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Il Sindaco e il Kebab

31 gennaio, 2009 di tenebra  
Archiviato in Cronache Italiane, latest



Abito a Lucca, bellissima città raramente agli onori della cronaca.
Finalmente Lucca è sulle prime pagine dei giornali, guadagna l’attenzione dei mezzi d’informazione e, soprattutto, dei comici di tutta Italia e non solo, insomma può, a buon diritto, aspirare ad entrare nel Guiness dei Primati per il primo caso mondiale di apartheid gastronomico.

Ci sono un razzismo e una xenofobia beceri, alla Calderoli, per intenderci, con i secchi d’urina di maiale sparsi sui luoghi dove dovrebbe sorgere una moschea e i vagoni dei treni frequentati dalle ragazze nigeriane disinfettati e ci sono quelli, invece, ipocriti e farisei, “alla lucchese”, appunto.

il-sindaco-e-il-kebab-featuredLa notizia è nota: il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, ha emanato un’ordinanza con la quale vieta (letterale) “…l’attivazione di esercizi di somministrazione la cui attività sia riconducibile a etnie diverse…”, insomma si è inventata una sorta di discriminazione razziale per i primi e i secondi piatti.

Ci sono altre perle e amenità in questa ordinanza come l’obbligo per i ristoranti d’avere nei loro menu piatti tipici lucchesi e, ritengo, che, sommersa dal ridicolo, l’Amministrazione Comunale sarà costretta a fare marcia indietro ma quello che emerge da questa tragicomica vicenda è che il razzismo o è becero, sbracato, marchio Padania, Gentilini, Calderoli o non è, seppellito, nel suo tentativo di essere educato e perbenista, dalle risate di tutto il mondo.

Photo by Taras Bulba

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Comments

9 Risposte a “Il Sindaco e il Kebab”
  1. Framaulo scrive:

    E che minchia è un « esercizio di somministrazione » ?

    Vuoi vedere che gli immigrati sanno l’italiano meglio del sindaco?

  2. Charlie scrive:

    eh non ci sono più le mezze stagioni.

    ma non si può commissionare l’amministrazione comunale per la violazione di decine di trattati internazionali e magari istituire il reato di “pestaggio di costituzione della repubblica” con effetto retroattivo? dai, solo per stavolta

  3. lucaspazio scrive:

    Io ho abitato a Lucca per 17 anni, non vedendo l’ora di scappare, passandoci tutta l’adolescenza (pure il pre ed il post). Mi dispiace per i Lucchesi ce ne sono di intelligenti e simpatici, ma la maggior parte sono chiusi nella testa come le mura che li contengono.
    Già quando dici di dove sei, non gli basta sapere che sei di Lucca, ma del quartiere.
    Mc Donalds a Lucca ha dovuto aspettare 15 anni prima di aprire e non nel centro città, ma all’uscita dell’autostrada.
    Non esistono locali per giovani nel centro storico.
    I commercianti da quando il centro storico è diventato zona pedonale lottano col comune perchè riapra le stradine di cui è composto al traffico (non so se siete mai stati a Lucca, ma io credo che il fatto che nessuno compri più sia più legato ai prezzi che praticano piuttosto al fatto che non ci si possa fermare con il SUV davanti al negozio)
    Un giorno che ho fatto un colloquio di lavoro mi è stato detto che, dato che avevo sulla CI “nato a Genova”, non avrei mai trovato lavoro a Lucca in quanto “straniero”…
    Infatti adesso vivo a Cannes e sono davvero contento di non dover più vivere dall’altra parte del golfo di Genova

  4. NonnaPapera scrive:

    Ignoro i motivi che hanno spinto il sindaco di Lucca a emanare simile ordinanza. Ordinanza che anche a me sembra assurda. In una situazione normale è il mercato che fa aprire e chiudere e i negozi. Se la piadina romagnola non tira il piadinaro o si riconverte a quello che chiede il mercato(magari al kebab)o chiude. Cerco di andare un po’ oltre alle prime impressioni ilari o sdegnate suscitate dalla notizia. Quando vado in giro per il mondo cerco sempre di mangiare piatti locali, insomma sono una di quelle che la pizza e gli spaghetti li mangia solo in Italia, che crede che anche l’esperienza gastronomica permetta di avvicinarsi alla cultura del paese che ci ospita in quel momento. Mi metto quindi nei panni di un turista, di un visitatore straniero a Lucca, vorrei anche per il mio spuntino la possibilità di assaggiare i prodotti della tradizione di quel luogo. Vorrei scoprire, assaggiare, non trovare le stesse identiche cose che trovo ovunque. Trovare in maniera preponderante offerte omologate (e qui ci metto tutto: dal kebab al McDonald)è molto triste.
    Ma non è di certo con un ordinanza restrittiva che si possono promuovere la cucina, i cibi del territorio. Se le intenzioni del sindaco erano queste deve darsi da fare per trovare altre soluzioni, magari con facilitazioni per chi si impegna ad aprire un esercizio nello spirito del “kilometro zero”

  5. ilBuonPeppe scrive:

    vieta l’attivazione di esercizi di somministrazione la cui attività sia riconducibile a etnie diverse

    Non ho parole… solo parolacce.

    il razzismo o è becero, sbracato, marchio Padania, Gentilini, Calderoli o non è

    Perchè, c’è un razzismo raffinato ed elegante?

  6. anna scrive:

    L’ordinanza messa così ammazza proprio i prodotti locali che in realtà si confonderanno con brutte copie fatte da stranieri. A me dà fastidio un sacco entrare in un locale perchè c’è l’insegna con la scritta cucina tipica toscana, o ligure, o romana ecc. e poi trovare cinesi o arabi ecc. che fanno cucina italiana, logicamente come possono. Ecco questo non è giusto fregiarsi di cucina tipica quando non lo è. Non ho niente contro chi cerca di vivere onestamente aprendo un’attività, ma allora metti l’insegna “kebab e pizza”, così mi so regolare. Per quanto mi riguarda entro quando ho voglia di kebab, ma se ho voglia di pizza cerco un napoletano, e non solo per la pizza in se stessa. Voglio sentirgli anche l’accento napoletano, Pullicinella e Totò sulla parete, e pomodori Sammarzano.
    Per quanto riguarda le attività commerciali degli stranieri mi sorgono parecchi interrogativi, sia su di loro che su come e perchè vengono rilasciate. Proprio oggi in un internet point gestito da un sudamericano ho visto in bell’evidenza l’attestato d’abbonamento a una rivista di polizia. So che è un vero furto, e per sicurezza, l’ho chiesto a un poliziotto stesso che mi ha confermato che loro non c’entrano niente…, poi so che la corruzione in certi paesi del nordafrica o della Romania è peggiore che qua da noi, quindi è facile immaginare come sia normale per loro dover dare qualcosa sottobanco, cosa che magari pochi di noi ormai fanno. Perchè alla fine di tutte queste trovate leghiste, ve n’accorgete? nessuna in realtà favorisce la sopravvivenza dei prodotti veramente locali e tipici, nessuno aiuta la sopravvivenza di negozi storici, ma tendono tutte a fare cassa.

  7. FMA scrive:

    Sul fatto non si discute.
    E neppure sull’opinione che sia ridicolo.
    Come si può pensare che sia serio vietare “esercizi di somministrazione… riconducibili a un’etnie diverse”?
    Ma non é soltanto questo.
    E’ anche il segnale, uno dei tanti, che in questo paese la capacità di assimilazione del diverso si sta avvicinando pericolosamente al livello di guardia.
    Poco importa se reale, o percepito.

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