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	<title>Commenti a: Il velo, il nemico, il controllo</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 22:47:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Mantra antiislamici - Agora&#8217; di cloro</title>
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		<dc:creator>Mantra antiislamici - Agora&#8217; di cloro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 06:49:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] mantra culturale antiislamico è stato fortemente potenziato con l&#8217;11/9 e con le successive guerre (Iraq e Afghanistan) che [...]</description>
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		<title>Di: Iniquo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32478</link>
		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 22:02:52 +0000</pubDate>
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		<description>Ho affermato che il guardiano ha sbagliato e ho pensato (ma forse non scritto) che l&#039;abbia fatto anche influenzato dall&#039;intolleranza dilagante.
Che l&#039;alimenti però no.
La strada per l&#039;integrazione è quella dettata dalle democrazie: tutte le culture e religioni hanno piena cittadinanza a patto che rispettino i principii fondamentali della stessa (che sono poi i diritti umani fondamentali ed i loro corollari). Nei musei d&#039;agosto con la giacca ci entri, stai tranquillo; abbottonarla fino al collo non è necessario per un malintenzionato, basta tener chiuso un bottone in vita ma anche no, tanto c&#039;è la camicia sblusata.
Non vedo cosa c&#039;entri il matrimonio con la bambina, visto che non è la prima volta che affermo che una cultura ha cittadinanza nella democrazia se ne rispetta i principii fondanti. Se uno dovesse congiungersi (religiosamente, visto che civilmente sarebbe impossibile) con una minore di anni 14 sarebbe condannato per pedofilia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho affermato che il guardiano ha sbagliato e ho pensato (ma forse non scritto) che l&#8217;abbia fatto anche influenzato dall&#8217;intolleranza dilagante.<br />
Che l&#8217;alimenti però no.<br />
La strada per l&#8217;integrazione è quella dettata dalle democrazie: tutte le culture e religioni hanno piena cittadinanza a patto che rispettino i principii fondamentali della stessa (che sono poi i diritti umani fondamentali ed i loro corollari). Nei musei d&#8217;agosto con la giacca ci entri, stai tranquillo; abbottonarla fino al collo non è necessario per un malintenzionato, basta tener chiuso un bottone in vita ma anche no, tanto c&#8217;è la camicia sblusata.<br />
Non vedo cosa c&#8217;entri il matrimonio con la bambina, visto che non è la prima volta che affermo che una cultura ha cittadinanza nella democrazia se ne rispetta i principii fondanti. Se uno dovesse congiungersi (religiosamente, visto che civilmente sarebbe impossibile) con una minore di anni 14 sarebbe condannato per pedofilia.</p>
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		<title>Di: Gaetano G.</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32475</link>
		<dc:creator>Gaetano G.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 21:34:39 +0000</pubDate>
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		<description>ok brevemente : 

Io credo che tu stia esagerando  quando  affermi che il comportamento del guardiano del museo alimenti l&#039;intolleranza nei confronti di altri costumi e  religioni   . Io non lo credo. E continuerò a nn crederlo almeno fino a quando qualcuno non mi proverà che abbia fatto entrare  un  uomo con la giacca abbottonata fino al collo in pieno Agosto , ad esempio.

Ribadisco che la strada per l&#039;integrazione e l&#039;accettazione di colui  che viene percepito come diverso non passa per l &#039;accettare in toto di culture e religioni diverse con tutte le  loro bestialità ( qualcuno ad esempio potrebbe farti notare che è da animali permettere un matrimonio tra una bambina di otto anni e un uomo di cinquanta )  Così non si ha  nessuna integrazione ma solo ghettizzazione . Il discorso vale ovviamente a parti invertite .

Io sono per il dialogo &quot; esasperato&quot; 

Discutere , oltre ad affermare le proprie tesi e&#039; anche criticare e criticarsi ed ammettere gli errori , o no ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ok brevemente : </p>
<p>Io credo che tu stia esagerando  quando  affermi che il comportamento del guardiano del museo alimenti l&#8217;intolleranza nei confronti di altri costumi e  religioni   . Io non lo credo. E continuerò a nn crederlo almeno fino a quando qualcuno non mi proverà che abbia fatto entrare  un  uomo con la giacca abbottonata fino al collo in pieno Agosto , ad esempio.</p>
<p>Ribadisco che la strada per l&#8217;integrazione e l&#8217;accettazione di colui  che viene percepito come diverso non passa per l &#8216;accettare in toto di culture e religioni diverse con tutte le  loro bestialità ( qualcuno ad esempio potrebbe farti notare che è da animali permettere un matrimonio tra una bambina di otto anni e un uomo di cinquanta )  Così non si ha  nessuna integrazione ma solo ghettizzazione . Il discorso vale ovviamente a parti invertite .</p>
<p>Io sono per il dialogo &#8221; esasperato&#8221; </p>
<p>Discutere , oltre ad affermare le proprie tesi e&#8217; anche criticare e criticarsi ed ammettere gli errori , o no ?</p>
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	<item>
		<title>Di: Iniquo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32472</link>
		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:52:45 +0000</pubDate>
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		<description>Oriana Fallaci era una buona giornalista.
Con la malattia e con il trauma dell&#039;undici settembre 2001 ha sbroccato, nel senso stretto del termine.
Parlava di piazzare bombe in moschee e dipingeva tutto l&#039;Islam (estremamente eterogeneo, ben più dei vari Cristianesimi) come gruppo di terroristi abusatori di donne, ecc.. ecc..
La Bardot ha scritto cose meno offensive ma è stata condannata almeno due volte in Francia per istigazione all&#039;odio religioso, la Fallaci è stata usata come baluardo di chi parla senza conoscere.

Se ti riconosci in quelle farneticazioni tanto da demandare alla loro autrice la totale espressione della tua opinione temo che essa non mi interessi più, mi piace discutere con gente che parla con cognizione di causa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oriana Fallaci era una buona giornalista.<br />
Con la malattia e con il trauma dell&#8217;undici settembre 2001 ha sbroccato, nel senso stretto del termine.<br />
Parlava di piazzare bombe in moschee e dipingeva tutto l&#8217;Islam (estremamente eterogeneo, ben più dei vari Cristianesimi) come gruppo di terroristi abusatori di donne, ecc.. ecc..<br />
La Bardot ha scritto cose meno offensive ma è stata condannata almeno due volte in Francia per istigazione all&#8217;odio religioso, la Fallaci è stata usata come baluardo di chi parla senza conoscere.</p>
<p>Se ti riconosci in quelle farneticazioni tanto da demandare alla loro autrice la totale espressione della tua opinione temo che essa non mi interessi più, mi piace discutere con gente che parla con cognizione di causa.</p>
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	<item>
		<title>Di: Iniquo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32471</link>
		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:48:53 +0000</pubDate>
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		<description>Cercherò di rispondere accuratamente.
I terroristi provengono da fucine di fondamentalismo, ma non tutti i fondamentalisti sono terroristi. Fare l&#039;equazione fondamentalisti=terroristi è una mistificazione.
Ho usato il congiuntivo riguardo alla legge sul mascherarsi in pubblico perchè un capo d&#039;abbigliamento con funzioni religiose non può essere equiparato ad una maschera usata al fine di occultare la propria identità. Ponendo invece che tale legge copra anche i paramenti religiosi sarebbe incostituzionale per violazione dell&#039;art 19.
Ho fatto il parallelismo con occhiali enormi e sciarpe perchè sia singolarmente che insieme rendono impossibile il riconoscimento di chi li indossa. 
Il mio non è un mantra anticattolico, è solo un fare esempi più vicini a noi per capire meglio che conviviamo da sempre con cose ataviche e brutali, però ci concentriamo con quelle semplicemente discutibili dei nuovi arrivati. Che poi io non sia d&#039;accordo con simili manifestazioni è irrilevante, perchè la libertà religiosa ovviamente permette anche ai Cattolici di praticare i loro riti.
Ricordandoti incidentalmente che affermare le proprie tesi è la definizione di discussione, ti faccio notare che una cintura di tritolo si può nascondere agevolmente anche sotto una giacca chiusa e quindi agitare lo spauracchio bombarolo suicida è pretestuoso e tenta di coprire l&#039;intolleranza nei confronti di usi e religioni diverse da quelli ai quali siamo abituati. Magari non è questo il tuo caso, però già che tu dici che lì sotto si può nascondere di tutto (vero, come sotto ogni capo comodo o capace di coprire lo spessore di un portafogli gonfio) l&#039;ho scritto.

