Il Nuovo che Puzza di Muffa
14 ottobre, 2007 di Grobo
Archiviato in Il Bello della Politica
In queste ore si vota per eleggere il leader del Partito Democratico. Io non voglio essere pessimista. Le novità mi piacciono e spero che questa sia una novità positiva. Per tutti. Ho letto molte cose in giro, ma è su questo sito che ho trovato lo spunto più interessante che mi ha portato a riflettere su delle questioni sulle quali vi chiedo di aiutarmi a ragionare.
Ho letto questo commento a questo post e ho cercato un po’ in rete per vedere se l’affermazione rispondeva a verità. In effetti è proprio così. In questo post, scritto direttamente da Mario Adinolfi, il candidato più giovane alla segreteria del partito democratico e quello che propone le idee più innovative, almeno apparentemente, leggo testualmente:
“Voglio fare un esempio per spiegare il processo di decisione che adotterei nel Partito democratico se fossi io a diventare segretario il 14 ottobre 2007. Prendiamo il tema spinoso, tra i più spinosi: il matrimonio gay.
Io ho certamente un’opinione sul tema, ma non voglio neanche indicarla, perché nel mio Pd direttista la mia opinione conta quanto quella di un altro iscritto. Nel mio Pd un numero consistente ma non esagerato di iscritti può, raccogliendo le firme (facciamo trentamila firme) anche per via elettronica, porre una questione vincolante al gruppo dirigente chiedendo l’indizione di un referendum propositivo interno declinato in proposta di legge. A proposito, i miei avversari sempre silenziosi su questo tema, lo indirebbero un referendum del genere? Veltroni, Bindi e Letta farebbero votare il popolo del Pd sul matrimonio gay? Nel mio Pd governato secondo i criteri della democrazia diretta, trentamila iscritti che vogliono assumersi la responsabilità di presentare al giudizio del partito una proposta di legge sul matrimonio gay, possono farlo ed essere certi che l’intero corpo del partito sarà chiamato a decidere su quella proposta, attraverso un referendum interno in cui si voterà anche per via elettronica e la decisione che sarà assunta dalla maggioranza dei votanti, sarà la posizione del partito. ”
Eh sì, allora le cose stanno proprio così.
Secondo me in questa posizione c’è un errore logico fondamentale. I partiti, i movimenti, dovrebbero essere composti da persone che si aggregano intorno ad un insieme di convinzioni comuni, quelli che romanticamente si definiscono ideali. I capi di questi movimenti dovrebbero essere coloro che dimostrano di essere i più bravi a difenderli ed i più convinti a proporli. A quanto pare secondo Adinolfi, quello che nel partito democratico intende rappresentare la novità, la svolta rispetto al passato, prima ci si mette insieme, poi si decide come pensarla. In pratica il fine non è l’idea, ma il gruppo di potere, pronto a lavorare su qualsiasi tema venga proposto e votato dalla maggioranza.
Quindi dobbiamo aspettarci un partito democratico favorevole alla pena di morte sull’onda di un episodio particolarmente efferato, un partito democratico strenuo difensore del motto “figa per tutti” a seguito di un referendum interno sui cui risultati non ho dubbio alcuno.
Secondo me così non va. Non bisogna puntare a creare la banda e poi mettersi d’accordo sui colpi da fare. Bisogna avere il coraggio, una volta per tutte, di dire come la si pensa e difendere ciò che si pensa strenuamente. Solo così uno può sentire di appartenere a qualcosa. Io, per esempio, di come la pensa Adinolfi su questo argomento specifico, da questa affermazione non l’ho capito. Mi rimane il sospetto che lui a questa cosa non tenga molto perché in fondo non gli riguarda, ma che sia disposto a dire e a fare tutto quello che gli verrà indicato di fare, purché gli sia garantita la poltrona di leader. Allora perché far fare il leader ad Adinolfi? Quelli del PD potrebbero farlo una settimana a testa. E poi, cosa c’è di nuovo nel puntare alla poltrona e sbattersene di cosa sia necessario difendere e proporre pur di averla?
