Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica. 23


A dar retta al terzo principio della dinamica “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Peccato che non valga in campo sociale. Se le azioni intraprese dal governo Monti si dovessero misurare dalle reazioni, bisognerebbe pensare che i più vessati sono stati gli autotrasportatori, che minacciano la rivoluzione, mentre i meno colpiti i pensionati a 1410 euro al mese, che non hanno neppure fatto “beh!”

In realtà ai pensionati oltre ad aumentargli l’autostrada e il gasolio gli hanno pure bloccato la pensione, mentre agli autotrasportatori gli hanno solo aumentato il gasolio e l’autostrada, prevedendo di rimborsargli le accise e scontargli il pedaggio. Che non basterà probabilmente a calmierare il prezzo delle zucchine, notoriamente trasportate su gomma, delle quali sono ghiotti i pensionati, che in questo modo insieme alle zucchine avranno pure il danno e la beffa.

Volendolo adattare alla politica, il terzo principio andrebbe riformulato in quest’altro modo: “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria,  proporzionata al potere sociale di cui dispone la classe che subisce l’azione”

Così si spiegherebbe perché l’equità, quando si parla di sacrifici, sia tanto restia a tradursi in realtà, chiunque sia chiamato ad applicarla. Lo impedirebbero da una parte la forza necessariamente limitata di chi chiede, dall’altra la capacità di ritorsione di cui dispongono le categorie chiamate a dare: se tu mi fai questo, io ti faccio quest’altro. Pensaci bene, non ti conviene.

Altrimenti non si capirebbe perché un governo che decide di far pagare l’ICI ai cittadini non la faccia pagare anche alla Chiesa. Delle due l’una, o è convinto dell’insostituibile funzione della Chiesa nel processo di aggregazione sociale e pensa che vada in qualche modo premiata; oppure teme che i parroci l’accusino dal pulpito d’offendere Nostro Signore, alienandogli il supporto dei cattolici, mettendolo a rischio di cadere e di farsi male. La Chiesa, che ha il naso fine, un lieve sentore d’iniquità deve averlo avvertito se ha sentito il bisogno di rassicurare la collettività che la giustizia non è stata affatto mortificata, anzi: “I Comuni vigilino, e noi per la nostra parte lo faremo – dice il cardinale – Ci piacerebbe solo non si investissero tempo e risorse in polemiche che, se pur accettiamo in spirito di mortificazione, finiscono per far sorgere sospetti inutili e, in ultima istanza, infirmare il diritto dei poveri di potersi fidare di chi li aiuta”. Un modo molto gesuitico per spostare l’attenzione dall’elusione dell’ICI al sacrosanto diritto dei poveri a fidarsi dei propri parroci, per distrarre i villani che stanno davanti al banchetto delle tre carte.

Lo stesso fanno Notari, Speziali, Autotrasportatori, Tassinari e ogni altra categoria dotata di potere d’interdizione, quando proclamano che difendono se stessi, per il nostro bene. È evidente che ogni Categoria lavora per sé, né s’è mai visto il contrario, per spuntare le migliori condizioni; tanto più vantaggiose quanto più significativo è il ruolo che la Corporazione gioca e più vantaggiosa la posizione che occupa nel contesto sociale; quanto più debole e colluso è il Potere; ma soprattutto quanto più incapace d’intendere e di volere è l’Opinione Pubblica.

Quando si dice debole e colluso non s’intende accusare il potere di debosciaggine e di camurria, ma evidenziare che non esiste potere che non rappresenti degli interessi e non debba appoggiarsi a questa categoria per resistere alle pressioni di quella.

Non ha alcun valore pratico, né politico, affermare che non dovrebbe essere così. Non è nel DNA del Potere di essere neutrale. Nel momento in cui le fazioni trovassero un’intesa il Potere diventerebbe immediatamente inutile; ma finché restano in antagonismo tra loro il Potere è indispensabile per imporre ai riottosi la volontà comune, che è poi quella dei Grandi Elettori. Che in democrazia dovrebbero essere semplicemente gli Elettori, cioè l’Opinione Pubblica. Peccato che il favore dell’Opinione Pubblica sia sempre in vendita, Franza o Spagna purchè se magna, da ricomprarsi continuamente come quello di una mignotta qualsiasi. Con esiti spesso letali per le casse dello Stato.

