Il Ministero della Semplificazione
8 maggio, 2008 - 9:34 di mc
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Il “Ministero della Semplificazione“. Che magnifica denominazione. Una sorta di costrutto misterico che nella sua definizione contiene una promessa, una blandizie, un’apologia. Dietro una tale titolazione si intuisce l’opera del grande orchestratore, di colui che, con il volto celato dall’ombra, dispone gli eventi secondo allitterazioni misteriose verso un fine inconoscibile.
Ed ecco che le leggi gravose, quelle pastoie che a volte si accaniscono contro chi vuole liberamente e rapinosamente godere dei frutti dell’orto del Signore, saranno cancellate. “Ministero della Semplificazione” e le nostre vite affannose diverranno più leggere, inconsapevoli, istintive. “Ministero della Semplificazione” per ricondurci all’ordine primario delle cose, dove bene e male sono concetti astratti e tutto, assolutamente tutto, viene regolato sulla base della massima efficienza degli scambi energetici.

“Ministero della Semplificazione“. Questa morbida e flessuosa perifrasi mi racconta di libri bruciati nelle piazze, di pace della mente finalmente liberata da dubbi. Mi parla di certezze assolute, di lunghe autostrade dritte senza limiti di velocità.
“Ministero della Semplificazione” e davanti a me vedo Montag con la salamandra d’oro al bavero della giubba. Ora tutto sarà più semplice perché anche la nostra legge e i nostri costumi potranno essere più semplici così come più semplice è quello che vediamo in televisione o quello che leggiamo sulle riviste che ci raccontano della vita dei divi.
“Ministero della Semplificazione” una metafora progettata, un inconsapevole ossimoro dietro il quale, come intuisce la Principessa di Bracciomeccanico, forse si cela solo l’intenzione di nascondere il nome di Calderoli.
Ciao Clarisse. Ciao Clarisse.
Il Ministero della Semplificazione è di mc

Ormai gli articoli che si leggono sono tutti intrisi di antiberlusconismo e poco altro. Alla faccia della mente critica. Però..
* Number 6: Where am I?
* Number 2: In the Village.
* Number 6: What do you want?
* Number 2: Information.
* Number 6: Whose side are you on?
* Number 2: That would be telling. We want information. Information. Information!
* Number 6: You won’t get it.
* Number 2: By hook or by crook, we will.
* Number 6: Who are you?
* Number 2: The new Number 2.
* Number 6: Who is Number 1?
* Number 2: You are Number 6.
* Number 6: I am not a number – I am a free man!
* Number 2: AHAHAHAHAH
@alberto
Antiberlusconismo? Mah.
Allora scrivilo tu uno a favore di Berlusconi. Te lo pubblico anche ora se lo mandi. Nessuna revisione, nessuna correzione. Vai subito in diretta. dai…
Hai ragione Alberto, scusaci. Viva il Ministero della semplificazione, Viva Calderoli, Viva Berlusconi.
Mi sembra che qui su MC la Carfagna ministra sia stata approvata a larga maggioranza.
(alla faccia dell’antiberlusconismo).
La carfagna al ministero delle pari opportunità sembra una presa per il culo ( di tutto rispetto, ovviamente)
A Calderoli hanno dato l’unico ministero che riesce a gestire… uno semplice.
A no, è della semplificazione.
Quindi lui si deve studiare le cose ingarbugliate, sbrogliarle e semplificarle. credo.
Calderoli che (in ordine sparso):
1. E` quasi riuscito a farci dichiarare guerra da tutto il mondo islamico con una maglietta
2. Ha unito il mondo islamico (sempre con la solita maglietta)
3. Ha tentato di riscrivere la costituzione, insieme ad altri tre human beings durante una partita di biliardino (ops calcio balilla) in una baita sperduta sulle Dolomiti o cose del genere
4. Ha scritto una legge elettorale orribile che ha permesso di nominare i parlamentari ai partiti e l’ha ribattezzata Porcellum.
ed intanto si viene a sapere che i 300 milioni per Alitalia sono stati presi dal fondo per la ricerca scientifica…
Ma è un prestito, vedrai che ritornano… uh?
ed intanto si viene a sapere che i 300 milioni per Alitalia sono stati presi dal fondo per la ricerca scientifica…
Che cosa???????????????????????????????????? Già alla ricerca si danno le briciole delle briciole… E togliere ben 300 milioni è come togliere pure il fango umido nelle savane africane alle povere bestiole assetate…
Vabbè piccola parentesi di rabbia da persona che viene a sapere queste cose all’improvviso.
