Il Sorriso più Bello
2 settembre, 2008 - 18:34 di la Donna Cannone
Archiviato in Bacio della Buonanotte
Condividi Il Sorriso più Bello. ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Oggi pomeriggio camminando in centro ho visto una cosa allucinante. C’era una donna, giovane, forse indiana, incinta. Stava accucciata a terra, con un bicchierino di plastica per l’elemosina.
Mi è parso allucinante che nessuno si fermasse a chiedere come stava, se aveva bisogno di qualcosa. Non so se il fatto che fosse incinta mi ha fatto sembrare la cosa più grave.

Ho messo qualche spicciolo nel bicchiere. Poi le ho chiesto se aveva bisogno di qualcosa. Teneva lo sguardo basso – era quasi ritrosa. Aveva il viso molto dolce, occhi grandi e scuri. Un vestito leggero avvolgeva il pancione. Ho pensato che forse non mi capiva, ho cercato di usare parole semplici e di non essere invasiva o inopportuna. Mi sentivo impotente e dentro di me qualcosa urlava, che bisognava chiamare qualcuno per salvare quella donna. E la vita dentro di lei. Ma chi? Chi cavolo si chiama, in quella circostanza? E poi, sono certa che le farei un favore? Che ne so io, della sua vita, dei ricatti e dei padroni, delle trafile assistenziali e delle multe dei vigili ai mendicanti?
Le ho chiesto se aveva fame. O sete. Mi ha risposto sottovoce, ‘Come vuoi tu. Se vuoi.’ E io, ‘hai fame? cosa ti porto? Hai sete? Vuoi qualcosa di dolce, o di salato? – domande sciocche, lo so, ma volevo portarle qualcosa che le andasse davvero. ‘Se vuoi. Quello che vuoi tu’. Aspettami qui – le ho detto. Che scema! mica se ne stava andando!
Le ho portato dell’acqua, della focaccia e dei biscotti. Un po’ dolce e un po’ salato. Mi sono girata, dopo un po’, e ho visto che mangiava di gusto la focaccia.
Quando sono ripassata, non c’era più.
Poi, in piazza Duomo, l’ho vista, in piedi fra i turisti, col suo bicchierino delle monete. L’ho salutata con la mano, ci siamo sorrise.
Mi ha fatto un sorriso splendido. Non ve lo so descrivere.
Il Sorriso più Bello è di

Quando sono stato in India, 10 anni fa, una delle prime cose che mi hanno insegnato è stata: “Non dare soldi ai mendicanti che sennò alimenti il racket e gli sfruttatori. L’unica cosa che puoi fare è dare loro qualcosa da mangiare o da bere. E, mi raccomando, resta lì fino a quando non hanno finito altrimenti gli prendono anche quello”.
Sei stata generosa e sei stata capace di andare oltre i preconcetti. Sii fiera di te stessa, non è da tutti portare un pò d’aiuto agli sconosciuti.
Mia madre dava sempre le fette di pane con il sugo a tutti i vu-cumprà…. un gesto che trovavo meraviglioso…
È stato un bel gesto e sono sicura, dal tua racconto, che quella povera donna aveva proprio bisogno di mangiare.
Voglio comunque raccontare questo fatto: c’è un ometto che ogni domenica mattina si piazza sui gradini della Chiesa e chiede soldi. Molte volte si offre anche di sorvegliare la macchina lasciata in doppia fila. Lo conoscono un po’ tutti. È un tipo molto particolare nell’aspetto, sempre con un cappellino in tesa e dei grossi medaglioni appesi al collo. Fin qui nulla di strano, direte voi. Ecco la nota stonata. Una sera stavo a cena con mio marito in un ristorante del nostro quartiere e… Insomma, entra lui, il mendicante, con tutta la famiglia, si siedono a tavola e ordinano la cena. Beh, questo mi sembra veramente eccessivo.
Chiara post:
Cosa c’è di strano? C’è forse un divieto al ristorante per i mendicanti? Lui del resto sorveglia le macchine in doppia fila, un lavoretto lo svolge. Lui, il tipo sui gradini, forse un lavoro vero non ce l’ha. Quei soldi che raccimola non va a spenderli in super alcolici o droga, lui… porta la sua famiglia al ristorante magari in un’occasione speciale, uno così è da lodare, non da biasimare! Per caso c’è una discriminazione anche nei luoghi dove si mangia? Di eccessivo c’è il tuo strano commento.
