Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Il Misterioso e Indecifrabile Processo alla Mamma di Cogne

2 aprile, 2007 di Vincenzo Poma  
Archiviato in Cronache Italiane



puppet.jpgFra stasera e domani vi proponiamo due articoli sulla vicenda di Cogne. L’approccio è diverso ma entrambi offrono spunti di riflessione. Fatevi, come sempre, la vostra opinione su quello che leggete.
Il processo d’appello contro la signora Franzoni, accusata di avere ucciso il proprio figlio Samuele, si avvia alla sua stanca conclusione con la proposta del Pg di confermare la pena a trent’anni di reclusione già ufficializzata in primo grado. E’ una proposta, qualora venga accolta in fase di sentenza di secondo grado, francamente incomprensibile. Non che voglia criticare l’onestà della richiesta penale, il fatto è che il Pg ha elencato una serie di fatti che da un punto di vista strettamente giuridico equivalgono più a indizi che a prove vere e inconfutabili. Un centinaio di indizi in sostanza non producono a mio avviso alcuna prova consistente. Al di là di tutta una serie di sospetti che sarebbe lungo elencare, vorrei soffermarmi su due-tre elementi che sono emersi:

1. la Franzoni, secondo l’accusa, avrebbe alle sue spalle un’intero esercito di familiari che la proteggerebbe e che farebbe di tutto per scagionarla, pur sapendola colpevole; a mio avviso, un’impostazione accusatoria basata su questo dato di fatto pur evidente, sarebbe un’autogol inequivocabile, in quanto non si è mai sentito dire che si debba lasciare da solo un proprio familiare soggetto ad un’indagine di una certa rilevanza;

2. la Franzoni, sempre secondo l’accusa, piangerebbe sforzandosi di proposito a versare lacrime per distogliere l’attenzione dalla sua colpevolezza in questo modo fuorviando anche la Stampa che sarebbe stata al gioco contribuendo a creare quell’alone di indecifrabilità che circonda fin dall’inizio il processo; anche questo dato di fatto, pur ammettendo che sia vero, non consente minimamente di addivenire ad alcuna conclusione probatoria, in quanto nessuno può trarne elementi certi che la questione stia in questi termini; non ho mai sentito dire che piangere o rilasciare interviste sia una palese dimostrazione di colpa;

3. la Franzoni sarebbe stata intercettata mentre avrebbe pronunciato la frase “ma cosa mi è successo…”, subito correggendosi con “cosa gli è successo”, affermazioni intese in senso autoaccusatorio dal Pg ma che sotto attento esame si prestano a diverse interpretazioni una diversa dall’altra e una contro l’altra, quindi un’intercettazione che non potrà mai dirsi una prova.

E’ evidente che su questo binario morto su cui si è incanalato il processo non si va da nessuna parte. La prova provata, la confessione che non c’è mai stata, finora non si è materializzata e quindi ritengo che senza di essa si potranno fare tutte le accuse possibili e immaginabili senza tuttavia un briciolo di certezza che esse abbiano un fondamento inequivocabile. Poiché questo processo potrebbe avere una conclusione solo con la confessione dell’omicidio, in mancanza di questa i Giudici, pur legittimati al procedimento, non potranno mai emettere alcuna sentenza solida e inattaccabile. Ma, si dice, la madre non confessa perché a forza di ripetere che è innocente si è convinta di esserlo davvero, altra interpretazione ovviamente ipotetica che non riceverà mai alcuna conferma in quanto trattasi appunto di una semplice interpretazione. E allora ripeto che in mancanza della confessione, in questo processo stiamo nuotando in un oceano di interpretazioni indiziarie che certo producono forti sospetti ma che in ogni caso non hanno mai portato da nessuna parte, elemento che mi porta a considerare l’ipotesi che l’imputata, quand’anche fosse di nuovo condannata in secondo grado, riceverebbe in Cassazione l’assoluzione piena, non perché il fatto non sussiste, ma perché gli indizi finora prodotti sono appunto solo indizi e nulla più.
Il processo alla Franzoni sta avviandosi a diventare uno dei più misteriosi e indecifrabili processi della storia.

Articoli collegati:

  1. Edgar Allan Poe Sbarca a Cogne La sentenza di 16 anni inflitta alla Franzoni per l’omicidio...
  2. Il mestolo di Foucault Con questo articolo di stasera, si conclude la miniserie sedicata...
  3. Quaranta Anni di Silenzio Oggi, con tutto il rispetto possibile, mi chiedo cosa provino...

Vincenzo Poma
Link a questo post
Se linki questo post, comparirai qui dopo un po' di giorni.