Se non mi interessasse discutere non sarei così maniacale nel precisare ogni virgola del mio pensiero pur di non essere frainteso ed anzi rischiando di essere ripetitivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cercherò di rispondere accuratamente.<br />
I terroristi provengono da fucine di fondamentalismo, ma non tutti i fondamentalisti sono terroristi. Fare l&#8217;equazione fondamentalisti=terroristi è una mistificazione.<br />
Ho usato il congiuntivo riguardo alla legge sul mascherarsi in pubblico perchè un capo d&#8217;abbigliamento con funzioni religiose non può essere equiparato ad una maschera usata al fine di occultare la propria identità. Ponendo invece che tale legge copra anche i paramenti religiosi sarebbe incostituzionale per violazione dell&#8217;art 19.<br />
Ho fatto il parallelismo con occhiali enormi e sciarpe perchè sia singolarmente che insieme rendono impossibile il riconoscimento di chi li indossa.<br />
Il mio non è un mantra anticattolico, è solo un fare esempi più vicini a noi per capire meglio che conviviamo da sempre con cose ataviche e brutali, però ci concentriamo con quelle semplicemente discutibili dei nuovi arrivati. Che poi io non sia d&#8217;accordo con simili manifestazioni è irrilevante, perchè la libertà religiosa ovviamente permette anche ai Cattolici di praticare i loro riti.<br />
Ricordandoti incidentalmente che affermare le proprie tesi è la definizione di discussione, ti faccio notare che una cintura di tritolo si può nascondere agevolmente anche sotto una giacca chiusa e quindi agitare lo spauracchio bombarolo suicida è pretestuoso e tenta di coprire l&#8217;intolleranza nei confronti di usi e religioni diverse da quelli ai quali siamo abituati. Magari non è questo il tuo caso, però già che tu dici che lì sotto si può nascondere di tutto (vero, come sotto ogni capo comodo o capace di coprire lo spessore di un portafogli gonfio) l&#8217;ho scritto.</p>
<p>Se non mi interessasse discutere non sarei così maniacale nel precisare ogni virgola del mio pensiero pur di non essere frainteso ed anzi rischiando di essere ripetitivo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gaetano G.</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32467</link>
		<dc:creator>Gaetano G.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:18:34 +0000</pubDate>
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		<description>RIPOSTO:

I.
Piccolo appunto: nella madrasse ci sono lo stesso tipo di persone che frequentano le scuole degli Ebrei ortodossi in Israele, cioè integralisti religiosi. Quindi se voglio andare a pescare criminali da manovrare è facile che vadano lì, ma non è un passaggio obbligato.

G.

Che significa passaggio obbligato ? Arrivano da li i criminali o  meglio i terroristi islamici , ( e usiamole però le parole  con il giusto significato ) oppure  no?
------
I. 

Grosso appunto: vestirsi con il velo integrale (la tua espressione è fastidiosa come lo sarebbe la mia se definissi i preti “travestiti con la gonna”) non viola alcuna legge e se ce ne fosse una che volesse impedirlo essa contrasterebbe con l’art 19 della Costituzione.

G.

Scusami , perché se ci fosse? Esiste questa  benedetta legge che impedisce di mascherarsi in pubblico o no? 
Capisco che la mia espresiione dia  fastidio ma detesto ciò che viene imposto dalle religioni. Comunque non male “travestiti con la gonna “   c’è un fondo di verità   :-)

I.
Poi insisti con le costumanze arcaiche, ma io ti posso tranquillamente rispondere che vedere i flagellanti cattolici scannarsi a sangue sulla pubblica viva è anche barbara e vomitevole come usanza, usare una bambina da ergere vestita da Madonna a 15 metri di altezza è criminale…

G.

Io non capisco perché invece tu insisti  a rispondermi  con il  solito mantra anti – cattolicesimo quando più volte ho detto che non ho nessuna simpatia per i Papa e ciò che sostiene , francamente lo trovo irritante ma  evidente non è discutere che ti interessa..

I.

Visto che facciamo il gioco delle cose che sfuggono, a te sfugge che la libertà religiosa comporta la possibilità alla gente di agghindarsi come meglio crede purché non contrasti con il buon costume (sempre art. 19 della Costituzione).

G.

Mi pare che facciamo il gioco di  affermare le proprie tesi .  Nel caso non te ne fossi accorto  succede  a volte che qualche donna  di velo vestita si faccia esplodere , e quando lo fa causa decine di  vittime perché  li sotto  può nascondere tutto il tritolo  che vuole. Ne basta una e cambia la percezione su di loro . Lo stesso vale per chi entra in un pub irlandese pieno di crocifissi e con una borsa  in mano  (non lo so , sto  ipotizzando ) o sulla meropolitana di Londra quando sale qualcuno con lo zaino, E&#039; la paura ,che fa parte della vita e che spesso viene cavalcate per fini politici.Quindi non ci vedo niente di male se il custode avesse agito solo in funzione di essa .

I.

E per l’ennesima volta: no, portare il burqa non è assimilabile al mascherarsi per nascondere l’identità, altrimenti non si spiega perchè d’inverno non mi fermino quando il vento gelido mi fa tirare su la sciarpa sul volto o come mai non fanno togliere alla gente quegli occhialoni da sole enormi (brutti secondo me) che coprono mezza faccia. Se aggiungi a queste annotazioni il fatto che è espressione di una credenza religiosa ed in quanto tale tutelata dalla Costituzione troverai difficile contestarne la legittimità

I.

Questa ,consentimi è un pò  forzatura.Dai su , chi indossa gli occhiali o la sciarpa sul viso non è completamente irriconoscibile , chi indossa il burqa si .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RIPOSTO:</p>
<p>I.<br />
Piccolo appunto: nella madrasse ci sono lo stesso tipo di persone che frequentano le scuole degli Ebrei ortodossi in Israele, cioè integralisti religiosi. Quindi se voglio andare a pescare criminali da manovrare è facile che vadano lì, ma non è un passaggio obbligato.</p>
<p>G.</p>
<p>Che significa passaggio obbligato ? Arrivano da li i criminali o  meglio i terroristi islamici , ( e usiamole però le parole  con il giusto significato ) oppure  no?<br />
&#8212;&#8212;<br />
I. </p>
<p>Grosso appunto: vestirsi con il velo integrale (la tua espressione è fastidiosa come lo sarebbe la mia se definissi i preti “travestiti con la gonna”) non viola alcuna legge e se ce ne fosse una che volesse impedirlo essa contrasterebbe con l’art 19 della Costituzione.</p>
<p>G.</p>
<p>Scusami , perché se ci fosse? Esiste questa  benedetta legge che impedisce di mascherarsi in pubblico o no?<br />
Capisco che la mia espresiione dia  fastidio ma detesto ciò che viene imposto dalle religioni. Comunque non male “travestiti con la gonna “   c’è un fondo di verità   <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>I.<br />
Poi insisti con le costumanze arcaiche, ma io ti posso tranquillamente rispondere che vedere i flagellanti cattolici scannarsi a sangue sulla pubblica viva è anche barbara e vomitevole come usanza, usare una bambina da ergere vestita da Madonna a 15 metri di altezza è criminale…</p>
<p>G.</p>
<p>Io non capisco perché invece tu insisti  a rispondermi  con il  solito mantra anti – cattolicesimo quando più volte ho detto che non ho nessuna simpatia per i Papa e ciò che sostiene , francamente lo trovo irritante ma  evidente non è discutere che ti interessa..</p>
<p>I.</p>
<p>Visto che facciamo il gioco delle cose che sfuggono, a te sfugge che la libertà religiosa comporta la possibilità alla gente di agghindarsi come meglio crede purché non contrasti con il buon costume (sempre art. 19 della Costituzione).</p>
<p>G.</p>
<p>Mi pare che facciamo il gioco di  affermare le proprie tesi .  Nel caso non te ne fossi accorto  succede  a volte che qualche donna  di velo vestita si faccia esplodere , e quando lo fa causa decine di  vittime perché  li sotto  può nascondere tutto il tritolo  che vuole. Ne basta una e cambia la percezione su di loro . Lo stesso vale per chi entra in un pub irlandese pieno di crocifissi e con una borsa  in mano  (non lo so , sto  ipotizzando ) o sulla meropolitana di Londra quando sale qualcuno con lo zaino, E&#8217; la paura ,che fa parte della vita e che spesso viene cavalcate per fini politici.Quindi non ci vedo niente di male se il custode avesse agito solo in funzione di essa .</p>
<p>I.</p>
<p>E per l’ennesima volta: no, portare il burqa non è assimilabile al mascherarsi per nascondere l’identità, altrimenti non si spiega perchè d’inverno non mi fermino quando il vento gelido mi fa tirare su la sciarpa sul volto o come mai non fanno togliere alla gente quegli occhialoni da sole enormi (brutti secondo me) che coprono mezza faccia. Se aggiungi a queste annotazioni il fatto che è espressione di una credenza religiosa ed in quanto tale tutelata dalla Costituzione troverai difficile contestarne la legittimità</p>
<p>I.</p>
<p>Questa ,consentimi è un pò  forzatura.Dai su , chi indossa gli occhiali o la sciarpa sul viso non è completamente irriconoscibile , chi indossa il burqa si .</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: davide</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32466</link>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:10:03 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Iniquo,

