Il Mondo dei Disoccupati Cronici 12


Salve,

sto scrivendo quest’articolo perché faccio parte di quella fetta di disperati che è costantemente alla ricerca di lavoro e quando lo trova si sente dire: “le faremo un contratto a termine per tre mesi poi forse ci sarà una proroga” o nel migliore dei casi sono sinceri e ti dicono: “stiamo cercando solo per alcuni mesi..”. Al 90% è sempre cosi.
Ho 33 anni, sono giovane, vorrei farmi una famiglia, ma non lo posso fare perché gente come me, lavoratori di serie b o c se vuoi, non può.

Io dico che questa non è libertà. Non ho un lavoro a tempo indeterminato, perciò non mi faranno mai un mutuo. Rischio di non avere mai figli una mia casa, tutto quello che spetterebbe di diritto ad una ragazza della mia età. Io dico che non esiste un partito al giorno d’oggi dalla parte di questa fascia di sfigati precari e sono davvero tanti. Ci vogliono tutele. Basta ai lavori a progetto o di associazione in partecipazione. Basta concedere alle aziende la possibilità di fare mille contratti a termine come e quando vogliono. Ad esempio, la mamma del mio ragazzo lavora in un noto service autostradale ed è da 2 anni che gli rinnovano contratti a termine. Smette per 20 giorni e poi riparte e la legge lo permette! Ci vuole qualcuno che s’interessi a noi, che si occupi delle nostre problematiche. Un nuovo partito serio, non possiamo continuare cosi.

Le agenzie di lavoro interinale sono al servizio dei datori di lavoro non dei lavoratori. Manca il partito dei lavoratori precari, mancano regole precise.
Tutti noi dovremmo unirci per diventare una forza contro tutto questo. Noi siamo il futuro dell’Italia, ma nessuno sembra ricordarlo.

ricevuto il 27 gennaio dalla nostra lettrice Vanessa Beghin


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12 commenti su “Il Mondo dei Disoccupati Cronici

  • riccardo

    Vero. Verissimo.
    La realtà è molto peggio di quello che si sente dire in giro. Si fanno lunghi colloqui, 2 o 3 incontri, e alla fine la proposta sono stage o contrattini di 3 mesi, 500-700€ al mese. Poi di nuovo daccapo.
    Per quale motivo una impresa dovrebbe assumere a 1200€ quando può asssumere a 300? La legge attuale ci condanna a non avere un futuro.
    E chi perde il lavoro a 40 anni è fottuto.

  • doxaliber

    Forse ci un nuovo sindacato: quello dei precari. Se tutti i precari d’Italia si iscrivessero a questo sindacato esso supererebbe di certo gli iscritti di CGIL, CISL e UIL.

  • Michele

    Le attuali forze in campo hanno un sacco da fare in parlamento, non si puo chiedere loro di occuparsi anche del lavoro e del futuro dei giovani.

    Infondo la nostra costituzione ha l’articolo uno che parla di ben altro, e se guardo al futuro mi viene di instinto pensare ai giovani ed alla scuola.

    Io sento parlare di:

    bamboccioni
    morgan
    processo breve
    legittimo impedimento
    partito dell’amore
    aliquote irpef
    riforme (?)
    incentivi fiat
    ministero della semplificazione
    superenalotto
    nucleare
    via Craxi


    tutto al silenzio assenso dei sindacati che dovrebbero rappresentare le parti sociali.

    Ora che sia necessario fondare un altro partito (come proponi tu) mi pare un tuo sfogo ulteriore dovuto al fatto che non senti di poter dare il tuo voto a nessuno di quelli già in campo.

    Ma non la vedo come una soluzione, di forze in campo ce ne sono ed anche troppe, basterebbe che facessero il loro lavoro, a cominciare dai sindacati.

    Faccio parte della stessa fetta degli italiani che come te si continuano a trovare in difficoltà, a lavorare, e di conseguenza a vivere, a fare progetti per un futuro.
    Il tuo sfogo dovrebbe suonare come campanello di allarme, ma sembra che ci siano altre cose a cui pensare in parlamento.

    Forse che questi campanelli (molti) non sono adatti alle loro orecchie ?