Non c’è alcun divieto e ognuno è libero di fare quello che vuole, ma io mi sento presa in giro. Se fai il mendicante significa che non hai soldi a sufficienza per vivere o non ne hai affatto.
Chiara post:
Mi pareva d’aver capito che il tizio lavora anche come guarda-macchine.
Se è solo un mendicante, non può permettersi il ristorante, ma se a questo si aggiungono i soldi extra, allora può per un’occasione particolare concedere alla famiglia una serata diversa, che male c’è? Comunque ognuno ha i suoi punti di vista, per questo siamo eterogenei.
Il guarda macchine è un cosa occasionale che non gli frutta nulla di più, purtroppo per lui.
Chiara post:
E magari il ristoratore gli aveva offerto la cena, oppure un amico, oppure è come ha detto Francesca.
Oppure è un mendicante che vuol concedersi una serata di vita normale, tanto quegli euro di sicuro non gli cambiano la situazione.
Quel che è certo è che allungare l’euro per lavarsi la coscienza non dà il diritto di sindacare su come poi quel denaro verrà speso.
Quoto il tuo commento.
In generale evito di dare monetine perchè lo vivo vome un lavarsi la coscienza ed è talmente ipocrita da farmi vomitare.
Preferisco come ha fatto Donna Cannone, una bottiglia d’acqua e qualche pacchetto di crackers sono sufficienti per una mezza giornata.
Chi viene a bussare a casa mia sa’ già che di soldi non ne vede, cibo e vestiti è quello che posso dare e lo faccio con immenso piacere.
Credo ti riferissi ad Annamaria…
Magari ha sfondato le tasche di monetine per portare la famiglia a cena.
O magari il proprietario del ristorante ha deciso per quella sera di offrirgliela.
Sai cosa credo?Che sono proprio questi schemi mentali a fare allontanare la gente…è la continua paura di essere fregato (e da qui a diventare il furbetto) a far sì che l’italiano non si indigna più, non si vergogna più….è orribile, scusami.
scusa ma il tuo racconto mi sembra fuori di testa! come fai a dire che il poveretto – che lo fosse o meno – non doveva andare al ristorante??
a parte che magari aveva degli accordi con il ristoratore, e non lo possiamo sapere – ma a parte questo, come si può dare un simile giudizio?
Significa: tu sei povero e tale devi rimanere. Non osare fare un passo verso una situazione di ‘normalità’. A meno che non ti sia spiegata male.
Ti sei sentita offesa perchè portava al ristorante la famiglia? e perchè questo gesto ti offende??
Attendo notizie!
La Donna Cannone post:
Grazie
Oggi con la pubblicità contro…il tuo gesto è esemplare. Mi auguro che molta gente ti abbia visto portare la focaccia alla futura mamma. Se si, forse a qualcuno la coscienza non è proprio a posto…
Per quanto riguarda il ristorante non mi sembra opportuno dire se è un mendicante non può permettersi di andare a pranzo in un locale pubblico. Viene spontaneo pensare in questo modo, perchè abbiamo creato e ci creaiamo uno schema mentale particolare: dividiamo le persone, dico persone, in categorie.
Per Gesù Cristo, Gandhi, T. di Calcutta, ecc. tutti erano persone, cui si deve il massimo rispetto.
Il ristorante è una chiusura mentale o, se volete, una scusa per distinguerci. Mi dispiace che ciò avvenga anche tra le persone che ritengo intelligenti…e sensibili verso i più deboli e più poveri.
Mi succedeva qualcosa di analogo quando lavoravo a piazza Belli, qui a Roma… in piazza, sotto la statua del Belli, passava la giornata sulle panchine un “barbone” di nome Joaquin, un vecchietto simpaticissimo.
Barbone lo era davvero: ho visto raramente una barba così folta
Spesso gli offrivo la colazione, di quando in quando pranzavamo insieme… era una compagnia deliziosa e un conversatore eccezionale, sembrava uscito da un libro.
Era un ex professore di liceo spagnolo che, dopo la morte della moglie, aveva perso completamente la direzione e lasciato il lavoro. Solo al mondo, ha perso anche la casa e si è messo a viaggiare.
A piedi.
Sorrideva sempre un sacco, mi raccontava aneddoti dei suoi viaggi, mi ha fatto capire che vuol dire vivere per strada e coem si fa a prenderla con filosofia.
