Il Pene di Rasputin
30 aprile, 2010 - 7:00 di Pietro Bar
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La depravazione, le guarigioni, gli intrighi, l’eresia, le profezie e la morte cruenta di Grigorij Efimovič Novy.
Recentemente ho sentito alla radio un’intervista ad Aldo Montano, Campione di scherma e personaggio del “jet set”. In quell’occasione, lo schermidore (di ritorno da una gara svoltasi a San Pietroburgo), citava le ingombranti dimensioni del pene di questo soggetto, da lui definito: “Una montagna.”
Non mi ricordo cosa portava lo sportivo a parlare del pene di Rasputin, ma la curiosità mi spinse a cercare informazioni sul Russo.

Si narra che da piccolo cadde nel fiume gelido con suo fratello e che riuscì a guarire da una grave polmonite, dopo giorni di deliri e strane visioni. Suo fratello, invece, morì. Si trasformò in fretta in un giovane uomo irrequieto che si ubriacava, rubava e correva dietro alle donne per soddisfare un appetito sessuale che sembrava non placarsi mai (Rasputin è il soprannome che si guadagnò proprio in quegli anni e, in russo, significa depravato).
“Il nostro” si imbatté casualmente in una setta rinnegata dalla Chiesa ortodossa, i quali adepti sostenevano che per comprendere appieno l’essenza di Dio era necessario peccare. Solo con l’intima conoscenza del male il peccatore poteva pentirsi, e quindi ottenere il perdono.
L’uomo si doveva macchiare d’ogni tipo di colpa per godere della grazia divina.

Rasputin, quasi diciottenne e semianalfabeta, abbracciò con entusiasmo la nuova religione. Vestito da monaco, si dedicò con impegno ai dogmi della setta, interpretandoli a suo piacimento. Si proclamò veggente e guaritore. Diceva di essere guidato dal volere di Dio. Durante i suoi continui pellegrinaggi, attirò l’attenzione di molti. Da un breve matrimonio ebbe tre figli.
Riprese immediatamente il suo vagabondare. Lo sguardo da folle e la convinzione di essere in possesso di conoscenze da rivelare a pochi eletti lo portarono a San Pietroburgo. Frequentò con soddisfazione il movimento nazionalista dei “Veri Russi”.
Rasputin riuscì ad entrare negli ambienti di corte, considerato in possesso di misteriosi poteri sovrannaturali.
L’ultimo Zar, Nicola II della dinastia Romanov, giovane ed immaturo, pregava da tempo affinché Dio inviasse una guida per aiutarlo ad affrontare tutte le responsabilità. Tra le altre cose lo Zar era preoccupato dal mancato arrivo di un erede maschio. Venuto alla luce Alessio, il tanto atteso figlio, i genitori non poterono comunque gioire, il bimbo infatti era emofiliaco, e questo destava notevoli preoccupazioni.

Rasputin, grazie a questo momento di debolezza dello Zar, trovò terreno fertile per i suoi sproloqui, e si mosse con scaltrezza. Con il suo “carisma” pare riuscì a conquistare il cuore di molte donne aristocratiche, con le quali intratteneva relazioni sessualmente “hardcore”. Rasputin riuscì a bloccare l’ennesima emorragia del piccolo Alessio. Sul come ci riuscì vi rimando a varie teorie che si trovano anche su internet. L’episodio fu sufficiente a rendere Rasputin un membro della famiglia reale.
In Russia non ci si spiegava come fosse possibile che gli imperatori accettassero un individuo così ambiguo a palazzo. Molte persone dubitarono dell’”integrità morale” dello Zar e della Zarina, che non avevano fatto trapelare la notizia dell’emofilia del pargolo per non destare preoccupazione tra i sudditi. Rasputin non si adoperò certo per metter a tacere i pettegolezzi. Varie testimonianze ci parlano di banchetti durante i quali il monaco si ubriacava, mangiava con le mani, ruttava rumorosamente e infine si faceva leccare le dita dalle sue devote commensali.