    Se l’Italia è questa come la descrive Aldo Grasso sul corriere:


    Che strano Paese: bisogna stare più attenti alle imposizioni del direttore di Raiuno Mauro Mazza, del direttore del festival Gianmarco Mazzi o alle offerte di redenzione di don Mazzi? Ammazza, oh! È l’Italia e da tempo Sanremo è Sanremo, cioè una parata di canzonette che ha la straordinaria capacità di mobilitare la coscienza critica del Paese.

    Se i problemi degli italiani sono questi
    Se un leader di partito di opposizione deve scendere in campo per queste cose:

    http://snipurl.com/ua16c

    Allora faccio molta fatica a sentirmi Italiano.

  • Giovanni Volpe

    In questo articolo di Vanessa Beghin, è possibile riscontrare una serie di verità, che ogni giorno rendono la vita quasi impossibile a tanti giovani, donne, over40, adulti della terza età.

    Purtroppo, il diritto naturale al lavoro, nella nostra sempre più piccola “repubblica”, emarginata a livello internazionale per le caratteristiche della casta dei politici, è solo teorico.

    Al continuo impegno personale, per l’aggiornamento e per incrementare le possibilità di trovare un lavoro, è consigliabile affiancare l’impegno a livello politico, nei partiti, nelle associazioni,… per individuare e sostenere nuovi candidati, onesti, competenti e che abbiano a cuore il bene comune.

    http://www.giovannivolpe.it (Osservatorio Lavoro)

  • Oris

    Dico una cosa forte: il lavoro NOn è un diritto!

    Anzi, più corretto dire: il lavoro SAREBBE un diritto! 🙁

    Ma per lavorare occorre che qualcuno abbia costruito una attività, produttiva, che crea dividendi e quindi ha senso di esistere.

    Oggi, sembra che per fare una azienda che crea dividendi occorra esternalizzare i costi.

    Chi ha la forza lo fa con la prepotenza nascosta, vedi multinazionali ecc. chi non ce l’ha lo fa con le solite cose: sfrutta situazioni e persone, evade o non paga i creditori.

    IL sistema da qualche parte non funziona, come sapete ogni prodotto amnifatturiero o industriale oggi si scontra con realtà lavorative a basso costo… le grandi aziende, che sono il modello al quale tutti dovremmo aspirare secondo i più alti esperti analisti economici e del lavoro, spesso, si comportano peggio di quelle piccole-medie, e pesano sullo stato (tranne la fiat che non ha mai preso un euro dall’italia… 🙂 )

    Io temo, che se i lavoratori tutti, e ci metto anche le piccole imprese, non imparano a fare da soli e a unire facendo sistema non si va avanti.

    Temo che se i lavoratori non prendono iniziative congiunte, non formano cooperative e le aziende consorzi o associaizoni, che permettano di auto-gestire lo sviluppo in modo comune non si vada avanti.

    Ho l’illusione, marcata, che se i lavoratori che spesso vanno in piazza a reclamare il lavoro come diritto (sacrosanto) chiedessero invece incentivi per potersi auto-organizzare e produrre facendo LORO “Impresa” si potrebbe uscirne meglio che facendo i sit-in aspettando il miracolo, spesso caricando i costi sul sociale che come sapete. è fatto da quelli stessi lavoratori che se non sono ancora arrivati a fare i sit-in, arrancano per arrivare a fine mese e non possono certo permettersi di alimentare uno stato cannibale e inefficiente come quello italiano, che ha porta esempio di eccellenza e di customer-satisfaction la propria agenzia delle entrate, invece che l’istruzione o la sanità pubblica.

    IN soldoni, mancano imprenditori, manca spirito di auto-organizazione, manca altruismo e spirito di collaborazione, ma senza altruismo vero (non preteso senza dare nulla, non basta lavorare, purtroppo) e un cambio radicale della mentalità, vale la legge del più forte, e solo chi ha, può permettersi oggi, di fregarsene della situazione del prossimo.

    Saluti.

    • Michele


      IN soldoni, mancano imprenditori, manca spirito di auto-organizazione, manca altruismo e spirito di collaborazione, ma senza altruismo vero (non preteso senza dare nulla, non basta lavorare, purtroppo) e un cambio radicale della mentalità, vale la legge del più forte, e solo chi ha, può permettersi oggi, di fregarsene della situazione del prossimo.

      Condivido il tuo pensiero e, anche se temo sia difficilmente attuabile, sia l’unica strada da percorrere.
      Ritengo inutile andare in piazza a reclamare un diritto che fa a botte con le leggi di mercato.
      Purtroppo la mentalità che servirebbe deve ancora maturare in quel senso.