Poi un giorno è semplicemente scomparso, e non so cosa gli sia accaduto
Il Gobb post:
Oddio..speriamo sia tornato in Spagna, magari, considerando come trattiamo qui i barboni e chiunque non viva la propria vita nei canoni normali!
Di solito la gente che vive per strada per scelta, come ha fatto lui, è quella che ha più da raccontare e da insegnare.
La riflessione si impone su questo episodio. Giustissima l’iniziatia presa di offrire da mangiare e da bere. Ma c’e’ un ma che mi sento di segnalare, forse perche’ non ce la faccio veramente piu’ di vivere circondata da persone che chiedono soldi, che offrono oggetti inutili pretendendone l’acquisto, che cercano di sottrarmi il carrello. E’ una vita sotto assedio che porta molti di noi ache me, a chiudere gli occhi di fronte alle troppe mani tese. Non ce la posso fre, semplicemente, ad offrire cibo e umana comprensione a tutti quelli che incontro. Dovrei semplicemente dedicarci la mia intera vita e non ho la vocazione di madre Teresa di Calcutta. Ho una bimba adottata a distanza, aiuto quando posso una famiglia di nepalesi, regalo abiti e scarpe a rom che me li chiedono e poi li buttano perche’ non sono all’ultima moda. Faccio quello che posso, con uno stipendio da precaria, l’affitto da pagare, l’auto che mi sta abbandonando. Ma non posso essere sempre disponibile verso gli altri e non posso negare che spesso l’assedio dei questuanti mi spinge a chiudermi dentro casa perche’ non ce la faccio piu’.
E’ proprio questo su cui fanno leva partiti tipo la lega e sta a noi a non farci abbindolare.
Nessuno ti costringe a fare qualcosa per forza, anche perchè la maggior parte della gente lo fa’ per sentirsi la coscienza apposto ma non sono gesti sinceri.
Anche a me è capitato che alcuni rom buttassero via della roba che secondo loro non andava bene ed anch’io mi sono incazzata ma non per questo ho smesso di continuare a regalare cose che non utilizzo più.
In fondo non è colpa loro se molti sono costretti a mendicare. Ricordiamocelo ogni tanto.
E’ proprio questo su cui fanno leva partiti tipo la lega e sta a noi a non farci abbindolare.
Nessuno ti costringe a fare qualcosa per forza, anche perchè la maggior parte della gente lo fa’ per sentirsi la coscienza apposto ma non sono gesti sinceri.
Anche a me è capitato che alcuni rom buttassero via della roba che secondo loro non andava bene ed anch’io mi sono arrabbiata ma non per questo ho smesso di continuare a regalare cose che non utilizzo più.
In fondo non è colpa loro se molti sono costretti a mendicare. Ricordiamocelo ogni tanto.
ovviamente c’è questa componente pervasiva e una società incancrenita.
I temi sono diversi – da un lato, uno sguardo ‘umano’ che auspicabilmente conserviamo in noi, dall’altro, le piaghe sociali che nomini, non possono essere risolte dal semplice cittadino, da una sola persona.
Io pure pratico adozione a distanza, e altre attività ‘solidali’ – ma non mi sogno neppure di pensare che siano sufficienti a risolvere il problema del pianeta-
Se la classe politica governante – un po’ ovunque, fosse composta da persone invece che da mostri e blatte, le cose sarebbero diverse.
Il potere concreto di arginare queste piaghe è in mano loro, solo che gente povera e debilitata fa comodo perchè te la giostri come vuoi. E qui mi femro, perchè il discorso è troppo ampio—
Cara Laura, non ho detto che dobbiamo fermarci ad ogni piè sospinto e tirare dalla scarzella soldi che non abbiamo. Tu stai facendo anche troppo rispetto a molti altri e rispetto a me.
Volevo dire che per i motivi che tu hai sottolineato creiamo tra di noi, a seconda degli “status”, categorie di persone da incasellare tra i frequentabili e i paria, esasperando anche un pò la situazione.
Purtroppo siamo arrivati a questo, per cui vedere un uomo che chiede l’elemosina in un ristorante è quasi uno “scamdalo”.
Ma non è colpa di nessuno, neppure di quelli che hanno questi atteggiamenti.
Siamo soltanto vivendo in una società malata…
Spero di essere stato chiaro…
Chiarissimo Lupo, ma il malessere rimane, legato a filo doppio al senso di colpa per essere nati dalla parte fortunata (fortunata?) della barricata. E’ un mondo difficile, ogni giorno di piu’.