se vuoi sapere la mia opinione sull&#039;argomento ti consiglio di leggere i libri di Oriana Fallaci &quot;La forza della ragione&quot; e &quot;L&#039;Apocalisse&quot;.  Comunque voi della sinistra siete proprio dei biricchini.

ciao e buona lettura</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Iniquo,</p>
<p>se vuoi sapere la mia opinione sull&#8217;argomento ti consiglio di leggere i libri di Oriana Fallaci &#8220;La forza della ragione&#8221; e &#8220;L&#8217;Apocalisse&#8221;.  Comunque voi della sinistra siete proprio dei biricchini.</p>
<p>ciao e buona lettura</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gaetano G.</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32465</link>
		<dc:creator>Gaetano G.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:09:10 +0000</pubDate>
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		<description>E stato cancellato un commento in risposta a questo e troppo sapere il perchè?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E stato cancellato un commento in risposta a questo e troppo sapere il perchè?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gaetano G.</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32464</link>
		<dc:creator>Gaetano G.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:04:25 +0000</pubDate>
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		<description>perche non appaiono i miei cmmenti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perche non appaiono i miei cmmenti?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gaetano.G</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32463</link>
		<dc:creator>Gaetano.G</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:01:41 +0000</pubDate>
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		<description>scusate non vedo piu&#039; il commento in risposta qui , come mai?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate non vedo piu&#8217; il commento in risposta qui , come mai?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gaetano G.</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32461</link>
		<dc:creator>Gaetano G.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 19:46:47 +0000</pubDate>
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		<description>I.
Piccolo appunto: nella madrasse ci sono lo stesso tipo di persone che frequentano le scuole degli Ebrei ortodossi in Israele, cioè integralisti religiosi. Quindi se voglio andare a pescare criminali da manovrare è facile che vadano lì, ma non è un passaggio obbligato.

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G.

Che significa passaggio obbligato ? Arrivano da li i criminali o  meglio i terroristi islamici , ( e usiamole però le parole  con il giusto significato ) 
oppure  no?
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 I.

Grosso appunto: vestirsi con il velo integrale (la tua espressione è fastidiosa come lo sarebbe la mia se definissi i preti “travestiti con la gonna”) non viola alcuna legge e se ce ne fosse una che volesse impedirlo essa contrasterebbe con l’art 19 della Costituzione.

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G.

Scusami , perché se ci fosse? Esiste questa  benedetta legge che impedisce di mascherarsi in pubblico o no? 
Capisco che la mia espresiione dia  fastidio ma detesto ciò che viene imposto dalle religioni. Comunque non male “travestiti con la gonna “  - c’è un fondo di verità  :-) 

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I.

Poi insisti con le costumanze arcaiche, ma io ti posso tranquillamente rispondere che vedere i flagellanti cattolici scannarsi a sangue sulla pubblica viva è anche barbara e vomitevole come usanza, usare una bambina da ergere vestita da Madonna a 15 metri di altezza è criminale…

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G.

Io non capisco perché invece tu insisti  a rispondermi  con il  solito mantra anti – cattolicesimo quando più volte ho detto che non ho nessuna simpatia per i Papa e i suoi seguaci e per le cazzate che dice , francamente lo trovo irritante ma  evidente non è discutere che ti interessa..

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I.


Visto che facciamo il gioco delle cose che sfuggono, a te sfugge che la libertà religiosa comporta la possibilità alla gente di agghindarsi come meglio crede purché non contrasti con il buon costume (sempre art. 19 della Costituzione).

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G.

Mi pare che facciamo il gioco di  affermare le proprie tesi .  Nel caso non te ne fossi accorto  succede  a volte che qualche donna  di velo vestita si faccia esplodere , e quando lo fa causa decine di  vittime perché  li sotto  può nascondere tutto il tritolo  che vuole. Ne basta una e cambia la percezione su di loro . Lo stesso vale per chi entra in un pub irlandese pieno di crocifissi e con una borsa  in mano  (non lo so, sto ipotizzando ) o sulla metropolitana di Londra quando sale chiunque  con uno  zaino. E&#039; la paura, che fa parte della vita e dell&#039;uomo e che  spesso viene cavalcata per fini politici.Quindi non ci vedo niente di male neanche se il custode non l’avesse fatta entrare per paura  . Credo che la sicurezza venga prma della libertà religiosa. Troppo facile dire che un articolo della costituzione dice così quindi è giusto così,  mentre  il mondo è cambiato e continua  a cambiare .

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I.

E per l’ennesima volta: no, portare il burqa non è assimilabile al mascherarsi per nascondere l’identità, altrimenti non si spiega perchè d’inverno non mi fermino quando il vento gelido mi fa tirare su la sciarpa sul volto o come mai non fanno togliere alla gente quegli occhialoni da sole enormi (brutti secondo me) che coprono mezza faccia. Se aggiungi a queste annotazioni il fatto che è espressione di una credenza religiosa ed in quanto tale tutelata dalla Costituzione troverai difficile contestarne la legittimità

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G.

