Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Il Progetto per il Nuovo Web Italiano" è stato scritto da Comandante Nebbia .
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Facebook e’ piu’ pericoloso dei gruppi degli anni 70. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano. “Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Cosi’ si rischia di auto alimentare l’odio che alligna in alcune frange”. (fonte)

Il progetto del governo per il nuovo web italiano
Chissà dov’era Schifani negli anni 70. Forse a fare la pupazza di sabbia sulle spiagge di Mondello insieme a qualche altro basilisco amico suo.
Solo così si giustifica un’affermazione superficiale e irrispettosa come la precedente. Superficiale perché dimostra l’evidente ignoranza di chi l’ha pronunciata su argomenti come il web 2.0. Con quello che prendono come diaria, perché non pagano un tredicenne per farsi spiegare certe cose e farsi scrivere le dichiarazioni da fare su Internet?
Irrispettosa per chi negli anni 70 ci ha lasciato la pelle, per chi è rimasto a ricordare e per chi è ancora dietro le sbarre e non può dimenticare.
Nella sagra paesana del Silvio Redentore che con il suo sangue ha lavato i peccati del mondo, fra le tante cazzate messe insieme da lecchini e servi, questa è sicuramente la più grossa.
Che vuole Schifani? Vuole che invece di manifestare pacificamente, civilmente e pubblicamente la nostra indignazione per il modo con cui maltrattano la nostra intelligenza, ci si rifugi in clandestinità in qualche sottoscala a organizzare la sedizione?
Se è questo quello che vuole, è sulla buona strada per ottenerlo, ma non da me, non da quelli che credono che più della violenza può l’informazione, la consapevolezza e la conoscenza.
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Segnalo questo notevole articolo su l’Unità:
http://www.unita.it/news/italia/92713/internet_e_quella_stella_che_brilla_lass
l’articolo non è scritto da un giornalista di professione ma da un blogger che ora scrive per l’Unità. La differenza si vede.
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Non è vietato vietare.
Se nel periodo della sua scalata al potere ci fossero stati i computer Hitler avrebbe anticipato lo sterminio con l’epurazione dei facebookonorosi sia degli ebrei che degli ariani per poi proseguire con lo sterminio totale degli ebrei con o senza facebook.
Ora con le stesse premesse dell’Hitler uber alles nasce la razza berlusconiana pronta a ripetere le gesta del “padre”.
Il vero pericolo sta nella forza dei seguaci disponibili a permettere tutto al “padre” per proibire tutto ai “figli”.
Libertà di pensiero e libertà di stampa saranno comunque garantite da un decreto legge che non vieta di vietare.
Così Schifani, Maroni, La Russa, Bondi e altri Fjeld marescialli possono ben vantarsi di essere i custodi e i garanti non tanto della liberta di stampa quanto della libertà di Berlusconi.
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Quasi un anno fa su queste pagine ebbi modo di scrivere su Facebook ed ecco che ancora una volta mi sento quasi chiamato in causa per il mio non aver mai apprezzato i gruppi dei quali l’ottimo Tondelli su l’Unità ha così ben scritto a dispetto dell’altrettanto ottimo Stella che forse si sente un po’ “casta” e se ne va alla “deriva”…Gli avessero dato alla testa i proventi dei diritti d’autore dei suoi libri? Ma non divaghiamo.
Sono molti i motivi per i quali il recente (o dovremmo dire diffuso visto che recente non è!) fenomeno dei Social Network non mi attira e ancor meno dopo che la Gelmini ne ha voluto fare un tema della scorsa maturità.
Dalla poco spiegabile voglia di anononimato al reale bisogno di star lontani da eventuali compagni di classe che, hai visto mai, dovessero ripescarmi. E poi visto che i miei dati anagrafici sono piuttosto comuni in termine di cognome e, per lo meno nel meridione, anche di nome, non vorrei trovarmi confuso in qualche decina di pagine di omonimi!
E non sono certo nuovo a fenomeni del genere visto che frequento la rete da prima ancora dei tempi delle stanze pubbliche di Microsoft, dall’inizio, ovvero da quando il web era una roba grigia con caratteri Times Roman neri o azzurri, al massimo sottolineati e lampeggianti!
Ma la notizia di pochi giorni fa è una di quelle che mi rende ancora più convinto che la scelta di starne fuori è stata quella corretta. Né fessbuk né mispiace (MySpace).
La notizia è questa: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-21/gruppi-facebook/gruppi-facebook.html
In pratica a seguito delle vicende del 13 dicembre scorso a Milano pur di dimostrare agli italiani quanto egli sia amato hanno taroccato le pagine di alcuni gruppi di Facebook: un esempio per tutti alcune pagine dedicate al sostegno dei terremotati abruzzesi improvvisamente trasformatesi in sostegno al cavaliere con decine di migliaia di fans sorti dal nulla!
Insomma è come se sulla home page del sito della Roma comparissero di punto in bianco i colori e l’inneggiare laziali!
Parte della fregatura sta nel fatto che i creatori/amministratori del gruppo possono semplicemente rinominarlo e così qualsiasi utente che si iscriva che so ad un neonato gruppo di sostegno “Salviamo il pidocchio australiano” potrebbe domani, insieme a migliaia (forse milioni in questo caso ) di altri ritrovarsi nel “Lasciate che gli australiani si grattino pure”!
Pur essendo plausibilmente corretto che gli orientamenti e/o le opinioni medie di un gruppo di persone indipendenti tra loro e non sottoposte a coercizioni di sorta siano spesso gli indicatori di “scelta” migliori in campo sociale è altrettanto vero che la maggioranza delle persone sono poi quelle che in qualsiasi caso si vengono a trovare al centro della gaussiana; in qualsiasi condizione pronti a cambiare opinione od indirizzamento perché coinvolti nella trasformazione e non come fautori della stessa!
L’unico modo col quale potrei iscrivermi sarebbe in forma anonima, ma ciò violerebbe il principio stesso dell’iscrizione rendendo quanto meno patetici coloro che sono iscritti in tal modo. Con chi si relazionano poi?
Ebbene, proprio perché voglio evitare di indirizzarmi al centro della griglia dei caselli autostradali (le autovetture si distribuiscono secondo una gaussiana anche qui!) non mi iscriverò mai a nessuno di questi cosiddetti social network: anche perché convinto che siano comunque manipolati e fonte di informazione a buon mercato utili ai manipolatori!
A parte il fatto che ho il Telepass!!!
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peccato che tu lo abbia postato come commento.
prova a proporre i pezzi per la pubblicazione.
comunque, in generale, non sono gli strumenti a qualificarsi, ma l’uso che se ne fa, almeno secondo me.
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Grazie comunque per l’apprezzamento. Ho proposto in passato qualche altra cosa ed è sempre stata pubblicata. Stavolta non so perché ho voluto solo fare un commento, anche se lungo per restare nel tema dell’articolo originale.
PS) anche secondo me ma il problema dell’uso è sempre relativo al fatto che purtroppo chi lo usa di più sono quelli che stanno al centro di quella curva
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