Napoli, una delle città più popolose del paese e, insieme a Roma, probabilmente una delle città italiane più conosciute all’estero, è in “emergenza rifiuti” da quindici anni. Periodicamente, il problema torna alla ribalta della stampa nazionale, si crea un nuovo commissario, si spazzano le strade e poi tutti se ne dimenticano di nuovo.
La responsabilità è certamente delle autorità politiche sia nazionali che regionali e, diciamolo una volta per tutte, anche dei cittadini campani che non hanno fatto nulla per cambiare la situazione sia in termini di azioni civili non violente, sia in termini di espressione democratica. Infatti, dopo cinque anni di infruttuoso governatorato di Bassolino, hanno ritenuto di confermarne nuovamente la carica per un successivo mandato elettorale.
Le soluzioni adottate, ancora una volta in regime di emergenza, hanno messo in evidenza la completa incapacità della classe dirigente italiana di interpretare gli umori e le tendenze di un paese che, ogni giorno di più, trova rifugio nella tutela del proprio interesse locale e non ha più nessuna considerazione degli obiettivi e delle necessità generali.

Accade così che, con lo stesso atteggiamento localistico che ha portato i cittadini di Pianura a trasformare le loro zone di residenza in repubbliche indipendenti dove non vige più la legge italiana, cittadini di altre regioni protestino, probabilmente a ragione, per l’arrivo dei rifiuti campani che, dopo quindici anni di misteriosa ripartizione dei fondi messi a disposizione per risolvere il problema, prima di essere smaltiti, hanno ancora il discutibile vezzo di fare lunghi viaggi in treno o in nave.
Anche un bambino avrebbe potuto prevedere che, con la situazione attuale, mettere in competizione popolazioni di diverse regioni su questo problema avrebbe causato violente divisioni ed un danno d’immagine alla Campania ed ai campani di dimensioni ben superiori a quelle della “monnezza” per le strade.
Ecco che, sotto la minaccia della spazzatura di Napoli e a seguito delle ingiustificabili azioni di violenza operate nei confronti di vigili del fuoco e mezzi di soccorso da parte dei “manifestanti” napoletani, rispuntano i vecchi pregiudizi e le antiche discriminazioni.
“Che c’entra andare in tre sulla moto senza casco con la camorra?”. “La verità è che gli è indifferente vivere nella monnezza, non ci fanno più caso“. Sono questi i commenti che si sentono in giro quando si ascoltano le opinioni del resto d’Italia sulla situazione campana. A titolo di esempio vi cito questa pagina del sito di Radio24. Qui è possibile ascoltare le lettere spedite dagli ascoltatori. Quelle spedite da non campani, spesso, assumono toni simili a quelli indicati.
Quindi, in fin dei conti, la colpa è solo dei campani che amano rotolarsi come porci in brago. Manca solo che qualcuno si lasci scappare la parolina magica “terrone” per cancellare di colpo la globalizzazione e ritornare agli anni cinquanta quando gli extracomunitari non si chiamavano Mohamed, ma Gennaro.
Eppure, nello sforzo di criticare e compiacersi della miseria altrui, spesso si dimentica la propria.
La Sardegna non vuole accogliere i rifiuti campani, ma ad incarnare la protesta sono gli ultras del Cagliari, notoriamente in urto con i tifosi del Napoli. A questo punto è lecito il sospetto che non sia in gioco una questione ecologica, ma solo una rivalità tra tifoserie. Ridicolo. Se i rifiuti fossero arrivati da Foggia, con la cui squadra di calcio i cagliaritani sono gemellati, sarebbe stato diverso?

Nel frattempo tra Milano e Roma si consumano altre e ben più tristi miserie. Sospesa temporaneamente l’attività di impresario di attricette, qualcuno non ha nessuna remora ad ammettere che se si vuole riformare l’assurda legge elettorale di questo paese, bisogna rinunciare a regolamentare le televisioni private.
Se questo non è conflitto di interessi, cos’è?
