Il NeoNeorealismo
16 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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Anni fa, a raccontare la società italiana nelle sue meschinità, ma anche nella grandezza d’animo dei singoli è stato il cinema. Prima il neorealismo con le indimenticabili scene di “Ladri di Biciclette” , “Bellissima”, “Il Ferroviere” e tanti altri titoli. Poi la commedia all’italiana. “I soliti ignoti”, “Una vita difficile” e “Divorzio all’italiana”, solo per fare qualche esempio, hanno disegnato un quadro vivido ed indimenticabile degli italiani del dopoguerra e del boom economico. Tanto di cappello, ancora oggi, a chi fu capace di tanto. Poi il cinema italiano è diventato quello che è. A parte inevitabili e lodevoli eccezioni, ci si è ridotti a parlare di Moccia e Muccino come fenomeni culturali. Amen.

Silenziosamente, ma efficientemente, il compito di registrare nella memoria collettiva ciò che oggi siamo e di tramandarlo alla posterità è passato alle intercettazioni ed alle notiziole di spalla dei giornali.
Un dialogo come il colloquio tra Rossetti e Stefano che cerca i preservativi usati da Bertolaso (senza nemmeno trovarli, poi) è un pezzo d’arte antico e modernissimo degno dei più grandi maestri del neorealismo e della commedia all’italiana uniti insieme per fissare gli anni 10 del nostro paese e conservarne la memoria non più sulla pellicola, ma sulla traccia ferrosa del nastro del magnetofono.
Cosa dire poi di quel trionfo di ipocrisia perbenista descritto dalla notizia di quel tizio mandato via dalla televisione perché ha detto di aver mangiato carne di gatto? Mangiato gatti, attenzione, non torturati, scuoiati vivi o accecati con ferri roventi. Mangiati. Mangiati come tutti noi mangiamo vitelli, manzi, capretti, agnellini, oche, coniglietti, il mai troppo lodato maiale, tacchini, lumache, marzaiole, beccacce, pecore, polli, polpi, pesci di ogni genere.
Qualche tempo fa, un caro amico mi ha segnalato il fatto che c’è un consistente movimento di opinione che vorrebbe ottenere il divieto, per legge, del consumo di carne equina equiparando i cavalli a cani e gatti.
Una brutta notizia non solo per i buongustai pugliesi e per gli anemici, ma anche per i proprietari di cani e gatti stessi, visto che la carne di cavallo è una componente fondamentale dei bocconcini o dei biscottini che gli amorosi padroncini comminano ai loro animaletti, magari dopo essersi strafogati una bella costata di porco. Gente che, forse, non crede nell’anima perché agnostica, ma poi crede in quel quid che rende diverso un cane da un porco facendo del primo un animale d’affezione, un amichetto, e del secondo un paio di quintali di sanguinolenti proteine.
Peccato che simili opere di rappresentazione sociale non abbiano il riconoscimento che meritano. Il Festival di Taormina e quello di Venezia dovrebbero iniziare a prevedere delle sezioni per le intercettazioni, mentre il premio Campiello e quello Strega dovrebbero prendere in considerazione queste minuscole notizie che, dopo poco, scompaiono nell’oblio senza un meritato riconoscimento.
Intercettazioni e notiziole sono l’arte spontanea del nostro tempo. Sincere e potenti come il realismo, dirompenti e provocatorie come il futurismo.
Ognuno ha ciò che merita. Né più, Né meno.
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Si puo ironizzare:
http://snipurl.com/uduvg
Qualcuno lo ha gia fatto.
Ma se ci troviamo qui:
http://lasignorainrosso.blogspot.com/2010/02/indovina-chi-e.html
la cultura e la libertà di un popolo vanno un po a farsi fottere, la domanda è se ce lo meritiamo o no ?
Salut-oni
Certo che ce lo meritiamo.
Non ho una particolare affezione né per cani né per gatti; per me gli animali stanno bene in campagna, ma ne riconosco l’utilità sociale e psicologica per i milioni di persone di qualunque età che nel mondo appunto, si affezionano a questi e da questi traggono molti benefici.
E così abbiamo che per legge cani e gatti, ma non solo, sono appunto definiti “animali d’affezione”. Addirituttura i gatti randagi (Roma è una città che fin dai tempi di Romolo ne coltiva la tradizione) sono protetti per legge!
