Il Suono di Milano – 24 novembre, giornata per la Colletta Alimentare
22 novembre, 2007 - 20:00 di Daniela Tuscano
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C’era una volta il gran cuore di Milano. “Milan col coeur in man”, Milano col cuore in mano, ripetevano i nostri vecchi. Quasi una litania, a ricordare il calore domestico e fragrante che si celava dietro i comignoli bigi e ombrosi della città indaffarata. Dove una merla poteva trovare riparo presso i tetti spioventi delle case alte e scrostate.

Oggi, i comignoli non esistono più. Nemmeno il grigio è più lo stesso. Persino lo smog ha perduto quella prevedibilità che lo rendeva meno malsano. Ha ucciso la nebbia, quella cappa ovattata di sordi mormorii.
Oggi la monocromia è maligna, innaturale, guardinga. E’ un cielo ferrigno, una nuvola di scappamento stolida e persistente. Talora cede il passo a un sole secco e gelido, sfrontato nel suo anacronismo. E noi siamo lo stesso. Torvi, egri, indecisi, frettolosi, affabulanti, asserragliati.



Finocchiaro, Svampa, Borrelli: tre illustri testimonial per il quarantennale della milanese. Sotto: Clemente Rebora (1885 – 1957).
Ma non è sempre così. Non è solo così. Voci antiche premono, come viscere dalla terra. Viscere ancor vive, tenaci, possenti. Il cuore batte nel profondo. E resiste. Il cuore in mano è finito nelle miniere della città, perché non lo vediamo più, non lo udiamo palpitare.

Il cuore sboccia e si manifesta, mescolato fra mille pennelli di muro, con parole strane e antiche: Amicizia, Colletta. Un filo d’erba nelle crepe d’un battiscarpa, che solo improvvisamente diviene rigoglio. Ma era lì, umile e ostinato. Milano può tornare a rifiorire, non solo sotto Natale. Milano è qui, in noi, nel nostro Natale quotidiano. Nel silenzio deflagrato si può percepire, quasi tastarne il suono. Verrà, forse già viene, il suo bisbiglio.
Il Suono di Milano – 24 novembre, giornata per la Colletta Alimentare è di

…peccato averti letta così in ritardo… ma i voti non ci sono più?
Non è del tutto vero che i comignoli non esitono più ! Recentemente, ho fatto un giretto per tetti, una caminata come la chiamo io, a caccia di questi umili e silenziosi ornamenti, di tutte le fogge e dimensioni che abbelliscono le cime di molti palazzi. Ne ho fotografati moltissimi, alcuni li ho riportati nel mio Blog, ma la vera sorpresa è stata quella di averli visti quasi tutti in funzione ! Questo a dimostrazione che accanto all'immagine moderna di una grande metropoli, esistono strati più nascosti ma non meno importanti che spesso la frenesia della vita quotidiana ci nasconde. In conclusione, la domanda, si potrebbe dire "che mi sporge spontanea", è: chi utilizza ancora i camini nelle città e e chi ne conosce la storia e i diversi stili ?
a presto