Il M5S e il Crepuscolo del Gregge 59


C’è un’aria strana in giro, da depressione post coitale. Dopo due anni di crisi durissima che hanno sconvolto la vita di tanti, dopo un anno di Monti e dei suoi sacrifici a cazzo, siamo arrivati tutti alle elezioni arrapati alle stelle come se si trattasse di fare la trombata della vita, quella che sogni da ragazzino mentre maltratti la rivistina porno al cesso. Ognuno aveva le sue vendette da fare, i suoi sassolini da cacciar via dalle scarpe.

Invece, come sempre, a godere è stato soltanto uno. Il solito inossidabile vecchiaccio che, come le mosche, le zanzare e l’erba cattiva, non muore mai e puntualmente si ripresenta a scassare le palle, lui, i suoi lerci leccacculo, la fidanzata con cui divide il fondotinta e mo pure col barboncino dal dubbio ruolo nel menage a trois.
I suoi elettori, quelli che lo hanno votato nella speranza di vedere l’ufficiale giudiziario venire a bussare a casa per consegnare di persona i quattrini dell’IMU, sono rimasti fottuti. Una cosa è il vecchiaccio al potere che lascia cadere qualche briciola da beccare sotto la tavola, un’altra è il vecchiaccio all’opposizione, quando usa i voti solo per blandire e ricattare nella speranza di presidiare una poltrona che assicuri riposo al suo stanco e flaccido culo (cit. Minetti).


Per non parlare degli elettori del PD. Dopo le primarie che li avevano lanciati in pieno sogno americano, si sono ritrovati nella Berlino Est di Bersani e delle sue metafore da bocciofila. Costretti a rincorrere rancorosamente i grillini, fino a qualche settimana prima sfottuti e sbeffeggiati, sono precipitati in un gioco di offerte e di rifiuti che si è trasformato rapidamente in una versione masochistica di “Risiko”, un triste “Rosiko” nel quale l’elettore PD sbatte i piedi perché il grillino non gli vuole prestare i carri armati per fare quella cosa che fino a quel momento ha avuto cento volte l’occasione di fare da solo però, proprio adesso, non può fare perché il grillino i carri armati non glieli vuole prestare.

italians

Ma chi è andato peggio sono gli elettori del M5S di cui mi onoro di fare parte avendo un talento innato per le cause perse. Il movimento cinque stelle è stato come un palloncino nel quale ciascuno di noi ha soffiato qualcosa fino a farlo scoppiare. Il problema non è il movimento, la cui dimensione “artigianale” e profondità politica erano chiarissime dall’inizio, quanto le aspettative di chi, dopo anni di fregature, si è ritrovato in cabina elettorale a tracciare una croce con la matita che quasi bucava il foglio per la rabbia. E’ vero, probabilmente non era il caso di aspettarsi i processi popolari e le esecuzioni sommarie con una pallottola alla nuca, come agognava qualche esaltato, ma da questo a finire alla lettura della costituzione fino a mezzanotte con Rocco del grande fratello ad agitarsi nei corridoi di Montecitorio ce ne passa. Il fatto stesso che stiamo qui a interrogarci sui 250 euro della Lombardi conferma il totale ed irreversibile fallimento dell’unico movimento realmente popolare dal dopoguerra a oggi. Requiescat in pace. E così, un po’ alla volta sono scomparsi i “rivoluzionari”, quelli che volevano prendere i bastoni. Ormai esistono solo nelle uscite di Beppe Grillo, evocazioni più che eventualità, come le donne di cui parlano i vecchietti durante la partitella a carte, tra un bianco e l’altro, fantasmi di scopate che avrebbe potuto essere, ma che non saranno mai più.

Ora, specialmente di fronte all’ennesima resurrezione dell’anticristo Berlusconi, il refrain ricorrente è “me ne vado all’estero”, cosa detta anche da Silvione durante il suo ultimo raduno oceanico a Bari da 10 euro a testa, probabilmente con l’idea di prendere per il culo gli esiliandi. Tutti all’estero vogliono andare gli italiani. Sono sicuro che a Berlino, Londra, New York e Sidney sono tutti in trepida attesa degli italiani, pronti a offrirgli lavori comodi, soddisfacenti e pagatissimi per assicurarsi l’indubbio onore di di poter sfoggiare uno o due giocatori azzurri in squadra. Certo, certo. A chi piace di campare d’illusione non dico altro. Partite, buona fortuna. A chi resta dico invece che se hai 25 anni e un’ottima istruzione, puoi tentare. Magari hai culo e ti va bene, ma non è detto. Per tutti gli altri c’è da lottare con turchi, ucraini, africani, gente tirata su a calci nelle palle al posto dei giocattoli e disposta a mangiarsi crudo il cazzo di chi cerca di rubargli il semaforo berlinese dove lavano i vetri ai crucchi annoiati.

