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Impronte Digitali per Tutti dal 2010: Il Pacchetto Sicurezza Secondo MC

16 luglio, 2008 di settantasette  
Archiviato in Leggere, i Classici



Alla luce della legge che porterà a collezionare le impronte digitali di tutti gli italiani dal 2010, presentiamo qui di seguito una lista, sicuramente incompleta ma significativa, di gravissimi reati che vediamo commettere quotidianamente, e di cui incredibilmente non si trova traccia in giurisprudenza.
Alleghiamo le relative proposte sanzionatorie auspicando di trovare riscontro in una futura riforma del codice di procedura penale che, visto quanto riportato, appare doverosa. Eventuali aggiunte o integrazioni dei lettori saranno naturalmente le benvenute.

Telefonata inutile
(pena: tre anni di isolamento nel deserto, con la possibilità di comunicare col mondo esterno solo tramite messaggi di fumo)

SMS inutile
(pena: come sopra, ma con la possibilità di usare solo piccioni viaggiatori. Circostanza aggravante per questo reato è l’uso delle K, con pena aumentata a cinque anni)

Lampeggiamento aggressivo con abbaglianti su corsia di sorpasso
(pena: un anno di lavoro forzato come commesso viaggiatore sulla tratta Mestre-Bologna, ma alla guida di un Fiorino 900)

Consigli e pareri non richiesti
(pena: un anno affidati a un tutor specializzato – una parrucchiera cinquantenne, per esempio – che istruisce ininterrottamente su cosa è meglio fare in ogni circostanza della vita, spaziando dall’alta finanza alle pratiche sessuali)

Appropriazione indebita e prepotente di parcheggio
(pena: per un anno, ogni giorno vai in città, parcheggi sulle strisce pedonali, e chiami il vigile più vicino facendogli notare che in giro ci sono degli stronzi veramente maleducati. Poi gli indichi la tua auto.)

Squillo di telefono al cinema
(pena: morte. Aggravante: suoneria di Tiziano Ferro, nel qual caso viene prevista la tortura prima dell’esecuzione. Eh, lo sappiamo, dura lex sed lex)

Ennesimo calendario da zoccola
(pena: un anno come lap-dancer in un night di periferia, zona industriale, frequentato da camionisti ubriachi e maneschi, con cui devi essere carina. Aggravante: dichiarare che sono foto artistiche, con pena aumentata a dieci anni. Perché va bene essere zoccola, ma prendere per il culo no.)

Perbenismo bigotto e ipocrita
(pena: tre anni da assistente di scena sul set dei film hard. Come fluffer. Anche se sei maschio. Aggravante: utilizzo e diffusione di luoghi comuni razzisti e denigratori verso gli ambulanti di colore. In questo caso, la pena verrà scontata sul set della fortunata serie “All Black Gang Bang”, protagonista Abdul “Three Legs” Mutombo.)

Potentissimo stereo in macchina a scopi esibizionistici
(pena: un anno come responsabile qualità della Pioneer, con l’obbligo di testare i nuovi woofer preamplificati. A tutto volume, in uno sgabuzzino. Alla fine, apparecchio amplifon gratuito per facilitare il reinserimento nella società.)

Richiesta di saltare la fila alla cassa della Coop “perché tanto ho solo due yogurt”
(pena: per due anni, possibilità di fare la spesa solo all’autogrill sulla Milano-Torino, alle otto del lunedì mattina, facendo lo scontrino alla cassa dei caffè. Dopo che l’hanno fatto tutti i clienti presenti.)

Utilizzo infastidito del clacson in fila al semaforo
(pena: sei mesi di guida in città, ora di punta, al volante di una macchina dotata di una centralina programmata per farti spegnere il motore due volte consecutive a ogni partenza. Ai semafori più trafficati, tre volte.)

Vittimismo molesto
(pena: due anni in una comunità di recupero per maniaci depressivi dove tutti sono convinti di stare malissimo, hanno bisogno di ricostruire se stessi, cercano qualcuno che li ascolti, pensano che nessuno li capisca, e se non ci fossi tu non saprebbero come fare.)

Apposizione di orecchiette al casco
(pena: partecipazione da co-protagonista, insieme a un grizzly addestrato quale soggetto attivo, alle riprese di una dettagliata ricostruzione filmata di National Geographic sull’accoppiamento dei plantigradi. Così capisci quanto è simpatico l’orsetto ricchione.)

Graffito murale con la frase “io e te tre metri sopra il cielo”
(pena: scrittura con bomboletta, sulla parete di ottocento metri quadrati di un capannone industriale dismesso, dell’intera sceneggiatura originale di “Apocalypse Now”, versione estesa. In stampatello.)

Proliferazione di peluche sul lunotto posteriore
(pena: un anno di utilizzo obbligatorio, come mezzo di locomozione quotidiano, del carro risultato vincitore all’ultimo carnevale di Viareggio. Così, giusto perchè ti piacciono tanto i ninnoli di cattivo gusto, e ti piace tanto farli vedere.)

