Il Viaggio di Romano e Carmela
7 agosto, 2007 - 9:00 di marco il buono
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In spiaggia i bambini giocano con i castelli di sabbia, gli impiegati sudano e sognano le ferie, gli studenti fanno gli esami e i pensionati Carmela e Romano vanno in paese per pranzare nel ristorante I Due Cerchi

Carmela: ti ho mai detto che guidi malissimo?
Romano: sì, tutti gli anni
C: ma invecchiando peggiori
R: no, solo che la macchina è nuova e ancora non mi sono abituato alla frizione, poi, lo sai, queste strade sono peggio di quelle vicino Amalfi, tutte curve.
C: senti: ma piuttosto perché non ti trasferisci qui? Tutto l’anno intendo, ormai tu hai 81 anni ed io 71; abbiamo l’uno bisogno dell’altro
R. e chi ti sopporta tutto l’anno, già solo l’estate mi pesa vivere con te.
C: e dai, non fare lo scemo, parlo seriamente.
R: Carme’, ne abbiamo parlato tante volte; io sono abituato a Milano, qui mi sentirei soffocare.
C: a proposito di soffocare: che cosa è tutto quel fumo?
R: saranno i soliti ricchi che vogliono la villa a strapiombo sul mare e per fare spazio bruciano pezzi di paradiso.
C: che delinquenti!
R: tu, piuttosto, perché non vieni a vivere con me a Milano e torniamo qui nella nostra casa solo d’estate?
C: Io? In una grande città? Alla mia età l’impatto sarebbe terribile.
R: ma ci sarei io, tuo fratello.
C: sì, mio fratello e qualche milione di persone, traffico, smog e inquinamento…una bella prospettiva.
R: vabbe’, allora lasciamo le cose come stanno, scendo per l’estate e il resto dell’anno ognuno a casa sua.
C: Romà, io vedo che il fumo aumenta, non è che finiamo allo spiedo?
R: la solita fifona, io su queste strade ci sono nato, conosco tutte le vie possibili.
C: sì, ma di strada c’è solo questa qui intorno, poca scelta direi.
R: fidati di me!
C: io mi fiderei pure, ma quelli che scendono in senso contrario ci fanno gesti di tornare indietro!
R: turisti, che ne sanno loro?
C: dai Romà, ho paura, torna indietro, vengono proprio da lì le fiamme.
R: a parte che fare manovra qui è un’impresa proibitiva, la strada è troppo stretta.
C: allora lasciamo la macchina e andiamo a piedi!
R: sì, siccome siamo due maratoneti…ma stai zitta!
C: Romano, ho paura, in che lingua te lo devo dire?
R: che pesantezza! va bene, adesso faccio manovra.
C: Sbrigati Roma’, il fuoco si avvicina.
R: un attimo, ti ho già detto che ancora mi devo abituare alla frizione.
C: se continui a far spegnere ‘sta maledetta macchina qui finisce male!
R: zitta che adesso la storia è seria, il vento fa aumentare il fuoco!
C: sbrigati, Romà , sbrigati!
R: usciamo e corriamo!
C: dammi una mano!
R: sì, ma tu muoviti, muoviti!
C: Romà, non ce la faccio, non respiro, il fumo!
R: vieni, corri, vieni!
C: non ce la faccio, aiutami!
R: mi sa che è troppo tardi!
C: mi sento sveni’…
R: Carmela, Carmel…

Poche ore dopo, davanti al ristorante I Due Cerchi appare un cartello con su scritto…”qui si mangia e si beve gratis”.
Una volta entrati, la cortesia del proprietario ti avvolge, la sua testa è come se si inchinasse e i suoi occhi restano bassi, mentre ti dice che puoi mangiare e bere quel che vuoi senza remore e ti spiega che per loro quest’anno è compromesso a causa della tragedia, ma la cortesia non è in discussione.
Molti cittadini dei paesi limitrofi accolgono l’invito delle radio a portare frutta, acqua e vestiti per gli sfollati nella palestra trasformata in centro di raccolta.
Magari dove si sono scambiati le ultime parole Romano e Carmela sorgerà una bellissima villa con piscina, ma nessun rogo potrà mai cancellare quello che si può imparare da alcune persone, quello che si può vedere negli occhi degli sfollati e il calore dell’accoglienza di quella gente.
Contrappassi della vita, a proposito…
Ciao Romano, ciao Carmela.
P.S. i dialoghi ed il nome del ristorante sono di pura fantasia.
P.S.2 le foto a corredo dell’articolo sono state scattate dall’autore all’inizio di questa estate nelle zone tra Vieste e Pugnochiuso.
Il Viaggio di Romano e Carmela è di

Grazie Marco
hai il dono di rendere le cose per le quali verrebbe voglia di urlare con tono dimesso e garbato.
Il bello è che, nel tuo modo, mi colpiscono di più.
Credo di aver imparato molto da te.
Da garganico puro sangue, penso che questa sia una delle pagine più scure della nostra storia, ma penso anche che questa pagina scura è stata cancellata dalla gente garganica e dalla loro generosità…
magico marco.
davero ao’, che stile
Grazie a tutti, specie a Lupo sordo.
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