Il ministero delle semplificazioni. Direi utilissimo. Non sapete la matematica? ridurre una frazione? andate al ministero e lui vi semplifica i termini.
In teoria comunque non dovrebbero essere i ministeri stessi a cercare soluzioni il meno caotiche possibili per rendere la vita dei cittadini, ma anche la loro, un po’ meno complessa di quanto già non lo sia?
staremo a vedere cosa vien fuori…
Non ci siamo. Ognuno capisce quello che vuole. Non ho chiesto articoli a favore di Berlusconi (ci mancherebbe) e sono a conoscenza di quello che ha fatto Calderoli. Semplicemente è stato istituito un nuovo ministero che dovrebbe portare delle semplificazioni burocratiche. Almeno aspettiamo a vedere se sarà un ministero vero o una ricompensa alla lega prima di ironizzare no?
Peraltro nell’articolo che riguarda la pubblicazione dei redditi on-line tutti pronti a scagliarsi contro i miliardi di Grillo, ma uno, dico uno che abbia sottolineato la pericolosità di rendere pubblici dati che senza ulteriori informazioni non sono assolutamente significativi né confrontabili tra loro (la determinazione dell’imponibile lordo è piuttosto complessa e differente per le tipologie di redditi percepiti) tra tutte queste menti critiche non c’è stato.
Per questo me la sono presa con questo e altri pezzi, mi sembra solo ironia (anche simpatica per carità) ma che non aggiunge niente di nuovo e “critico”, obiettivo, a quanto già si sapeva e si legge su mille altri blog.
@alberto
MC è aperta ai contributi di tutti. Perché non ce l’hai mandato tu un pezzo su questo aspetto dei redditi?
Non è per fare polemica. E’ solo per dire che a criticare siamo capaci tutti.
era una fresca e limpida giornata d’aprile e gli orologi segnavano l’una…
@doxa: grande!
Non è che sia stato istituito un nuovo ministero, è che il Presidente del Consiglio darà la delega per la semplificazione legislativa a Calderoli, che non risulterà a capo di nessuna amministrazione essendo senza portafoglio.
La scarsa tecnicità delle leggi italiane e la loro pesantezza (per comodità di approvazione spesso ci sono singoli articoli chilometrici) era stata precedentemente affrontata con delle commissioni parlamentari ad hoc per curare il lato tecnico senza però ottenere alcun risultato rilevante.
Per ottenere semplificazione si usa creare codici o raggruppare le leggi esistenti in testi unici e per fare ciò serve comunque una legge delega del parlamento; è utile avere un coordinamento di tali operazioni e quindi si spiega il MinSem.
L’autore con le due ottime citazioni letterarie immagino abbia voluto sottolineare che nomi rassicuranti e positivi possono facilmente essere usati per distogliere da una sostanza ben più angosciante ed io non posso che unirmi a tale preoccupazione visto l’individuo di cui si parla.
In qualsiasi Paese occidentale la stampa, la società civile e la politica avrebbero costretto Calderoli al ritiro a vita privata per una qualsiasi delle sue affermazioni razziste (bingobongo che parlano con Cita), comportamenti antidemocratici che mirano ad impedire la libertà religiosa altrui ed addirittura a dileggiarla (marce contro la costruzione di luoghi di culto e dissacrazione del terreno), gesti irresponsabili (la famosa maglietta).
Ma qui in Italia i cittadini non conoscono neppure i valori sui quali si fonda la loro repubblica (Costituzione) e per questo il pericolo che le profezie di Orwell e di Bradbury si avverino del tutto (la neolingua è stata già introdotta e non mi riferisco al nome del ministero) è più vivo che in qualsiasi altro stato europeo.
Non è questione di tifo antiberlusconiano, solo di preoccupazione comune sia tra uomini di sinistra che di destra (europea e liberale, non sta roba qui).
Complimenti per il pezzo.
Parrebbe di poter dire che se la Porcata é opera di Calderoli e se Calderoli é il Ministro della Semplificazione, il Ministero della Semplificazione é una Porcata.
