Il Supermarket dell’Indignazione

19 giugno, 2007 di mc  
Archiviato in La diversa Opinione

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Secondo me di certe cose bisognerebbe non parlare. Mi spiego: non intendo che vadano ignorate. Vanno stroncate senza troppe chiacchiere e basta.

Certi personaggi hanno deciso di celebrare il loro lurido vizio con un giorno di festa? Hanno aperto un sito per raccogliere adesioni? Questa cosa è proibita dalla legge? Bene, facciamo come si è sempre fatto. Andiamo a prenderli alle quattro di mattina e facciamogli il pieno di acqua e sale. Punto. O sappiamo fare i bulli solo nelle macellerie messicane?
Qualcuno crede seriamente che accendere le luci del Colosseo, fare le catene di S. Antonio via email, o firmare petizioni serva a salvare un solo bambino dai pedofili? C’è veramente bisogno di rimarcare che fare sesso con i bambini fa venir voglia di sedie elettriche o garrote, precedute da lunghi e minuziosi pestaggi?

Secondo me è solo business. Quotidiani, televisioni, blog. Tutti a caccia di consensi. Questa è una moda italiana che ormai va avanti da anni. Si prende una cazzata, se ne evidenzia l’aspetto oscuro e poi ci si ricama sopra per vendere copie e guadagnare visibilità. L’ultimo episodio è stato quello dell’ambulanza/taxi. Vi ricordate che scandalone? E ora? Secondo me, la maggior parte delle persone non ricorda più nemmeno il nome del cretino protagonista dell’episodio. L’indignazione, che prima era una merce pregiata riservata al consumo degli intellettuali, è ormai sui banchi di tutti i supermarket. Il prezzo è basso, è sempre a sconto.

Al centro della bandiera di questo paese, là dove si trovava lo scudo sabaudo, andrebbe messa una grossa bocca aperta. Chiacchiere sui giornali, chiacchiere in televisione, chiacchiere in radio, chiacchiere sui blog. Tutti hanno sempre qualcosa da dire. Nessuno fa mai un cazzo di niente. E quei pochi stronzi che invece di parlare si danno da fare, spesso sono completamente ignorati perché il lavoro non fa spettacolo.

Dal mio punto di vista, credo di essermi un po’ rotto le balle di scrivere. Siamo quasi al limite. Sicuramente mi sono stancato di parlare, tant’è vero che non lo faccio più con nessuno. Oltre alla bocca, che sinceramente preferisco usare per esprimere il mio affetto alle signore, ho un paio di grossi arti che mi scendono lungo il tronco e due rispettabili leve sotto le chiappe. Ho la prova provata che sono armi micidiali.

Al posto dell’indignazione consiglio un po’ di reazione. Quindi la prossima volta che una cosa vi dà fastidio, lasciate perdere chi si indigna. Non sono vostri amici, pensano solo a manipolarvi come pupazzetti. Provate a usare gambe e braccia. Vi sorprenderanno.

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Comments

23 Risposte a “Il Supermarket dell’Indignazione”
  1. diabolicomarco scrive:

    Leggevo che questi idioti “celebreranno” il boy love day ponendo un candela azzurra sul davanzale delle loro finestre.
    Quindi non sarà difficile individuarli…

  2. spes74 scrive:

    Io non ho grossi arti e leve ma non so se avendoli sarei capace di usarli in questo modo. Certo è che la pedofilia è una cosa gravissima ma probabilmente vanno usate le “armi” che abbiamo già: quelle della legge. Altrimenti in galera andremmo noi e non i pedofili. Credo anche io che luci e catene di s.antonio varie servano a poco: anzi, danno anche troppo risalto alla cosa.

  3. MenteCritica scrive:

    Io non incito alla violenza Spes, anche se provocatoriamente l’ho lasciato intendere.
    Io incito all’azione. Muoversi contro la pedofilia, contro la malapolitica, contro lo sfruttamento nel lavoro.
    Usare le braccia e le gambe per fare. Non solo la bocca per chiacchierare.

