazia.

    Il senso di schifo che abbiamo un po’ tutto è l’altra faccia della democrazia, che nonostante tutto è finalmente diventata matura nel nostro paese.
    Ormai chiunque voglia ha accesso a informazioni prima inconcepibili su partiti, candidati, finanziamenti, accordi sottobanco e molto altro. Informazioni che le generazioni precedenti non potevano neanche sperare.
    Allora che faccialo? Rimpiangiamo l’antica ignoranza? Troviamo una scusa per chiudere gli occhi (e non votare)?
    La posta in gioco è troppo alta per fare gli struzzi.

    Chiud qui che mi ero ripromesso di essere sintetico 😀
    Ciao!

  • Demetrio De Sio

    Dico una sciocchezza (tanto, in tv, se ne sentono in continuazione…).

    Sarebbe tanto assurda l’ipotesi di votare alla camera e rifiutare il voto al senato, motivandolo e chiedendo di verbalizzare le motivazioni (sempre che sia possibile)?

    Per esempio, perché con questa legge (anticostituzionale, e prima o poi verrà fuori ufficialmente, a giochi già fatti, o quando Sua Bassezza dovrà dimostrare i brogli…), si manda sicuramente al senato un favoreggiatore della mafia come Cuffaro (di alcuni mafiosi, per chi vuole proprio guardare il pelo nell’uovo… come se non fosse la stessa cosa, e la mano destra non sapesse cosa fa la sinistra)…

    In questo modo si potrebbe dare comunque un voto al “partito minore”, pur facendo presente, e quindi rendendo esistente, reale, lo a protesta, lo schifo di queste elezioni.
    Qualcuno sarebbe costretto a pubblicare la percentuale dei voti rifiutati?

    Magari giusto per farli stare un po’ meno comodi e sicuri sulle poltrone…

    Che ne pensate?

    Ciao!

    (P.S.: Scusate l’assenza… tempo e impegni non mi permettono di esserci più tanto, ma MC resta sempre il mio blog preferito… 🙂 )

  • ilBuonPeppe

    Se vuoi Demetrio, la protesta verbalizzzata la puoi fare ugualmente, anche votando regolarmente.
    Entri, prendi la scheda, voti, protesti e chiedi l verbalizzazione.
    La possibilità di far verbalizzare la protesta prescinde dall’espletamento del voto o dall’accettazione della scheda.
    Info su riforme.net

  • FWN

    Non credo che l’espressione “voto utile” possa venire utilizzata solo in relazione alla immediata -o meno- spendibilità del proprio voto per la formazione di un governo.
    Non mi piacciono gli slogan e mi annoiano le dietrologie come sport.
    Il problema di fondo è il sistema elettorale stesso, per non parlare della cultura italiana. Un dibattito politico dovrebbe essere fondato sulle proposte, centrato sui problemi. E invece vediamo che siamo agli antipodi. Guarda la farsa della par-condicio.

    Ecco, allora anche in questa situazione si può ammettere che esista la possibiità di utilizzare il proprio voto come investimento lungimirante, per far sì che venga introdotta in parlamento una forza portatrice di idee che si vogliono sostenere. Ovvio che una decisione simile trova senso specialmente contestualizzata in date circostanze, e cioè io credo che in questo momento votare V o B destini il Paese ad essere governato in modo piuttosto simile, e dalle solite persone che finora hanno fallito quasi su ogni fronte.

    Io voterò, secondo questa prospettiva, “Per il bene comune”, perché pur essendo S. Montanari un “troppo nuovo” della politica, e non dotato di doti comunicative sufficienti, è dotato di un programma semplice, chiaro e pragmatico. Dove non si produce distanza -per i soliti motivi strumentali- tra i princìpi ispiratori e i propositi di azione (trasparenti).

    Ma i miei dubbi restano, certo. Nel frattempo mi auguro che B possa tramontare definitivamente, perché V è -di poco- “meno peggio”. Beppe Grillo, oggi 10 aprile ha appena pubblicato un post intitolato proprio così, “Il meno peggio”, che pur colmo di fraintendimenti, slogan facili, semplicismi, contiene anche alcune verità. A forza di andare avanti col “meno peggio” l’Italia affonda.

    Certo che se la battaglia elettorale si fosse giocata attorno alle idee, avremmo avuto un 75% degli Italiani che non avrebbe capito un’acca dei problemi trattati, ma una esposizione su base paritaria dei vari candidati. Io trovo inconcepibile che si finisca a dare un minimo di spazio a roba anacronistica tipo quella propinata da Ferrando, ma non a “Per il bene comune”.

    Insomma siamo alle solite, rivoluzione culturale a quando? Da dove partire?
    Ognuno scelga e agisca, ma in fretta e in modo serio.

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