Questa ,consentimi ,è una forzatura.E dai su , chi indossa gli occhiali o la sciarpa sul viso non è completamente irriconoscibile , chi indossa il burqa si .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I.<br />
Piccolo appunto: nella madrasse ci sono lo stesso tipo di persone che frequentano le scuole degli Ebrei ortodossi in Israele, cioè integralisti religiosi. Quindi se voglio andare a pescare criminali da manovrare è facile che vadano lì, ma non è un passaggio obbligato.</p>
<p>&#8212;-<br />
G.</p>
<p>Che significa passaggio obbligato ? Arrivano da li i criminali o  meglio i terroristi islamici , ( e usiamole però le parole  con il giusto significato )<br />
oppure  no?<br />
&#8212;&#8212;<br />
 I.</p>
<p>Grosso appunto: vestirsi con il velo integrale (la tua espressione è fastidiosa come lo sarebbe la mia se definissi i preti “travestiti con la gonna”) non viola alcuna legge e se ce ne fosse una che volesse impedirlo essa contrasterebbe con l’art 19 della Costituzione.</p>
<p>&#8212;&#8211;<br />
G.</p>
<p>Scusami , perché se ci fosse? Esiste questa  benedetta legge che impedisce di mascherarsi in pubblico o no?<br />
Capisco che la mia espresiione dia  fastidio ma detesto ciò che viene imposto dalle religioni. Comunque non male “travestiti con la gonna “  &#8211; c’è un fondo di verità  <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>I.</p>
<p>Poi insisti con le costumanze arcaiche, ma io ti posso tranquillamente rispondere che vedere i flagellanti cattolici scannarsi a sangue sulla pubblica viva è anche barbara e vomitevole come usanza, usare una bambina da ergere vestita da Madonna a 15 metri di altezza è criminale…</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>G.</p>
<p>Io non capisco perché invece tu insisti  a rispondermi  con il  solito mantra anti – cattolicesimo quando più volte ho detto che non ho nessuna simpatia per i Papa e i suoi seguaci e per le cazzate che dice , francamente lo trovo irritante ma  evidente non è discutere che ti interessa..</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>I.</p>
<p>Visto che facciamo il gioco delle cose che sfuggono, a te sfugge che la libertà religiosa comporta la possibilità alla gente di agghindarsi come meglio crede purché non contrasti con il buon costume (sempre art. 19 della Costituzione).</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>G.</p>
<p>Mi pare che facciamo il gioco di  affermare le proprie tesi .  Nel caso non te ne fossi accorto  succede  a volte che qualche donna  di velo vestita si faccia esplodere , e quando lo fa causa decine di  vittime perché  li sotto  può nascondere tutto il tritolo  che vuole. Ne basta una e cambia la percezione su di loro . Lo stesso vale per chi entra in un pub irlandese pieno di crocifissi e con una borsa  in mano  (non lo so, sto ipotizzando ) o sulla metropolitana di Londra quando sale chiunque  con uno  zaino. E&#8217; la paura, che fa parte della vita e dell&#8217;uomo e che  spesso viene cavalcata per fini politici.Quindi non ci vedo niente di male neanche se il custode non l’avesse fatta entrare per paura  . Credo che la sicurezza venga prma della libertà religiosa. Troppo facile dire che un articolo della costituzione dice così quindi è giusto così,  mentre  il mondo è cambiato e continua  a cambiare .</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>I.</p>
<p>E per l’ennesima volta: no, portare il burqa non è assimilabile al mascherarsi per nascondere l’identità, altrimenti non si spiega perchè d’inverno non mi fermino quando il vento gelido mi fa tirare su la sciarpa sul volto o come mai non fanno togliere alla gente quegli occhialoni da sole enormi (brutti secondo me) che coprono mezza faccia. Se aggiungi a queste annotazioni il fatto che è espressione di una credenza religiosa ed in quanto tale tutelata dalla Costituzione troverai difficile contestarne la legittimità</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>G.</p>
<p>Questa ,consentimi ,è una forzatura.E dai su , chi indossa gli occhiali o la sciarpa sul viso non è completamente irriconoscibile , chi indossa il burqa si .</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Iniquo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32457</link>
		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 19:35:11 +0000</pubDate>
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		<description>Le opinioni del più lucido opportunista del panorama giornalistico italiano (definirlo di sinistra è veramente un azzardo) non sembrano c&#039;entrare molto con il tema discusso. 
Volendo trovare il collegamento si può notare come Pansa rimproveri al PD di non seguire la pancia degli elettori (cosa che invece ha fatto &quot;benissimo&quot;) e come si faccia finta che CL sia un&#039;associazione di menti liberali ed aperte essendo in realtà la fucina dei più reazionari esponenti del cattolicesimo.
Pansa sa bene che si governa con il cervello, non con la pancia e che l&#039;elettorato va educato alla democrazia e non assecondato nei suoi più bassi istinti, però il suo target non è dello stesso avviso quindi si adegua alle leggi del marketing.

Sarei invece curioso di leggere l&#039;opinione di chi ha proposto le tre perle sull&#039;argomento dibattuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le opinioni del più lucido opportunista del panorama giornalistico italiano (definirlo di sinistra è veramente un azzardo) non sembrano c&#8217;entrare molto con il tema discusso.<br />
Volendo trovare il collegamento si può notare come Pansa rimproveri al PD di non seguire la pancia degli elettori (cosa che invece ha fatto &#8220;benissimo&#8221;) e come si faccia finta che CL sia un&#8217;associazione di menti liberali ed aperte essendo in realtà la fucina dei più reazionari esponenti del cattolicesimo.<br />
Pansa sa bene che si governa con il cervello, non con la pancia e che l&#8217;elettorato va educato alla democrazia e non assecondato nei suoi più bassi istinti, però il suo target non è dello stesso avviso quindi si adegua alle leggi del marketing.</p>
<p>Sarei invece curioso di leggere l&#8217;opinione di chi ha proposto le tre perle sull&#8217;argomento dibattuto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: davide</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32447</link>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 18:42:12 +0000</pubDate>
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		<description>Distinte Chiara e Francesca,

in relazione a quanto detto sopra vorrei riportarvi un paio di articoli scritti da Giampaolo Pansa, vice direttore dell&#039;Espresso e una delle menti più lucide della sinistra italiana, perchè leggendo quello che scrivete su MC ho l&#039;impressione che la sinistra non si renda conto degli errori che sta facendo. Solo comprendendo e correggendo i suoi errori la sinistra può sperare di vincere le prossime elezioni.
Ti riporto questi tre articoletti di Pansa perchè credo che spieghino molte cose che abbiamo detto sopra. Più volte ti ho detto che per farti capire perchè la sinistra sia quella che porta le maggiori responsabilità del declino italiano mi ci vorrebbero tante ore. Gli articoli che riporto sotto in pochi minuti possono far capire molte cose.

Ciao e un bacio a tutte e due.


1)
Quel meeting ci batterà. La ruota della storia ha cominciato a girare nel senso opposto. Solo i califfi del Pd non se ne sono accorti .

Berlusconi al Meeting di Comunione e liberazione a Rimini. Al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini c&#039;ero andato molti anni fa. Era l&#039;agosto del 1986 e dovevo discutere di informazione con Enzo Biagi, il moderatore era Robi Ronza. In seguito mi avevano invitato altre volte, ma per qualche motivo non ero riuscito a tornarci. Quest&#039;anno ho accettato e il 27 agosto ho risposto alle domande di Alberto Savorana, il portavoce di Cl. Il tema dell&#039;incontro recitava &#039;La passione per la storia&#039; e lo scopo era discutere dei miei libri sulla guerra civile italiana. Il primo choc è stato di trovarmi di fronte a una platea di mille persone, venute per capire che tipo sono. E molte altre mi aspettavano fuori da quel salone strapieno, per ringraziarmi, per stringermi la mano, per incitarmi ad andare avanti. Che scoperte ho fatto quella sera e il giorno successivo, nel vagare per il Meeting? Soprattutto tre. La prima che lì c&#039;era un popolo, ossia una folla sterminata di gente comune, però non qualunque. Spesso di condizioni modeste e a famiglie intere. E tutti avevano nel cuore il desiderio di stare insieme, ma anche di incontrare persone diverse da loro. La seconda scoperta è stata che questa gente non ti chiedeva da dove venivi, ma voleva soltanto comprendere dove stavi andando.Nessuno mi ha fatto l&#039;analisi del mio sangue politico. Nessuno mi ha chiesto per chi avevo votato. Nessuno mi ha domandato se preferivo Berlusconi o Veltroni. Erano soltanto interessati a sapere perché avevo scritto quei libri, che cosa mi aveva mosso a fare quel passo e se intendevo proseguire lungo quella strada. Era il mio percorso umano che volevano scrutare, con lo sguardo attento dell&#039;amicizia: il mio viaggio alla ricerca della verità e di me stesso. E ogni volta mi sono sentito ascoltato e mai giudicato. Non mi era mai successo.La terza scoperta sono stati i giovani che lavoravano al Meeting, dalla mattina sino a tarda sera. Confesso che non voglio mai occuparmi dei giovani. La mia distanza da loro è ormai troppo grande, e non solo a causa dell&#039;età. A Rimini ne ho incontrati un esercito. Erano più di 3 mila per far girare al meglio la macchina. Tutti volontari, tutti venuti a loro spese. Luigi Amicone, il direttore del settimanale &#039;Tempi&#039;, mi ha raccontato che ne erano arrivati 14 dal lontanissimo Kazakistan, stretto fra Russia e Cina. Pagandosi il viaggio e soltanto per pulire i bagni. Nell&#039;osservare il mondo del Meeting mi sono ricordato del vecchio motto di un presidente francese: François Mitterrand. Aveva vinto le elezioni con lo slogan: &#039;Una calma forza tranquilla&#039;. Anche i ciellini sono così. E anche per questo vinceranno. Diventando sempre più forti in un&#039;Italia nevrotica che non crede in niente, strozzata dal relativismo, senza più passioni o aggrappata a brandelli di passioni consunte che non sono più una bandiera. Uno che l&#039;ha capito subito è un&#039;astuta eccellenza del Partito Democratico: Ugo Sposetti, già tesoriere dei Ds e grande esperto delle vecchie Feste dell&#039;Unità. Quando è arrivato al Meeting, ha iniziato a girare, a guardare, ad ascoltare. E ha concluso: &quot;Devo ammetterlo, siete più bravi di noi. Per vedere la nuova Festa dell&#039;Unità bisogna venire da voi a Rimini&quot;. A qualche ciellino si sarà accapponata la pelle nel sentir paragonare il Meeting alle defunte feste comuniste. Ma Sposetti ha visto giusto. Proviamo a pensare alla Festa nazionale del Pidì a Firenze. Quasi tutte le sere, per capire che roba sia, mi guardo Nessuno tv che fa le dirette dei dibattiti alla Fortezza da Basso. Se fossi Veltroni oscurerei quell&#039;emittente. E rinuncerei a metter su la tivù del partito. Che strazio il cabaret dei sopravvissuti! Vecchie facce che danno aria ai denti per dimostrare di essere in vita. Litanie logore, spesso urlate di fronte a molte sedie vuote o ai volti annoiati di militanti più anziani di me.Mi godo lo spettacolo con un sentimento doppio. La maligna goduria di aver fatto bene ad avere cattivi pensieri sulla sorte delle sinistre italiane. E l&#039;angoscia di vedere sparire un mondo nel quale anch&#039;io ho creduto. Poi mi dico: forse la ruota della storia ha già cominciato a girare nel senso opposto. E i superbi califfi del Pidì e delle altre parrocchie rosse non se ne sono accorti. Ripenso al meeting di Rimini e concludo: maledetti ciellini, ci sconfiggerete. Anzi ci avete già battuti. Come diceva la favola del cavaliere che combatteva senza accorgersi di essere già morto? È il caso della sinistra di oggi. Speriamo che i vincitori ci offrano almeno l&#039;onore delle armi.

