Il Teorema della Paura 6


Quello che ha visto come vittima il signor Assane Diallo è stato un omicidio passionale con risvolti collegati al traffico di droga e alla malavita milanese. Lo si può dire con ragionevole certezza perché l’assassino (omicida recidivo) si è costituito e ha confessato il delitto descrivendo il contesto in cui si è maturato.
Nessun motivazione razziale, dunque, nonostante le accuse mosse dalla vedova del signor Diallo le cui dichiarazioni avevano avuto ampio risalto sulla stampa che, nelle stesse ore, celebrava i canti e i balli per i migranti giunti a Valencia (e per quel che si sa, già in lista per i rimpatri).

Questa notizia, marginale come le decine che affliggono la cronaca nera quotidiana nonostante la tragedia che coinvolge le vittime, è entrata di filato e senza verifiche nel tritacarne mediatico della narrazione che vorrebbe il nostro paese, oggi, simile alla Germania all’avvento del nazismo.

In realtà essa evidenzia due aspetti importanti: il primo è che il teorema del razzismo degli italiani è diventato un assioma di cui vittime (o presunte tali) abusano in modo improprio e francamente eccessivo rispetto alla realtà. Se è vero, come è vero, che non esiste “invasione”, allo stesso modo non ci sono camicie brune per strada che picchiano gli immigrati e scrivono “Juden” sui chioschi di kebab. Gli italiani sono ignoranti, nella maggior parte dei casi creduloni e privi di senso critico, ma il loro recente e conclamato atteggiamento nei confronti degli immigrati è dovuto soprattutto al secondo aspetto che tocca la vicenda di cui sto scrivendo.

L’assassino del signor Diallo aveva già ucciso una persona. A seguito di una lite si era allontanato e poi, tornato dopo mezz’ora, aveva aperto il fuoco uccidendo, tra parentesi, una persona che non c’entrava niente. Sparare dopo trenta minuti da una lite è omicidio volontario con tutte le lettere maiuscole. Eppure, l’omicida, il signor Butà di appena 47 anni, ha avuto modo di mettere in opera la sua attitudine una seconda volta con un omicidio caratterizzato da dieci colpi alla testa che sarà difficile far passare per preterintenzionale.

Ecco, un paese dove ad un reato efferato non segue un percorso di neutralizzazione e rieducazione del colpevole è un paese che ha paura perché non avverte la presenza della giustizia. Se poi si osserva che gli stranieri in Italia sono sono solo l’8,3%, ma a loro si imputa, causa evidente condizione di indigenza, oltre il 28% dei reati, la conclusione a cui si perviene ha la consistenza di un teorema matematico.

La risposta, quindi, non è nel fare canti e balli all’arrivo dei migranti e nemmeno nello sparare ai barconi, ma nel fare in modo che gli abitanti di questa nazione, italiani o immigrati, possano avere la certezza che chi delinque venga neutralizzato e messo in condizione di non nuocere nuovamente. Italiano o immigrato che sia.


6 commenti su “Il Teorema della Paura

  • fma

    Le persone normali preferiscono vivere in un posto dove le regole sono certe e presidiate, piuttosto che in uno dove sono incerte e soggette all’arbitrio del più forte. A prescindere se vi sia o non vi sia immigrazione.
    L’immigrazione aggiunge alla situazione preesistente il disagio che generalmente procura il dover vivere gomito a gomito con persone che hanno usi e costumi diversi dai propri, tanto più quanto più son diversi. Vale per tutte le specie animali e non si vede perché non dovrebbe valere per l’uomo, a meno di non pensare che l’uomo non sia un animale ma il figlio di Dio, o un Essere Superiore
    Qualsiasi comunità animale dopo un po’ assimila gli intrusi, purchè non siano né troppi, né immessi troppo rapidamente.
    Gli stranieri in Italia, che comprendono i residenti, i regolari ma non residenti, i richiedenti asilo, gli irregolari, pare fossero 6.111.706 alla fine del 2016 . Se fosse vero varrebbero pressappoco il 10% della popolazione, immessi in una quindicina d’anni. https://welforum.it/quanti-gli-stranieri-italia/
    Per decidere se sia tanto o poco bisogna scegliere il metro con cui misurare il fenomeno. Innanzitutto se debba essere ideologico o strumentale. Se l’immigrazione debba essere valutata in termini etici, o in funzione dei risultati prodotti.

  • Emilio

    Guardo il tg… così contenti di ricevere gli imbarcati dell’ Aquarius, gli ospitanti hanno organizzato una festicciola di accoglimento in maschera con simpatiche tutine integrali e gran facciali a doppio filtro… tema della festa “arrivano gli alieni”.

  • Antonello Puggioni

    Purtroppo in questo paese, che definire paese è già esagerato, la giustizia è un affare solo per innocenti.
    Chi delinque non ne ha bisogno.

  • Silvio

    Questo è uno dei tanti articoli di MC che meriterebbe una platea di lettori assai più vasta.

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