Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Il Terremoto in Giappone e le Centrali Nucleari in Italia" è stato scritto da dellefragilicose
In queste ore, giornali on line e social network hanno scoperto che i terremoti possono distruggere una centrale nucleare. Ma no! Possibile? Eppure ero convinto che una centrale nucleare fosse indistruttibile ed eterna. Non è così? Apperò, ma guarda lì che sorpresa.
Sempre sui social network, facebook giusto per fare i nomi (ormai facebook è diventato una sorta di sondaggio permanente su quello che turba, preoccupa, entusiasma, arrapa, incazza l’opinione pubblica. Se sei uno di quelli che ancora si ciba dei sondaggi di Mannheimer & Co. facci un pensierino) qualche settimana fa è stata molto popolare la scena di Berlusconi che baciava la mano a Gheddafi. I commenti erano i più disparati: che umiliazione, che vergogna, che schifo, ecc. ecc.
Ora sembra che Gheddafi non sia tanto vicino alla fine, anzi, uno dei suoi figli ha detto che dopo il ritorno della pace in Libia, l’Italia pagherà il fio della sua fellonia ( i figli di Gheddafi hanno un debole per l’italiano medioevale) con la negazione ad perpetuum delle forniture di petrolio e gas.
Ovviamente, se Berlusconi ribaciasse la mano a Gheddafi per ottenere il suo perdono, su facebook ci sarebbe la rivoluzione (a chiacchiere, sempre a chiacchiere).

Tiriamo le somme: il nucleare no, perché le centrali si possono rompere (apperò, chi l’avrebbe mai detto); il baciamano al redivivo Gheddafi manco per idea che è uno schifo, un’umiliazione, una vergogna, ecc. Visto che tutti, nonostante i buoni propositi, continuiamo a bruciare energia senza controllo, non fosse altro per star collegati a facebook, rimane solo il problema di capire dove procurarsela. Una sciocchezzuola.
Ora, gli effetti di un reattore nucleare fuori controllo oggettivamente mi terrorizzano. Se sapessi che tra 10 anni mi aprirà una centrale sotto casa la considererei una vera e propria disgrazia. Gheddafi, con tutto il suo armamentario, mi fa schifo senza mezzi termini, anche se non ci sono state le fosse comuni (la bufala è spiegata qui), quel regime è orribile. Eppure, una soluzione per l’energia va trovata e subito. Dal petrolio e dal gas, per ora, non si sfugge e se Belusconi fosse disposto a farlo, dovremmo chiedergli di baciare Gheddafi con la lingua, se servisse. Le rinnovabili (come potete leggere in questa inchiesta di MC curata da un ottimo collaboratore ormai passato a miglior vita (non ti arrabbiare, porta bene) ), possono aiutare, ma la vera soluzione è nel risparmio, nella razionalizzazione e soprattutto nel cambio di stile di vita.
In questo senso posso offrire una testimonianza personale, per quello che vale. Ho cambiato lavoro e città da qualche mese. Qui dove mi trovo adesso, la gente usa molto la bicicletta, tende a non utilizzare gli ascensori, produce meno immondizia risparmiando sugli imballaggi e, generalmente, tiene le luci spente quando non serve tenerle accese (ad esempio nelle toilette pubbliche).
Per evitare centrali nucleari e baci francesi a Gheddafi dovremmo inevitabilmente cambiare tutti stile di vita, ma questo, si sa, è più difficile di cambiare l’immaginetta del profilo su facebook o di condividere l’ennesimo articolo sul contro il nucleare e Chicco Testa.

qualche anno fa, in fila con la mia bambina per vedere Oetzi a Bolzano, una socievole coppia di indigeni riconosce la nostra cadenza campana e comincia:”Ah, siete napoletani?” Annuisco, ormai non lo specifico quasi più che sono salernitano. “Che bella Napoli, ti ricordi, cara, la Costiera Amalfitana, il fiordo di Furore, poi, indimenticabile”. Se l’erano girata parecchio la Campania, oltre a Capri, Ischia, Pompei, Paestum conoscevano pure il Museo Archeologico e la Certosa di Padula. “Capisco il lavoro, ma come fa uno cresciuto in quei posti ad andarsene a vivere al nord?” Sa, gli dico, se avessi potuto scegliere forse avrei preferito vivere a Bolzano e andare in vacanza in Campania. Ci sono quasi rimasti male. Mi dirai, ma tutto questo che c’azzecca? E’ che notavo uno scongelamento (si parlava di Oetzi) nei tuoi rapporti con Luna. Si comincia così, con l’apprezzarne il senso civico, poi prima che il gallo canti…
Sarà, caro concittadino, sarà come dici tu o forse uno cerca solo di farsene una ragione.
Certo è che l’asilo dove andrà mia figlia è splendido e non ha niente a che fare con quello di Merdiconda dove il destino l’aveva proiettata prima che io dessi la sterzata, certo è che il 6 che passa qui è molto più puntuale e pulito del cucù settè che passa per il centro sociale, certo è che qui al catasto non si fa fila e l’impiegato ti compila il modulo al posto tuo, ecc, ecc.
Però, e tu mi puoi capire sicuramente, a me ora anche leggere il tuo nick mi porta nostalgia, perché mi ricorda quella cacchio di strada piena di macchine in doppia fila e lorda di merda di cane, ma che porta a quel balcone infinito che si affaccia oltre l’Agip e il mac donald.