2)

Dopo la festa guai in vista. Da quella del Partitone rosso del &#039;92 a Reggio Emilia i rompiballe doc esclusi dalle messe cantate del PD.

Achille Occhetto al congresso del Pci (1990)Un tempo l&#039;essere invitato alla Festa nazionale dell&#039;Unità era un grande onore per un giornalista. Più ti consideravano uno spaccapalle, più ti invitavano. Il vecchio Pci non temeva il confronto con la stampa borghese. Anche il Pds uscito dal dramma del 1989 aveva ereditato la stessa voglia di mostrarsi liberal. E così accadde quello che vi racconterò. Era il settembre 1992 e pure gli eredi del Partitone Rosso si trovavano sotto il torchio di Mani Pulite. All&#039;inizio di luglio, Achille Occhetto, segretario del partito, era corso a Milano per due roventi assemblee di iscritti. Gli rinfacciavano le tangenti incassate da alcuni dirigenti ambrosiani. In entrambi i casi, il povero Baffo di Ferro si difese, sgomento: &quot;Vi giuro che non sapevo nulla di quello che accadeva qui!&quot;. Trascorsero due mesi e andai a Reggio Emilia dove si svolgeva la Festa nazionale. Ero stato precettato per un dibattito dal tema gommoso: &#039;Questione morale e partiti&#039;. Avevo al mio fianco Antonio Bassolino, mentre il moderatore era Gad Lerner. Mi sentivo in libera uscita dal lavoro all&#039;&#039;Espresso&#039;. E volevo godermi un giorno di vacanza. Non avevo premeditato nulla, tanto meno contro Occhetto. Mi stava simpatico. E durante la svolta della Bolognina, quando cambiò il nome al Pci, m&#039;ero sentito dalla sua parte. La sera dell&#039;8 settembre 1992 ci ascoltava la solita grandissima folla. Ispirandosi al calendario, Lerner mi chiese di parlare dell&#039;8 settembre dei partiti nel terremoto di Mani Pulite. Visto che eravamo ospiti del Pds, parlai del padrone di casa. Occhetto sosteneva di non sapere delle tangenti milanesi intascate dai suoi. Se diceva la verità, Baffo di Ferro s&#039;era dimostrato un ingenuo al cubo. Se mentiva e sapeva tutto, era un gran bugiardo. Ma in entrambi i casi doveva dimettersi da segretario. Perché un partito come il Pds non poteva essere guidato da uno sciocco o da un mentitore.


Mi aspettavo una tempesta di fischi, di urla, di insulti. E invece, con mia grande meraviglia, venni avvolto da una tempesta di applausi. Insomma, tutto il pubblico della Festa era d&#039;accordo con quel provocatore di Pansa. La bolgia durò un bel po&#039;. Gli altri partecipanti al dibattito erano rimasti spiazzati. Bassolino tentò una difesa del partito, urlando: &quot;Ci sono anche nostre responsabilità, però non possiamo essere messi sullo stesso piano della Dc e del Psi!&quot;. Ma la frittata era fatta. A dibattito concluso, andammo in un ristorante della Festa a mangiare l&#039;erbazzone reggiano: sfoglia salata ripiena di spinaci. Quando ci salutammo, Bassolino mi ringhiò in un orecchio: &quot;Così Achille impara a dar retta ai consigli di Scalfari e tuoi. Io me li ricordo gli articoli che scrivevi su &#039;Repubblica&#039; nel novembre del 1989: vai avanti, Occhetto, avanti nel tuo azzardo!&quot;. La mattina seguente, prima dell&#039;alba, Piero Fassino venne svegliato da una telefonata furente di Achille: &quot;Hai sentito che cosa ha fatto il tuo amico Pansa alla Festa dell&#039;Unità?&quot;. Ma Piero non sapeva nulla. Allora, con voce strozzata, Baffo di Ferro gridò: &quot;Ha chiesto le mie dimissioni! E il pubblico si è alzato in piedi ad applaudirlo! Basta: non andrò più a Reggio Emilia a concludere la festa&quot;. Sempre quella mattina, Walter Veltroni, direttore dell&#039;&#039;Unità&#039;, si era preso un giorno di vacanza con la moglie, a Venezia: voleva godersi un pezzettino del Festival del cinema. Aveva appena posato la valigia in albergo che lo chiamarono dal giornale. E gli chiesero di rientrare subito a Roma perché Occhetto minacciava sfracelli. Achille sospettava una manovra per distruggere la sua immagine. Un complotto ordito dal maledetto Massimo D&#039;Alema, con la complicità di quel manigoldo di Pansa, finto tifoso di Baffo di Ferro. Con lentezza, le acque si calmarono. E Occhetto venne convinto a tenere il discorso di chiusura della Festa.Ve lo immaginate un giornalista che, alla Festa nazionale del PD, in corso a Firenze, chieda le dimissioni di SuperWalter perché non sa tenere insieme il nuovo partito? Io no. I Rompiballe Doc sono stati esclusi da tutte le messe cantate alla Fortezza da Basso. E se c&#039;è da fare il viso feroce, bisogna puntare soltanto sul Caimano di governo e i suoi ministri, invitati alla Festa perché facciano i pupazzi da piattonare con lo spadone. Ma questo mi pare il riflesso di una grande insicurezza del Pidì. E del timore che, una volta finita la Festa, cominci una stagione di guai per Veltroni e C. Tempi duri all&#039;orizzonte. Speriamo di essere sempre qui a raccontarli, con la solita schiettezza.

3)
Il regime di Ecce Bombo. L&#039;allarme di Nanni Moretti sull&#039;assenza di opinione pubblica? È il vizio della sinistra che bolla di fascismo chi non la pensa come lei.