È la qualità dell’Opinione Pubblica, in fin dei conti, che condiziona nel bene e nel male il Potere dello Stato, consentendogli d’essere iniquo favorendo alcune categorie ai danni di altre, senza pagarne il fio. Questo capita non tanto perché l’Opinione Pubblica sia egoista e faccia i propri interessi, che sarebbe sacrosanto, ma al contrario in quanto non sa distinguere quali siano i suoi veri interessi; portata per costituzione naturale assai poco alla logica e assai di più al sentimento. Eternamente predisposta, per essere stata tante volte scottata dallo Stato, a vedere degli amici in tutti coloro che si proclamano contro lo Stato e dalla parte del Popolo. Spesso senza andare troppo per il sottile, né entrare nel merito, sovente assai complicato; spesso senza discernere tra ciò che pare e ciò che è; senza pesare il pro e il contro per l’immediato e per il futuro; stando più volentieri dalla parte di ciò che sarebbe auspicabile, piuttosto che di ciò che è concretamente possibile; lasciandosi volentieri incantare dalle parole, anche quando sarebbe molto facile capire che si tratta di chiacchiere che non potranno mai tradursi in fatti.

Se non fosse così, se l’Opinione Pubblica non si contentasse d’essere rappresentata in piazza di volta in volta dai benzinai, dai camionisti, dagli insegnanti, dagli studenti, dai Family Day, dai no TAV, dalle bandiere e dalle canzoni, dai palchi e dalle concioni; se trovasse il modo di manifestare al Potere la propria assoluta volontà, faccio degli esempi, di destinare il canone RAI, le sovvenzioni alla stampa di partito, gli emolumenti degli impiegati in soprannumero della regione Sicilia, gli stipendi dei consiglieri e degli assessori di uno sproposito di comuni e di provincie, i fondi destinati all’acquisto degli F35, alla riduzione del debito pubblico di quel 3% annuo previsto per i prossimi anni vent’anni dal Fiscal Pact, se lo facesse, non si troverebbe l’anno venturo a dover pagare un altro aumento delle accise e dell’IVA, continuando a versare regolare stipendio a Gasparri e alla Minetti.

Ma un’Opinione Pubblica così non c’è. Né si vede dove e come possa nascere.

Quando Gutenberg inventò la stampa si disse che di lì in poi sarebbe stata tutta un’altra musica, perché tutti avrebbero potuto avere un libro e il Potere non avrebbe più potuto approfittare dell’ignoranza della povera gente. Lo si disse anche dopo che Lutero smascherò la Chiesa; dopo che Marx ebbe scoperto la congiura dei capitalisti ai danni dei proletari; lo si disse quando si avviò la scolarizzazione di massa; dopo che Marconi inventò la radio e tutti poterono sapere ciò che accadeva direttamente dalla viva voce dei protagonisti. Con l’avvento della televisione, che permise di vedere direttamente i fatti senza che fossero manipolati dai nostri inviati notoriamente asserviti al Potere, si pensò che finalmente la democrazia diretta fosse a un passo. L’apoteosi si ebbe con l’avvento della rete, che consentiva a ognuno di vedere in tempo reale le immagini di ciò che accadeva nel pianeta, di leggere il parere di tutti gli altri e finalmente di aggiungerci il proprio.

Tutto questo è accaduto. Se fosse stata solo una questione di strumenti a quest’ora dovremmo essere a cavallo. Invece l’Opinione Pubblica è sempre allo stesso punto, incapace di controllare il Potere, che preferisce trattare con le lobby.

Magari sono io che vedo male, ma se fosse così si porrebbe una domanda inquietante: e se non fosse una questione di strumenti? se l’Opinione Pubblica, compresa quella della rete, fosse solo troppo stupida per ambire a controllare il Potere?


23 commenti su “Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica.

  • Comandante Nebbia

    La domanda merita una risposta diretta ed inequivocabile:
    Sì, l’Opinione Pubblica, compresa quella della rete, è troppo stupida per ambire a controllare il Potere.

    E’ una convinzione alla quale sono tristemente pervenuto negli ultimi anni. Essendo stato comunista, per me si tratta di una sconfitta politica globale.

    E’ per questo che questo sito ha ospitato interventi sul fallimento della democrazia, sul valore operativo di un colpo di stato e sull’incitamento all’iniziativa personale in termini di sopravvivenza.

    Le singole persone hanno più o meno coscienza, un certo grado di intelligenza, a volte sensibilità e attitudine all’onestà o alla criminalità. La massa è mediamente ottusa al punto di intasarsi in scarichi come facebook dove le cazzate rimbalzano in eterno e gli argomenti più profondi vengono immediatamente evacuati.

    Mi ripeto: la socialità è una forma di convenienza e come tale va valutata. Se i vantaggi scendono al di sotto di una certa soglia la questione diviene puramente militare.
    Non sta scritto da nessuna parte che si debba essere sociali a prescindere. Sì, c’è la legge, ma se chi la scrive e pretende di farla rispettare è un avversario lascia il tempo che trova.
    Se si fa questo salto mentale, si apre un nuovo mondo.

