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Il mestolo di Foucault

3 aprile, 2007 - 19:28 di  
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saccardicogn.jpgCon questo articolo di stasera, si conclude la miniserie sedicata al delitto di Cogne. Dopo la versione innocentista di ieri sera, vi proproniamo un’opinione diversa. Ognuno si faccia la propria opinione.
A volte mi chiedo cosa sarebbero stati questi primi anni del nuovo secolo, nonché millennio senza la saga di Cogne.
Dunque, come in “Beautiful”, diciamo: dove eravamo rimasti? Ah si, al processo d’appello e alla requisitoria dell’accusa, che ha chiesto la conferma della condanna a 30 anni per l’unica imputata Annamaria Franzoni, madre del de cuius. Oggi ci è stata l’arringa della difesa e poi la sentenza. Con un’altra mezza dozzina di puntate di “Non Aprite Porta a Porta” forse ce la caviamo prima della Cassazione.
Un aggiornamento anche sull’ipotesi dell’arma del delitto, che ora pare stabilizzarsi sul versante mestolo, oggetto non troppo poetico per un delitto (“l’ha preso a mestolate”) ma efficacissimo, a quanto pare.
Rimane il mistero di dove sia finito tale utensile domestico ma con i tanti canaloni che vi sono in montagna non pare difficile immaginarlo.



