Il Ritorno del Voto Utile 8


Toh, chi si rivede: il voto utile. C’era da aspettarselo. Questa volta ha cominciato Berlusconi circa un mese fa, all’inizio della sua campagna mediatica: “Non votate i partiti piccoli, cioè Fini e Casini, perché togliete voti al PdL, unico argine valido contro la sinistra. Se votate i partiti piccoli, fate il gioco della sinistra”. Dopo un mese, analogo messaggio da parte del Pd. Bersani dice: “Non votate la lista Ingroia, perché così facendo togliete voti al Pd, unico valido argine contro Berlusconi. Se votate Rivoluzione Civile, fate il gioco della destra”. In altre parole, non disperdete i voti contro Berlusconi, l’unico voto utile è quello dato al Pd.
Ora, l’appello al voto utile non è certo una novità per il Pd e i suoi antenati, prima i Ds, ancora prima il Pds fino a risalire al Pci. Ad ogni scadenza elettorale l’argomento del voto utile è stato usato con grande arroganza per ricattare gli elettori di sinistra e farli votare per il meno peggio, “turandosi il naso”.

Questa volta viene prospettato il possibile ennesimo ritorno di Berlusconi. Il che, dobbiamo ammetterlo, è una prospettiva agghiacciante per tutti democratici e le persone per bene. Ma perché il Pd tira fuori questo argomento solo ora? Semplice: fino a poco tempo fa Bersani, dopo avere catturata e anestetizzata Sel, era convinto di farcela da solo, anche al Senato. Ma gli ultimi sondaggi dicono che la rimonta di Berlusconi continua in progressione e che ogni ipotesi di vittoria al 51% non è affatto certa. Ed ecco quindi il giochino del voto utile. Siccome il Pd non è più così convinto di farcela da solo, vuole farcela – gratis – con i voti degli altri. In questo caso con i voti degli “estremisti” della sinistra. Rivoluzione Civile – questa è la richiesta – non dovrebbe presentare il proprio simbolo almeno in alcune regioni per battere Berlusconi e far vincere il Pd. Cioè Rivoluzione Civile si dovrebbe suicidare politicamente per permettere al Pd di ottenere una solida maggioranza per fare politiche di destra con i voti della sinistra.

Ed ecco la domanda delle domande. Ma perché Bersani non chiede la stessa cosa a Monti? In fin dei conti, i due partiti hanno praticamente lo stesso programma di politica economica e del lavoro. No al ripristino dell’art. 18, sì alla “riforma” delle pensioni, alle deroghe in peggio dei contratti aziendali rispetto ai contratti nazionali, al Fiscal Compact per i prossimi vent’anni e all’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione. Per non parlare delle spese per armamenti (F35 e sottomarini) e della partecipazione dell’Italia alla guerra in Afganistan. Con Monti l’accordo dovrebbe essere facile, quasi naturale.

Non solo, ma il pacchetto di voti “acquisibile” dal Pd in caso di non presentazione della lista Monti (attualmente accreditata a circa il 15% dei consensi) sarebbe certamente più cospicuo di quello “acquisibile” a causa della ipotetica non presentazione della lista di Ingroia. E invece no, non se ne parla. Forse rivolgere l’appello del voto utile al Professore è da maleducati.
Il fatto è che alla base di tutto per il Pd non c’è solo l’obiettivo di battere Berlusconi, ma c’è anche l’obiettivo di soffocare nella culla ogni forza politica che si collochi alla propria sinistra. E’ così da sempre. La competizione politica a destra fa parte del normale confronto democratico, ma la competizione politica a sinistra è semplicemente insopportabile. Vecchio riflesso condizionato di stampo stalinista ancora presente sotto traccia fra i demokrat, fatto proprio con grande disinvoltura anche dagli ex Dc alla Franceschini.
Che dire? A titolo assolutamente personale vorrei fare una proposta a Bersani. Rivoluzione Civile non si presenti al Senato e in compenso il Pd rinunci a due o tre cosette del suo programma politico. Ad esempio l’accettazione sostanziale dell’Agenda Monti e dei trattati europei capestro. Credete che accetterà?


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8 commenti su “Il Ritorno del Voto Utile

  • fma

    L’impressione è che l’Autore tifi Ingroia.
    Il Pd, dove e per quanto ha potuto, ha usato con Monti lo stesso atteggiamento che usa con Ingroia.
    D’Alema ha sostenuto apertamente che la salita in politica del professore era immorale, oltre che poco conveniente, perché standosene fuori avrebbe potuto diventare Presidente della Repubblica.
    Bersani protestò e minacciò, quando Monti decise di correre con una sua lista per la regione Lombardia.
    Qual è il problema?
    Ingroia raccoglierà meno voti di quanto merita per colpa del PD ?
    Spero che non sia questa la tesi. Sarebbe la stessa del tifoso di calcio che lamenta che la propria squadra raccoglie meno del dovuto perché invisa agli arbitri.

    • Bruno Carchedi

      Grazie Fma per il commento. Sì, tifo Ingroia, l’unica lista antiliberista autonoma dal Pd. Se la lista Rivoluzione Civile raccoglierà pochi voti, non sarà per colpa del Pd, ma sarà unicamente per propri demeriti. Così come se il Pd raccoglierà meno voti di quanto merita non sarà per colpa di Ingroia ma per propri demeriti.

  • ilBuonPeppe

    Bersani non può chiedere la desistenza a Monti perché, ammesso e non concesso che accettasse, raccoglierebbe un pugno di mosche. Se infatti la lista Ingroia è chiaramente (suo malgrado) identificabile come “sinistra”, non si può dire altrettanto delle forze che sostengono Monti. Una parte consistente degli eventuali voti lasciati da Monti non andrebbe al PD ma a Berlusconi e soci.

    • Adriana

      Bersy non chiede a Monty di tirarsi indietro perché entrambi sanno che possono gestire la medesima politica insieme, il primo presentandosi come coscienza critica del secondo e attuatore un poco più morbido dei dettami del secondo ed entrambi interessati a gestire la politica-affare nazionale e ben visti dall’ €uropa, quella di “Ce lo chiede l’Europa”.
      Secondo me, nessuno dei due ha voglia di vincere senza l’altro.

    • Bruno Carchedi

      Grazie Buon Beppe per il commento. Io sono convinto che una parte consistente degli eventuali voti lasciati da Ingroia non andrebbe al Pd ma andrebbe all’astensione. Questa situazione si sarebbe potuta evitare se il Pd avesse accettato una qualche forma di desistenza con Rivoluzione Civile, non fatta sottobanco ma ufficialmente e alla luce del sole. Ma questo Bersani non lo ha fatto preferendo rincorrere Monti e illudendosi che sarebbe bastato mettere Sel nel proprio cono d’ombra per fare il pieno di voti alla propria sinistra.

      • ilBuonPeppe

        Vero anche questo. E dimostra, una volta di più, che tutti questi tatticismi non sono solo devastanti per l’ambiente politico e il rapporto con i cittadini, ma non raggiungono nemmeno il risultato atteso.
        Inoltre tutto questo va a discapito delle proposte,che infatti sono assenti nel dibattito.

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