      Ribadisco che ci sia una assenza dei sindacati anche in quella direzione, o almeno non ne ho percezione.
      Oltre a questo non vedo la volontà da parte delle instituzioni a creare possibilità in tal senso.
      Possibilità volte a creare lavoro utile al nostro paese senza favorire multinazionali o chi ha potere economico.

      Sento parlare di chiusura di Termini Imerese e vedo creare centri commerciali a distanza di poche centinaia di metri uno dall’altro.

      Ci sarebbero molte cose da dire anche sul sistema fiscale, che colpisce i lavoratori, ha poche possibilità di colpire gli evasori ed evita di alzare le aliquote dei proventi derivati dagli interessi bancari.

      Il problema è complesso, si sà, ma è reale e tangibile ogni giorno di più.

      Se l’altro giorno si sono visti manifastanti davanti a palazzo chigi con le bandiere a reclamare lavoro, mentre all’interno si discuteva di legittimo impedimento, non passerà molto tempo che le bandiere diventeranno bastoni o statuette del duomo.

      Ognuno si prenda le propie responsabilità, sia quelli che reclamano un diritto, sia chi governa un paese.

      Saluti.

  • anna

    per una donna in età fertile è ancora più difficile trovare un lavoro. Ho avuto un’accesa discussione con l’ufficio delle Entrate perchè contava la mia dipendente in maternità come elemento per gli studi di settore! E mi ha anche detto che se c’era poco lavoro dovevo licenziarla!però per l’ispettorato del lavoro, invece non si può! che paradossi sono questi? E sento da più parti voci su come gli extracomunitari siano una ricchezza: i contributi se li pagano loro, anzi ne pagano anche di più per essere in regola, ecco perchè o in nero, o in regola sono preferiti agli italiani, a parte il fatto che come diceva un romeno oggi sono abituati a lavorare per forza, per chè al loro paese sono molto più severi che qua.

  • Giacomo

    Uno degli aspetti che mi da’ più amarezza è il cercare di ricostruire, di capire come sia stato possibile passare da un estremo all’altro senza continuità ritrovandosi un tragico risveglio. Passare da decenni in cui il posto era “fisso” e persino i lavoratori delle aziende private, delle megaditte di fantozziana memoria si sentivano in queste come protetti; e dove potevi incontrare persone che si ‘vantavano’ di non aver fatto “un c***o per ventanni!!!”…a quest’ultimo interminabile periodo di assoluta incertezza e precarietà non solo lavorativa ma sociale, dove questa generazione, come ho già avuto modo di dire, sta peggio dei propri padri.
    E non mi si venga a dire che è la situazione economica globale, il mercato, le esigenze o la concorrenza perché il nostro è il paese che più d’ogni altro in Europa sta soffrendo la situazione penalizzata da decenni di precedenti sfaceli.
    Osservo i manifesti elettorali delle prossime regionali e gli slogan unti e bisunti: ‘prima la famiglia’, detrazioni e sgravi fiscali, ‘i precari e i giovani innanzi tutto’, delirii di presunzione ciancianti di assegni di disoccupazione…
    I sindacati? I loro inesistenti propositi sono più nauseanti di quanto il famoso Lama arrischiò a fare nel ’77 con la differenza che lui allora rischiò il linciaggio all’Università di Roma.

  • Oris

    I diritti, quando non sono contraccambiati dallo svolgimento dei doveri diventano privilegi, i privilegi costano e qualcuno li deve pagare: noi, appunto.

    Oggi i diritti sacrosanti trasformati in privilegi da anni di insipiente indecente e assoluta mancanza di presa di coscienza, di una classe lavorativa che spesso ha rubato più degli evasori (cosa è d’alronde prendere uno stipendio senza svolgere il lavoro?) se non altro per NUMERO, hanno prodotto questa situazione.

    Oggi siamo quasi tutti parite ive, anch echi “dipende” e come tutte le partite ive, arranchiamo, preda di stato infame e affamato, senza ammortizzatori sociali, con il rischio quasi tutti di trovarsi oltre i 40 senza lavoro.

    Altro che articolo 18, questi sono 18 cm minimo che ci troviamo inseriti, dove fate voi, a seconda dei gusti.

    E questi mi parlano di diritto al lavoro, io me lo sono sempre inventato il lavoro e questi hanno sempre fatto di tutto per togliermelo.