    Sospetti uno di pedofilia? Denuncialo. Non va bene la legge elettorale attuale? Non votare e convinci i tuoi amici a non farlo. Al lavoro firmi per 1000 e ricevi 500? Denuncia. E se la denuncia non va come vorresti, riga la macchina del principale

    Ecco, insomma, magari l’ultimo no. :-)

  4. spes74 scrive:

    Ecco, meno male… ;-)

  5. gerardo scrive:

    spes74

    la legge la si usa fino ad un certo punto , quando dimostra di non essere capace di difendere i bambini ,ha ragione MC, si usano mani e braccia.
    Ho sempre saputo si avere un’indole anarchica e sempre più me ne convinco, posso usare esposti per denunciare la truffa delle piscine di Milano ma quando un uomo si tocca ai giardinetti guardando moglie o figlia e mi chiamano al telefono arrivo i pochi minuti con catena da 1 metro di 5 kg e ne parliamo.

    I bambini (figuriamoci mia figlia) non si toccano neanche con il pensiero , chi lo fa si prende tutte le conseguenze del caso come me le prendo io per le mie azioni , mia figlia vale per me 10 ergastoli gli altri bambini almeno 1.

  6. spes74 scrive:

    @Gerardo
    Sono d’accordo con te sul fatto che i bambini non si toccano neanche con il pensiero. Ma tua figlia (scusami se mi permetto) cosa penserà di te venendoti a trovare in carcere? Sicuramente penserà che le vuoi un mondo di bene e che hai fatto la cosa giusta per lei, ma non sarà un po’ imbarazzante? Non è meglio starle accanto invece di vederla crescere da una grata? Forse parlo così perchè non ho figli, certamente li difenderei anche io con le unghie e con i denti. Ma il discorso di MC non fa una piega: azione.

  7. MenteCritica scrive:

    Sentite,
    non voglio che la cosa passi come un invito a creare ronde armate.
    In certe situazioni, io e Gerardo possiamo decidere di fare in un certo modo, altri diversamente. E’ una scelta personale.
    Cercate di capire che il post è soprattutto un’esortazione a non farvi travolgere dal magma dell’indignazione mielosa e collosa con la quale inertano la vostra rabbia.
    Stamattina ho ricevuto via email per l’ennesima volta questo cazzo di volantino stavolta anche in formato pdf.
    Mi ricordo che subito dopo che è stata inventata l’email e io me la sono configurata, la prima mail che mi è arrivata era la versione in lire di questo volantino.
    Uno legge il volantino, si incazza, lo spedisce a 10 persone e si scazza.
    Poi riprende tutto come prima.

  8. Emanuele scrive:

    talvolta mi precedi…o meglio concretizzi ciò che dentro di me si trova in stato latente o inconscio.
    il problema è sempre quello: cosa puoi fare da solo contro il sistema? massimo arrivi a rigare la macchina o fare cose in piccolo

  9. gerardo scrive:

    Ma tua figlia (scusami se mi permetto) cosa penserà di te venendoti a trovare in carcere? Sicuramente penserà che le vuoi un mondo di bene e che hai fatto la cosa giusta per lei, ma non sarà un po’ imbarazzante? Non è meglio starle accanto invece di vederla crescere da una grata?

    Per tutto quello che dici mi sto tenendo la fedina penale pulita per avere tutte le condizionali di cui uno possa disporre.

    Come in tutte le cose che faccio , prima avverto e poi faccio, finora è stato sufficiente solo avvertire , il giorno che ci sarà bisogno di fare cercherò sicuramente di fare in modo di allontanarmi il meno possibile dalla mia bimba, quindi lesioni permanenti ma non omicidio e se mi sfuggirà la mano dovrà essere preterintenzionale.

    Ovviamente si scherza, ma nei momenti di riflessioni penso sempre in caso di collutazione come colpire e dove onde evitare, il giorno che lo dovrò fare, che succeda l’irreparabile.

    tornando al post credo che sia un invito a fare in alcune situazioni , dare cosi risonanza a queste quattro merde è troppo e lo sanno anche loro(sia giornalisti che pedofili)

  10. Perry scrive:

    Ma di cosa state parlando? probabilmente su quello che vogliono farvi parlare…

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  1. [...] ne parlavo ieri. Oggi va di moda l’indignazione da supermarket. Del signor Cipriani sentiremo sicuramente [...]

  2. [...] della carta stampata ed ai loro pallidi emuli della rete di scatenare ancora una volta l’indignazione a telecomando riportando il dibattito politico al livello più gradito agli italiani: il coro da stadio ed il [...]

  3. [...] sarà questa mentalità un po lassista, menefreghista e a convenienza fanculista, di quelli che si indignano a intervalli regolari per poi tornare nella posizione di riposo (vi lascio immaginare quale) che ha creato un [...]

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