Di questo caso, se mai ci sarà concesso un giorno di riporlo con cura nel dimenticatoio, ricorderemo alcune cose.
La più lampante è che per la prima volta nella storia del crimine che un caso evidente e limpido come l’acqua fresca, da pagina uno del manuale di criminologia, capitolo figlicidio, viene fatto credere complicato e irrisolvibile al mondo intero, utilizzando mezzi economici e mediatici a profusione.
Il vero mistero è come facciano i Franzoni a non essersi ancora venduti anche le mutande per pagare le parcelle degli avvocati. Sicuramente questo fattaccio di cronaca è anche servito come fenomenale campagna mediatica contro la giustizia, come fa notare giustamente Marco Travaglio nel suo articolo “Telecamera di consiglio”. Ogni riferimento a persone, imprenditori e partiti politici è puramente casuale.
Se si hanno dei dubbi su come al 99% delle probabilità si sono svolti i fatti, conviene leggersi la timeline di quella mattina come riportata dal primo rinvio a giudizio, stilato a botta ancora calda e prima di tutte le invenzioni difensive taorminesche.
La Franzoni si alza male quella mattina. Accusa un malore che, a posteriori, ha tutta l’aria di un “aura” che precede un episodio psicotico acuto (o raptus, chiamatelo come volete). Viene perfino chiamata la guardia medica che nota come la signora stesse assumendo dei farmaci per dimagrire (a volte contenenti derivati anfetaminici, e quindi stimolanti). A titolo di esempio, alcuni farmaci possono perfino scatenare vere crisi di follia, come il prednisone, un cortisonico.
Il marito comunque alle 7:30 decide di andare a lavorare lo stesso. La madre rimane in casa da sola con i due figli. Il grande si prepara per andare a scuola e poco prima di recarsi alla fermata dell’autobus gioca per un po’ nel giardino. Samuele rimane a letto. Alle 8:15 circa la madre accompagna il figlio grande al bus. Parla con l’autista. Secondo alcune recenti teorie avrebbe dovuto essere in uno stato di sonnambulismo.
Torna a casa e qui non si sa se la porta fosse rimasta aperta o chiusa. In un primo momento lei disse che ovviamente l’aveva chiusa (con tutti i mostri che giravano per Cogne) poi, dovendo sostenere la causa del rapimento alieno rettificò e disse che era rimasta aperta.
Attenzione adesso perché, secondo le ricostruzioni, tra il momento in cui Annamaria rientra in casa e scende da Samuele che piange e l’allarme dato da lei stessa trascorrono otto minuti. Immaginate una madre che scende da suo figlio, lo trova con il cervello spiaccicato sul soffitto e se ne sta lì inebetita per otto minuti, un tempo interminabile per un bambino che lotta tra la vita e la morte. Vi sono madri che hanno sollevato automobili per liberare il figlio imprigionato sotto le ruote. In otto minuti si allertano anche l’esercito e il genio pontieri.
Quando fa finalmente una telefonata non è al 118, come sarebbe logico per ogni madre che avesse trovato suo figlio massacrato da un estraneo, ma alla dottoressa di famiglia nonché psichiatra, la quale si precipita non prima di aver consigliato la donna di chiamare appunto il 118, vivaddìo.
La telefonata successiva Annamaria la fa al marito, ma non al cellulare, al fisso dell’ufficio. Parla con la segretaria e le dice di “riferire a suo marito che Samuele è morto”. Il bambino respira ancora, seppure agonizzante, ma lei, sua madre, lo dichiara già cadavere. Arriva la dottoressa e in quei minuti chissà cosa accade ma comunque viene partorita la mirabolante idea che al bambino è scoppiata la testa per un aneurisma (sic). Samuele viene “medicato” e trasportato fuori all’addiaccio in attesa dell’elisoccorso, che finalmente lo trasporterà in ospedale alle 9,19.
Qualcuno si chiederà a questo punto, ma i Carabinieri dove sono? Se è stato un delitto del mostro di Cogne, scoperto dalla povera madre, le forze dell’ordine che fanno, dormono? Veramente nessuno le ha ancora chiamate, né Annamaria, né la medichessa, né il marito della Bimba.
Saranno allertate dal Dottor Iannizzi del 118 che nota subito qualcosa di strano e non si beve l’assurda teoria della testa scoppiata che va sostenendo, restando miracolosamente seria, la Dott.ssa Satragni. Sarà un infermiere del 118 a chiamare i Carabinieri, che giungeranno solo verso le ore 10 sul luogo del delitto, dove ormai sono passati cani e porci.
Prima di salire in macchina per seguire Samuele all’ospedale Annamaria affiderà le chiavi di casa alla vicina, quella stessa signora che poco tempo dopo sarà accusata di essere una picchiatrice di bambini e possibile bieca assassina del piccolo. Come è noto le chiavi di casa le affidiamo di solito al primo estraneo che capita, possibilmente dalla faccia feroce.
Da quel momento, dopo la certificazione della morte del povero bimbo sfortunato Samuele, ha inizio la grande campagna “salvate il soldato Annamaria” che vede impegnate truppe di terra e di mare e plotoni di avvocati aviotrasportati.
Un ingenuo carabiniere registra in caserma quella che potrebbe essere la vera confessione di Annamaria, “Ci sono madri che uccidono i figli, sa…” ma nessun Vespa ricorderà più quella frase.
Il paese di Cogne viene scosso dalla sua esistenza lenta e pallosa e diventa il paradigma del caso giudiziario, il luogo del grande mistero (che come abbiamo visto mistero proprio non è). Rennes le Chateau e Stonehenge gli fanno una sega.
Il ciclone Annamaria per poco non spazza via tutto il paese. Dal sindaco che sembrava un po’ un Hobbit ai vicini di casa e a tutti coloro che si trovarono per disgrazia sotto il mirino dei diabolici Franzoni quando c’era da trovare un colpevole alternativo alla Bimba. Prima i visitatori della sera precedente e la loro maledizione scagliata sulla Sacra Famiglia Unita. Poi la vicina (quella alla quale si affidano le chiavi di casa della casa della Famiglia Felice), il parente un po’ scemotto della vicina, fino all’ultimo abitante e ad un turista tedesco che passava per caso per un sentiero. Immaginate perché alla fine i Franzoni hanno deciso di tornare al paesello natìo di lei?
Nel suo feudo Annamaria può perfino far credere di essere una baby-sitter ideale per tutti gli under-12. “Oggi” ci fa i servizi lacrimogeni sulla povera madre perseguitata dai giudici carogne, sui quali vigila l’avvoltoio di “Porta a Porta”.
A proposito, stavo pensando stamattina a come sarebbero state diverse le cose se Samuele fosse stato un bambino Rom, ammazzato da sua madre uscita pazza in un raptus. Titolo dei giornali: “Zingara massacra il figlio. La prove inchiodano la madre snaturata, già nota alla Questura per furto”.
Titolo di Libero: “Non solo li rapiscono, ora li massacrano anche“. Nessun comitato pro-Bimba, nessun avvocato di grido, nessuna campagna contro i giudici e nessun plastico della roulotte del campo nomadi in televisione. Ergastolo e taci, e buttiamo via la chiave.