La verità è che, ultimamente c’è monnezza dappertutto. Da qualche parte si vede, da qualche altra se ne sente solo la puzza, ma c’è lo stesso.
E’ tempo di capire che le divisioni alle quali siamo condotti sono, sempre più spesso, strumentali. Perdendo di vista gli interessi generali e concentrandosi sul proprio particolare, si crea, nel nostro Paese, un’atmosfera di divisione e contrasto che può condurre ad una sola cosa: un bel supercommissario per l’Italia con poteri speciali.
La cosa, personalmente, mi fa paura. Non so a voi.
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Tag: bassolino, berlusconi, campania, discriminazione, globalizzazione, legge-elettorale, libertà-civili, malapolitica, razzismo, rifiuti
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18 Gennaio, 2008 a8:04
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30 Gennaio, 2008 a16:30
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14 Gennaio, 2008 a 9:29
Laura Costantini
Vorrei segnalare questo post/articolo di Ciro Paglia che, secondo me, merita di essere letto e ponderato:
http://www.remobassini.it/blog/?p=987
Laura
14 Gennaio, 2008 a 10:22
mc
Grazie per il consiglio. Mi è sembrata una simpatica rievocazione, ma alla fine diventa sfacciatamente di parte quando attribuisce la responsabilità dello sfascio campano al centrosinistra.
Prima di Prodi ha governato Berlusconi per 5 lunghi anni e prima di Bassolino c’è stato Rastrelli di AN. La monnezza c’era allora e c’è oggi. Ancora una volta ci rifugiamo nella divisione tra destra e sinistra quando l’inefficienza e la malapolitica sono sistemiche.
Concordo con l’autore quando identifica in queste divisioni la crepa che sta incrinando pericolosamente il nostro sistema democratico.
14 Gennaio, 2008 a 11:26
ilBuonPeppe
“E’ tempo di capire che le divisioni alle quali siamo condotti sono, sempre più spesso, strumentali. Perdendo di vista gli interessi generali e concentrandosi sul proprio particolare, si crea, nel nostro Paese, un’atmosfera di divisione e contrasto…”
Io lo ripeto da tempo, ma questa posizione non trova persone disposte ad andare oltre e ragionare con la propria testa. Quasi tutti si fermano ai concetti di “destra” e “sinistra”; e tutto finisce lì. Mentre dall’alto continuano a tirare i fili…
14 Gennaio, 2008 a 12:26
marco il buono
Il ricatto che vorrebbe mettere in atto il leader del centro destra è a dir poco indegno di un paese civile, e il fatto che nessuno urli ai quattro venti il proprio sgomento dimostra benissimo il livelo in cui è scaduta l’Italia politica e non solo, quindi ben venga un commissario europeo che faccia subito una legge sul conflitto di interessi, una legge elettorale, regole precise per chi si ritrova ad occupare cariche nella pubblica amministrazione con la fedina penale zozza, e la lista come sempre è ancora lunga.
Certo, mi rendo conto del rischio che si corre, ma siamo sicuri che possa fare peggio?
14 Gennaio, 2008 a 12:35
mc
Non credo che l’autore si riferisse ad un SuperCommissario europeo.
Probabilmente la cosa attiene maggiormente a carrarmati per le strade e omini in divisa che fanno allegre improvvisate alle 4 di mattina.
14 Gennaio, 2008 a 14:58
Adetrax
Non so cosa e` meglio, se stendere un pietoso velo di silenzio e lavorare solo a livello PRATICO per risolvere i problemi o andare veramente a fondo delle questioni per intervenire a livello STRUTTURALE e quindi capire chi ha sbagliato, se lo ha fatto scientemente o meno (per indecisione / incapacita`) e soprattutto perche` nessuno si e` opposto o ha controllato e infine se le cose possono nuovamente ripetersi allo stesso identico modo.