Io sinceramente non mi sento in colpa per essere stata fortunata ma lo tengo sempre ben presente per cercare di fare qualcosa anche per gli altri.
Hai ragione, è un mondo difficile davvero..
Il sorriso più bello, di certo, è stato quello che TU Donna Cannone, hai rivolto alla ragazza indiana.
Mi ricorda il “sorriso” di Madre Teresa, espressione di bontà “Sul tuo volto e nei tuoi occhi, bontà nel sorriso e nel saluto…ai bambini, ai poveri e tutti coloro che soffrono nella carne e nello spirito…offri sempre un sorriso giososo.
Dai a loro non solo le tue cure ma anche il tuo cuore”.
Credo che tu lo abbia fatto, hai donato attraverso il tuo gesto, un pò del tuo cuore e un pò di cure, gratuitamente, senza domandarti se la donna indiana era attesa in “qualche ristorante della città”.
Spero non finisca qui. Spero che il tuo sorriso sia, soltanto, l’inizio di un impegno verso gli altri che abbisogna di “milioni di sorrisi”!
Luna
Finchè continueremo a “pagare” i mendicanti loro continueranno a venire quì nel bel paese dove tutto è possibile e gli euro piovono dal cielo; neanche si renderanno mai conto che i mendicanti veri siamo noi che guadagnamo 800€ al mese e ci dividiamo la casa con altre 3 persone. E a me chi me la dà l’ elemosina? Non mi accontento di buonismo e frasi fatte: io lavoro e quel poco che ho me lo guadagno ogni giorno e nella mia vita non è contemplata l’opzione “mantieni un mendicante”. Piuttosto le monetine le metto nel salvadanaio per aprile, per la denuncia dei redditi perchè SI io pago le tasse.
P.S. Se passi per Roma portami un cappuccino e un cornetto a piazza del popolo, ma avvisami prima così mi faccio trovare seduto a terra con la testa bassa.
Non è colpa loro caro Gino Nema se per anni ma che dico secoli sono stati sfruttati loro e le loro terre dai colonizzatori.
Se deve chieder il conto (e caffè e cappuccino) a qualcuno dovrebbe farlo ai governi europei (e non solo) non certo ai poveracci più poveracci di noi!
Non mi sembra di aver mai colonizzato nessuno. E non mi sembra neanche il caso di dire che se Vespucci ha scoperto l’america siamo dei colonizzatori. E poi ho solo chiesto il cappuccino e il cornetto, come lo zingaro: lui ne ha forse più diritto di me??
I ns.antenati hanno causato molto della situazione attuale, i governi di adesso ci stanno continuando a marciare sopra per permettere anche a lei di conti nuare a fare la vita che sta facendo.
Un pò di spirito critico e di senso di responsabilità non farebbe male, sig.Gino.
Ma capisco che è chiedere molto a chi non si rende di quanto sia stato solo questione di fortuna essere nato dalla parte “giusta” del mondo.
Peccato, ha perso un’occasione.
(non ha nemmeno letto bene, lo zingaro in questione era una ragazza indiana incinta)
Purtroppo per lei, io sono nato nella parte “sbagliata” del mondo e non saprei che farmene di paroloni come “responsabilità”,”solidarietà”, “carità”, “GOVERNO”.
Se vogliamo essere solidali cerchiamo di farlo con noi stessi, ad esempio ripopolando un paese oramai a natalità ZERO e non pensando sempre a noi e alle belle frasi fatte.
L’occasione la prenda al volo: per conoscere il mondo e capire che l’uguaglianza, purtroppo, è un’utopia. Con i paraocchi è facile parlare a frasi fatte e per luogi comuni.
Una cosa non esclude l’altra almeno che non abbia la coscienza che si usa a gettoni. Ma forse è proprio questo il problema.
Le sue parole esprimono egoismo e basta, mi dispiace per lei.
Se lei è nato nella parte “sbagliata” chissà cosa dicono i somali che scappano da guerre decennali. Ma si vergogni almeno.
E poi sono io quella coi paraocchi!
Il fatto è che se il cappuccino con cornetto lo chiediamo noi ci ridono in faccia e fanno bene, se lo chiede un indigente (non tutti gli zingari lo sono e comunque non si parlava di loro, la tua generalizzazione è un po’ sospetta) forse ha fame. Anzi magari chiede un panino, sazia di più.
mi trovi perfettamente d’accordo e forse ho pesato male le parole, ma a me COSTA FATICA andare a lavorare per farmi il panino e la birra, per pagare l’affitto e mangiare e tutte le cose che devo fare. A me la colazione non me la pagherà mai nessuno e se oggi mi passasse la voglia di lavorare e andassi a chiedere panini?