Comprensibile e condivisibile quindi la reazione sdegnata di chi sente qualcuno parlare di mangiare gatti che sia questi in buona fede, frainteso come dice d’esser stato, od in malafede proponendone addirittura ricette. Direi che si tratta di tradizioni e abitudini e non certo d’ipocrisia anche se il perbenismo ci sta tutto. Sarebbe come chiedere agli indù di far bistecche delle loro vacche.
Certo che mangiare altre specie animali od i loro derivati è un controsenso ma solo apparente: è probabile che nessuno mangi maiale dopo essersi affezionato ad un porcellino o ad una bella scrofa portata al guinzaglio o che un frequentatore di maneggi non s’azzardi a gustare una succulenta bistecca di cavallo ma sono casi personali e molto limitati, limitatissimi rispetto ai milioni e milioni di possessori di gatti e cani.
Potrei andare avanti con decine d’altri esempi dal bambino che non mangia pesce perché ha due pesci rossi in casa all’adulto che non mangia coniglio perché è affezionatissimo al suo coniglietto nano!
Non sarà neorealismo questo ma certamente pratico realismo. Né più né meno che il pechinese servito in piatto alla signorina Silvani di fantozziana memoria o l’evitare di scandalizzarsi o chimare addirittura le autorità alla vista di cani scuoiati e appesi ai ganci delle macellerie cinesi.
a piccolo ho avuto un pollo. o meglio, l’ha avuto mia sorella che io non ho mai avuto l’aspetto di uno che abbisognasse di un animaletto. nemmeno a 5 anni.
era uno di quei pulcini colorati che si vendono in fiera. mia sorella lo chiamò Pio e lo crescemmo fino a quando mio padre non lo portò “in caserma” dove, immagino, fu festeggiato con un invito a pranzo.
mi piaceva Pio. mangiava dalle mani e si accoccolava tra le braccia per dormire.
da allora avrò mangiato un paio di milioni di polli senza mai pensare di fare qualcosa di cattivo e senza nessun scrupolo.
è ipocrisia, credi a me.
Già. Dopo tutto ripensavo all’assedio di Stalingrado quando sia i civili che i tedeschi assediati esaurito tutto il mangiabile “ufficiale” passarono a mangiarsi, nell’ordine: cavalli, cani, gatti, topi e infine…i cadaveri ottimamente conservati dal gelo.
“il mai troppo lodato maiale… è una chicca assoluta
scommetto che, nonostante la latitudine, conosci pure o muss e puorco
Superbo!!!
Cristiana
troppo gentile.
grazie.
Non saprei dire dei gatti. Ne ho posseduto uno, libero e indipendente malgrado me, vagava un po’ in casa e un po’ fuori casa per suo conto. Gli avevo dato un nome: Nietzsche. Affettuosamente lo chiamavo Nic. A volte mi si metteva in grembo mentre ero semisteso sul divano a leggere. E mi leccava le mani mentre bevevo un cognac.
Gatto alcolizzato? Chissà, forse solo un pochino rassegnato e nichilista. Un bel gatto che un giorno, dopo solo quattro anni di pacifica e rispettosa convivenza è uscito di casa per non farsi più vedere.
Mai trovato più. Nessuna notizia e nessun elemento utile a capire che fine abbia fatto.
Alcuni conoscenti (sic!) affermano che da quando sono aumentati gli extracomunitari i randagi sono spariti. Giurano e spergiurano che hanno controllato.
Faccio notare il lavoro dell’ENPA e dei volontari, del Comune e del servizio di tutela degli animali. Ma nemmeno mi ascoltano. Per essi, veri amici disinteressati, la relazione tra non italici e sparizione dei randagi è strettissima e per nulla equivoca.
Ne ricavo sempre la medesima convinzione. L’intelligenza non significa nulla avercela dipende da come la si usa o “se” la si usa. Forse l’intelligenza di molti italiani è sensibilmente elevata. Ma un fatto è sicuro, essi l’hanno relegata in un angolo a meditare sulla sua inutilità.
In compenso hanno una energica ferocia da spendere per dimostrare a sé stessi di essere vivi e non hanno ancora capito di appartenere ad una specie in via di estinzione.
Se non sbaglio, negli Stati Uniti non mangiano il polpo e i coniglietti, almeno non tutti.
Alcuni, però, mangiano scoiattoli, il che è politicamente scorretto.
In Italia si possono mangiare gli scoiattoli?