Lo Zar Nicola II Romanov
È leggendaria la sua avversione per l’acqua e il modo in cui si svolgevano i suoi rari bagni. Erano bagni collettivi, amava immergersi in grandi vasche con molteplici donne con le quali si divertiva e dalle quali si faceva lavare.
Si diceva che le quattro figlie dello Zar fossero ben disposte a soddisfare le perversioni del monaco. Rasputin, ubriaco fradicio ad ogni festa, raccontava degli incontri a sfondo sessuale tra lui, la Zarina e le figlie. Alla fine l’imperatore lo allontanò da corte. Quando il piccolo Alessio fu sull’orlo di un altro dissanguamento, pare che Rasputin, richiamato, riuscì ad arrestare l’emorragia.
A questo punto i monaci e i vescovi che si opponevano a lui venirono puniti dai Romanov. Si pensava che il monaco fosse arrivato ad avere il controllo su ogni questione concernente l’impero.
Nel 1916 una congiura di nobili vicini alla corte decise che il monaco doveva essere eliminato.
Nel dicembre di quell’anno, il principe Jusupov lo invitò a cena nel suo palazzo, con la scusa di presentargli la bellissima moglie Irina. Rasputin, insaziabile come al solito, accettò con entusiasmo. Irina era una delle poche donne con le quali ancora non si era “dilettato”: non poteva lasciarsi sfuggire una simile occasione.
Successivamente Jusupov spiegherà che aveva organizzato l’assassinio per salvare l’impero. Ma il fatto che Jusupov non si fosse mai dichiarato un sostenitore della famiglia reale, e la sua dichiarata bisessualità, fanno pensare che i motivi furono ben altri. Secondo i piani l’avrebbero dovuto avvelenare. Per essere sicuro del risultato Felix Jusupov aggiunse cianuro a tutto quello che c’era di commestibile e al vino che il monaco adorava.

La Zarina Alexandra Fyodorovna
Rasputin arrivò verso le undici e si tuffò sull’alcol e sul cibo, ingurgitando abbastanza veleno da uccidere sei uomini. Irina non era consapevole del complotto e non sarebbe mai arrivata, ma Jusupov prese tempo e attese accanto a lui che il cianuro facesse effetto. Rasputin, mezzo ubriaco, si dilettò nel suonare la chitarra fino alle due del mattino, ora in cui propose di andare a fare un giro in città. Il terrore di trovarsi di fronte a un essere capace di cenare a base di veleno e accusare poi un semplice bruciore di stomaco prese i congiurati riuniti al piano di sopra.
Decisero di passare alle maniere forti. Jusupov scese con una pistola e (si dice) vide il monaco che pregava ai piedi di un crocefisso. Gli sparò nella schiena. Rasputin era ancora vivo, ma i congiurati pensarono che sarebbe morto per dissanguamento entro poco. Un’ora dopo Rasputin sembrava morto, ma quando Jusupov lo mosse, il monaco aprì gli occhi e cominciò a chiamarlo per nome: “Felix… Felix… Felix…”.
Rasputin barcollando tentava di scappare dirigendosi verso la porta, tra gemiti e parole sconnesse. Riuscì ad arrivare in giardino, gli spararono altre quattro volte. A terra continuò a gemere e a strisciare verso il cancello. Presero a sferrare calci furiosi alla testa del monaco finché quest’ultimo non smise di muoversi. Successivamente Rasputin venne pugnalato e preso a randellate, respirava ancora. Il suo cadavere, ben zavorrato, venne gettato in un canale. Riemerse due giorni dopo (ci sarebbe anche la foto ma ve la risparmio); sottoposto ad autopsia incredibilmente non vi si trovarono tracce del veleno.

Felix Yussupov e sua moglie Irina
Fu riscontrata acqua nei polmoni, la qual cosa significa che nonostante il veleno, i colpi di pistola e le bastonate, incredibilmente Rasputin fu gettato nell’acqua ancora vivo, e quindi morì annegato. Vennero presi dei provvedimenti contro i partecipanti del complotto. Jusupov fu mandato in “esilio in campagna”, Pavlovič fu inviato in Persia a combattere in prima linea.
Ironia della sorte, l’esilio salvò Jusupov, la rivoluzione bolscevica di lì a poco avrebbe rovesciato il trono nel sangue.
I contadini considerarono l’omicidio del monaco come l’ennesimo sopruso ai danni del popolo da parte degli aristocratici.
La sua morte fu la goccia che fece traboccare il vaso. Durante le sommosse bolsceviche la tomba di Rasputin fu violata, il corpo bruciato e le ceneri disperse. Il monaco aveva previsto la sua morte con largo anticipo. Lo scrisse chiaramente nei suoi diari:
“Sento che devo morire prima dell’anno nuovo. Se io verrò ucciso dai nobili, le loro mani resteranno macchiate del mio sangue e per venticinque anni non potranno togliersi dalla pelle questo sangue. Zar della terra di Russia, se tu odi il suono delle campane che ti dice che Grigorij è stato ucciso, devi sapere questo. Se sono stati i tuoi parenti che hanno provocato la mia morte, allora nessuno della tua famiglia, rimarrà vivo per più di due anni. Essi saranno uccisi dal popolo russo… Pregate, siate forti…”
Le notizie inerenti le dimensioni “extra-strong” del fallo di Rasputin, al quale “attrezzo” ho dedicato il titolo solo per attirare la vostra attenzione, ci sono giunte grazie alla brillante idea del principe Josuppov, che dopo averlo terminato decise di evirarlo.
Il suo membro venne successivamente essiccato, e circolò a lungo dentro ad uno scrigno. Testimonianze riportano che “assomigliava ad una lunga banana rinsecchita”.
Lungo qualcosa più di 33 centimetri, “srotolato” supera le dimensioni del mio avambraccio.
clicca per visualizzare un’immagine più grande
Per chi lo volesse vedere, il membro definito: “Unico e prezioso” dal sessuologo Igor Kniazkin è conservato ed esposto al pubblico in un museo erotico di San Pietroburgo.
Aldo Montano lo ha definito: “Una montagna, una cosa impressionante”.
articolo originale del 10 maggio 2009
Il Pene di Rasputin è di


