Il Maglioncino Sporco di Bertolaso
24 settembre, 2011 - 19:00 di Comandante Nebbia
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In genere, evito di commentare vicende giudiziarie ancora in fase di istruttoria. Le informazioni sono vaghe, incerte. Troppo semplice trarre dei giudizi affrettati o giungere a conclusioni draconiane su una realtà che non è mai completamente bianca o nera.
La vicenda che vede coinvolto il capo della Protezione Civile, il , però, merita un’eccezione e spiego il perché.
Supponendo che le intercettazioni riportate dai giornali siano veritiere e che, soprattutto, siano correttamente interpretate, il fatto giudiziario di per sé è la solita squallida storia di ruberie e mazzette. Queste ultime erogate non solo in forma monetaria, troppo compromettente e tracciabile, ma anche attraverso concessione d’uso di beni, aiuti a congiunti ed amici o favori sessuali.
Scrive il giudice: «Dalle operazioni di monitoraggio telefonico è emerso che Guido Bertolaso risulta essersi incontrato assai frequentemente con Diego Anemone e almeno uno di questi incontri è stato preceduto da frenetici dialoghi telefonici dell’Anemone tesi, con ogni evidenza, al rapido procacciamento di una consistente somma di denaro. Inoltre Anemone in varie occasioni si è premurato di informare preventivamente di questi incontri Angelo Balducci e Mauro Della Giovampaola contattandoli al termine degli incontri medesimi per riferirne cripticamente l’esito a conferma della loro attinenza con le cointeressenze di natura illecita che il gruppo Anemone coltiva con i pubblici ufficiali». L’episodio risale al 21 settembre 2008: alle 10.30 Anemone deve incontrare Bertolaso. Un’ora prima telefona a don Evaldo, sacerdote per conto del quale sta eseguendo lavori edili. Anemone: Senti don Eva’, scusa se ti scoccio… stamattina devo vedere una persona verso le 10.30-11.00, tu come stai messo? Don Evaldo: Di soldi? Qui ad Albano ce n’ho 10 soltanto. Giù a Roma potrei darteli… Debbo poi portarli in Africa… mercoledì vediamo un po’… Secondo gli inquirenti «i due si accordano per l’indomani». Anemone: Eh ma oggi non ce la facciamo eh? Domani… domani. mattina faccio un salto caso mai In una telefonata di due giorni dopo, sottolinea il giudice, «Anemone sembra quantificare in 50.000 euro la somma di denaro richiesta e ottenuta da don Evaldo». Ed è proprio questo episodio che così viene commentato nell’ordinanza: «Guido Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l’imprenditore Diego Anemone con il quale spesso si incontra di persona. In previsione di taluni incontri Anemone si è attivato alla ricerca di denaro contante, tanto che gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro a Bertolaso».(1)
È certo al contrario che Guido Bertolaso goda dei favori sessuali messi a disposizione da Anemone. Il 21 novembre 2008 Bertolaso è al telefono con Simone Rossetti (il lenone di Anemone): “”Sono Guido, buongiorno… Sono atterrato in quest’istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse… io verrei volentieri… una ripassata”. “Perfetto”. “Perché so che è sempre molto occupata… siccome oggi pomeriggio sono abbastanza libero, ti richiamo fra un quarto d’ora”". L’appuntamento viene fissato per le 16.
Una seconda prestazione sessuale è del 14 dicembre 2008 e ha luogo nel centro sportivo che è riconducibile Anemone ed è stato aggiudicatario della fetta più importante degli appalti per i Mondiali di nuoto 2009. “Tale prestazione – scrive il gip – è comprovata da intercettazioni con dialoghi del tutto espliciti e fortemente eloquenti e ha avuto luogo con una ragazza brasiliana presso il centro Salaria Sport Village”.