P.S. Cosa c’entra il pendolo di Foucault, parafrasato nel titolo? Nulla, ma faceva tanto Umberto Eco.
Potete però fare anche voi l’esperimento, studiato dalla difesa della Franzoni come ultima spiaggia, per i membri della giuria. Cliccate qui e ripetete con me: “I giudici sono una metastasi, i giudici sono una metastasi…”

Il quadro che illustra questo post è del Laboratorio Saccardi

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Il mestolo di Foucault è di Lameduck

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Comments

20 Risposte a “Il mestolo di Foucault”
  1. Emanuele scrive:

    Lameduck, come sempre, magnifica.

  2. spes74 scrive:

    Analisi perfetta che mi vede concorde al 100%.

    Direi che la sempre bravissima Lameduck ha detto tutto, nulla da aggiungere se non l' augurio che la giustizia faccia realmente il suo corso nelle aule di tribunale e non da Vespa, Mentana e Costanzo.

    Bisogna finalmente rendere giustizia all'unica vittima di tutta la vicenda, il piccolo Samuele; vittima della quale non si parla praticamente mai, caduta nel dimenticatoio in favore di una nuova vittima: la Bimba.

  3. Gatto Assassino scrive:

    Condivido l'analisi effettuata. Voci, narrano di parentele con la first lady… La cosa giustificherebbe gli interminabili fondi necessari alla difesa. Mah!

  4. miriam scrive:

    Lame…ricostruzione dettagliata e analisi lucida. Niente da aggiungere se non il solito sconcerto per la biblica tempistica della giustizia italiana, che stavolta moltiplica l'orrore come dentro ad un labirinto di specchi…

  5. diabolicomarco scrive:

    Sì.

    Verosimilmente le cose sono andate così.

    Ma le prove ci sono?

  6. tusaichi scrive:

    io continuo a pensare che siano stati gli alieni.

  7. marco il buono scrive:

    Bellissimo articolo, complimenti.

    Ma ripeto non si è svenata perche' il mago del foro Taormina, ha offerto i suoi preziosi servigi in modo gratuito.

  8. E brava l'Avv. Lameduck !

  9. sandokan scrive:

    L'articolo è molto bello. Lameduck sei in gambissima (!). Però ribadisco quanto ho detto nell'articolo di ieri: non si può condannare una persona perchè è antipatica, perchè la sua famiglia ha fatto quadrato, perchè è protetta, perchè hanno confuso le acque, perchè è fuori di testa (probabilmente) e perchè, ancora più probabilmente, non si vede come possa essere andata diversamente. Se penso a quel bimbo in quel momento, il terrore che avrà provato, viene voglia di strozzarla ma, ugualmente, deve essere condannata secondo legge. Altrimenti diventa una giustizia da cortile, giacobina E' faticoso, ma è il segno di un paese civile.

    Discorso a parte merita Taormina: c'è qualche BR ancora in giro? Ti serve l'indirizzo dell'avvocato? Sveglia ne.