Dal Festival del cinema di Locarno, Nanni Moretti ha lanciato un allarme: in Italia l&#039;opinione pubblica non esiste più. A sentir lui, lo dimostrano una serie di fatti: primo fra tutti il ritorno di Silvio Berlusconi al governo fra l&#039;indifferenza degli italiani, che non s&#039;indignano per i conflitti d&#039;interesse del Caimano e per il suo strapotere nei media televisivi. L&#039;allarme di Moretti mi fa sorridere. E mi obbliga a domandarmi dove viva il nostro celebre regista. Forse a Roma, ma rinchiuso in uno studio cinematografico con quattro amici che la pensano come lui. Oppure ha scelto di stare in qualche paese lontano, da dove l&#039;Italia non si scorge più. Se Moretti andasse in giro per il nostro paese, si renderebbe conto subito di una verità: l&#039;opinione pubblica non soltanto non è scomparsa, ma si è moltiplicata e parla i linguaggi più diversi. Esiste sempre quella della sinistra radicale, rimasta fuori dal Parlamento, però assai attiva e incavolata nelle sedi di almeno tre partiti e nelle piazze. C&#039;è sempre l&#039;opinione di centro-sinistra, anche se oggi appare la più disorientata per la sconfitta elettorale e per il caos che logora il partito di riferimento, il povero Pidì di Walter Veltroni. C&#039;è l&#039;opinione pubblica di centro-destra, molto forte perché i suoi leader politici sono ritornati al governo con l&#039;eterno Berlusconi. Ma anch&#039;essa tormentata dai messaggi contraddittori che riceve. L&#039;ultimo riguarda l&#039;abolizione dell&#039;Ici. Questa tassa deve tornare, strilla la Lega. No, l&#039;Ici l&#039;abbiamo salutata e non ritornerà più, giurano il Pdl e An. E infine c&#039;è l&#039;opinione pubblica di destra. È sempre esistita, ma sino a qualche anno fa se ne restava in silenzio. Adesso parla, legge, discute, si difende e attacca, come fanno tutte le opinioni pubbliche nelle grandi democrazie. Per rendersene conto, è sufficiente partecipare a incontri pubblici che non siano le vecchie Feste dell&#039;Unità o del Pd, come si chiamano oggi: recinti chiusi, dominati da un razzismo intellettuale sempre più stantio e sterile. Questa opinione di destra tutela anche la propria memoria storica, che non si sta affatto dissolvendo, checchè ne pensi e ne scriva
SuperWalter. Tornando all&#039;argomento di Moretti, il suo difetto sta nel manico. Ossia nella convinzione che l&#039;unica opinione pubblica a contare sia quella contraria al Caimano. Anche più di un giornale e parecchi opinionisti la pensano così. Ma proprio questo è l&#039;errore più grande. E nasce dal riflesso condizionato di una concezione autoritaria della democrazia. In nessun paese libero sarebbe possibile sostenere il principio che ha diritto di cittadinanza un solo modo di pensare. Succede così soltanto negli Stati illiberali. Ed è successo così nell&#039;Europa del Novecento, prima nella Russia comunista, poi nell&#039;Italia fascista e nella Germania nazista. Mi guardo bene dal dare a Moretti del cripto-fascista, ossia del fascista nascosto e in abito simulato. Innanzitutto perché non lo è e non lo è mai stato. Poi perché l&#039;accusa di fascismo non ha più forza, visto l&#039;abuso che se ne sta facendo. Identico all&#039;abuso della parola regime. Per molte famose teste d&#039;uovo delle tante sinistre, tutto ciò che non coincide con la loro visione del mondo è fascismo. Persino la presenza di un po&#039; di soldati nelle città dove il crimine è più diffuso diventa la prova che le Brigate Nere sono tornate, pronte a torturarci. E la gente che applaude ai militari è soltanto popolo bue, che ha portato il cervello all&#039;ammasso per ordine delle tivù di Berlusconi. Potrà sembrare una forma di contrappasso, però tanti intellettuali antifascisti si stanno impiccando da soli all&#039;albero fantasma del fascismo. Anche perché dimenticano la regola numero uno di chi usa l&#039;intelletto: chiamare le cose con il nome giusto, come ha ricordato Luca Ricolfi in un importante articolo sulla &#039;Stampa&#039; del 15 agosto. Non intendono farlo per pigrizia culturale, per vanità faziosa, per ottusità politica? Peggio per loro. Saranno sempre meno credibili. E soprattutto rischieranno di fare la fine del personaggio di un celebre film di Moretti. Ve lo rammentate &#039;Ecce Bombo&#039;, del 1978, l&#039;esordio di Moretti nel cinema professionale? C&#039;era una figura indimenticabile: la sessantottina smonata che ripeteva &quot;Giro, vedo gente, faccio cose&quot;. Ecco, cari amici che paventate un nuovo Mussolini: girate e vedete un po&#039; di gente, ma di quella che non vi somiglia. Vi renderete conto che il regime di Ecce Bombo è la più sgangherata fra le trappole per i vostri sacri lombi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Distinte Chiara e Francesca,</p>
<p>in relazione a quanto detto sopra vorrei riportarvi un paio di articoli scritti da Giampaolo Pansa, vice direttore dell&#8217;Espresso e una delle menti più lucide della sinistra italiana, perchè leggendo quello che scrivete su MC ho l&#8217;impressione che la sinistra non si renda conto degli errori che sta facendo. Solo comprendendo e correggendo i suoi errori la sinistra può sperare di vincere le prossime elezioni.<br />
Ti riporto questi tre articoletti di Pansa perchè credo che spieghino molte cose che abbiamo detto sopra. Più volte ti ho detto che per farti capire perchè la sinistra sia quella che porta le maggiori responsabilità del declino italiano mi ci vorrebbero tante ore. Gli articoli che riporto sotto in pochi minuti possono far capire molte cose.</p>
<p>Ciao e un bacio a tutte e due.</p>
<p>1)<br />
Quel meeting ci batterà. La ruota della storia ha cominciato a girare nel senso opposto. Solo i califfi del Pd non se ne sono accorti .</p>
<p>Berlusconi al Meeting di Comunione e liberazione a Rimini. Al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini c&#8217;ero andato molti anni fa. Era l&#8217;agosto del 1986 e dovevo discutere di informazione con Enzo Biagi, il moderatore era Robi Ronza. In seguito mi avevano invitato altre volte, ma per qualche motivo non ero riuscito a tornarci. Quest&#8217;anno ho accettato e il 27 agosto ho risposto alle domande di Alberto Savorana, il portavoce di Cl. Il tema dell&#8217;incontro recitava &#8216;La passione per la storia&#8217; e lo scopo era discutere dei miei libri sulla guerra civile italiana. Il primo choc è stato di trovarmi di fronte a una platea di mille persone, venute per capire che tipo sono. E molte altre mi aspettavano fuori da quel salone strapieno, per ringraziarmi, per stringermi la mano, per incitarmi ad andare avanti. Che scoperte ho fatto quella sera e il giorno successivo, nel vagare per il Meeting? Soprattutto tre. La prima che lì c&#8217;era un popolo, ossia una folla sterminata di gente comune, però non qualunque. Spesso di condizioni modeste e a famiglie intere. E tutti avevano nel cuore il desiderio di stare insieme, ma anche di incontrare persone diverse da loro. La seconda scoperta è stata che questa gente non ti chiedeva da dove venivi, ma voleva soltanto comprendere dove stavi andando.Nessuno mi ha fatto l&#8217;analisi del mio sangue politico. Nessuno mi ha chiesto per chi avevo votato. Nessuno mi ha domandato se preferivo Berlusconi o Veltroni. Erano soltanto interessati a sapere perché avevo scritto quei libri, che cosa mi aveva mosso a fare quel passo e se intendevo proseguire lungo quella strada. Era il mio percorso umano che volevano scrutare, con lo sguardo attento dell&#8217;amicizia: il mio viaggio alla ricerca della verità e di me stesso. E ogni volta mi sono sentito ascoltato e mai giudicato. Non mi era mai successo.La terza scoperta sono stati i giovani che lavoravano al Meeting, dalla mattina sino a tarda sera. Confesso che non voglio mai occuparmi dei giovani. La mia distanza da loro è ormai troppo grande, e non solo a causa dell&#8217;età. A Rimini ne ho incontrati un esercito. Erano più di 3 mila per far girare al meglio la macchina. Tutti volontari, tutti venuti a loro spese. Luigi Amicone, il direttore del settimanale &#8216;Tempi&#8217;, mi ha raccontato che ne erano arrivati 14 dal lontanissimo Kazakistan, stretto fra Russia e Cina. Pagandosi il viaggio e soltanto per pulire i bagni. Nell&#8217;osservare il mondo del Meeting mi sono ricordato del vecchio motto di un presidente francese: François Mitterrand. Aveva vinto le elezioni con lo slogan: &#8216;Una calma forza tranquilla&#8217;. Anche i ciellini sono così. E anche per questo vinceranno. Diventando sempre più forti in un&#8217;Italia nevrotica che non crede in niente, strozzata dal relativismo, senza più passioni o aggrappata a brandelli di passioni consunte che non sono più una bandiera. Uno che l&#8217;ha capito subito è un&#8217;astuta eccellenza del Partito Democratico: Ugo Sposetti, già tesoriere dei Ds e grande esperto delle vecchie Feste dell&#8217;Unità. Quando è arrivato al Meeting, ha iniziato a girare, a guardare, ad ascoltare. E ha concluso: &#8220;Devo ammetterlo, siete più bravi di noi. Per vedere la nuova Festa dell&#8217;Unità bisogna venire da voi a Rimini&#8221;. A qualche ciellino si sarà accapponata la pelle nel sentir paragonare il Meeting alle defunte feste comuniste. Ma Sposetti ha visto giusto. Proviamo a pensare alla Festa nazionale del Pidì a Firenze. Quasi tutte le sere, per capire che roba sia, mi guardo Nessuno tv che fa le dirette dei dibattiti alla Fortezza da Basso. Se fossi Veltroni oscurerei quell&#8217;emittente. E rinuncerei a metter su la tivù del partito. Che strazio il cabaret dei sopravvissuti! Vecchie facce che danno aria ai denti per dimostrare di essere in vita. Litanie logore, spesso urlate di fronte a molte sedie vuote o ai volti annoiati di militanti più anziani di me.Mi godo lo spettacolo con un sentimento doppio. La maligna goduria di aver fatto bene ad avere cattivi pensieri sulla sorte delle sinistre italiane. E l&#8217;angoscia di vedere sparire un mondo nel quale anch&#8217;io ho creduto. Poi mi dico: forse la ruota della storia ha già cominciato a girare nel senso opposto. E i superbi califfi del Pidì e delle altre parrocchie rosse non se ne sono accorti. Ripenso al meeting di Rimini e concludo: maledetti ciellini, ci sconfiggerete. Anzi ci avete già battuti. Come diceva la favola del cavaliere che combatteva senza accorgersi di essere già morto? È il caso della sinistra di oggi. Speriamo che i vincitori ci offrano almeno l&#8217;onore delle armi.</p>
