Il Pacco di Macron 17


L’Europa di questi giorni è un composto instabile e potenzialmente esplosivo. Si va dagli europeisti al guinzaglio (Tsipras) ai falsi europeisti (Macron) passando per gli europeisti indeboliti (Merkel) e gli europeisti sabotatori (Salvini).
Su tutto dominano i temi centrali: l’unità monetaria accoppiata alla disomogeneità fiscale e bancaria, le disparità inconciliabili sui livelli di produttività e retribuzione e, ultima e sicuramente più importante, la bomba ad orologeria della gestione dei migranti, profughi, transitanti, immigrati, insomma quelle persone a cui sono stati dati decine di nomi per cercare di inquadrarne il movimento in una dimensione accettabile, ma la cui unica cosa certa è che, una volta che l’Italia ha annunciato di voler cambiare atteggiamento, si è scoperto che nessuno, ma proprio nessuno, vuole.

Si tratta di un fenomeno incontrollabile e lo sanno tutti. Chiusura dei porti, motovedette e miliardi alla Turchia sono solo palliativi. Una volta tolto il tappo all’Africa, questa si riversa dove anche i gatti mangiano nel piattino bianco, come si vede in TV. E’ giusto. Io al posto loro farei lo stesso invece che rimanere a farsi mangiare dalle mosche.

Forse si poteva intervenire sei o sette anni fa stabilendo dei corridoi umanitari, dei trasferimenti gratuiti e sicuri per le persone con i livelli di indigenza e necessità più impellenti e agendo militarmente con decisione sui trafficanti che oggi, viceversa, sono ricchi e armati come Narcos. Gli stati del nord Europa hanno preferito, invece, favorire la creazione di una sorta di zona cuscinetto localizzata sulle rive del mediterraneo. Un vasto serraglio dove rinchiudere disperati e, magari, poi, dopo aver scartato il loglio, scegliere quelli che si riteneva più adatti per avere mano d’opera a basso costo. Niente di nuovo sotto il sole. Quella della difesa egemonica è una strategia inventata dagli antichi Romani, gente di cui ci sono rimaste le spoglie, ma sono andati perduti i geni. Rimane la dolorosa consapevolezza che l’attuale posizionamento strategico del nostro paese è stato certamente favorito da nazioni straniere, ma non sarebbe stato possibile senza la complice inazione di chi ha governato in Italia fino a qualche mese fa che, nella migliore delle ipotesi, non aveva capito niente dell’Europa, nella peggiore sapeva e ha tradito.

Come ho già scritto, l’ipotesi di una deflagrazione europea è oggi, per la prima volta realisticamente, sul tavolo. C’è chi, in Italia, ne gode. Io no. E l’europeismo non c’entra nulla. Ormai mi sono liberato di quella illusione. A preoccuparmi non è il fallimento di un sogno, ma la realistica possibilità di entrare in un incubo. Più che le mie competenze e i miei studi, ad instillarmi questo sottile terrore è la mia esperienza di strada fatta di polvere, sporcizia, sete, fame e sangue.


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17 commenti su “Il Pacco di Macron

  • Emilio

    I migranti non li vuole nessuno, nessuno, nessuno (cit.) ma da anni e persino ormai nei libri delle medie inferiori si racconta che li vogliamo, son necessari e chi non li vuole é fassista… lei dice che passare ai fatti vuolvdire indire un referendum sullo stare in Europa (?)… secondo me non ci vuole spaventare… io pensavo cannonate… o distopie tipo quel film nordico… Metropia… coi migranti che partecipano a crudeli format televisivi per vincere un permesso… seduti su una sedia a catapulta… sbagli risposta e … pluf nel Mediterraneo ormai basso e fangoso…

  • fma

    Uscire dall’Europa vuol dire entrare direttamente in Africa.
    E poi perché un referendum?
    Per poter a cose fatte che il popolo non capisce una mazza?
    Lo sappiamo già.

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      Beh, l’alternativa è che l’Africa entri in Italia. Un referendum consultivo, l’unico possibile, lo vedo solo come un bastone da agitare.
      L’Europa, come la conosciamo, è comunque al capolinea. I tedeschi hanno già incassato, la Francia vuole mano libera, la Gran Bretagna è già fuori. Continuiamo a crederci solo noi.

  • doxaliber

    Penso che alla fine l’attuale governo italiano un mezzo risultato lo abbia portato a casa.
    Intanto l’atteggiamento di Salvini e la scelta di chiudere i porti ha scoperchiato il vaso di Pandora. Si è scoperto che l’Unione Europea ha dato miliardi alla Turchia per bloccare il flusso degli stranieri via terra, ma ha investito spiccioli per il flusso di stranieri provenienti dal mediterraneo. In questi giorni di polemiche sono venute fuori le ipocrisie francesi, che parlano di azioni umanitarie quando a svolgerle dev’essere l’Italia, ma poi taglia le scarpe ai migranti che cercano di attraversare il suo confine. Sono emerse anche le debolezze della coalizione tedesca, con la Merkel mai così debole e in bilico.
    Per la prima volta l’Italia ha posto il veto. Certo, alla fine il risultato è un compromesso molto al ribasso, ma realisticamente era difficile pensare di ottenere di più, oltre a una mera questione di principio e una dichiarazione d’intenti. Macron, con la sua uscita sui paesi di primo approdo ha ulteriormente dimostrato la sua doppia faccia. Salvini tra l’altro aveva già anticipato di non fidarsi di lui, dimostrando comunque di sapere con chi ha a che fare.