Secondo te quelli che stanno per strada son semplicemente fannulloni?
Azz… se li vede il brunetta
(stempero…)
Chiedo scusa, ho letto in ritardo qualche commento di Gino Nema più giù e non ho capito in tempo la situazione.
sì anche io. chiuso.
Nessuno ti costringe Gino Nema, donare da mangiare è un atto di liberalità personale.
Ti prego non dirmi che sei cristiano, potrei morire dal ridere.
Ah, i mendicanti sono spesso autoctoni.
Chi si sta facendo 4 risate sono proprio io!! Non mi costringe nessuno e infatti non dò niente agli zingari (tanto quello che vogliono lo rubano!!).
Poi questa… SONO AUTOCTONI!!!
HAHAHAAHAHAHAAH!!
questa si che è bella!! Qui si parla di AUTARCHIA ZINGARA! HAHAAHAH!!
Ma fammi il piacere, quì di autoctono c’è solo il tuo buonismo da 4 soldi.
al prossimo commento razzista ti banno.
non scrivere tutto in maiuscolo nei commenti
cerca di dire qualche ovvietà in meno e qualche cosa di interessante in più, se no si perde solo tempo a leggerti
Scusa ma dov’è il razzismo nel mio commento??
non è vero che gli zingari rubano e chiedono l’elemosina?
A me il razzista sembri tu, che con la tua piccola bacchetta del poetere minacci di bannare chi non è compagno quanto te.
e non è vero che i fascisti sono tutti cretini?
ban
Egegio Gino Nema, non si tratta di buonismo, teste bassee bellaparole. Non ho bisogno di gargarismi di coscienza.
Il suo commento è assai vile,perchè fa delle differenze di nazionalità, quando la povertà è trasversale.
Lei mette in evidenza problemi assai diversi. Finchè l’italiano medio si fa rincoglionire di Veline, Vespa e minkiate varie invece di lottare per rivoluzionare il Paese, qui nulla cambierà.
La esorto ad essere meno banale nella sua acidità e cattiveria. Lo stipendio di 800/1000 euro è la triste media che ci coinvolge tutti, ma ciò non significa che anche con pochi spicci si possa rimanere esseri umani. Le auguro di reincarnarsi presto
Distanti salumi
Lottare? Rivoluzionare?
HAHAAHAH!!
bombe a mano? molotov?
… e la bandiera della pace?
…e i girotondi?
e l’opposizione?
…e l’opposizione dell’opposizione?
…CHE DIVERTIMENTO!
Ehm, credo che esponendo con meno sarcasmo, anche se capisco che possono essere reazioni a battute che ha subito il tuo pensiero, migliorerebbe la comprensibilità e la possibilità che tu sia ascoltato.
Credo che stai scrivendo perchè vuoi dare un contributo, quindi…
Poi fai te.
Anvedi come funziona bene il pregiudizio… l’Italia agli italiani, eh?
Mah.
Belle parole?
Anche io lavoro e quel che guadagno me lo sudo.
Il dettaglio è che lavoro per una associazione che combatte lo sfruttamento sessuale commerciale dei bambini. Una delle cause di questo fenomeno, tu guarda, è la povertà, accompagnata dalla disparità economica con noi “occidentali”.
Lavoro per gli altri.
Per fare sì che possano avere le mie stesse possibilità, misere ma maggiori delle loro.
Nel mio piccolo salvo delle vite, e questo mi da una gioia che non ho mai provato nel profit.
E’ la mia carriera, la mia scelta fra una retribuzione alta e una coscienza serena. Sentir parlare in quel modo mi fa venire in mente le parole “arroganza” e “ignoranza”.
La vedo come te e davvero complimenti per quello che fai.
Forse un giorno ti chiederò (se vorrai e magari non qui) notizie un pò più precise, avrei sempre voluto lavorare nel sociale…
Quando vuoi: la mia mail è ilgobb CHIOCCIOLA talkinrapper.com ^_______^
grazie, lo farò dopo aver letto il sito che hai segnalato.
Dove operi?
Sono incuriosito come francesca.
A Roma, presso ECPAT-Italia (www.ecpat.it).
Anche io lavoro nel sociale, esattamente nel campo della cooperazione internazionale in un progetto in centro America.