Mi sembra di aver visto un documentario su Sky, su questa persona… l’unica cosa che mi sento di dire è che mi pare un tantino eccessivo tenere il suo pene come i ruderi di un vecchio edificio importante!
Ognuno espone quello che ha
A me non sembra affatto eccessivo, infatti riscuote grande successo !
Sì ma Григо́рий Ефи́мович Распу́тин non è altro che la traslitterazione del suo nome. Non è la città natale.
Grazie
Chi ha allestito il pezzo per la pubblicazione non si è accorto del refuso.
diciamo che non avrei mai potuto accorgermene
ci mancava solo il cirillico a rendere incasinate le mie nottate su MC
onestamente, da ciò che vedo nella foto, più che icuriosirmi e commentare le possibili o certe dimenzioni, mi fa restare allibita l’interesse che la ragazza mostra…. quanto l’hanno pagata per posare in quella foto, con quell’emozione????
Secondo me è solo interesse etno-antropologico.
Sembra una proboscide.
Ora capisco perché quelli della nomenklatura (di ogni Paese) vengono chiamati “vecchi elefanti”…:-)
Io preferisco di no, ho già sofferto abbastanza per l’invidia del pene.
Saluti :d
concordo con te, maria. l’espressione delle ragazza è stupefacente
Maria,
non credo proprio l’abbiano pagata, é semplicemente una ragazza russa, che, a differenza di te, non ha sulle spalle 20 secoli di pregiudizi.
Io sono allibito che tu sia allibita.
che schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! sara’ enorme ma mi f solo vomitare l’idea di poterlo vedere in un museo!!!!!!!!!!!!!!!!
Michela,
sei medievale…
In Italia siete lontani anni luce dall’emancipazione sessuale.
Che vita grama che fate…
per chi deve partire a vedere il pene di rasputin…venite da me ho un pene di 26 cm ma bello a vedersi e no schifoso e se fate le brave lo faccio toccare..
se ti sei ridotto a farne la pubblicità su internet, vuol dire che anche se hai un pene di 26 centimetri non hai un gran successo.
che fallito.
io amo solo una persona e lo do solo a lei ,questo e solo un divertimento per sentire i commenti delle persone..ciao
una schifezza unica,mi viene da vomitare,sarà che senza provare amore,e lo provo per un solo uomo al mondo, con cui sto insieme, il pisello per me ha una forma disgustosa.mi fa ancora più schifo l’uomo che dice le sue dimensioni…non so cosa provano sti tipi a dire a tutti quanto ce lo hanno grosso…dev’essere una malattia psicologica che hanno solo i maschi.
Ovviamente ce l’hanno solo i maschi…
Le femmine sono più interessate ad esibire le dimensioni del seno. Chissà se un domani conserveranno sotto formalina la settima della Cipriani!
Cara marchesa janus,
la malattia psicologica ce l’hai tu: si chiama monogamia ed é contro natura.
Povera sciocca, ti stai perdendo la cosa più bella di questa breve vita.
Ma non lo sai.
Una rivoluzione, centinaia di migliaia di milioni di morti, milioni contanto le epurazioni, i progrom ecc…decenni interminabili di dittature comuniste che hanno paralizzato centinaia di milioni di persone in uno statalismo inamovibile, il rischio di un conflitto nucleare che avrebbe incenerito il pianeta e…tutto questo per un pezzo di c***o?
allora: sarebbe stato quel JUSSUPOV ad evirare il povero Grigoriy?
vorrei far notare una cosa…se alla fine del suo “omicidio” lui era ancora vivo, come hanno fatto a non accorgersene?!?
anke se “quasi morto” avrebbe sanguinato come una vite tagliata!!!
eppure dall’acqua nei polmoni trovata al riaffioramento del cadavere è kiaro come fosse ancora in vita (anke se malconcio e in punto di morte).
e in ogni caso, dopo un’amputazione del genere sarebbe morto dissanguato BEN PRIMA di essere gettato nella NEVA!!!!
conclusione: IO NON CREDO KE QLL SIA IL PENE DI RASPUTIN!!!!
e ki può smentirmi…lo faccia!
P.S.
sarà sicuramente un pene “d’epoca” e ke sia enorme si vede!
ma non è il suo….
Io ho capito che lo hanno tagliato quelli che hanno fatto l’autopsia