    • fma

      Sì. E’ come se i singoli individui che fanno l’Opinione Pubblica fossero troppo presi a perseguire ciascuno il suo proprio particulare perchè gli avanzi tempo per guardare al bene comune.
      Detta così potrebbe parere l’eterna diatriba tra egoismo e altruismo. Ma non è quello che voglio dire.
      Sarebbe normale che ciascuno seguisse l’interesse suo proprio e basta, trascurando quello di tutti, se poi il bene o il male di tutti non gli ricadesse sulla testa.
      Non è la mancanza di generosità il difetto, ma l’incapacità dei singoli a capire che per molti aspetti l’interesse di tutti coincide con l’interesse di ognuno.
      E non si tratta di un’incapacità spalmata allo stesso modo sull’intero pianeta.
      Ogni paese ha la sua. Per esempio quella di noi italiani è un po’ più alta di quella dei cittadini di altre nazioni. Non perchè la natura ci ha fatto un po’ più egoisti, ma perchè siamo cresciuti un po’ più stupidi.
      Di conseguenza un po’ più inadeguati a controllare il Potere.

  • Gilda Fusco

    Insomma, in fondo è come se anche tu stessi dalla parte di un qualcosa di auspicabile (che l’opinione pubblica fosse migliore) senza pensare a ciò che è concretamente esistente, ovvero singoli individui più o meno sopra la media. Non ci si può basare sull’opinione pubblica al giorno d’oggi, che è continuamente pilotata da giornali e tivù… forse l’opinione pubblica in realtà non esiste nemmeno, c’è solo quella fittizia raccontata alla televisione.
    E poi parli dei veri bisogni dell’opinione pubblica, ma in realtà ogni singolo cittadino è (o dovrebbe essere) anche un lavoratore, perciò camionista o tassista o medico o pensionato. Quali diventano, a questo punto, i bisogni di ogni persona? In un paese fondato sul lavoro, in cui stanno facendo importanti manovre finanziarie che riguardano parecchie classi di lavoratori… cosa dovrebbe combattere il singolo camionista, operaio, tassista?
    L’opinione pubblica, chiamata così, mi dà l’impressione di essere una puttanata. L’opinione pubblica è l’insieme delle opinioni dei cittadini di un paese, e si potrebbe avere solo se ci fosse un sindacato ufficiale di ogni singola categoria (compresi studenti, precari e disoccupati) che unitisi insieme riuscissero a trovare la soluzione che li riesce a mettere d’accordo (chi più, chi meno) senza dover convincere nessun riottoso. Che senso ha pretendere che solo una di loro governi sulle altre? E da qui, una riflessione: in fondo paghiamo una montagna di politici che sono diventati come una sorta di sindacato che persegue i propri interessi (o con leggi ad personam, o legandosi all’opinione delle singole classi elettorali che li hanno votati) senza pensare minimamente al paese. Stanno lì, in fondo, per fare quello che potrebbero fare (probabilmente meglio) i sindacati, se fossero tutti degni di questo nome. Ma tanto neanche i politici sono degni di questo nome, quindi…

      • Gilda Fusco

        Quindi… cosa?

        Se intendi in generale, sto dicendo che l’opinione pubblica non è che è troppo debole, è semplicemente manipolata dai mass media (anche su internet) e quindi è come se non esistesse proprio. La gente non è che tende a pensar male, ma a non pensare affatto. Quindi magari sa benissimo (perchè qualcuno gliel’ha detto) che in televisione si dicono un sacco di stronzate, però quando salta fuori Schettino (per esempio) abbocca all’amo come un idiota. E questo vale per tutto, da Schettino ai terremoti a Monti che dice che il posto fisso è monotono (parla l’artista, poi!)

        Se invece ti riferisci al mio quindi, ho solo perso completamente la fiducia nei partiti. Ho capito che non possono funzionare, faranno sempre gli interessi di pochi perchè sono strutturati per fare questo. La giustizia, secondo me, è da ricercare altrove.

        • fma

          1° quindi:

          La gente non è che tende a pensar male, ma a non pensare affatto.

          Quindi condividi la mia ipotesi che sia troppo stupida, uno che non pensa è uno stupido, per ambire a controllare il potere. Quindi l’Opinione Pubblica esiste. Dunque non è vero che

          si potrebbe avere solo se ci fosse un sindacato ufficiale di ogni singola categoria

          2° quindi:

          La giustizia, secondo me, è da ricercare altrove.