Sulla parolina magica non credo serva profferirla e non credo ci siano dubbi sul fatto che si affacci nella mente di molti piu` spesso della parola sesso; in questo contesto pero` vorrei ribadire il concetto che non e` l’origine delle persone a dare fastidio ma l’accettazione e il permanere di modi di fare evidentemente consolidati nel DNA di interi gruppi familistici, che quando emigrano esportano anche e soprattutto queste cosidette furbizie.
Sia chiaro che quel rischio lo corriamo tutti e voi non sapete quanta gente desidera invece che una volta per tutte si giri pagina su questi aspetti deteriori; purtroppo ogni volta che ci sono problemi (anche a scoppio ritardato) si scopre sempre lo stesso modo di fare.
L’anteporre sempre e comunque il dio denaro e i “cazzi propri” mandando gli altri a “farsi fottere”, e` un atteggiamento che ormai ha fatto il suo tempo.
Fino a quando questo atteggiamento era limitato a bande di pecorai e banditi, nel XIX e XX secolo, aveva un determinato impatto, deprecabile e da combattere quanto si vuole ma limitato, una volta portato su scala nazionale, semplicemente non e` piu` tollerabile perche` da decenni ha ormai intaccato i bisogni primari dei cittadini e quando si arriva a questi livelli, i rischi paventati nella conclusione dell’articolo e successivi commenti, diventano pericolosamente reali.
erche` non crediate che tutte le imprese del nord siano in mano a gente vecchio stampo “casa e lavoro”.
E` ovvio ormai che la politica taglieggia la malavita e la malavita chiede e ottiene determinati servizi di copertura alle sue attivita`.
Dove pensate che la camorra o la mafia investano i loro sporchi guadagni ?
Ovvio, in imprese edili, in catene commerciali, nell’acquisizione di locali di intrattenimento, nella ristorazione, ecc., solo in questo modo possono creare intere filiere di aziende / prodotti che sfuggono alle norme e ai controlli che potrebbero essere fatti da intermediari non controllati da loro (e con questo mi riferisco anche ai rifiuti tossici e a molte altre cose).
Detto questo, quello che piu` mi lascia perplesso, e` il fatto che la gestione dell’immondizia sia demandata a persone che o NON capiscono nulla di quello che fanno o che pur capendo lo fanno comunque e volutamente peggio che possono.
Siamo costretti a sentire il “blaterare” di politici (e neanche di tutti, perche` i piu` colpevoli si sono opportunamente imboscati), di fiancheggiatori di camorristi, di giornalisti e opinionisti che interpretano il fenomeno, di gente che si chiede perche` ci si deve preoccupare anche dell’immondizia (con tutti i problemi che ci sono), ecc.
In questo coro di VOCI bianche mancano quelle di gente esperta che possa prendersi la responsabilita` di quello che dice, e NON parlo solo di SCIENZIATI e/o RICERCATORI (cosa che sarebbe un lusso inimmaginabile) ma almeno di TECNICI bravi, esperti nel loro mestiere, che hanno visto e valutato altre gestioni fatte all’estero, ecc.
Dove SONO ? Sono censurati ? Non possono parlare con le persone e informarle a priori in modo chiaro e diretto (adeguato al loro livello di comprensione) senza MENTIRE loro su alcuni aspetti scomodi ?
Questa e` la cosa per me piu` preoccupante di tutte, l’assenza o la non influenza di voci autorevoli e indipendenti (non legate a interessi economici o altro).
NOTA: nell’articolo segnalato da Laura C., Pecoraro Scanio e` indicato come napoletano anche se a me risulta essere salernitano che e` una cosa un po’ diversa.
14 Gennaio, 2008 a 17:34
administrator
infatti, è molto diversa, anche se in questo caso non c’è da andarne orgogliosi.
p.s. c’è ancora questo tarlo della tara genetica. la parola educazione non ha dignità in certi dizionari.