  10. bobo scrive:

    La ricostruzione è perfetta. Anzi quasi quasi me la stampo, così la faccio leggere agli innocentisti. Solo, non mi spiego le allusioni a Silvio. E' la moglie di Prodi ad essere cugina del padre della Franzoni, mica la moglie del Cavaliere! Posso essere cattivo?se fosse stata una parente di Berlusconi, e non del Mortadella, quanto ne avrebbe approfittato la sinistra?Travaglio ci scriveva sopra minimo sei libri! L'idea poi, che sia stato usato questo processo per dare addosso ai giudici, francamente è paranoica. Senza offesa. Però è così, santo cielo! Voglio vedere se mi trovate una persona che dica:"Ho perso la fiducia nella magistratura, hanno perseguitato quella povera Franzoni!!". Questo blog è bello, ma si ha la tendenza a vedere, in tutto ciò che di brutto succede in Italia, lo zampino di Berlusconi. Anche se la donna è parente di Prodi, anche se gli ambienti ecclesiastici bolognesi che la sostengono (fidatevi…) sono quelli che seguono il filo di dossetti ed andreatta (e per emanazione…), anche se Berlusconi si è rifiutato di ricandidare nelle liste di FI l'avvocato Taormina! Non è serio additare in Berlusconi la causa di tutti i mali d'Italia.

    Sulla mamma zingara virtualmente contemporanea alla Franzoni, ti posso garantire che andava in tutt'altro modo. Perchè ci sarebbero stati i soliti cretini a parlare del-disagio-sociale, del-divario-culturale, del poverina-non-è-colpa-sua. Sarebbero emersi dalle tenebre della loro perenne inutilità i servizi sociali, l'Opera Nomadi, il solito prete che non ha niente di meglio da fare.Il giudice, Magistratura Democratica, avrebbe tenuto conto di queste ed altre assurde attenuanti. L'indulto faceva il resto. Usciva giusto in tempo per regalare alla società il suo cinquantaquattresimo figlio, concepito durante le visite coniugali.

  11. Lameduck scrive:

    @ bobo

    Quella della parentela della Franzoni con l'altra Franzoni moglie di Prodi, mi dispiace, ma è una nota leggenda metropolitana. Il marito della Franzoni (nel senso del Sig. Lorenzi) era candidato in una lista di centrodestra, o addirittura in F.I., non ricordo bene, alle comunali di Cogne. Suvvìa, che la Franzoni sia appoggiata dal centrosinistra mi sembra un tantino forzare la mano. Sarebbe come dire che Barbareschi è un no global.

    Qualcuno ha nominato Berlusconi? Io no. ;-)

    Altre madri hanno ucciso i loro figli nel frattempo, anche non nomadi come nel mio esempio, e sai dove sono finite? In quella struttura a Castiglione delle Stiviere che cura le madri infanticide. La Franzoni no, perchè lei è sana di mente e a Samuele è scoppiata la testa.

  12. marco il buono scrive:

    Scusa bobo ma non è giusto parlare di questo sito come se avesse una linea da seguire.

    Non è cosi', chi vuole dice la sua, di destra o di sinistra basta avere rispetto.

  13. Giorgia scrive:

    Oi grande Lame, tostissima come sempre!! ;)

    Sai, quando ti leggo provo la stessa sensazione di quando leggevo "la banalità del male" della Arendt! Wow!

  14. bobo scrive:

    @ Lameduck:Mai quanto sostenere che sia appoggiata dalla destra! X quel che riguarda la seconda parte del mio commento: non volevo affatto giustificare la Franzoni, ne approfittavo per condannare tutti coloro che avrebbero assunto le difese dell'ipotetica zingara! Un po' contorto, in effetti… ;-) Lo dico per amore di chiarezza: la Franzoni secondo me dovrebbe essere in galera da un pezzo.

    @marco: mi limitavo a sottolineare un dato: che alcuni autori di questo blog tendono a vedere in Berlusconi la causa di tutti i mali. Non volevo insinuare assolutamente nulla.

  15. serpiko scrive:

    Analisi lucida e spietata.

    Ribadita da altrettanto lucidi e spietati commenti.

    Stai diventando nettamente la mia papera preferita! ;-)

  16. Lameduck scrive:

    @ bobo

    Berlusconi non è la causa di tutti i mali, ma è' il suo terreno di coltura che mi preoccupa. Non mi è chiaro da dove viene e dove va e questo non mi piace.