Aggiungerei anche altre cose:
1) Dalle foto che si hanno, si dovrebbe vedere questo pene mostruoso restare a stento nei pantaloni del monaco, ma dopo un’attenta analisi degli scatti pare che non ci sia nulla di enorme li sotto.
2) Come tante cose artefatte potrebbe essere finto come le mummie fatte di legno o i cuccioli di drago tenuti sotto formaldeide o altre cose bizzarre, chiaramente tutte false e ritenute vere da uomini di inzio secolo. Senza considerare che potrebbe essere quello di un cavallo o di qualche altro animale
3) Concordo con chi diceva che se gli avessero tagliato un pene di quelle dimensioni con i testicoli avrebbe sanguinato come una pompa dei pompieri.
No contraddizioni a randa innanzitutto animali muniti di genitali di tali dimensioni sono soliti avere un pezzo di pelle che unisce il genitale stesso al ventre per evitare movenze pericolose x l’organo stesso (vedi il cavallo e l’elefante , il rinoceronte , il cane eccecc). Secondo non sai quando è avvenuta ne dove è avvenuta l’evirazione , può essere avvenuta un minuto prima di essere gettato in acqua in proposito dubito sia avvenuta al successivo ritrovamento comunque l’evirazione stessa sarebbe sicuramente diventata causa di morte ma dopo un quantitativo di tempo mediamente preciso non lo conosco ma stai tranquillo che non è 10 secondi -.- quanto meno posso supporre almeno un 15 minuti alla fine non c’è poi molta differenza dal taglio di un braccio o di una gamba le arterie e le vene sono anche li ma non per questo muori all’istante pur non tamponando ne fermando l’emorragia.In fine se fosse un artefatto tutti sene sarebbero accorti prima o poi , stesso motivo per cui sostieni che questi fantomatici cuccioli di drago, di cui non ne ho mai saputa l’esistenza , sono stati riconosciuti come falsi mentre quel fallo ancora no.
Il Lorenzo non ha tutti i torti
Rasputin was totally burned after death
a parte che chi se ne frega…..è pure brutto de forma….troppo grosso alla base…ma se è piaciuto…buon per loro… Non è invidia….sono donna hihihihihi…e di forme belle se ne trovano…. daniela
Il vostro articolo non risponde ai FATTI STORICI:
I sovrani russi erano in balia di Rasputin perchè un loro figlio essendo malato costringeva a richiedere i suoi servigi di guaritore alla regina;
Rasputin era divenuto consigliere del sovrano Nicola e ne influenzava le scelte;
TRa queste scelte vi fu quella di promuovere interventi militari che contribuirono ad incrementare la povertà della Russia;
i cittadini odiavano Rasputin ed erano pronti alla rivoluzione;
i nobili consapevoli del pericolo e dell’influenza che il satanista aveva sui sovrani decisero di assassinarlo;
Rasputin era solito molestare le donne, ma godendo della protezione dei sovrani (per i motivi citati) le sue violenze erano subite;
Rasputin era un altro magnaccio che ha profittato della superstizione, del potere, e della debolezza dei governanti. wanna marchi docet.
Evitate di farne una figura mitologica. Grazie.
Ciao Benjamin. Le cose che hai scritto si possono evincere tranquillamente da una lettura critica dell’articolo. Il pezzo è scritto con tono leggero, l’ilarità è dovuta a una certa distanza spazio temporale che ci divide dagli eventi citati, per quanto drammatici. Ti sono grato di rendere edotti di tali preziose precisazioni coloro che non fossero in grado di leggere tra le righe. Circa il soggetto in questione, come riportato fin dal titolo, di mitologico ritengo avesse prevalentemente una sola cosa.
CAZZO O.O scioccante xD
CAZZO O.O scioccante xD
CAZZO O.O scioccante xD
Ti piacerebbe, eh?
Anche a me…
CAZZO O.O scioccante xD
CAZZO O.O scioccante xD
A me le parti del corpo conservate dentro i barattoli piacciono, perché si mantiene la memoria e un ricordo della persona! Osservandole penso che quelle parti hanno avuto una loro storia e vita.