Il Pene di Rasputin 38


La depravazione, le guarigioni, gli intrighi, l’eresia, le profezie e la morte cruenta di Grigorij Efimovič Novy.

Recentemente ho sentito alla radio un’intervista ad Aldo Montano, Campione di scherma e personaggio del “jet set”. In quell’occasione, lo schermidore (di ritorno da una gara svoltasi a San Pietroburgo), citava le ingombranti dimensioni del pene di questo soggetto, da lui definito: “Una montagna.”
Non mi ricordo cosa portava lo sportivo a parlare del pene di Rasputin, ma la curiosità mi spinse a cercare informazioni sul Russo.

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Grigorij Efimovič Novy “Rasputin” nacque a Григо́рий Ефи́мович Распу́тин (Siberia), negli anni ‘60 del 1800. Sulla data di nascita non si è certi in quanto lo stesso Rasputin si invecchiava di proposito, anche di vari anni, aiutato dal suo viso rozzo e solcato da rughe. Si invecchiava con lo scopo di mantenere credibile la sua figura di monaco, figura che in Russia godeva di particolare prestigio se anziano.

Si narra che da piccolo cadde nel fiume gelido con suo fratello e che riuscì a guarire da una grave polmonite, dopo giorni di deliri e strane visioni. Suo fratello, invece, morì. Si trasformò in fretta in un giovane uomo irrequieto che si ubriacava, rubava e correva dietro alle donne per soddisfare un appetito sessuale che sembrava non placarsi mai (Rasputin è il soprannome che si guadagnò proprio in quegli anni e, in russo, significa depravato).

“Il nostro” si imbatté casualmente in una setta rinnegata dalla Chiesa ortodossa, i quali adepti sostenevano che per comprendere appieno l’essenza di Dio era necessario peccare. Solo con l’intima conoscenza del male il peccatore poteva pentirsi, e quindi ottenere il perdono.
L’uomo si doveva macchiare d’ogni tipo di colpa per godere della grazia divina.

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