    Io penso che comunque questa volta l’Europa non ne uscirà intera. La grande crisi successiva ai referendum contro la Costituzione Europea e financo la Brexit sono bazzecole rispetto alla crisi migratoria. Non si riuscirà mai a trovare un accordo che possa soddisfare tutti. Tra qualche mese si voterà per il Parlamento Europeo, che verosimilmente sarà pieno di euroscettici. Il destino è segnato.

    • fma

      E’ un’analisi che condivido totalmente, salvo la conclusione. Spero per tutti noi che il destino non sia segnato. La posta in gioco è enorme. La costruzione dell’Europa è il nuovo inizio che si sono date persone di buon senso davanti al portato di due guerre mondiali. Scatenate da gente che non sapeva fare di conto, che oggi pare essere tornata di moda, vedi Macron davanti al quale Salvini fa la figura dell’onestuomo.
      Possibile che a settant’anni di distanza non ci sia più nessuno che si ricorda perché i paesi d’Europa hanno provato a mettersi insieme? Nessuno che sappia fare di conto?

      • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

        L’ultima guerra in Europa non risale al 1938, ma ai primi anni novanta con sconfinamenti nel terzo millennio. Campagne alle quali ho dato il mio modesto contributo dopo la Somalia.
        Ciò premesso, quella che minaccia un’Europa non coesa non è una guerra tra nazioni europee, cosa che onestamente mi sento tassativamente di escludere per il breve medio termine.le interazioni commerciali, militari, finanziarie e di intelligence sono ormai troppo strette, Ci vorrebbero decenni per ridisegnare i confini su questi territori. E’ più plausibile una peste che arriva dall’Est, di cui la campagna di Crimea è stata solo una sottovalutata anticipazione. La Russia è una bestia instabile, capace di attivare piccoli conflitti locali che hanno grandiosi effetti di propagazione con conseguente fuga di profughi e problemi sulle materie prime. In questo caso, la scomparsa degli Stati Uniti, già in fase di arretramento difensivo con Obama e lo stacco della Gran Bretagna sono lugubri prodromi di quello che potrà succedere imprevedibili livelli di intensità.

        • fma

          Se l’Unione Europea si sfalda la tua ipotesi prende peso. I paesi baltici, la Polonia e più in generale l’insieme dei paesi dell’est nati dalla frantumazione dell’URSS tornerebbero ad essere dei ghiotti bocconi, presi uno per uno. Da capo, possibile che i vari stronzi che detengono il potere da quelle parti non possiedano quei quattro neuroni quattro che basterebbero a capirlo? Possibile che si siano bel che dimenticati perché avevano tanta fretta di entrare in Europa 10/15 anni fa?

          • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

            Il limite degli uomini educati ai tempi della nostra generazione è il pensiero in prospettiva. Chiunque abbia potere oggi non pensa al proprio posto come permanente e non ambisce ad entrare nei libri di storia. Pensa a raccogliere quello che basta per avere un buen retiro per sé e per la propria gente.
            Le cariche pubbliche passano, la ricchezza resta.

      • doxaliber

        Si potrebbe essere ottimisti se il tema sul tavolo fosse solo l’immigrazione. Ci sono altri grandi problemi irrisolti e che tali sono da anni. Il fatto ad esempio che ad un’unione monetaria non sia mai seguita un’unione economica, il fatto che molti Stati siano rimasti fuori dall’Euro e continueranno a rimanerci per molto, rendendo le loro economie più competitive. L’allargamento a ventotto stati, fatto in fretta e furia, per ragioni economiche e per avere manodopera a basso costo nei paesi dell’est, che però ha creato situazioni di empasse difficilmente superabili, perché mettere d’accordo ventotto Stati con storie, culture, interessi completamente diversi è sostanzialmente impossibile se ogni Stato ha facoltà di porre un veto.
        L’Europa è un gigante con i piedi d’argilla. Non può reggere e non può nemmeno cambiare.

        • fma

          L’Europa è un gigante con i piedi d’argilla. Non può reggere e non può nemmeno cambiare.

          Le prime due sono inoppugnabili, l’ultima un po’ meno: se un Europa in piedi fosse conveniente per tutti non ci sarebbe motivo per non mantenerla in piedi.

  • Emilio

    Vorrei tornare all’esempio del trapezio scaleno, che non sembri un’idiozia. È vero che noi popolo siamo ignoranti e quindi le nostre critiche sono pretestuose perché noi incapaci di proporre correttivi. Ciò nonostante prima di abolire 1 uomo-1 voto, forse chi sta al comando dovrebbe, posto il sottostante patto sociale, spiegare con chiarezza i fatti. Invece di fare demagogia o peggio strumentalizzazione. Il fatto che un’alta figura istituzionale e un alto firigente statale dicano cose opposte é intollerabile. Se davvero Boeri, che non adoro, può dimostrare che il il flusso di immigrazione è indispensabile alla sostenibilitá del welfare, lo faccia. Si assume una responsabità non priva di risvolti positivi: contribuirebbe ad un più favorevole atteggiamento degli italiani nei confronti della immigrazione. Ma se ha ragione il ministro Salvini ebbene, Boeri si dimetta. Che il mondo sia privo di senso Comandante, senza dubbio ce lo confermano le vicende personali, purtroppo. Ma credo che ci si meriti un atteggiamento meno medioevale. Che meno genti parli in latino per monopolizzare pptere e sapere. E che si finisca di usare l’epiteto “Studia! Studia!” con velenosa maldisposizione. Scommetto che il 90% degli italiani, presi alla sprovvista, non avrebbero saputo ricordare il nome della pur nobilissima vittima di mafia.