          Mettiti in cammino subito, perchè la strada per altrove è lunga assai. 😉

          • Gilda Fusco

            Quella che viene chiamata opinione pubblica non penso che sia l’opinione reale della gente. Ti faccio un esempio: quando il tg La7 fa quei carinissimi sondaggi sulle intenzioni di voto (senza neanche specificare i numeri dei “campioni”), quando dice PD o PDL “acquista voti” non fa che modificare l’opinione di molte persone, che se anche prima erano di un’idea tenderanno a mettersi in linea con quella che vedono in tv, oppure a contrastarla (a seconda dei casi). E anche quando dicono “l’opinione pubblica si esprime sul caso Schettino…”, sempre senza citare numeri e fonti, chi non si esprime (perchè fondamentalmente non è competenza sua la colpevolezza di Schettino) non viene neanche preso in causa, tanto non torna utile. Questa dovrebbe essere l’opinione pubblica? Questa è l’opinione tele-pubblica.

            Stessa cosa, si potrebbe dire, alle elezioni: se il 40% degli elettori non va a votare e Berlusconi vince con il 31% totale, non si può decisamente dire che l’opinione pubblica (e quindi i cittadini) è a favore di Berlusconi.

          • fma

            Ci stiamo avvitando.
            L’opinione pubblica stupida non è quella che risponde al sondaggio di TG7, ma quella muta di opinione per aver sentito che altra gente ha cambiato di opinione. Dimostrando così di non averne una propria.
            La televisione non è il diabbolo. La gente, a parte banali esteriorità, è quel che era prima
            L’opinione pubblica non è a favore di Berlusconi: e chi l’ha mai detto?

          • Gilda Fusco

            Non l’ho detto neanch’io che la parte stupida è chi risponde al sondaggio, ho detto soltanto che il sondaggio è fuorviante e alla fine contribuisce solamente a instupidire ancor più le persone e (se usato a modo) a manipolarne le opinioni.
            L’opinione pubblica si suppone che sia molto più deducibile dalle votazioni che gli elettori esprimono alle urne, e se viene nominato un governo dovrebbe voler dire che l’opinione pubblica sostiene quel governo. Dovrebbe, ma non è così.

            Voi vi illudevate che la televisione e internet acculturassero la popolazione, a me che ci sono nata in mezzo sembra che la avvelenino.

          • fma L'autore dell'articolo

            Voi chi?
            Pensavo di aver scritto un pezzo per dimostrare che non era una questione di strumenti.

          • Gilda Fusco

            Scusa, avevo letto il pezzo in cui dicevi “Quando Gutenberg inventò la stampa …ecc, ecc” come un noi. In effetti sarebbe un noi allargato.
            Secondo me invece rimane una questione di strumenti, solo che gli strumenti sono utilizzati dalla parte sbagliata della popolazione.

  • Comandante Nebbia

    Ritengo utile aggiungere che oggi, la giornata nella quale S.E. il ministro del lavoro ha candidamente annunciato che intende portare in parlamento una riforma unilateralmente concepita del mercato del lavoro (senza lacrimuccia), su questo sito sono arrivati circa mille stronzi in cerca di una foto di domnica cemortan nuda, la signorina che ama Francesco l’Eroe Schettino.

  • ilBuonPeppe

    Sì, l’opinione pubblica (qualunque cosa sia) è davvero troppo stupida, non solo per controllare il potere ma anche per fae il proprio interesse.
    E la rete, con buona pace di tanti fanatici, è solo uno strumento; e come ogni strumento non è né buono né cattivo, è solo al servizio di chi lo usa, compreso il potere.

    “Non è la mancanza di generosità il difetto, ma l’incapacità dei singoli a capire che per molti aspetti l’interesse di tutti coincide con l’interesse di ognuno.”
    Appunto.

  • Gilda Fusco

    La parte “giusta” si beve quello che la parte sbagliata gli propina e gli ha sempre propinato. Fermo restando che con “parte sbagliata” non intendo una sorta di mondo dei cattivi, ma semplicemente i proprietari del potere in italia. I mezzi d’informazione dovrebbero essere in mano all’altra parte, in mano a chi subisce il potere… ma non è così, nemmeno su internet che comunque necessita di cervello a sufficienza per distinguere le boiate dalla verità. La differenza tra chi viveva nell’era di Gutenberg e Marx e chi vive oggi è che una volta la cultura ognuno se la faceva per conto suo e ci sudava sopra per farsela, e una volta che se l’era fatta era sicuro di quello che sapeva. Purtroppo non poteva farsela chiunque, ma dal momento che non tutti potevano chi non era acculturato nemmeno provava a spacciarcisi. Oggi la “cultura” è aperta e anzi obbligatoria: te la inculca a forza la scuola, e te la inculca pure male… la cultura è già bella che pronta, qualcuno l’ha “scoperta” prima di noi e ce la offre come l’unica lettura possibile. E quell’unica lettura possibile sarà anche l’unico modo per “risolvere” la crisi e gestire la società.

    • fma

      Mi pare assai opinabile chiamare “giusta” quella parte della popolazione che si beve quello che gli propina la parte sbagliata.
      Che ne diresti se la chiamassimo stupida?

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