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Il Natale di Carlo Parlanti, il Natale di Tutte le Prigionie

29 dicembre, 2007 di Katia Anedda  
Archiviato in Democrazia e Diritti



Riceviamo e pubblichiamo senza nessun taglio o integrazione nei contenuti, ma solo con una leggera modifica nella presentazione, l’intervento della signora Katia Anedda sulla vicenda di Carlo Parlanti. Lo consideriamo un sistema per ricordare che, anche durante le feste, i giorni trascorsi in prigionia non sono piacevoli. E per prigionia non intendiamo solo quella delle sbarre, ma anche quella della malattia, della disoccupazione, della depressione, delle dipendenze e della solitudine. Le infinite prigionie nelle quali per incapacità personale o malvagità altrui, ci rinchiudiamo o veniamo rinchiusi.

mccarcere.jpg

Milano 28 Dicembre 2007

Ieri e’ stata pubblicata da News Italia Press un’intervista ad un avvocato americano, e vi riporto alcune parti, poi se volete leggere l’intervista per intero potete andare qua. Spiego perché riporto queste parti, per il semplice motivo che potete capire che e’ il resto del “mondo” che enfatizza cose che non hanno a che fare con il caso, mentre fugge il vero problema e crimine. Carlo non e’ in prigione perché era accusato di cambiare donna come cambiamo vestito, e nemmeno questo e’ provato, non e’ accusato perché non americano, o meglio Italiano e ama le donne e il buon vino, la bella vita etc. E’ accusato di una violenza atroce nei confronti della signora White, ma e’ stato condannato per la prima parte che vi ho esposto, non per quello che la legge dice per cui dovrebbe essere in prigione, perché su quello non solo non ci sono prove contro di lui, ma tutte le prove sono a favore, tra cui una dichiarazione di un quotato detective americano che certifica che alcune delle evidenze sono fabbricate.
La parte dell’intervista e’ la seguente:

Per tanto il sesso estremo può essere considerato stupro?
Il caso è considerato stupro se la vittima può dimostrare le lesioni. Se questo sesso estremo non ha correlazione col processo in corso, è OK.
Bisogna vedere quanto tempo ha impiegato la donna per mostrare queste lesioni? Un breve lasso di tempo o lungo? In caso di violenza è obbligo della legge effettuare ricerche approfondite
.”

E noi abbiamo un caso in cui un Italiano non solo e’ stato condannato ma anche estradato dall’Europa illegalmente, attenzione, lasciamo tutte le supposizioni a contorno, ma guardiamo i fatti, crimini impossibili che potete averne visualizzazione riscontrabile sugli atti del processo, guardiamo i volantini che potete trovare in questa pagina guardate pure il video che le illustra in maniera “friendly” (dicono in America)

Immagine anteprima YouTube

ma scorrete la pagina e guardate bene quanto e’ accaduto in quel processo, ora, attenzione, questo avvocato dice : “in caso di violenza è obbligo della legge effettuare ricerche approfondite“….E’ obbigo….obbligo per la stessa legge statunitense, quindi, visto che in questo caso, di ricerche sappiamo bene che non ne sono state fatte: violenze di cui non si hanno evidenze e referti medici attendibili, sono state addossate accuse di controllo fax e telefoni della polizia e siti web incriminanti, ma dalla casa del Parlanti non e’ stato sequestrato nulla, ne computer ne materasso che secondo la presunta vittima era insanguinato ma secondo i poliziotti pulito, niente di niente eppure Carlo e’ destinato a morire se non si interviene……e quindi chiediamoci, se e’ un obbligo della legge, e questo obbligo non e’ stato rispettato, correggetemi, vorrebbe dire che la legge e quindi chi ha eseguito la legge (PM e polizia di Ventura) hanno commesso un crimine, perché il nostro Ministero di Giustizia, la nostra procura non intervengono? Dovrebbe essere un obbligo per chi esegue la legge anche in Italia punire e perseguitare chi ha commesso un crimine contro un Italiano. Chi si vuol tutelare?

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Katia Anedda
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Comments

Una risposta a “Il Natale di Carlo Parlanti, il Natale di Tutte le Prigionie”
  1. Adetrax scrive:

    Ho letto tutta la storia, bisognerebbe interessare qualche avvocato americano per far dichiarare viziato il processo anche se in America vige il principio per cui una persona non puo` essere giudicata due volte per lo stesso reato.

    Probabilmente questo non avverra` mai perche` significherebbe mettere in dubbio tutto l’operato delle persone che hanno gestito alla leggera quel processo e quindi la validita` dell’intero sistema in quella zona.

    E` possibile che l’accusatrice soffra di una qualche forma di schizofrenia (parziale dissociazione dalla realta` dei fatti che porta all’esagerazione o addirittura all’invenzione di fatti ritenuti come altamente verosimili e considerati poi come reali) e che in quella parte di America la corruzione e l’approssimazione siano una comoda prassi per sveltire i processi, pero` tutto questo non puo` consentire di accettare l’ingiustizia al limite dell’assurdo.

    Va bene, cercheremo di ricordare il suo caso.

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