14 Gennaio, 2008 a 21:45
Adetrax
L’educazione e` importantissima
, purtroppo l’inquinamento ambientale (in tutti i sensi) interferisce …
L’UE ha un’attenzione eccessiva sui rifiuti campani, forse un “malinteso senso di solidarieta` di vicinato” nei confronti di ospitalita`, igiene e sicurezza”:
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-3/cresce-emergenza/cresce-emergenza.html
18 Gennaio, 2008 a 2:20
Anna M. Caputano
Una bella soluzione per il problema rifiuti è in questo sito http://blog.libero.it/joiyce/3929355.html , altre nuove tecniche sono al vaglio ma le tengono ben nascoste per portare avanti gli interessi sugli inceneritori. Sarebbe bello poter dare direttamente alle fabbriche per esempio le lattine e gli altri metalli, la carta, il vetro, e tutto ciò che può servire all’agricoltura e all’allevamento, saltando così i nostri assessori comunali se sono incapaci o collusi. Dovremmo anche dire no alla pubblicità in cassetta e a tutti i gadget stupidi che comunque paghiamo. Ma nell’attesa che risolvano qualcosa raccontiamoci un Fanta Tg: spariti i rifiuti in tutta la Campania
Per tanti paesi campani anche se nessuno lo dice con la raccolta differenziata porta a porta già di rifiuti non ce n’erano quasi, ma a volte qualche cumulo scaricato nottetempo si trovava sotto i broccoletti. Invece come per un miracolo di San Gennaro sono spariti e anche tutti quelli di Napoli, Caserta, Acerra, Aversa. Brutto colpo per chi non voleva andare a scuola, e code davanti alle ricevitorie del lotto per giocare i numeri chi dice la paura fa 90, chi 77 le gambe delle donne che hanno ripulito tutto, chi 16: una botta di culo, chi Pecoraro 57. In realtà un insieme di eventi favorevoli, l’arte dell’arrangiarsi, casualità e connessioni casuali di neuroni hanno reso possibile tutto ciò. La nave salpata per la Sardegna con il carico di rifiuti in realtà non ha mai fatto rotta per tale isola. Prevedendo le reazioni dei sardi il comandante è fuggito nell’oceano, fino ad arrivare nel triangolo delle Bermude, dove si sa, spariscono le navi. L’epicentro di una piccola scossa di terremoto ha inghiottito tutto, almeno ad Acerra, compreso l’inceneritore che tanto non funzionava ma a parte qualche fetente tutti son riusciti a scappare. Profughi kenioti per sfuggire alla guerra dopo le votazioni del loro paese sono capitati per caso nelle discariche, dove, già abituati a quella di Nairobi si sono messi a dividere tutto, mangiando tutto ciò che somigliava al mangiabile. Bassolino visto l’esperienza negativa con gli spazzini che in realtà non facevano il loro lavoro, ha assunto dei postini che per deformazione professionale hanno recapitato ai mittenti di tutta Italia i rifiuti già così divisi , lasciando a lui quelli tossici. Poi c’è stata la grande solidarietà del comune di Viareggio che ha mandato i suoi artisti di carri carnevaleschi e così l’estro napoletano ha plasmato sotto la loro guida tutto il plasmabile. Non vi dico come stanno venendo i fantocci se no ci roviniamo il Carnevale. E’ arrivato l’esercito con le reclute che cantavano “Era meglio pulire da piccoli con i peli nel culo a batuffolo che venire da grandi soldati con le scope di saggina imbracciate”Caruso e il commissario Di Gennaro spaventati sono arrivati ad un accordo: Caruso, stufo di spese proletarie, si sarebbe occupato delle casalinghe, obbligandole al riciclo del reciclabile per far quadrare il bilancio familiare e il commissario invece ha dovuto dare il meglio di sè con i camorristi per un reality sulla polizia. La Iervolino facendo la sua abituale passeggiata oggi ha esclamato:
“Ma chissà pecchè nisciuno ha fatto niente fino a mò! Ma stai a vedè che fra na settimana ritorna tutto come a prima! U vescovo mi deve aiutà. Deve imporre la quaresima come ‘na vota. Digiuno e astinenza fino a Pasqua, nisciuno mangia, nisciuno fa monnezza e io sto tranquilla.” Totò le ha risposto “Ma mi faccia il piacere, mi faccia!”