Amare gli animali per me vuol dire non provocare loro sofferenze inutili, non sprecare inutilmente la loro carne, e non ucciderli quando sono piccoli: vedi l’agnello, il vitello da latte ed anche evitare vizi come il caviale che toglie tanto cibo futuro. Non mangerei mai carne di cavallo perchè li adoro, nè di gatto perchè ce l’ho, di cane…bè se fosse un mastino che mi aggredisce o se non avessi nient’altro, ma proprio nient’altro….forse si. Gli animalisti sono delle care persone, però non li capisco quando antepongono gli animali agli uomini, e non capisco i cacciatori che si commuovono se il loro cane da caccia rimane ferito in una battuta, o quelle signore che mettono il paltoncino e le scarpette alle loro bestiole e poi sfoggiano le pellicce, ma soprattutto non capisco come dei ragazzini superino la prova per entrare nella mafia uccidendo un animale, di solito un gatto, come mi hanno detto.
il cavallo no, ma il mastino sì
è una questione personale allora.
più che altro circoscritta ad una particolare situazione. Dimenticavo: anche il padrone. Che nella maggioranza dei casi l’ha allevato così per difendere la megavilla e ostentare il suo potere
Altrove non so, da queste parti il diritto dei cani a scorrazzare liberamente e a defecare dove capita ha rango superiore al diritto dei bambini di frequentare giardinetti pubblici privi di deiezioni.
da queste parti dove?
pensavo che fosse una pessima abitudine tipica del meridione.
Marche.
Sono esterrefatto
conosco la regione e ne apprezzo la bellezza e la civiltà delle persone.
marche e Campania appartengono a due sistemi solari diversi per molti aspetti, ma sono accomunate dalla merda di cane.
Ci sarà una morale, o no?
Mio padre, che se fosse vivo avrebbe più o meno l’età di quel Bigazzi, mi raccontava le stesse storie: negli anni 30 e 40 a Roma di gatti non se ne vedevano poi tanti in giro perché se cotti a dovere erano buoni quanto un coniglio!
Il fatto è che l’Italia è un paese dove si può fare tutto ma non si deve dire niente e quindi ogni tanto si lapida qualcuno solo perché ha avuto la sfrontatezza (o l’ingenuità o l’avventatezza o la stupidità) di dire anziché fare.
Vedi ad esempio il cantante Morgan e la cocaina. Se VERAMENTE fosse possibile vietare a tutti i cocainomani di andare in TV mi chiedo: ci sarebbero abbastanza persone per coprire tutto il palinsesto?
Ecco, per me queste ed altre storie sono simili, ugualmente inutili (ti curi la depressione con il crack? ti fai le pappardelle al sugo di persiano? ma a me checazzomenefrega!)
diabo docet:
non è che hai ancora l’indirizzo di quel ristorante in culo al mondo? vorrei esportare il gatto bollito
troppo vero.
comunque, le pappardelle al sugo di persiano fanno schifo solo a sentirle nominare
Tempo fa, segnalatomi da un blogger amico, ho preso visione di questo film :http://veg-tv.info/Earthlings.
Non condanno chi mangia carne: la catena alimentare è un discorso naturale; mi disturba l’ipocrisia che fa pesare molto meno sul “piatto della bilancia” un animale piuttosto che un altro e soprattutto l’orrore, la speculazione, lo sfruttamento, la mancanza di rispetto che appaiono evidenti nel filmato di cui sopra e che vi invito a vedere…poi si può riparlarne insieme…
D
Tempo fa, segnalatomi da un blogger amico, ho preso visione di questo film :http://veg-tv.info/Earthlings.
Non condanno chi mangia carne: la catena alimentare è un discorso naturale; mi disturba l’ipocrisia che fa pesare molto meno sul “piatto della bilancia” un animale piuttosto che un altro e soprattutto l’orrore, la speculazione, lo sfruttamento, la mancanza di rispetto che appaiono evidenti nel filmato di cui sopra e che vi invito a vedere…poi si può riparlarne insieme…
Da bambina anch’io ho posseduto un pulcino lo avevo chiamato A-pollo…
Non ho mai saputo che fine abbia fatto…o forse continuo a nasconderlo a me stessa!
Grazie per la segnalazione. Non sono riuscito a vedere il film per intero, ma mi sembra interessante. Appena ho un attimo ne completerò la visione.
A-pollo e Pio sono diventati amici e ora gestiscono un ristorante per volatili a Los Angeles. Servono mais e semenze orientali. Sono molto popolari tra i volatili della città degli angeli che, come tutti sanno, tengono molto alla linea.
Sono felici e non toneranno in Italia mai più.
Rassegniamoci.