Molestia insistita e volgare rivolta a cameriera carina
(pena: un anno da passare, vestito da coniglietta di Playboy, servendo ai tavoli della mensa nella sezione stupratori seriali di un carcere di massima sicurezza. Non la tua sicurezza, però.)

Uso di vocina da Topo Gigio parlando al proprio amoruccio
(pena: gargarismi con un misto di birra trappista, alcol denaturato, e catrame estratto da sigari Montecristo n°5. Fino a ottenimento permanente di una via di mezzo tra il timbro vocale di Amanda Lear, Marilyn Manson e Gianpiero Galeazzi. Aggravante: emettere lo squittìo davanti a imbarazzatissimi e schifati commensali. In questo caso, la pena sarà la rimozione delle corde vocali come ai beagle da vivisezione, e successivo strangolamento con le stesse.)

Fratelli Ditalia

Invio di SMS di auguri preconfezionato a tutta la rubrica
(pena: obbligo di comporre una tragedia epica in endecasillabi, minimo quattro atti, personalizzata, originale e diversa per ogni persona il cui numero è memorizzato nel cellulare. Alla quale verrà dedicata, con tante scuse, e spedita divisa in sette-ottocento messaggi scritti senza usare il T9.)

Detonazione di petardo vicino alla gente, seguita da risata idiota
(pena: missione come artificiere in zona di guerra, addetto al disinnesco delle mine antiuomo. Fino al raggiungimento di esaurimento nervoso soddisfacente, unito a fobia convulsiva e incontrollata per qualsivoglia sostanza esplosiva o infiammabile. Accendini bic compresi.)

Parcheggio ingombrante, detto anche “tre posti per una macchina”
(pena: ogni giorno, per un mese, scendi in garage – perchè ce l’hai, vero?, prendi le chiavi, e ti righi la macchina da solo.)

Uso reiterato e doloso di incomprensibile idioma tecnico-informatico
(pena: un anno di confino presso una tribù di Inuit. Dove anche solo per chiedere da mangiare è obbligatorio l’uso corretto del loro dialetto: il Quawiaraq, lingua detta agglutinante-polisintetica a causa dei circa settecento suffissi di cui è dotata, e nella quale “tusaatsiarunnanngittualuujunga” significa “non mi sento tanto bene”, ma se si invertono una “a” ed una “u” significa “ho visto tua madre spompinare un tricheco”. Poi vediamo se hai ancora voglia di affermare che “le invalid action nei form e le open tag compromettono lo strict xhtml, lo sanno tutti”, facendo sentire cretino chi ti ascolta.)

Conservazione prolungata e premeditata di banconota da 50 euro come unico contenuto del portafoglio, per farsi sempre offrire il caffè
(pena: trasferimento di un anno in un ufficio nella zona più cara di Tokyo, ma senza aumenti di stipendio. Lì un caffè costa proprio 50 euro, e se non lo offri tu almeno una volta al giorno i colleghi giapponesi ti mobbizzano selvaggiamente con scherzi atroci, come nasconderti pezzi di sushi marcio nella stampante o sostituirti le presentazioni in power point, prima delle riunioni importanti, con animazioni hentai del genere alien-porn, in cui numerose adolescenti vestite da scolarette vengono violentate da polipi marziani, e bizzarramente alla fin fine apprezzano.)

Sfoggio arrogante di abbronzatura fuori stagione
(pena: tre estati consecutive da passare archiviando volumi nei sotterranei di una biblioteca, dalle 8 alle 21)

Utilizzo nel salutare perfetti sconosciuti dell’esclamazione “Ciao, carissimo!” accompagnata da baci e abbracci
(reato tipico di P.R. e gestori di locali. Pena: due anni di lavoro, turno di notte, presso il peggiore degli oramai proverbiali “peggiori bar di Caracas”. Frequentato quasi esclusivamente dalla manovalanza di mafiosi e narcotrafficanti del luogo. E dove se solo ti azzardi a guardare negli occhi, per più di un terzo di secondo, uno che non è tuo fratello, ti trovano il giorno dopo in un vicolo. Impiccato con le tue budella.)

Apposizione di pupazzetti che si illuminano al cellulare
(pena: un mese, vestito da pupazzetto idiota e luminoso, da passare incatenato a una cabina telefonica. Così, tanto per metterti nei suoi panni.)

Spiegazione e approfondimento critico di scene e dialoghi significativi, rivolti a chi sta guardando un film con te, introdotti dalla frase “l’hai notato?”
(pena: visione obbligatoria di ogni singola proiezione al festival del cinema ermetico russo, comprendente capolavori quali “Sotto il tavolo”, 1952, b/n, 312 minuti, che esplora la condizione del minatore attraverso inquadrature degli stivali da lavoro, e “Avvicinarsi a una parete” nella versione director’s cut, 1957, b/n, quest’ultimo più breve, cioè 250 minuti, ma famoso per essere costituito da un unico piano sequenza in lenta zoomata. Per evitare che ti addormenti, starai seduto in mezzo tra Paolo Mereghetti e Morando Morandini, i quali saranno strafatti di coca e a intervalli di tre minuti ti sveglieranno a gomitate per poi evidenziarti le sottili metafore e gli audaci simbolismi che potessero esserti sfuggiti.)