Il 17 febbraio 2009, dalle 15 alle 16, Bertolaso è ancora allo Sport Village, per “fare terapia con Francesca”, “per riprendermi un pochettino”, “per uno dei soliti massaggi”. Anemone lo aspetta fuori dalla cabina e al telefono si lamenta con il suo lenone perché il capo della Protezione civile tarda a congedarsi dalla massaggiatrice: “Mannaggia sto a morì de freddo”.(2)
“Angelo Balducci(3): utilizzo di due utenze cellulari; personale di servizio nella proprietà di Montepulciano; uso di autovettura Bmw serie 5; messa a disposizione di Rosanna Thau (moglie di Balducci) di una Fiat 500; fornitura di mobili (un divano e due poltrone) per la proprietà di Montepulciano; esecuzione di lavori di manutenzione e riparazione negli immobili di Roma e Montepulciano; assunzione di Filippo Balducci (figlio di Angelo e della sua compagna Elena Petronela Buchila); messa a disposizione di Filippo Balducci di autovettura Bmw del valore di 71mila euro; lavori di ristrutturazione per l’appartamento di Filippo Balducci in via Latina a Roma con fornitura di materiali di arredo in legno e tessuti; viaggi a bordo di aerei privati; numerosi soggiorni su sua richiesta all’hotel Pellicano di Porto Santo Stefano; assunzione, su sua richiesta, di Anthony Smith e messa a disposizione di un’abitazione.
“Fabio De Santis(4): affidamento di lavori pubblici in subappalto a Marco De Santis; utilizzo di un’utenza cellulare; fornitura di mobili destinati alla sua abitazione; prestazioni sessuali a pagamento a Venezia (17 ottobre e 28 agosto 2008) e Roma (13 novembre 2008).
“Mauro della Giovanpaola(5): prestazioni sessuali a pagamento a Venezia tra il 17 e il 18 ottobre 2008; uso di un immobile con personale di servizio all’isola della Maddalena; messa a disposizione di tre autovetture Bmw; fornitura di mobili per la sua abitazione”.(6)
Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. La questione è speciale perché compromette fortemente l’immagine di un uomo che gode di gran credito e nel quale tanti hanno riposto sincera fiducia.
Agli occhi di molti Bertolaso è “il tecnico”, quello che si presenta alle conferenze stampa in stivaloni e magliocino della protezione civile come se avesse appena finito di scavare il fango con le sue stesse mani, quello che serve lo stato ed il governo a prescindere che sia di destra o di sinistra, quello a cui affidare decisioni dolorose ed irrevocabili come nel caso della discarica di Chiaiano, quello che dice apertamente che l’intervento americano ad Haiti somiglia ad un’invasione militare più che ad una missione di soccorso.
E’ evidente che nella vicenda è presente una componente umana extra giudiziale di cocente delusione e disillusione, al punto che alcuni preferiscono ipotizzare un contrasto istituzionale, un golpe giudiziario, pur di riservare a Bertolaso una via d’uscita.
La notizia dell’indagine su Guido Bertolaso è una bruttissima notizia, comunque vada a finire. Bertolaso è un personaggio che fino ad ora aveva raccolto elogi e ammirazione da una grande maggioranza trasversale; per alcuni è addirittura un eroe dei nostri tempi. Altri lo hanno più volte criticato, è vero: ma per sue scelte operative, mai perché ci fossero ombre sulla sua moralità. Se davvero risultasse che anche chi lavora giorno e notte per portare soccorso agli alluvionati e ai terremotati s’è fatto risucchiare dal malcostume della corruzione, dovremmo concludere che non abbiamo più speranze ma solo illusioni.
Se invece siamo di fronte a un errore, o peggio a una montatura, vuol dire che ha ragione chi dice da anni che c’è un uso politico della giustizia. Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, ma ancor più sventurato un popolo che è ostaggio di una guerra infinita tra magistratura e politica, a prescindere da chi abbia ragione tra i due. Siamo un Paese corrotto? O un Paese paralizzato da una «questione giudiziaria» di cui non si vede la via d’uscita?(7)
In realtà, se dovessi azzardare un’ipotesi, ritengo che un complotto, come sempre, sia occamisticamente l’opzione meno probabile e questo non per sfiducia nell’uomo, mi è sempre stato del tutto indifferente, ma perché se le accuse non fossero solide, gli eventuali organizzatori della montatura sarebbe degli stupidi ad attaccare un personaggio che gode di un credito così trasversale.
