Il Nuovo Casellario Giudiziario si Chiama Internet. Attenti ai Vostri Precedenti Registrati in Rete

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Il Nuovo Casellario Giudiziario si Chiama Internet. Attenti ai Vostri Precedenti Registrati in Rete" è stato scritto da Y.Y.

Ho potuto notare un interessante punto in comune tre una serie di fatti di cronaca verificatisi recentemente.
Parlo, ad esempio, dell’omicidio della studentessa di Perugia, la signorina Meredith Kercher e dell’incidente dove hanno perso la vita le due ragazze irlandesi a Roma investite dal signor Friedrich Vernarelli.
In entrambi i casi, ma forse ce ne sono altri che mi sfuggono, la stampa, per caratterizzare negativamente le persone coinvolte, ha utilizzato il materiale disponibile in rete. Nel caso di Perugia si trattava di foto un po’ pazzerelle e, volendo veramente esagerare, leggermente audaci della compagna di stanza della ragazza assassinata, Amanda Marie Knox. Di Rudy Guede, altro personaggio coinvolto, invece, è stato usato un video Youtube nel quale il ragazzo sembrava, francamente, fuori di testa.
Stesso trattamento per Vernarelli. Video Youtube nel quale il sospetto guida la macchina facendo il pagliaccio, toglie le mani dal volante e si rende leggermente ridicolo.

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Nella logica elementare, ma diabolicamente efficace, dei media questo dovrebbe significare:
Amanda faceva un certo tipo di foto perché è una poco di buono, niente di strano che sia implicata in un omicidio. Dal video di Guede si capisce che è un pazzoide, l’assassino è lui. Vernarelli guida da sballato senza tenere il volante, prima o poi avrebbe ammazzato comunque qualcuno.In pratica, il materiale raccolto in rete viene utilizzato come si trattasse dei precedenti di un criminale e internet si trasforma nel nuovo sterminato casellario giudiziario dove tutti hanno accesso ai precedenti di tutti. Questo apre una serie di interessanti questioni.

La prima è, probabilmente, una faccenda di lana caprina, ma so che interesserà un redattore di questo sito.
Foto, filmati e testi disponibili in rete sono quasi sempre rilasciati gratuitamente, ma solo a chi li utilizza senza fini di lucro. Giornali e telegiornali sono infarciti di pubblicità. Se mettono le foto del blog di Amanda o i filmati di Guede e vernarelli dovrebbero pagargli dei diritti, anche consistenti. Scommetto che non lo fanno. Questo punto andrebbe approfondito dagli avvocati difensori delle persone coinvolte.

Veniamo ora alle considerazioni veramente gravi.

Un precedente criminale rappresenta un fatto oggettivamente accertato o la cui annotazione avviene quando la sentenza passa in giudicato. Ciò vuol dire che si è giunti al terzo grado di giudizio e la responsabilità dell’imputato è, ormai, verità giudiziaria. Il precedente è uno strumento d’indagine che, nonostante le nuove tecnologie a disposizione dell’attività investigativa, rimane insostituibile per aiutare a definire un insieme di sospetti e per indirizzare le indagini fra le decine di alternative possibili.
Può piacere o no, ma se qualcuno ha commesso un reato una volta, anche se ha scontato la sua pena, se si troverà sulla scena di un crimine analogo, avrà immediatamente un posto d’onore nelle indagini.

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Una foto stramba o un video cretino invece cosa sono? La risposta è elementare: nulla.
Ognuno di noi ha dei momenti nei quali si rende ridicolo o sembra strano. Oggi, però, il rispetto per se stessi e per la propria immagine si è modificato in relazione alle mutate modalità di comunicazione.
Una involuta concezione dello spettacolo ed una primitiva raffigurazione delle qualità espressive ha promosso l’idea che rendersi ridicoli e assumere atteggiamenti banali è “arte“.
Questa idea è consolidata specialmente nelle generazioni i cui processi inferenziali sono stati massacrati dall’azione scientificamente preordinata della televisione d’intrattenimento.

È normale, quindi, che la rete sia letteralmente satura di foto, filmati e scritti utilizzabili per profilare criminalmente gli autori e le persone raffigurate. È scientificamente accettabile pensare che non tutti quelli che depositano un filmato ridicolo su Youtube sono dei potenziali imputati in casi di omicidio o pirati della strada. La maggior parte dei protagonisti di questi “contributi” non saranno mai coinvolti in fatti criminosi e le loro performance serviranno solo a farli vergognare un pò se e quando raggiungeranno il giusto livello di consapevolezza.

Senza contare che il precedente Internet, a differenza di quello giudiziario, si presta ad una doppia interpretazione, tutta ad uso e consumo dei media.
Se Vernarelli avesse salvato le due turiste irlandesi da un’aggressione invece di ucciderle, il filmato dove si comporta come un cretino al volante sarebbe stato utilizzato dai media per dimostrare che l’eroe è un giovanotto allegro e spensierato, cosa che avrebbe contribuito a valorizzarne l’immagine.
Il filmato o la foto su internet, quindi, non hanno significato in sé, ma diventano ciò che chi le guarda vuole che diventino.

È per questo che la difesa della propria immagine è una disciplina alla quale è giusto che si dedichino tutti, non solo criminali ed agenti segreti. Ciascuno di noi vive momenti di debolezza che ha il diritto di condividere solo con coloro che ritiene in grado di comprendere e del cui rispetto è sicuro.
Brani della nostra vita, estrapolati dal contesto e sottoposti ad un’analisi cinica e in cattiva fede sono atti d’accusa sospesi, pronti ad essere utilizzati alla prima occasione

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