<p>2)</p>
<p>Dopo la festa guai in vista. Da quella del Partitone rosso del &#8217;92 a Reggio Emilia i rompiballe doc esclusi dalle messe cantate del PD.</p>
<p>Achille Occhetto al congresso del Pci (1990)Un tempo l&#8217;essere invitato alla Festa nazionale dell&#8217;Unità era un grande onore per un giornalista. Più ti consideravano uno spaccapalle, più ti invitavano. Il vecchio Pci non temeva il confronto con la stampa borghese. Anche il Pds uscito dal dramma del 1989 aveva ereditato la stessa voglia di mostrarsi liberal. E così accadde quello che vi racconterò. Era il settembre 1992 e pure gli eredi del Partitone Rosso si trovavano sotto il torchio di Mani Pulite. All&#8217;inizio di luglio, Achille Occhetto, segretario del partito, era corso a Milano per due roventi assemblee di iscritti. Gli rinfacciavano le tangenti incassate da alcuni dirigenti ambrosiani. In entrambi i casi, il povero Baffo di Ferro si difese, sgomento: &#8220;Vi giuro che non sapevo nulla di quello che accadeva qui!&#8221;. Trascorsero due mesi e andai a Reggio Emilia dove si svolgeva la Festa nazionale. Ero stato precettato per un dibattito dal tema gommoso: &#8216;Questione morale e partiti&#8217;. Avevo al mio fianco Antonio Bassolino, mentre il moderatore era Gad Lerner. Mi sentivo in libera uscita dal lavoro all&#8221;Espresso&#8217;. E volevo godermi un giorno di vacanza. Non avevo premeditato nulla, tanto meno contro Occhetto. Mi stava simpatico. E durante la svolta della Bolognina, quando cambiò il nome al Pci, m&#8217;ero sentito dalla sua parte. La sera dell&#8217;8 settembre 1992 ci ascoltava la solita grandissima folla. Ispirandosi al calendario, Lerner mi chiese di parlare dell&#8217;8 settembre dei partiti nel terremoto di Mani Pulite. Visto che eravamo ospiti del Pds, parlai del padrone di casa. Occhetto sosteneva di non sapere delle tangenti milanesi intascate dai suoi. Se diceva la verità, Baffo di Ferro s&#8217;era dimostrato un ingenuo al cubo. Se mentiva e sapeva tutto, era un gran bugiardo. Ma in entrambi i casi doveva dimettersi da segretario. Perché un partito come il Pds non poteva essere guidato da uno sciocco o da un mentitore.</p>
<p>Mi aspettavo una tempesta di fischi, di urla, di insulti. E invece, con mia grande meraviglia, venni avvolto da una tempesta di applausi. Insomma, tutto il pubblico della Festa era d&#8217;accordo con quel provocatore di Pansa. La bolgia durò un bel po&#8217;. Gli altri partecipanti al dibattito erano rimasti spiazzati. Bassolino tentò una difesa del partito, urlando: &#8220;Ci sono anche nostre responsabilità, però non possiamo essere messi sullo stesso piano della Dc e del Psi!&#8221;. Ma la frittata era fatta. A dibattito concluso, andammo in un ristorante della Festa a mangiare l&#8217;erbazzone reggiano: sfoglia salata ripiena di spinaci. Quando ci salutammo, Bassolino mi ringhiò in un orecchio: &#8220;Così Achille impara a dar retta ai consigli di Scalfari e tuoi. Io me li ricordo gli articoli che scrivevi su &#8216;Repubblica&#8217; nel novembre del 1989: vai avanti, Occhetto, avanti nel tuo azzardo!&#8221;. La mattina seguente, prima dell&#8217;alba, Piero Fassino venne svegliato da una telefonata furente di Achille: &#8220;Hai sentito che cosa ha fatto il tuo amico Pansa alla Festa dell&#8217;Unità?&#8221;. Ma Piero non sapeva nulla. Allora, con voce strozzata, Baffo di Ferro gridò: &#8220;Ha chiesto le mie dimissioni! E il pubblico si è alzato in piedi ad applaudirlo! Basta: non andrò più a Reggio Emilia a concludere la festa&#8221;. Sempre quella mattina, Walter Veltroni, direttore dell&#8221;Unità&#8217;, si era preso un giorno di vacanza con la moglie, a Venezia: voleva godersi un pezzettino del Festival del cinema. Aveva appena posato la valigia in albergo che lo chiamarono dal giornale. E gli chiesero di rientrare subito a Roma perché Occhetto minacciava sfracelli. Achille sospettava una manovra per distruggere la sua immagine. Un complotto ordito dal maledetto Massimo D&#8217;Alema, con la complicità di quel manigoldo di Pansa, finto tifoso di Baffo di Ferro. Con lentezza, le acque si calmarono. E Occhetto venne convinto a tenere il discorso di chiusura della Festa.Ve lo immaginate un giornalista che, alla Festa nazionale del PD, in corso a Firenze, chieda le dimissioni di SuperWalter perché non sa tenere insieme il nuovo partito? Io no. I Rompiballe Doc sono stati esclusi da tutte le messe cantate alla Fortezza da Basso. E se c&#8217;è da fare il viso feroce, bisogna puntare soltanto sul Caimano di governo e i suoi ministri, invitati alla Festa perché facciano i pupazzi da piattonare con lo spadone. Ma questo mi pare il riflesso di una grande insicurezza del Pidì. E del timore che, una volta finita la Festa, cominci una stagione di guai per Veltroni e C. Tempi duri all&#8217;orizzonte. Speriamo di essere sempre qui a raccontarli, con la solita schiettezza.</p>
<p>3)<br />
Il regime di Ecce Bombo. L&#8217;allarme di Nanni Moretti sull&#8217;assenza di opinione pubblica? È il vizio della sinistra che bolla di fascismo chi non la pensa come lei.</p>
<p>Dal Festival del cinema di Locarno, Nanni Moretti ha lanciato un allarme: in Italia l&#8217;opinione pubblica non esiste più. A sentir lui, lo dimostrano una serie di fatti: primo fra tutti il ritorno di Silvio Berlusconi al governo fra l&#8217;indifferenza degli italiani, che non s&#8217;indignano per i conflitti d&#8217;interesse del Caimano e per il suo strapotere nei media televisivi. L&#8217;allarme di Moretti mi fa sorridere. E mi obbliga a domandarmi dove viva il nostro celebre regista. Forse a Roma, ma rinchiuso in uno studio cinematografico con quattro amici che la pensano come lui. Oppure ha scelto di stare in qualche paese lontano, da dove l&#8217;Italia non si scorge più. Se Moretti andasse in giro per il nostro paese, si renderebbe conto subito di una verità: l&#8217;opinione pubblica non soltanto non è scomparsa, ma si è moltiplicata e parla i linguaggi più diversi. Esiste sempre quella della sinistra radicale, rimasta fuori dal Parlamento, però assai attiva e incavolata nelle sedi di almeno tre partiti e nelle piazze. C&#8217;è sempre l&#8217;opinione di centro-sinistra, anche se oggi appare la più disorientata per la sconfitta elettorale e per il caos che logora il partito di riferimento, il povero Pidì di Walter Veltroni. C&#8217;è l&#8217;opinione pubblica di centro-destra, molto forte perché i suoi leader politici sono ritornati al governo con l&#8217;eterno Berlusconi. Ma anch&#8217;essa tormentata dai messaggi contraddittori che riceve. L&#8217;ultimo riguarda l&#8217;abolizione dell&#8217;Ici. Questa tassa deve tornare, strilla la Lega. No, l&#8217;Ici l&#8217;abbiamo salutata e non ritornerà più, giurano il Pdl e An. E infine c&#8217;è l&#8217;opinione pubblica di destra. È sempre esistita, ma sino a qualche anno fa se ne restava in silenzio. Adesso parla, legge, discute, si difende e attacca, come fanno tutte le opinioni pubbliche nelle grandi democrazie. Per rendersene conto, è sufficiente partecipare a incontri pubblici che non siano le vecchie Feste dell&#8217;Unità o del Pd, come si chiamano oggi: recinti chiusi, dominati da un razzismo intellettuale sempre più stantio e sterile. Questa opinione di destra tutela anche la propria memoria storica, che non si sta affatto dissolvendo, checchè ne pensi e ne scriva<br />
SuperWalter. Tornando all&#8217;argomento di Moretti, il suo difetto sta nel manico. Ossia nella convinzione che l&#8217;unica opinione pubblica a contare sia quella contraria al Caimano. Anche più di un giornale e parecchi opinionisti la pensano così. Ma proprio questo è l&#8217;errore più grande. E nasce dal riflesso condizionato di una concezione autoritaria della democrazia. In nessun paese libero sarebbe possibile sostenere il principio che ha diritto di cittadinanza un solo modo di pensare. Succede così soltanto negli Stati illiberali. Ed è successo così nell&#8217;Europa del Novecento, prima nella Russia comunista, poi nell&#8217;Italia fascista e nella Germania nazista. Mi guardo bene dal dare a Moretti del cripto-fascista, ossia del fascista nascosto e in abito simulato. Innanzitutto perché non lo è e non lo è mai stato. Poi perché l&#8217;accusa di fascismo non ha più forza, visto l&#8217;abuso che se ne sta facendo. Identico all&#8217;abuso della parola regime. Per molte famose teste d&#8217;uovo delle tante sinistre, tutto ciò che non coincide con la loro visione del mondo è fascismo. Persino la presenza di un po&#8217; di soldati nelle città dove il crimine è più diffuso diventa la prova che le Brigate Nere sono tornate, pronte a torturarci. E la gente che applaude ai militari è soltanto popolo bue, che ha portato il cervello all&#8217;ammasso per ordine delle tivù di Berlusconi. Potrà sembrare una forma di contrappasso, però tanti intellettuali antifascisti si stanno impiccando da soli all&#8217;albero fantasma del fascismo. Anche perché dimenticano la regola numero uno di chi usa l&#8217;intelletto: chiamare le cose con il nome giusto, come ha ricordato Luca Ricolfi in un importante articolo sulla &#8216;Stampa&#8217; del 15 agosto. Non intendono farlo per pigrizia culturale, per vanità faziosa, per ottusità politica? Peggio per loro. Saranno sempre meno credibili. E soprattutto rischieranno di fare la fine del personaggio di un celebre film di Moretti. Ve lo rammentate &#8216;Ecce Bombo&#8217;, del 1978, l&#8217;esordio di Moretti nel cinema professionale? C&#8217;era una figura indimenticabile: la sessantottina smonata che ripeteva &#8220;Giro, vedo gente, faccio cose&#8221;. Ecco, cari amici che paventate un nuovo Mussolini: girate e vedete un po&#8217; di gente, ma di quella che non vi somiglia. Vi renderete conto che il regime di Ecce Bombo è la più sgangherata fra le trappole per i vostri sacri lombi.</p>
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		<title>Di: Iniquo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32423</link>
		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 16:40:01 +0000</pubDate>
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		<description>Piccolo appunto: nella madrasse ci sono lo stesso tipo di persone che frequentano le scuole degli Ebrei ortodossi in Israele, cioè integralisti religiosi. Quindi se voglio andare a pescare criminali da manovrare è facile che vadano lì, ma non è un passaggio obbligato.