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Qualcuno bisognerebbe ricordare ad Adinolfi che la nostra è una democrazia rappresentativa…
Hai proprio ragione Grobo.
Ma perchè, ci sono ancora gli ideali? Io non ne vedo da nessuna parte. Anzi, uno si, lo vedo e anche da ogni dove: la poltrona!
in effetti questa proposta sui matrimoni gay non è un granchè.
potrebbe venire lo schiribizzo di farne una del tipo “aboliamo le tasse”…
e immagino che il risultato sia molto più scontato di quello sui matrimoni tra gay…
…mh… decisamente se avessi deciso di gettar via un euro per votare, non avrei votato costui.
citoa dalla bio di Adinolfi in rete
“Politicamente ha militato prima nella Democrazia Cristiana e poi, con l’avvento del bipolarismo, nell’area centrista del centrosinistra. Nel 1993 diventa membro dell’Assemblea costituente del Partito Popolare Italiano. Ha guidato l’organizzazione giovanile di quel partito fino al 1997, diventando poi membro dell’esecutivo nazionale del PPI.”
è chiaro perché non vuol far capire come la pesni sui matrimoni gay.
inoltre a me quel “tremila” che dovrebbe essere rappresentativo di “democrazia diretta” puzza: secondo me sono i tremila iscritti alla sua newsletter. Così la democrazia diretta in realtà si ritrasforma in verticismo allargato – io e la mia armata, io e miei templari.
Ma perché “tremila” dovrebero essere rapresentativi? per una legge di iniziativa popolare è 50.000.
ORa se il PD deve legiferare e tener conto anche della democrazia diretta, dovrebbe avvicinarsi a questi numeri, non ai facili 3000 – per i quali anche io raccoglierei facilmente firmatari per il programma “chiù pilo pi tutti”.
Condivido la metafora della “banda” anche se tristemente mi pare che qui a parte Veltroni e un outsider come Gawronski (si ha il papà in Forza Italia, ma nessuno è poerfetto) il resto siano tuti ex-esponenti di una famosa banda bassotti (Letta: ex DC, Bindi, ex-DC, Adinolfi ex-DC)
Sono in pieno accordo con quanto scritto nel post come spes74 aggiunge unico valore la poltrono.
Forse noi cittadini dobbiamo cominciare a diventare più attivi, io questo partito non l’avrei voluto a queste condizioni e con questi personaggi.
Un altra falsità in più che inquina distorce la definizione pura di democrazia.
Grande analisi Grobo.
Quella di Adinolfi è proprio una logica al gorgonzola.
mi permetto un aggiuntina delle 22.44. Secondo le proiezioni Adinolfi avrebbe preso lo 0,1%. Se hanno votato in 3 milioni, lo 0,1% fa proprio 3000 (tremila).
quindi secondo Adinolfi una proposto presentata dallo 0,1% non degli elettori del PD alle elezioni vere, ma lo 0,1% di questo largo ma parziale pezzo di elettorato, dovrebbe esser preso in considerazione.
questa non è democrazia diretta, questo è infanitilismo ecolalico egocentrico eco-insostenibile.
Beh, che dire, un’analisi che spiazza, Grobo.
sullo 0,1% di adinolfi, il cerchio si chiude, direi.
Analisi che condivido parola per parola. Ma… con un “ma”
“Bisogna avere il coraggio, una volta per tutte, di dire come la si pensa e difendere ciò che si pensa strenuamente. Solo così uno può sentire di appartenere a qualcosa.”.
Giustissimo, se non fosse che per farlo occorrerebbe trovare qualcuno che lo faccia e poi si candidi sulla base di quello che proclama. Io, dei 5 candidati alla segreteria del PD ho trovato solo in Rosy Bindi qualcuno che abbia provato anche lontanamente a farlo. Gli altri, tutti, a partire da Don Walter, si barcamenano senza dare contenuti ai loro proclami proprio nell’intento di non scontentare nessuno.