Rimane così da considerare l’opzione che Balducci, De Santis, Della Giovanpaola, Bertolaso ed il suo maglioncino abbiano avuto rapporti poco chiari con Diego Anemone cosa che, d’altra parte, l’Espresso anticipava sommessamente .

Passi per Balducci, De Santis, e Della Giovanpaola, ma Bertolaso e il suo maglioncino no, questi sono difficili da digerire.
Quando a Chaiano fu imposta la discarica, parte del sostegno alla decisione fu certamente dovuto al rispetto che l’immagine di Bertolaso godeva a livello nazionale. Non pochi, dopo il terremoto dell’Aquila, hanno atteso trepidanti l’apparire in televisione del maglioncino e di Bertolaso.
Il credito di cui godono le istituzioni non è garantito dai carabinieri, ma dagli uomini che ne fanno parte. La mia impressione è che per gestire il potere sia necessaria un’educazione superiore alla disciplina ed alla legge. E’ vero che chiunque ha il diritto di andare a puttane e cercare di fare i propri affarucci, ma è anche vero che quando si incarna la fiducia di milioni di persone si contrae un debito pesante con chi ti sostiene in quella posizione.
Questa è una regola aurea che la nostra classe dirigente ha dimenticato e che, quotidianamente, cerca di farci dimenticare.
Io, invece, pur convinto che nessuno è un santo ed è esente da difetti, voglio continuare a pretendere che chi assume un ruolo che gli viene concesso sulla fiducia, almeno per il tempo nel quale lo detiene, cerchi di disciplinarsi e di fare il meglio che può nei limiti del possibile. Se Berlusconi, Marrazzo, Bertolaso, solo per citare i casi più recenti, non sanno contenersi, perché dovrebbero farlo i pesci piccoli che gli ruotano intorno?
De Santis: Dammi un bacio in fronte.
Anemone: Dove vuoi sul culo pure se mi dai una buona notizia
De Santis: Preparati… C’ho i soldi in cassa.Secondo l’accusa anche De Santis avrebbe ottenuto una contropartita: «Un telefono cellulare, una fornitura di mobili, prestazioni sessuali a pagamento a Venezia». Al fratello Marco, imprenditore che voleva coinvolgere nei subappalti per il G8 de La Maddalena, assicurava: «C’abbiamo la patente per uccidere… cioè possiamo piglià tutto quello che ci pare».
Ma poi è lo stesso fratello a scagliarsi contro di lui per la gestione dei lavori e per i criteri di assegnazione:«Voi siete una banda di banditi e vi credete che gli altri sono tutti scemi… c’ho davanti gente che ruba tutto il rubabile… ma fatela finita che prima o poi uno scemo che vi crea qualche problema lo trovate. Ma tanto io Diego … fosse l’ultima cosa che faccio, lo mando carcerato. Te lo dico chiaro e tondo… Io a Diego e tutta la combriccola la mando carcerata».(8)
Il Maglioncino Sporco di Bertolaso è di Comandante Nebbia
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Note
- [↩]
- fonte [↩]
- pubblico ufficiale presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricato della gestione dei “grandi eventi”:Mondiali di nuoto di Roma 2009, G8 della Maddalena, 150° anniversario dell’Unità d’Italia. [↩]
- pubblico ufficiale presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricato della gestione dei “grandi eventi”:Mondiali di nuoto di Roma 2009, G8 della Maddalena, 150° anniversario dell’Unità d’Italia. [↩]
- pubblico ufficiale della struttura di missione per il G8 della Maddalena [↩]
- fonte [↩]
- fonte [↩]
- fonte [↩]


Il link al sito del Corriere dà Pagina non disponibile! ?_?
A me i link funzionano.
Anche a me.
Il Corriere è un po moscio oggi, il server deve essere sovraccarico. Secondo me, sta storia di Berlolaso sta facendo grandissimo scalpore.
Per me va bene pure così. Tutto sommato è tranquillizzante pensare che un uomo di potere inciampi sempre allo stesso modo: sesso in cambio di favori.
Un classico.
Ma non è che tra qualche mese verremo a sapere che non si trattava della solita storia di potere e sesso, bensì degli esiti di una delle tante guerre sotterranee che si combattono Oltretevere?