    Sinceramente, oggi, mi viene da dire solo “ama ndate tutti quanti a svolgere le ultime funzioni digerenti”…

    Lo stato non aiuta chi lavora, ma ancor apeggio NON aiuta chiu il lavoro lo crea… io non voglio sussidi, ne altro, non mi interessa nemmeno la mutua, ne le ferie…non mi interessa avere nulla più che un diritto che funziona, non datemi privilegi, non datemi più diritti degli altri miei concittadini, li lascio ai dipendenti statali (gli unici che rimarranno, almeno loro, lòe fabbrich eo le campa lo stato o chiudono, quindi diverranno statali anche quelli “fuori”, come la fiat insomma) mi interessa lavorare in uno stato dove uno possa campare pagando tutte le tasse e dove per non rimpiangerle non si debba sentirsi male e trovarsi all’ospedale, contenti che almneo la sanità, pur come è, sia statale…

    Saluti.

  • Claudio

    Io sono nella vostra stessa situazione anche se sono solo diplomato con un buon inglese e delle esperienze significative, il lavoro che mi è stato offerto è sempre per qualche mese, max un anno poi un calcio in quel posto. Motivi? Nessuno. Ho appurato che la stessa cosa accade con quello che assumono dopo di me. Fino ad ora ho collezionato 3 sostituzioni maternità, credo che bastino ma c’è chi mi ha proposto di farne ancora una.
    Attualmente non posso sposarmi, non posso comprare una casa e non cerco più nemmeno una fidanzata perchè quando il discorso cade sul lavoro vi posso assicurare che la situazione è veramente imbarazzante. L’ultima mi ha lasciato per la mia situazione di precario cronico, non certo per problemi di coppia. Dimenticavo non avrò mai una pensione.
    Quando ho lavorato ho subito dei veri e propri soprusi da parte di chi si sente al sicuro con un contratto a tempo indeterminato e ho incontrato un sacco di gente ignorante e incompetente che non conosceva nemmeno l’italiano per l’inglese lasciamo stare.
    A mio avviso non credo sia etico e conforme alla nostra Costituzione questo nuovo assetto nel mondo del lavoro perchè di fatto ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.
    Ora sono arrivato al punto di non comprare più merce italiana (questo paese non mi offre un lavoro serio, io non compro merce di questo paese, anche perchè mediamente costa di più e non me lo posso permettere), per l’abbigliamento direi che la Svizzera non sarebbe male cosi anche la distribuzione si attacca.

  • Vanessa Beghin

    Buonasera a tutti,
    vi parla la precaria cronica,nulla e cambiato da allora sempre lavori precari, potrei scrivere un libro per tutte le volte che sono stata sfruttata, trattata male, con insensibilità, potrei parlare di colleghi privi di scrupoli pronti a farti le scarpe tanto se l’ultima arrivata ..e qui mi collego a quello che ha scritto Claudio ( ti capisco al 100%)
    sono contenta che il mio articolo sia stato letto da cosi tante persone , sono contenta di sapere che non sono l’ unica che vuole arrendersi a questo precariato , sento in tutti voi una forte rabbia e voglia di reagire, forse è vero che ci sono già tanti partiti e che basterebbe che qualcuno di questi s’ interessasse a noi ma la domanda è questa : chi ? Il problema è che noi sfigati precari non abbiamo una voce , un punto di riferimento , il governo Monti riuscirà a fare qualcosa per noi? Bella domanda…non vi nascondo che gli stò dando un po di fiducia forse solo per disperazione.. mi piace l’ idea di ridurre le tipologie di contratti di lavoro e del contratto a tempo indeterminato dopo un periodo di prova, però non trovo giusto che si concentrino gli incentivi solo sui giovani fino ai 35 anni , credo che tutti soprattutto quelli che hanno oltre i 35 anni debbano essere ricollocati, quelli che pagano affitti e bollette,visto che questa crisi c’e dal 2008 e anche prima… ripeto non devono esserci lavoratori di serie A e quelli di serie B ,ci sono tante cose di cui mi piacerebbe discutere con chi si occupa di trovare una soluzione li al governo Monti e lo farei con tutti quanti voi che come me avete passato l’imferno per un lavoro, perche credo che soltanto chi l’ha vissuto sulla propria pelle possa capire ed esprimere le opinioni migliori.
    Voi cosa ne pensate?

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