Adorazione del suono della propria voce
(pena: un anno di partecipazione quotidiana ad accesissimi dibattiti su temi scottanti, in cui hai davvero ragione da vendere, senza poter avere l’ultima parola. Mai, per legge.)

Ammirazione e invidia esplicite per protagonisti di reality-show
(pena: partecipazione al nuovo programma dal titolo “Worker Survival”. Dieci concorrenti, per sei mesi, vengono prelevati ogni mattina alle cinque da spietati caporali, e inviati a fare turni di dodici ore consecutive presso cantieri abusivi, fabbriche non a norma per le leggi sulla sicurezza, discariche illegali di rifiuti tossici. Senza equipaggiamento anti-infortunistico. Alla fine, quelli che sono riusciti a non precipitare da un ponteggio, a non finire stritolati sotto una pressa, e a non contrarre serissime patologie croniche, vincono un co.co.pro. di un anno come addetti alla pulizia dei cessi degli studi Mediaset di Cologno Monzese.)

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Comments

59 Risposte a “Impronte Digitali per Tutti dal 2010: Il Pacchetto Sicurezza Secondo MC”
  1. Mi sono a lungo tormentato sull’ipotesi di aggiungere o meno il tag “sadismo” a quelli disponibili su MC.
    Poi ho preferito non farlo per evitare di macchiare la tastiera con l’inchiostro dei polpastrelli.

  2. silent enigma scrive:

    MONDIALE!!!! :mrgreen:

    ho infranto uno di questi reati-ideali:
    -sms preconfezionati (ma invoco la legittima difesa perché lo scopo era proprio quello di infastidire tutti e far sì che non si ripetessero negli anni a venire: ha funzionato)

  3. Sara scrive:

    :mcgreen:
    Aggiungerei anche
    Viaggiatore in treno che ascolta musica a tutto volume dal cellulare
    (pena: collaudo di cornamuse amplificate per tre anni, usando casse a potenza 200 W, col cellulare tempestato di chiamate che fa interferenza)

    Ascoltatori di musica araba sull’autoradio della macchina (audi A6) con le portelle aperte per sentire meglio a cinque metri di distanza, nel parcheggio sotto 10 appartamenti (che è più o meno quello che succede a qualsiasi ora del giorno nella nostra specie di condominio)
    Pena: come sopra, in più il simpaticone appassionato di musica dovrà distruggere l’autoradio e le casse in modo violento

    Colui che non si lava le ascelle pur sapendo di dover andare in posto affollato
    (pena: addetto alla pulizia dei maiali e dei loro giacigli per 3 anni, senza potersi cambiare il vestito da lavoro, con l’obbligo di annusarsi almeno una volta ogni cinque minuti)

  4. Suvvia…. ho da lavorare…. vi prego…. non postate queste cose la mattina.

    Certo che non avete proprio un cavolo da fare. Ma come vi vengono in mente certe cose?

    Secondo me dovreste buttarvi nel cabaret :mrgreen:

  5. Pierluigi scrive:

    aggiungerei:

    ennesimo articolo pubblicato su corriere.it (o repubblica.it, tanto sono uguali) su festa sadomaso o su gara di sesso orale con tanto di foto più che esplicita dell’accaduto:

    pena per il “giornalista”, il webmaster e per il direttore del giornale:

    stage estivo presso il TG4 come presentatore del Meteo, vestito da coniglietta di playboy..

    prevista aggravante qualora l’articolo sia messo affianco la notizia di un morto sul lavoro o di altri eventi seri/tragici: in tal caso il servizio meteo sarà fatto in notturna dal Monte Faito..

  6. missblue scrive:

    ahahaha divertentissimo articolo 77! Tu sì che hai fatto centro pieno sui problemi che attanagliano la nostra società: propongo una laurea ad honorem in Sociologia (se non la possiedi già!)

    “Squillo di telefono al cinema
    (pena: morte. Aggravante: suoneria di Tiziano Ferro, nel qual caso viene prevista la tortura prima dell’esecuzione. Eh, lo sappiamo, dura lex sed lex)”

    Ahahaha Tropppo vero!!! :mrgreen:

  7. Fully scrive:

    grandioso :mrgreen:

  8. settantasette scrive:

    Le aggiunte e le integrazioni degli amici che ci leggono sono sacrosante. Coraggio, sfoghiamoci. “Common Law” nel senso più letterale del termine.

  9. simona_rm scrive:

    A QUESTO:
    “Uso reiterato e doloso di incomprensibile idioma tecnico-informatico”
    QUESTO:
    “Sfoggio arrogante di abbronzatura fuori stagione”
    E QUESTO:
    “Ammirazione e invidia esplicite per protagonisti di reality-show”

    AGGIUNGEREI alle conseguenti pene 10 FRUSTATE, da raddoppiare a 20 in caso di recidava.

    Molto bello 77 :)

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