Grosso appunto: vestirsi con il velo integrale (la tua espressione è fastidiosa come lo sarebbe la mia se definissi i preti &quot;travestiti con la gonna&quot;) non viola alcuna legge e se ce ne fosse una che volesse impedirlo essa contrasterebbe con l&#039;art 19 della Costituzione.
Poi insisti con le costumanze arcaiche, ma io ti posso tranquillamente rispondere che vedere i flagellanti cattolici scannarsi a sangue sulla pubblica viva è anche barbara e vomitevole come usanza, usare una bambina da ergere vestita da Madonna a 15 metri di altezza è criminale...

Visto che facciamo il gioco delle cose che sfuggono, a te sfugge che la libertà religiosa comporta la possibilità alla gente di agghindarsi come meglio crede purché non contrasti con il buon costume (sempre art. 19 della Costituzione). 
E per l&#039;ennesima volta: no, portare il burqa non è assimilabile al mascherarsi per nascondere l&#039;identità, altrimenti non si spiega perchè d&#039;inverno non mi fermino quando il vento gelido mi fa tirare su la sciarpa sul volto o come mai non fanno togliere alla gente quegli occhialoni da sole enormi (brutti secondo me) che coprono mezza faccia. Se aggiungi a queste annotazioni il fatto che è espressione di una credenza religiosa ed in quanto tale tutelata dalla Costituzione troverai difficile contestarne la legittimità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Piccolo appunto: nella madrasse ci sono lo stesso tipo di persone che frequentano le scuole degli Ebrei ortodossi in Israele, cioè integralisti religiosi. Quindi se voglio andare a pescare criminali da manovrare è facile che vadano lì, ma non è un passaggio obbligato.</p>
<p>Grosso appunto: vestirsi con il velo integrale (la tua espressione è fastidiosa come lo sarebbe la mia se definissi i preti &#8220;travestiti con la gonna&#8221;) non viola alcuna legge e se ce ne fosse una che volesse impedirlo essa contrasterebbe con l&#8217;art 19 della Costituzione.<br />
Poi insisti con le costumanze arcaiche, ma io ti posso tranquillamente rispondere che vedere i flagellanti cattolici scannarsi a sangue sulla pubblica viva è anche barbara e vomitevole come usanza, usare una bambina da ergere vestita da Madonna a 15 metri di altezza è criminale&#8230;</p>
<p>Visto che facciamo il gioco delle cose che sfuggono, a te sfugge che la libertà religiosa comporta la possibilità alla gente di agghindarsi come meglio crede purché non contrasti con il buon costume (sempre art. 19 della Costituzione).<br />
E per l&#8217;ennesima volta: no, portare il burqa non è assimilabile al mascherarsi per nascondere l&#8217;identità, altrimenti non si spiega perchè d&#8217;inverno non mi fermino quando il vento gelido mi fa tirare su la sciarpa sul volto o come mai non fanno togliere alla gente quegli occhialoni da sole enormi (brutti secondo me) che coprono mezza faccia. Se aggiungi a queste annotazioni il fatto che è espressione di una credenza religiosa ed in quanto tale tutelata dalla Costituzione troverai difficile contestarne la legittimità.</p>
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		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/informazione/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/#comment-32399</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 15:33:42 +0000</pubDate>
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		<description>Touchè.
Comunque il mio non voleva essere un appunto ma un consiglio.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Touchè.<br />
Comunque il mio non voleva essere un appunto ma un consiglio.<br />
Ciao</p>
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