Ma sarà davvero così?
Il sillogismo é una forma di argomentazione logica che si presta a facili qui pro quo.
Sempre, ma soprattutto in contesti come l’attuale dove le cose cambiano velocissimamente, le reazioni dovrebbero essere altrettanto rapide, per essere adeguate. Dunque é fondamentale poter disporre di un corpus di regole sfrondate dal superfluo, agile, ridotto all’essenziale.
Voglio dire che ogni qualvolta mi ritrovo davanti a una qualsiasi legge, poniamo il D.Lgs 19 Settembre 1994 n° 626, se dopo aver letto l’Art. 1, comma 1 e seguenti, alla fine mi imbatto in un richiamo che m’informa che quell’art. 1 che ho appena letto l’ho letto per niente perché è stato parzialmente sostituito dall’art. 1, comma 2, D.Lgs 19 Marzo 1996, n° 242 e successivamente modificato dall’art. 9 comma 22, D.L 1° Ottobre 1996, n° 510, mi nasce spontanea la domanda se i codici (ma varrebbe per qualsiasi altro corpus di regole) debbano essere per forza farraginosi a quel modo per essere a posto con le regole della democrazia.
Evidentemente no.
Anzi, mi vien da pensare che una manutenzione costante e continua sia una condizione necessaria per rendere più fruibili i testi e praticabili le leggi e le procedure. A tutto vantaggio dell’utente finale.
Manutenzione che non vien fatta da decenni e decenni.
Ben venga dunque un organo che si prefigga questo come scopo, pazienza se si chiamerà Ministero della Semplificazione, che anche a me ricorda vagamente l’Oceania e il Grande Fratello.
Quel che m’inquieta di più non é il Ministero, ma il Ministro.
L’utente finale delle leggi non è il cittadino comune (mediamente ignorante), ma il tecnico o comunque coloro che si son presi la briga di istruirsi.
E` il tecnico che a sua volta farà da tramite per far comprendere al cittadino il contenuto delle leggi, o magari le spiegherà ai giornalisti che a loro volta diffonderanno le informazioni sui media (ma spesso questi ultimi fanno da soli creando confusione e scrivendo inesattezze madornali). I parlamentari si avvalgono di tecnici per redigere le disposizioni legislative, tranne casi singolari e decisamente controproducenti come per esempio il testo di riforma costituzionale partorito dalla mente di un odontoiatra e di un economista con le preoccupate critiche della quasi totalità dei costituzionalisti italiani (i famosi tecnici).
Invece i codici (che sono ugualmente leggi, o meglio decreti legislativi), trattando in maniera sistematica e completa materie predeterminate, sono di più snella consultazione perchè i supporti cartacei nei quali vengono pubblicati in genere includono le leggi complementari necessariamente richiamate dai vari articoli ed i curatori (non il legislatore) mettono tra parentesi i vari richiami ad altri articoli del codice stesso.
In un certo senso i codici sono quindi più “user friendly”, poi è logico che per chi non sa proprio niente di diritto la lettura si rivelerà inutile se non addirittura controproducente (per es. fraintendendo una norma penale).
Questa può sembrare un’impostazione elitaria, però è solo realistica: più del 48% degli italiani ha solo la licenza media e la maggior parte degli altri sono comunque messi maluccio ad istruzione, dovremmo pretendere leggi scritte senza “paroloni”?
E` normale avvalersi di persone specificamente preparate a seconda di ciò che ci prefiggiamo.
Se voglio edificare un mio terreno, pur non essendo ignorante, non posso far tutto da solo: bisogna chiedere i permessi nelle forme previste, potrei dover chiedere un mutuo, mi serve il progetto, mi servono muratori e fornitori.
La semplificazione, se estremizzata, è suicida (nel senso che paralizzerebbe ogni settore della società).
Cioè tu dici che io, in quanto ignorante, è giusto che giunga alla fine dell’art.1 del D.Lgs 19 Settembre 1994 per scoprire che non è più valido, perchè parzialmente sostituito dall’art. 1, comma 2, D.Lgs 19 Marzo 1996, n° 242 e successivamente modificato dall’art. 9 comma 22, D.L 1° Ottobre 1996, n° 510?
