Il Male
4 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
E’ un po’ di tempo, almeno da quando scrivo sul web, che in occasione del 4 novembre pubblico qualche riga per ricordare la prima guerra mondiale, la grande sofferenza che è costata e le vite interrotte di milioni di uomini bruciati, gassati e sepolti nel fango delle trincee.
Mi sono reso conto che la mia personale affinità con quei destini derelitti è una cosa che non tutti possono condividere. I soldati parlano ai soldati e quello che si dicono è storia di sangue, sacrificio e sofferenza che gli altri non vogliono ascoltare.

La grande guerra? Molti non ne sanno nulla se non per il fatto che, essendoci stata una seconda guerra mondiale non si può fare a meno di pensare che una prima deve esserci stata per forza.
Fatta salva questa ovvia e cardinale affermazione, occorre rassegnarsi al fatto che quello che accadde sulla Somme, sulla Marna, a Verdun e a Caporetto è consegnato definitivamente all’oblio in un mondo che non vuole più credere a un sacrificio così immane e devastante.
E’ per questo che oggi non parlerò più di prima o seconda guerra mondiale, ma del Male.
Il Male esiste. Se possiamo permetterci di ignorarlo o di confinarlo nel disprezzo, nella maggior parte dei casi è dovuto alla sorte benevola. Nei restanti, a quegli uomini che per destino o per scelta si sono trovati a combatterlo e, inevitabilmente, a contaminarsene.
Se il male porta il fuoco, lo si combatte con il fuoco. Se il male porta la fame, lo si combatte con la fame. Se il male porta la malattia, lo si combatte con la malattia. Una volta che si alzano le armi contro il male la battaglia è già compromessa, perché utilizzare i suoi strumenti è lo stesso che giustificarne l’esistenza e aprigli le porte delle nostre case.
Una risposta al Male che non sia il Male stesso, passa solo per la Fede. Chi non ha la grazia e sceglie di non essere indifferente è spesso costretto a varcare la soglia del crepuscolo e scrutare con occhi inorriditi quello che nasconde la Notte.
E’ per questo che oggi queste mie parole sono per tutti coloro che sono stati oltre la soglia, che hanno visto il Male e se ne sono ammalati. Un saluto a chi si è congedato per sempre. A quelli che non potranno più guardare un bambino senza immaginare cosa può diventare. A coloro il cui cuore è stato rapito per sempre dalla Notte e che vagano per le strade del mondo sapendo che non esiste vittoria, ma solo tregua.
Arrivederci in un luogo di luce.
art by seelenpfluecker
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E per quelli che non credono semplicemente, senza sentirla come una condanna?
Immagino che vivano con una preoccupazione in meno e magari trovano il tempo di descrivere questa condizione con un bel post su MC
Touchè!
Il grande massacro della 1^ Guerra Mondiale, per quanto riguarda l’Italia, probabilmente rientra nella (ir)responsabilità dei Savoia, dei “grandi” banchieri e “grandi” industriali.
Nel leggere i libri di storia su questo tragico evento, è difficile a volte trattenere le lacrime, per la commozione, l’empatia, le sofferenze procurate a tanti milioni di Persone, per la vanità, la gloria, l’interesse,… di pochi.
Una guerra evitabile per il nostro Paese, a titolo esemplificativo, l’Austria era disposta a cedere il Trentino, in cambio della neutralità dell’Italia.
Invito a leggere il libro:
“La Prima Guerra Mondiale” di Basil H. Liddell Hart
http://www.giovannivolpe.it
E per quelli che hanno ascoltato il male, magari con gli occhi chiusi affinchè il male non li rapisse, e per quelli che hanno vissuto il male, non come nella prima guerra, non come nella seconda, non come i deportati o come i bruciati, non come i sepoliti, non come il male che descrivi, ma hanno comunque conosciuto gli affini del male, e questo male lo sognano ma non vogliono credere che sia in mezzo a loro anche quando sono svegli e per questo credono in un loro mondo piccolo piccolo, dove ogni tanto il male spalanga le porte come un forte vento, ma si cerca sempre di chiuderle e di ripararle se necessario, per loro che magari farebbero entrare la fede ma non sanno più nemmeno che faccia abbia oggi la fede…
Che parole ci sono per loro?
Non saprei Maria. Le condizioni che descrivi si adattano a diverse situazioni e io non ho tutte le risposte.
La felicità e la serenità non sono un diritto, ma un dono.
Bisognerebbe assaporarle non dimenticandolo mai.
La fede? che fede? in cosa? che significa?
E che significa il male?
E perché oggi non se ne parla più come se fosse un babau di cui “le nuove generazioni” hanno smesso di avere paura?
Ciao, DC
Non lo so.
Il male, qualunque sia la forma con cui si palesa, non mi stupisce più, ma ancora mi fa soffrire.
Sono uno di quelli che non credono che il Male esista. Per me esiste piuttosto il “peccato!” (come esclamazione, non riferito a “il Peccato”).
Non c’ero, io, sono figlio del benessere. C’erano i miei nonni. Anche nella seconda c’erano i miei nonni, in una situazione singolare perché a un certo punto uno dei due era in Germania prigioniero dei tedeschi, l’altro in Africa, prigioniero degli inglesi. Ammiravo entrambi. Ma erano figli di un mondo ancora molto “stupido”. Allora come oggi, è sempre il soldo a decidere quando passerai la soglia. L’ideologia, certo. Anche. Ma l’ideologia non è che la primogenita del soldo.
Li giudicavo, una volta, e parlavo anch’io di Male. Oggi dico “peccato!”. Perché i miei sono della classe 1940, affermati nell’idea di dedizione e lavoro. Un background che permette a me di giudicare i miei nonni e i loro contemporanei con un certo distacco. E anche se nei libri di storia che leggevo a scuola alla fine c’era sempre l’idea di nemico, oggi so che non è così che stavano le cose.
D’altra parte, nei decenni che ci separano da allora, noi non siamo cambiati molto. Una cosa in cui stiamo cambiando però mi piacerebbe menzionarla: stiamo cercando di capire di più su ciò che siamo, ciò che ci indebolisce, e la funzione di tragici eventi del passato nella nostra vita d’ogni giorno.
RICHIESTA OT: Si può avere l’articolo intero nei feed RSS? Anche no eh, lo chiedo solo perché mi piace condividerli (e perché spesso sono su mobile)
I feed di MC sono sempre stati trasferiti per intero. Poi, molti si sono lamentati dell’eccessivo peso delle mail e ho deciso di mandare solo l’incipit per avere meno contestazioni.