Un Boffo bis?
La Segreteria di Stato contro la Conferenza Episcopale, L’Avvenire contro l’Osservatore Romano, Bertone versus Ruini.
Oh, Bertolaso in fin dei conti è pur sempre il nipote di Ruini!
Scriveva ieri Alberto Melloni, sul Corriere, a proposito del caso Boffo:
Magari il malsopito semipelagianesimo italico ha colpito ancora.
Anche se, dovendo scegliere un vizio da cui mandare assolti i miei concittadini, io opterei proprio per il pelagianesimo.
Nel senso che se c’è un popolo che confida nella Grazia, piuttosto che sulla propria volontà, per raggiungere qualsiasi cosa, compresa la salvezza, quel popolo siamo proprio noi.
per chi, come me, ne avesse bisogno
:
In quanto al resto, è lo squallore, l’ovvietà ed il provincialismo della corruzione italiana che mi offendono di più.
“Tra qualche giorno compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo”)”. Filippo troverà una sistemazione.
Eh, per noi italiani la “famiglia” è tutto.
la propria, ovviamente
Mah…il complotto è sempre l’ipotesi più semplice da porre e che più conforta la comune opinione. Ma in questo caso diversamente dalla logica la più semplice non è la più probabile. Ovviamente MisterB ha urlato allo scandalo invocando la gogna per i PM.
Da quando si parla di uso politico della magistratura mi chiedo perché solo ora? Perché in passato nessuna parte politica si dava al vittimismo tipico del centro destra?
E infine, che Bertolaso si stesse preparando già da tempo ad occupare la poltrona di ministro che gli ha promesso il suo capo? Visto che sarebbe stato un ministero “senza portafogli” si sarà premunito.
non male questa
Hai fatto un bel po di casino mescolando Marrazzo, Del Bono, Berlusconi e Bertolaso. Per Berlusconi dove sta lo scambio? Favori (la D’Addario?) in cambio di che? E per Bertolaso hai delle certezze ferree, e se poi risultasse veramente soltanto un massaggio cosa dovrebbe fare il giudice che probabilmente non ha verificato nemmeno l’età di questa massaggiatrice? Te l’immagini se la signora in questione risultasse avere 50 anni? E tu in quel caso dove dovresti andare a nascondere la faccia? Siete sempre gli stessi, rosicate e continuerete a rosicare ancora per tanti anni.
Omar
i preservativi servivano per il massaggio della signora di 50 anni?
apperò.
Come volevasi dimostrare! I giudici comunisti che invece di lavorare indagano su poveri cittadini che fanno il bene della patria, ridono in caso di terremoto e qualche volta, ma solo qualche volta fanno sesso pagato daglia amici.
Che sarà mai? Mi possono solo gozzovigliare e girare con auto messe a disposizione degli amici.
Ha ragione, come sempre il Cav il loro è il partito o il governo del fare……………
è un problema culturale dell’intera classe dirigente, non di berlusconi o di bertolaso.
Sconvolgente? Irritante? Nauseabondo? Fetido? Volendo si potrebbe continuare.
Ma, di fatto, è ciò che pensano dell’italico potere di governo dell’italica democrazia in quel di Bruxelles.
Passeggiando lungo interminabili corridoi con pavimenti lucidati a specchio e dentro cubicoli adibiti ad uffici di pubbliche relazioni, dove ogni notizia, anche la più insignificante, viene subito tradotta in una dozzina di lingue e subito fatta rimbalzare alle agenzie di stampa, prima ancora di inviarla alle ambasciate e agli uffici consolari, ho sentito personalmente, e ho anche amaramente snocciolato un consenso a voce bassa, funzionari e gran commis che si dilungano in commenti assai sgradevoli. Anche peggiori di quelli con cui ho aperto questo commento.
Nessuno ha la benché minima fiducia nell’operato delle istituzioni italiche. Nessuno a Bruxelles ritiene significative le parole che sente dai miei mezzi connazionali che rappresentano il Paese.
Purtroppo la mia parte non italiana non è sufficiente ad evitarmi sguardi sospettosi. Almeno fino a quando non si scopre cosa faccio e quanto lo faccia dignitosamente.