E perché mai?
A chi giova un testo inutilmente complicato e superato da altri testi, che nessuno si prende mai la briga di emendare?
Ti capisco quando dici che ciascuno deve fare il proprio mestiere.
Ci mancherebbe.
Ma ti trovo inverosimile, concettualmente, quando dici che non sono io, cittadino comune (mediamente ignorante) l’utente finale delle leggi.
E chi sarebbe secondo te l’utente finale, l’avvocato?
Per quanto mi riguarda, visto che con le leggi ci lavoro, una semplificazione sarebbe necessaria, oltre alla elisione di molte norme e all’accorpamento di altre, con la previsione di periodi di trnsizione abbastanza lunghi, con molto occhio alle possibili retroattività.
Penso per esempio alla legge sulla abitabilità-agibilità o alle certificazioni di rispondenza per edifici costruiti ante 34 o anche ante 67, poi magari ristrutturati, o per molti edifici del 70 per i quali il comune non ha rilasciato la stessa, non essendo obbligato a farlo, solo per fare un esempio.
O alla tutela degli acquirenti per immobili da costruire (122/2005) buono nelle intenzioni ma risultato inapplicabile per le società costruttrici che cercano di evitarne l’applicazione per non vedersi (paradossalmente) ridurre in modo drastico la loro capacità debitoria nei confronti delle banche (con le quali lavorano)…
O penso a chi ha ricevuto un immobile per donazione e non può rivenderlo se non con miracoli e occhi chiusi da parte di chi compra e delle banche…
insomma, ce ne sono di cosette da sistemare e da semplificare e ci sono anche i margini di semplificazione possibili: basta che sia fatto sentendo pareri autorevoli (cioè di chi opera) almeno per farsi una idea delle diffioltà oggettive..
Non solo chi è profano ma anche i tecnici devono arrivare in fondo ad un articolo che è stato parzialmente sostituito (quindi modificato) da successivi interventi legislativi. Parzialmente, cioè da quelle parole si possono evincere ancora norme perchè vanno lette insieme ad altre disposizioni legislative per avere il quadro d’insieme.
Invece quando si tratta di abrogazione i curatori delle pubblicazioni mettono le parti eliminate tra parentesi quadre, quindi immediatamente riconoscibili come non più in vigore.
I cittadini sono destinatari delle leggi, ma per poterle capire appieno necessitano di intermediazione o di preparazione; così potranno comprenderle (farle proprie) e diventare utenti.
Anche se dopo due ore di consultazione di varie leggi un cittadino si è fatto il quadro normativo di una determinata cosa, dovrà pur sempre agire e per farlo ha bisogno di rispettare le regole di procedura. A quel punto o studia pure quelle (non bastano due ore ne’ due giorni) o si rivolge ad un tecnico.
Vedo che il senso del pezzo è stato, alla fine, colto da alcuni senza costringermi a esplicitarlo. Avrebbe avuto il sapore di una barzelletta mal riuscita.
Continuo a considerare ministero della semplificazione un clamoroso ossimoro.
beh, l’auto-organizzazione dell’universo, con l’aumento dei gradi di complessità è in natura un fenomeno osservabile, una speranza contro la seconda legge e la morte termica…
Partendo da questo si potrebbe ipotizzare che dallo stesso caos possa nascere una forza organizzatrice che semplifichi… aumentando il proprio grado di complessità… azz… sono confuso.
Un disegno industriale è un foglio di carta, o un file, che racchiude le indicazioni necessarie e sufficienti per costruire un oggetto, anche molto complicato, secondo convenzioni grafiche che devi conoscere per poterle interpretare.
Questo non é in discussione.
Ma siccome nessun progetto nasce perfetto, strada facendo può capitare che sorga la necessità di introdurre delle modifiche.
Questo é in discussione, quale sia il modo migliore per gestirle, nell’interesse della produzione (giustizia nel caso in cui al posto del disegno ci sia una legge).
Bene. In nessuna industria esistono enne disegni per un unico oggetto, che si richiamino confusamente l’un l’altro e abbiano bisogno di un esegeta per l’interpretazione. Esiste un solo disegno, con un unico numero, che si distingue da tutti gli altri (dello stesso oggetto) per l’indice e per la data di modifica che ne segna l’entrata in vigore, e questo disegno racchiude TUTTE le indicazioni, nuove e vecchie, necessarie e sufficienti a identificare l’oggetto.