Leggi anche



Edgar Allan Poe Sbarca a Cogne
La sentenza di 16 anni inflitta alla Franzoni per l’omicidio del piccolo Samuele lascia davvero sconcertati...

Il mestolo di Foucault
Con questo articolo di stasera, si conclude la miniserie sedicata al delitto di Cogne. Dopo la versione...

27-03-07 Rassegna Stampa
Inauguriamo oggi questa nuova rubrica. Se dovesse riscuotere il gradimento dei nostri lettori verrà...

Contribuisci alla Ripresa Economica: Muori.
Ogni giorno che Dio o chi per lei, manda sull'asfalto italiano, quindici persone muoiono a causa di incidenti...

13-04-07 Rassegna Stampa
Causa lievi problemi di salute (fastidiosissimo attacco di allergia agli occhi), la rassegna stampa di...

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2009


2008


2007


Comments

14 Risposte a “Il Misterioso e Indecifrabile Processo alla Mamma di Cogne”
  1. Lameduck scrive:

    Hai ragione, prove inconfutabili non ce ne sono. Io però parto semplicemente da un’analisi dei fatti. Come mai, se un estraneo entrò in casa e uccise Samuele, delitto scoperto dopo pochi minuti dalla madre, i carabinieri sono stati chiamati sul posto solo alle ore 10,00 e non dai famigliari del bimbo ma da un operatore del 118? Se fosse stato mio figlio io avrei prima di tutto chiamato il soccorso medico e poi immediatamente i carabinieri.
    Sul “quadrato” che la famiglia Franzoni avrebbe fatto attorno ad Annamaria: è certamente al di là di ogni paragone con altri casi giudiziari. Non dimentichiamo che qui sono state calunniate persone innocenti, fabbricate prove false, creato un can-can mediatico senza precedenti. Tutto ciò purtroppo fa pensare che la Franzoni sia tutt’altro che innocente.

  2. Gatto Assassino scrive:

    Di questo processo me ne sono fatto un’idea personale. Parto dal presupposto che, nessuno di noi, sia in grado di giudicare pienamente le prove/indizi a favore/contro la Franzoni. La giustizia farà il suo corso. Aggiungo però una cosa. E’ una donna che ha avuto il coraggio di avere un bambino a brevissima distanza dall’omicidio. Sinceramente, questa è una cosa che mi ha sconvolto. Ovviamente negativamente.

  3. marco il buono scrive:

    Ma vogliamo dimenticare il mitico avvocato della difesa, il re del foro, il pricipe dei processi…Taormina.
    Uno che Perry Meson gli fà una pippa.
    Disse …”noi sappiamo il nome del colpevole, ma lo riveleremo solo in aula”.
    Lo stiamo ancora aspettando, in compenso abbiamo prove false messe ad hoc da qualche balengo, imbecille, che scherza con la memoria di un povero bambino trucidato.
    E a quelli che gli rimproveravano di viaggiare gratis(gli onorevoli viaggiano gratis) in aereo per andare a Cogne lui rispose…”Io sono onorevole sempre anche quando vado a Cogne”.
    Ma si è offerto volontario di fare l’avvocato della difesa, perchè la collettività gli deve pagare i viaggi?
    Vabbe questa è un altra storia.
    Comunque di prove ce ne sono altre, non decisive, ma c’è il pigiama, le ciabatte, il calzino scomparso.
    E comunque sembriamo tanti Bruni Vespa che cercano il plastico della villetta..che tristezza.

  4. Davide@work scrive:

    Ricordo solo all’autore che la Cassazione è un giudice di legittimità, non di merito; indizi, prove, sussistenza dei fatti, causalità, eccetera, si fermano in secondo grado.

    Con le considerazioni non posso che essere d’accordo, sulla vicenda è scesa una nebbia impossibile da alzare, resta il fatto che una “verità” processuale dovrà pur aversi, anche se può non coincidere con la realtà dei fatti.

    Au Revoir

  5. rokkok scrive:

    sì, c’è tanta nebbia in questa vicenda… e tanto disgusto
    più che nebbia sembra essere fuliggine infernale stesa da un demone che ha organizzato il tutto a tavolino, un demone che si è compiaciuto del modo in cui ha sistemato i pezzi sulla schacchiera, tale da sferrare un colpo decisivo e alla logica e alla compassione…
    tutto ciò che tocca questa vicenda diventa mostruoso, anche questo mio post

  6. bobo scrive:

    Il problema è che non c’è nessun altro di accusabile! datemi un altro movente, che non sia il raptus materno, e allora potremo vedere la cosa in modo diverso! ma messi così, cosa si può dire? Astio tra i vicini?ma se è una baita sui monti, che vicini? Un complotto contro la famiglia? Ma sono così importanti, sti Franzoni? Ecco, a mio parere ci vuole un indiziato con un movente ed un alibi non proprio limpido. Altrimenti, questo giudice cosa potrà mai fare, se non confermare la condanna? A meno che non tirino fuori di nuovo la storia dell’animale selvatico!(una faina??) Insomma, questo bambino qualcuno lo ha ammazzato. E sinceramente, non vedo nessun altro a parte la madre.

