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Il Piacere del Sesso

21 marzo, 2009 - 9:00 di  
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In questo mondo di linguaggi diretti e spudorati, di dissacranti violazioni del romanticismo, di minigonne vaginali e jeans a vita bassa con boxer a vista, di canzoni libidinose e confessioni licenziose, sembrerà strano ma il sesso, il vero sesso (non quello”tanto per farlo”) per molti è ancora un tabù.




Mi dissocio dalla mera materializzazione di un atto che per quanto fisico nel piacere e nel godimento, dovrebbe comunque conservare una propria dimensione di romantica spiritualità; mi stupisco però, con sommo rammarico, di quanto possa esistere di ancora tanto oscuro circa tale manifestazione nonostante i molteplici tentativi sociali di far luce sulle dinamiche, le problematiche, le perversioni associate a questa realtà fisica.

Come mai aumentano i metodi contraccettivi e aumentano gli acquisti delle pillole del giorno dopo?
Come mai aumentano le produzioni di preservativi e aumentano i casi di Aids?
Come mai cresce il numero dei sexy shops ma diminuiscono le persone che liberamente rendono manifesti i propri acquisti in questo tipo di negozi?
Come mai aumenta la libertà dell’individuo nei suoi rapporti sociali ma diminuisce il numero delle persone che esce preferendo restar a casa incollate davanti a una monitor lasciandosi coinvolgere da illusorie conversazioni virtuali?
Perché è aumentata la possibilità di avere rapporti sessuali ma diminuisce il numero delle persone che lo fa fisicamente preferendo, invece, farlo virtualmente?

Perdonate la disorientante e vorticosa sequela di domande che vi ho sottoposto, in realtà sono punti di una tragica riflessione che dovrebbero farci comprendere di come si sia a parer mio portato allo scoperto il lato sbagliato del sesso o almeno si sia machiavellicamente tramutato un bisogno umano in una moda. Tutti lo fanno, tutti lo usano, tutti ne parlano… ma sarei curiosa di sapere quante persone vivono il sesso facendolo con sentimento (e non parlo d’amore ma di passione, anche nei rapporti occasionali), con consapevolezza e con coscienza.

Vivere il sesso non vuol dire semplicemente farlo, vuol dire percepirne ogni più intima essenza nella sua peculiare istintività, bisogna mangiarlo, respirarlo, assaporarlo fino in fondo nei suoi lati più delicati e nei suoi lati più perversi. Oggi, invece, la smania del “farlo” ha sballottato la vera bellezza di un atto fisico tanto sublime quanto travolgente per far spazio ad una filosofia del mordi e fuggi privo di qualsiasi orgasmo psicologico. Peraltro la precocità con cui diminuisce la soglia anagrafica del primo rapporto sessuale ci dimostra come una banale scopata tra quindicenni nel bagno di una discoteca viola la bramante attesa di un’esperienza epocale della nostra vita e spalanca le porte ad una fredda, disincantata e insipida manifestazione di una tendenza sociale.

Non c’è più il gusto di vivere con desiderio, con ansia, con quel dolce batticuore che rende fiabesco anche un rapporto occasionale, se vissuto sia con il corpo che con l’anima. Non sono un’ipocrita o un bigotta anticonformista che esce dal coro sociale con la sua voce dissonante e discordante; la mia è un’esaltazione del sesso (sia occasionale che non, sia con sentimento che senza) fatto con uno spirito maturo di chi vive un’esperienza carnale mettendo in gioco e facendo coinvolgere tutti i propri sensi. Non c’è nulla di più inquietantemente soddisfacente del perdersi tra le lenzuola sentendo urlare dal godimento le mani, le braccia, il seno, il collo, la lingua, gli organi e ogni singola parte del corpo e della mente che è possibile far esplodere di piacere; bisogna assaggiare ogni singolo istante sulla pelle mentre un intenso orgasmo ci impedisce di pensare e di ragionare razionalmente.