Non è possibile chiedere qualcosa di simile al legislatore? Oppure siamo davanti al migliore dei legislatori possibili?
Sicuramente quello italiano è tra i peggiori legislatori possibili.
Il problema è che per regolare la vita dei consociati servono tante leggi che devono essere considerate sistematicamente rispettando i vari criteri (gerarchico, cronologico, di specialità…), i richiami sono assolutamente necessari anche quando, con i codici, si riuniscono in una sola legge tutte le disposizioni riguardanti una materia abrogando le altre (richiami da codice civile a quello penale, verso i codici di procedura, verso altre leggi…).
Questo avviene nei sistemi di civil law, ma anche in quelli di common law la situazione è ingarbugliata con le leggi e le raccolte di sentenze, le convenzioni costituzionali,…
Per gestire situazioni complesse come la convivenza sociale sono necessari mezzi complessi. Certo è che in Italia abbiamo un certo talento per complicare oltremodo le cose.
Se il ministero per la semplificazione fosse stato assegnato ad un ex magistrato, ex giudice, ex avvocato, ex notaio, ne sarei stato contento, forse addirittura entusiasta.
Ma un medico ospedaliero maxillo-facciale che può fare?
Dateci almeno un ex commercialista!
Oppure l’ingegnere Roberto Castelli che almeno, in 5 anni come ministro per la giustizia, qualcosa l’avrà imparata.
Questo signore qui ha fatto una sola leggere (elettorale) e l’ha definita una porcata. Credo sia lecito temere che di porcate ne possa fare parecchie altre. No?
Stiamo messi male.
Siamo disperati. Qualcuno arriva addirittura a pensare che Calderoli può fare bene.
Qualcuno dice che i suoi tecnici possono fare bene.
Qualcuno dice vediamo e poi giudichiamo. E va bene. Diamo questa possibilità. Ma poichè è il Berlusconi V, oramai sò cosa aspettarmi…
DM idolo!
Il nome del Ministero poteva anche essere meno orwelliano, la funzione che dovrebbe svolgere sarebbe benemerita.
E’ il soggetto scelto a guidare il dicastero che fa orrore ai più.
Giustamente, aggiungerei.
@Iniquo:
Il punto non credo che sia quello di semplificare i testi (tipo “la storia d’Italia a fumetti) per renderli appetibili al popolo dei reality o ai figli, parenti e amici della De Filippi.
In primo luogo perchè con questo sistema di semplificazione (o meglio di “ignorantizzazione”) oggi nelle scuole italiane riusciamo ad introdurre ore di ping-pong (non è una battuta, ma si insegna ceramica e ping pong in molte scuole dell’obbligo), in secondo luogo perchè oggi riusciamo a sfornare laureati in lettere senza fargli sostenere un singolo esame su Dante o Petrarca, e per concludere perchè riusciamo ad eleggere in parlamento Politici che non hanno nemmeno l’accortezza di imparare la propria lingua (a prescindere dai contenuti, non mi si venga a dire che la forma non è importante!).
Per questo non mi preoccuperei del 48% degli Italiani con licenza media, quanto del 70% di quelli con diplomi universiatri e/o licenze di uccidere la cultura (anche se premiati da Sua Maestà la Regina in persona).
Dunque, se un ministero si pone come obiettivo la semplificazione burocratica, ben venga! Questo non vuol necessariamente tradurre in lingua volgare il codice di Hammurabi, quanto magari avere il semplice buon gusto di accorpare le leggi frammentate del nostro ordinamento per una più rapida interpretazione.
Astraendomi dal punto in questione, sostengo che la conoscenza non debba avvicinarsi all’uomo, ma essendo elevatura dell’essere, quest’ultimo debba andarle incontro: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza”.
Il problema, e siamo alle solite, è che il Ministero della Semplificazione, o qualunque altro nome possa avere, diventa comico nel momento in cui è la parte politica avversa a quella “critica” che lo mette in piedi.
Perchè per molti Italiani non c’è mai nulla di buono in quello che esce dalle menti della “classe” politica avversa, e questo è il vero pensiero conservatore che mal viene celato dal “progressismo italiano”.