  7. sandokan scrive:

    quoto rokkok: un bimbo innocente è morto ed è una cosa devastante. Il resto mi sembra solo un interesse sadico; che la giustizia faccia il suo corso nel silenzio dell’aula.
    Solo un appunto per bobo: mi spiace ma non si condanna una persona perchè non trovo altri possibili colpevoli, neanche se è antipatica e se il reato è mostruoso. MAI.

  8. bobo scrive:

    anche se, una volta libera, ho il fondato timore che possa rifare la stessa cosa su un altro figlio? So che la legge funziona così, ma è un modo di procedere che non mi convince troppo. E poi io non parlavo del punto di vista del giudice, ma di quello dell’opinione pubblica. La gente non è così feroce come i media la dipingono. Semplicemente, si guarda attorno e dice: ” ma perchè dura così tanto, questa cosa? perchè non ammettiamo che in quella casa isolata, sui monti, a quell’ora del mattino, c’era lei e basta?perchè non ammettiamo che non è mai saltato fuori NESSUN ALTRO in tutti questi anni, un amante deluso, un nemico della famiglia,eccetera? Perchè non riconosciamo che molti degli atti e delle frasi della Franzoni e della sua famiglia sono stati quantomeno strani e deprecabili, dalla calunnia ad altre persone all’inquinamento delle prove ai dialoghi telefonici tremendi ed inquietanti?” Ecco, io ragiono così. E, siccome di madri che uccidono il proprio figlio ce n’è, purtroppo, una a settimana, non vedo motivi plausibili per cui questo processo sia durato così a lungo, al contrario di tutti gli altri. Se non nel muro di difesa allestito dai famigliari, con l’appoggio di politici (sia di dx che di sx) ed ecclesiastici. Quello che voglio dire, alla fine, è questo: se alla fine la Franzoni verrà liberata non perchè scagionata da nuovi fatti, ma per la semplice mancanza della confessione, o di una “Prova” con la P maiuscola (che non esiste, dato il casino che è stato fatto attorno a quei reperti ed alla scena del crimine), la gente (ed io mi metto tra la gente), non potrà che dire:”Liberata perchè bisognava compiacere qualcuno, liberata nonostante la colpevolezza, se capitava a me povero cristo mi davano 30 anni e gettavano via la chiave”. Sarà una mazzata terribile, per la fiducia della gente nella giustizia italiana. Non so se questo sia giusto o sbagliato. Mi limito a dire: succederà così.

  9. Lameduck scrive:

    “…anche se, una volta libera, ho il fondato timore che possa rifare la stessa cosa su un altro figlio?”

    ecco, è proprio questo il problema.
    Ammesso per ipotesi che la colpevole sia stata lei per un raptus di follia, di solito in questi casi l’evento violento, l’acting-out, magari covato per anni e segnalato solo da sintomi lievissimi, rimane unico e non si ripete. Però non vi sono certezze matematiche, se nel frattempo non sono state indagate e curate le cause scatenanti la crisi.
    Visto che quella famiglia nega disperatamente anche solo l’ipotesi che Annamaria possa avere “dei problemi”, figuriamoci come l’avranno curata.
    Io personalmente penso si sia trattato di un evento innescato da una sindrome da isolamento alla “Shining”.

  10. MenteCritica scrive:

    Anche se in Shining a dar fuori di matto è il marito. Io so solo che se uno perde il controllo poi non si ferma più. Non c’è sentimento materno che tenga.
    Secondo me casi del genere se ne rischiano decine all’anno, solo che qualche angelo ci mette del suo e, per fortuna, a farsi male sul serio sono in pochi. E’ sempre successo, solo che prima non si sapeva.

Trackbacks

Su questo articolo gli altri siti web hanno scritto....
  1. [...] questo articolo di stasera, si conclude la miniserie sedicata al delitto di Cogne. Dopo la versione innocentista di ieri sera, vi proproniamo un’opinione diversa. Ognuno si faccia la propria opinione A volte mi chiedo [...]



Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!