Il sesso deve essere vivo, deve essere per noi assetati come un bicchiere di acqua ghiacciata in un’afosa giornata estiva: ci deve attrarre profondamente lasciando crescere in noi un infuocato desiderio di sensualità; berremo lentamente e intensamente dal suo calice lasciando scivolare nella nostra gola un piacere primordiale che ci attraverserà dentro fino in fondo e lì, dentro di noi, esploderà perversamente un incontrollabile istinto animale.

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Comments

9 Risposte a “Il Piacere del Sesso”
  1. Oris scrive:

    ah, beh, a rischio di sembrar retrogrado farò una metafora.

    Mio figlio è viziato, il mio senso di colpa per la mia schiavitù e staknovismo che mi allontana da casa mi porta a fare gesti idi inconsulto acquisto pro-prole.

    Questo di contro porta in mio figlio una assuefazione alla soddisfazione che gli porta… insoddisfazione.

    Tempo fa suonavo nei locali, devo dire che pur essendo avvantaggiato (dal mestiere, non dall’aspetto) me le dovevo sudare le notti di sesso!

    :)

    Oggi che non te le devi sudare o comunque che te le sudi molto meno (se sei nel giro giusto) ecco che torna preponderante la ricerca di altro, di quel non so che che riempie il vuoto tra una pompata e l’altra, che ti fa sentire che quello strofinamento di tessuti organici è diverso da quello fatto due notti prima con altri tessuti organici.

    E non lo trovi, perchè in fondo chi te lo fa fare di impegnarti quando puoi cambiare alla prima difficoltà?

    E quindi giù in un turbinio di cose che ti porta in un circolo vizioso di soddisfazione/insoddisfazione.

    Ecco che a volte allora è meglio scambiare qualche pensiero virtuale: nella rete almeno sono costretti ad “ascoltarti” e tu puoi dire quello che ti passa per la testa, finalmente.

    Per paradosso, credo che la gente viva i rapporti in rete come più “veri”, ingannandosi: non si può metter su un rapporto vero se non ci sei dentro carne e sangue (anche se poi alcuni trasformano i rapporti virtuali in rapporti reali).

    Cosa c’entra il sesso?

    tutto e niente.

    Se fai sesso tanto per fare, come dici all’inizio del post, oggi hai molti meno problemi di ieri.

    Se cerchi altro, auguri.

  2. Pazzeggiando scrive:

    Quello che più inquieta non è l’occasionalità delle circostanze ma l’eventuale superficialità con cui si fronteggiano determinate situazioni. I problemi insorgono sia in un caso che nell’altro, quella che muta è solo la natura di questi. Accolgo gli auguri ma in questa giungla sociale in realtà c’è tutto quello che si può volere; bisogna solo scegliere come stare al mondo e cercare, quindi, quello che più si avvicina alle nostre esigenze fisiche, psicologiche e sentimentali!

  3. P. scrive:

    Ti ruberò una frase per il mio cestino dei ricordi.

  4. smile scrive:

    Sono perfettamente d’accordo…vivere assaporare respirare il sesso…oppure l’amore(è una questione soggettiva)…..ma forse l’addentrarsi nel buio mondo delle perversioni senza delle piccole attenzioni potrebbe slatentizzare lati oscuri della nostra personalità…forse!!!!
    Cmq un gran bel modo di scrivere…appassionante e trascinante dalla prima sillaba all’ultima…sembra quasi di poter vivere tutte le sensazioni che descrivi…immaginare quello di cui scrivi è come vedere un dipinto…le immagini sono vivide…sei grande,continua così e un dì potrò dire…io l’ho seguita da quando era una piccola scrittrice in erba…o in fiore…come si dice???bhoooooooooo…a presto ciao

  5. Rino scrive:

    “Perché è aumentata la possibilità di avere rapporti sessuali ma diminuisce il numero delle persone che lo fa fisicamente preferendo, invece, farlo virtualmente?”
    E poi c’è quell’immagine..è un caso??

    Comunque la frase finale con la similitudine al bicchiere d’acqua fredda in estate è fantastica…

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