Poi, anche l’ecologia rompe il cazzo. Il mio ufficio si affaccia su un lungo corridoio senza finestre con la luce sempre spenta. La logica sarebbe che uno accende la luce solo quando lo percorre, ma in genere te ne ricordi solo quando sei a metà e lo percorri arrangiandoti con la luce che c’è e samadonnando. Ma mai quando smadonni ogni volta che devi fare una cazzo di fotocopia e la macchina è sempre, inevitabilmente spenta e ti tocca aspettare che scaldi.
In compenso, per gli ascensori non si aspetta mai. Li prendono solo quelli con la sedia a rotelle non attrezzata per salire le scale e gli uomini di mezza età che provengono da Salerno.
A proposito, io per i primi giorni ho indossato una specie di badge con la scritta “Sono salernitano, non è colpa mia se parlo così”.
La foto si riferisce all’incendio della raffineria, non all’esplosione della centrale nucleare.
Riguardo allo stile di vita, penso che in circolazione ci sia un modo distorto di intendere il risparmio energetico. Giusto ieri sera mi sono imbattuto in un distinto signore secondo cui il maggior risparmio di benzina e di scarpe si consegue parcheggiando l’auto, in divieto di sosta con intralcio, a soli dieci metri dall’entrata del cinema in quanto l’abbondanza di posti regolamentari si trova all’astronomica distanza di cinquanta metri (50, non 500!). Mi chiedo a quale tipo di risparmio pensasse il signore quando ha acquistato l’auto, una sportiva tremila di cilindrata che ciuccia un litro di benzina ogni manciata di chilometri.
Beh, quella del signore di cui parli sembra solo ottusa furbizia.
Per costruire e mettere in funzione una centrale nuclera ci vogliono molto più di 10 anni. Comunque sia in quel lasso di tempo se le “energie mentali” venissero coinvogliate nel cercare una soluzione meno drastica, forse per allora potremmo disporre di altre fonte di energia meno pericolose.
Che le energie rinnovabili sono costose è vero, ma sono le industrie a far si che lo siano. Cento Anni fa anche le auto a benzina erano costose, ma la produzione di massa e il crescente benessere hanno permesso una loro diffusione graduale a quasi tutti i ceti sociali.
Io sono sicuro che l’alternativa a tutto questo esiste, ma attualmente al mondo ci sono troppe persone che non si farebbero troppi scrupoli a ricavare profitto dalla loro stessa morte.
Sì è vero. Ogni tecnologia ha un costo di avviamento. E’ per questo che la politica, su certe scelte, dovrebbe avere un primato sull’economia.
Ovviamente, scelte conservative dovrebbero imporre dei sacrifici sui consumi e sulla capacità produttiva.
Siamo sicuri che tutti saremmo disposti a pagarli? Siamo tutti ecologisti, ma se si tratta di lasciare la macchina in garage, scattano immediatamente le proteste.
Tornando al nucleare, se la scelta è semplicemente tra la mia auto e la mia vita, preferisco andare in bicicletta fino alla fine dei miei giorni, piuttosto che morire per un esplosione nucleare(o peggio ancora sopravvivere ad essa e pagarne le conseguenze) .
Consiglio questa lettura che offre molti spunti di discussione interessanti. Ah no, ma se Cicchitto ha detto che si puo andare avanti allora siamo tutti tranquilli.
Una nota semplice e ragionevole. Grazie per la segnalazione.
Il problema è che se uno s’imbatte come me nella Fly Energia che racconta d’usare energie pulite (a quanto pare eoliche) è portato a smadonnare sulle rinnovabili. Invece io che sono una testa di quiz alle rinnovabili specialmente sul solare continuo a crederci ma non su tutto l’apparato che dovrebbe difenderci dagli avvoltoi: associazioni consumatori e certi giudici che non guardano nemmeno la documentazione e condannano a pagare solo per non aver fatto opposizione entro i termini. Chi non ha un tetto di proprietà sulla testa può solo industriarsi a limitare i consumi. Al posto di giocare alla play, che manco so come si fa, gioco a mosca cieca in casa mia, anche perché tornando di notte non voglio, accendendo la luce, svegliare chi dorme così non può vendicarsi quando dormo io poi al mattino. E’ un bel gioco divertente che non costa niente e sviluppa i sensi, dando ragione al proverbio “meglio uno scemo che non accende la luce a casa propria che un ladro a casa d’altri” Poi comunque ci sono anche le pile che si ricaricano manualmente.
Divertente la storia della moscacieca
Condivido pienamente il tuo intervento “critico”, cioè ragionato e non intriso di pigrizia e conformismo culturale, ma non è per questo che ti scrivo.
Ho scoperto, con una certa sorpresa e fastidio, di non essere (intimamente) sensibilissimo agli evidenti pericoli del nucleare. Facendo appello a qualche vago sprazzo di onestà intellettuale, ho cercato di capirne le motivazioni più recondite e ne ho dedotto che vi deve essere qualche inconfessabile relazione con la mia incombente vecchiaia. Ecco un altro buon motivo perché il governo della vita pubblica venga affidato a persone non anziane, in grado di percepire istintivamente la piena “proprietà” del futuro.
Anche io ho insofferenze derivanti dalla vetustà del mio certificato di nascita, ma non è questo il caso.
Sono convinto che per implementare ed utilizzare certe tecnologie, un paese debba avere una catena della qualità all’altezza della sfida tecnologica.
In poche parole, non credo che in Italia esista cultura e controlli sufficienti a dominare i rischi derivanti dalle centrali nucleari, a prescindere dalle tecnologie utilizzate.
Anche la pistola più sicura del mondo, messa nelle mani di un bambino o di un demente, diventa pericolosissima.
Se l’Unione Europe avesse le palle, dovrebbe proibire la costruzione di centrali nucleari in Italia. magari all’estero possiamo aiutare a costruirle, ma controllarle, no, mai.