Quì gli immigrati vengono perchè hanno più diritti dei cittadini Italiani, gli danno casa e vengono accolti a braccia aperte. Prova tu a scappare in America, Australia o dovunque sia e poi raccontami come ti hanno trattato.
Ma oltre a luoghi comuni sai scrivere qualcosa? Sei a conoscenza dei tuoi diritti e di quelli dei non cittadini? Evidentemente no.
C’è un solo modo di trattare i troll: ignorarli
Tanto qualsiasi cosa diciamo questo qui risponde a sarcasmo e luoghi comuni… da questo momento Gino Nema non esiste più
Nel romanzo “Il grande Gatsby” di F.S.Fitzgerald viene usato un termine che io non ho mai scritto: incuranza.
A me a leggere le parole di Gino Nema viene in mente proprio questo termine, che non significa indifferenza. Incuranza è qualcosa di più: è indifferenza, disprezzo, mancanza di rispetto, disistima. Spero che non provi questi sentimenti verso se stesso e si esprime così per non vergnognarsi troppo.
Credo di avertelo già detto, Donna Cannone: hai compiuto un gesto incommensurabile! Non è importante che anche gli altri lo facciano. Molte volte pur volendolo, non possono: E’ importante riflettere sulle situazioni. Forse avremmo più rispetto, non dico amore, verso i più deboli e disperati.
Ohè, io non sto meglio degli altri…
Concordo. Ognuno ha le sue miserie e i suoi problemi. Ma mica questo ci autorizza a diventare delle merde umane.
Hasta lueguito
Mitica!
Forse ti stai rivolgendo a tuo fratello?
Io e te abbiamo mai mangiato pasta e fagioli insieme?
La tua mi sembra un’allusione volgare e scrausa.
Ti prego di non isistere, altrimenti dimostreresti di essere quello che accusi.
Vi prego di mantenere la discussione entro un livello civile e accettabile.
No no guarda, era tutto per te.
Rileggi se non hai capito bene e risparmia la fatica di digitare ulteriormente a me
Egegi salumi
DC
Donna Cannone: so che è difficile, ma ignoralo. Quando un troll non trova appigli, scompare in brevissimo tempo ^_____^
Vorrei porre una riflessione.
Mi è successo che una sera, un agosto, mangiando in pizzeria trovai un gruppo di 4-5 ragazzi/e volontari che assistevano una decina di diversamente-abili
Essendoci seduti accanto vidi questi ragazzi (molto fricchettoni, capelli lunghi, come ero io) che accudivano queti ragazz con una attenzione, una amicizia e un… amore del quale io non sarei capace.
Mi informai col ristoratore che mi spiego che erano un gruppo che ogni anno fa una cena lì, per portare i ragazzi “fuori”, il ristorante gli faceva le bevute gratis.
Io pagai il resto, chiedendo che la cosa rimanesse tra me e lui (il ristoratore).
Non nascondo che lo feci per un senso di inadeguatezza, di debito, di colpa.
C’è anche questo dietro la generosità del momento?
mah secondo me Oris siamo esseri umani e quindi imperfetti.
la maggioranza della gente se ne stra-frega di come può vivere il vicino di casa o l’amico dell’amico.
la differenza sta, secondo me, come ho scritto più su, rendersi conto che siamo i noi i fortunati di questo mondo ed agire di conseguenza.
non per fare qualcosa con senso di colpa e inadeguatezza ma per farlo considerando il fatto che possiamo dare un pò del ns. agli altri, che sia affetto, amicizia o soldi non importa, è qualcosa che grazie alla ns.fortuna possiamo donare.
chiaramente è un percorso che ognuno deve fare dentro di se’..
Per quanto mi riguarda, mentirei se dicessi che non avverto un senso di inadeguatezza (a volte un po’ di colpa) – vedendo le persone povere, i mendicanti, o altre situazioni di sofferenza.
ma non è stato ciò che ho provato l’altro giorno. Ne sono perfettamente certa.
Non è neppure il senso di colpa che mi spinge a prendere parte ad altre attività di carattere ‘solidale’ – è una questione di più ampio respiro, e di incanalare le proprie energioe e risorse verso persone con cui si può condividere un modo di vivere sentire pensare e di ‘sostenibilità’ di stile di vita.
Invece di lamentarsi e basta, fare cose, anche piccole, perchè non ci sia solo m***a attorno
Ossequi. E osselì