    Non voglio polemizzare ma a me sembra che la Franzoni sia diventata un'icona soprattutto della destra. Da Bruno Vespa a Taormina, da Belpietro che la difende a spada tratta, a Farina e a Feltri.

  17. Davide@work scrive:

    Nulla da eccepire.

    "De cuius" non lo sentivo dai tempi delle lezioni di privato ;-)

    5 stelle

    (scusa il ritardo, Lame!)

  18. Lameduck scrive:

    @ Giorgia

    madonna mia, essere paragonati alla Arendt! Mica roba da poco, un pilastro della cultura. C'è da rischiare un attacco di presunzione acuta. Ti ringrazio, con le penne tutte rosse dall'imbarazzo ma, sei come Danette, troppo bbuona! Buona Pasqua, un abbraccio. ;-)

    @ Davide@ work

    Si, a volte mi piacciono gli effetti speciali. Anche se effettivamente de cuius è un termine più adatto a questioni notarili ereditarie che penali.

    Buona Pasqua anche a te, in veste di Davide@home oggi, spero. ;-)

  19. Adriel scrive:

    Complimenti! Su Cogne ho letto di tutto; nel web ho trovato schiere di innocentisti e colpevolisti affannati, più o meno amichevolmente, a contestare le ipotesi altrui. Qui invece si parla con molta lucidità e correttezza di un omicidio orrendo, che purtroppo si aggiunge a tanti altri casi in Italia: senza confessione e senza prove certe.

    Gli assassini sono pazzi o normali? Il confine tra normalità e follia è talmente sottile… E se uccidono solo in quanto ammalati mentali, perché li mandiamo in prigione anziché in una struttura psichiatrica a curarsi?

    Gli innocentisti pro Annamaria puntano sulla mancanza di prove, dimenticando che questa comunque non è una garanzia della sua non colpevolezza, mentre i sospetti e gli indizi contro di lei sono fortissimi.

    Per favore, lasciamo perdere i sentimenti di simpatia, antipatia o compassione che la signora può suscitare, parliamo solo dei fatti: è innegabile che l'intervento di un killer appostato fuori dalla villetta, al gelo, di prima mattina, pronto ad agire con la sveltezza di una pantera e a dileguarsi nel nulla appare poco o per nulla convincente.

    Ma anche ammettendo che qualcuno per motivi inspiegabili avesse programmato di ammazzare il povero Samuele, credo che avrebbe agito diversamente, usando un'arma più professionale e veloce. La modalità fa pensare a uno scoppio di collera incontrollabile, piuttosto che a un gesto premeditato.

    E poi, perché mancano le prove? Forse c'erano e sono state fatte sparire, dato che i carabinieri sono arrivati dopo parecchio tempo. La stessa scena del delitto è rimasta aperta a lungo e molti indizi si sono potuti cancellare.

    Anche nella mia zona, molti anni fa, ci fu un omicidio. In casa, oltre alla vittima, c'era solo la madre, ma nessuno pensò minimamente di accusarla in quanto niente la rendeva sospetta. I carabinieri arrivarono dopo ore, si parlò di un killer a cui la vittima stessa aveva aperto la porta; la scena del crimine fu ampiamente inquinata, l'arma e il colpevole non furono mai trovati.

    Con questo naturalmente non intendo dire che non dobbiamo fidarci delle forze dell'ordine o della giustizia, ma che hanno dei limiti, come tutto al mondo.

    La certezza assoluta che Annamaria abbia ucciso il suo bambino non ci sarà mai finché lei stessa non crollerà e non deciderà di confessare, e quello – se mai avverrà – sarà un triste momento per tutti, oltre che per lei e per la sua iperprotettiva famiglia.

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  1. [...] sotto un profilo psichiatrico; a titolo esemplificativo, basti prendere in considerazione il delitto di Cogne o quello, ancora più recente, del presunto caso di pedofilia a Rignano Flaminio. Come dice [...]



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