Un’amica, ottima persona, gran cervello, splendida presenza di spirito , magnifico eloquio e incredibile preparazione professionale si lamentava spesso con me del fatto che a parità di capacità e merito ella doveva comunque lavorare il doppio degli uomini per scavalcare un’inespressa diffidenza verso le donne… Doveva sempre far meglio degli uomini per essere almeno considerata alla pari. Ecco, passatemi il paragone. Ogni volta che mi trovo in trasferta mi tocca lavorare il doppio, meglio e con assoluta scioltezza, senza mai dimostrare stanchezza o tentennamenti, anche se a volte sono sfinito, solo per dimostrare che non tutti gli italiani sono dei fannulloni, lagnosi, lavativi presuntuosi e indisciplinati inaffidabili. Ma soprattutto devo (anche se nessuno lo pretende) sottolineare la mia assoluta e comprovabile onestà. Non solo l’onestà dell’intelletto ovviamente.
Bertolaso? Chi è mai costui?
direttore del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dal 21 maggio 2008 sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Emergenza rifiuti in Campania nel IV Governo Berlusconi. Ricopre inoltre l’incarico di Commissario straordinario per le seguenti emergenze: terremoto dell’Aquila, vulcani nelle Eolie, aree marittime di Lampedusa, bonifica del relitto della Haven, rischio bionucleare, mondiali di ciclismo, presidenza del G8 del 2009, area archeologica romana
è un funzionario italiano, tu sei italiano. così va la vita.
..un solo appunto, quel maglioncino viene chiamato “polo modello Bertolaso”…..un marchio!
Comandante, hai ancora dei papiminkia che vengono a commentare difendendo B. e la sua Banda. Complimenti, oggigiorno stanno diventando una rarità.
che te devo dì. non mi faccio mancare niente.
comunicazione di servizio: il tuo ultimo pezzo lo carico io più tardi.
“chiunque ha il diritto di andare a puttane e cercare di fare i propri affarucci”
Ci andrei piano Comandante.
E’ vero che “nessuno è un santo ed è esente da difetti”, non si pretende questo. Ma da quando è stata scoperta la volontà (che i primi filosofi greci ignoravano) non ci sono più scusanti: ognuno fa ciò che vuole, e quindi se ne assume la responsabilità.
Ergo, se la voglia di andare a puttane può essere comprensibile, la volontà e quindi la determinazione a farlo è un’altra cosa. Si tratta di una libera scelta che però non ha alcun diritto come origine, ma solo il prurito fisico.
Anche io, quando vedo le gnocche che si sbattono questi soggetti, ho voglia di ripassarmene qualcuna, ma il passaggio da questa alla volontà di farlo è qualcosa di completamente diverso, e per me estraneo.
Quanto ai propri affarucci poi dipende da cosa intendi.
Se il termine sottintende (come sembrerebbe, ma spero che mi smentirai) l’uso della propria posizione pubblica per ottenere condizioni favorevoli a titolo personale, proprio non ci siamo.
Anche in questo caso non c’è alcun diritto a monte, ma solo la volontà di fare qualcosa che non è giustificabile in alcun modo.
Così fa tutti? Non per questo tutti devono fare così, anzi proprio su questo si valuta la differenza tra persona e persona. Nessuno è un santo, ma chi è consapevole dei propri difetti (dote sempre più rara) deve capire se i suoi difetti sono compatibili o meno con il ruolo che ricopre (come tu pure dici in chiusura) e tirarsi indietro quando questa condizione non è garantita.
PS: Ai giustificazionisti che si sono espressi nei commenti il mio più cordiale fanculo. L’Italia è uno schifo non per colpa di questi quattro bifolchi che si scambiano allegramente affari e puttane come fossero figurine, ma per colpa vostra. Loro sono i vostri degni rappresentanti.
Forse allargando leggermente la citazione, l’affermazione risulta meno indigesta
La distinzione che fai tra “diritto” e “determinazione” merita una riflessione che mi riservo di approfondire.
Per affarucci intendevo quelle piccole meschinità alle quali, talvolta, cediamo e che non ci fa piacere che diventino pubbliche.