Dice che i nodi stanno per venire al pettine. I quattrini stanno per finire e, fra poco, cassa integrazione sarà equivalente a disoccupazione. Non lo so, non faccio più previsioni, ma so per certo cosa accadrà se la crisi arriverà nel salotto di tutti gli italiani come, due anni fa, è arrivata nel mio.

Non sono una figura, sono uno specchio

Non sono una figura, sono uno specchio

Fedeli di Silvione, rivoluzionari e esiliandi si divideranno in due categorie: quelli che si attrezzeranno con la borsa nera, il furto, la prostituzione e lo spaccio per cercare di salvare il proprio culo mangiandosi quello dei connazionali e quelli che si metteranno silenziosamente in fila per ritirare il piatto di minestra della Caritas. Basta. Nessuna rivolta, nessun incendio, nessun “rinnovamento italiano”, solo un triste e lungo crepuscolo nel quale moriremo in silenzio senza rompere il cazzo a nessuno.

Bisogna accettarsi per quello che si è. C’è chi nasce lupo e c’è chi nasce pecorone. E, se solo per un attimo, ci guardiamo dall’esterno, non avremo più dubbi. Vi saluto italianamente: beeeeeeee.

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Mentre gli altri blog vi insegnano a cucinare la polentina coi funghetti, nei prossimi giorni su queste pagine le prime lezioni per imparare a sopravvivere mangiando il culo dei vostri connazionali. Essere una pecora non è bello, ma essere una pecora morta è anche triste. Per iscriversi ai corsi (gratuiti) scrivere qui indicando nell’oggetto:”sono disposto a tutto” e nel testo della mail età, sesso, occupazione attuale e una frase che faccia capire quanto siete pronti a scannare qualcuno. Le lezioni partiranno con un minimo di 100 iscritti.

 

 


59 commenti su “Il M5S e il Crepuscolo del Gregge

  • carmelo

    l’unica cosa chiara è che hai votato m5s illudendoti di prendere il palazzo di inverno.
    Ora mentre tu e i tuoi compagni vi divertite a cliccare la democrazia diretta Berlusconi risale e l’inconscio desiderio di un accordo PD PDL per consentirvi di continuare a vaffanculare è andato a farsi fottere

  • Vaisarger

    In un post disilluso quanto tagliente, come del resto nel suo stile, l’Autore traccia le conseguenze dell’attuale situazione politica italiana traendo spunto dalla frustrazione legata alla “non-azione” del M5S e di qui allargandosi fino al sottolineare il famigerato carattere “da gregge” del popolo italiano.
    Il post è di una amarezza palpabile, condito di un sarcasmo impietoso tipico solo di chi ha a cuore le sorti di uno stolto e sa esattamente, per esperienza di vita già passata, quale bruttura lo aspetta e pur tuttavia sa di non godere minimamente della sua considerazione.
    E’ un po’ la sorte (la triste sorte) di tutte le Cassandre, e il riso amaro è il solo modo di non impazzire. Ma non divaghiamo.
    Nel post ritroviamo, tipico, quell’accenno alla disumanizzazione post-apocalittica che, unita alla lucidità logico-storica degli eventi, ha un effetto inquietante.
    Degna di nota la trovata dell’immagine “come specchio”.
    Come condensare in poco piu’ di cento parole un significato che si sarebbe trovato comodo diluito e spiegato in venti capitoli di un libro.
    Permettetemi di fare un elogio all’Autore ai limiti della piaggieria: questa è genialità -ancorchè deviata-.

    Il mio commento sul merito è solo un piccolo elemento di riflessione che potrebbe aggiungere qualcosa alla discussione.
    Stante la lucidità dell’analisi, il suo solo limite sembra il dare per scontato l’exploit elettorale del M5S e buttarsi a capofitto sul suo “nulla di fatto” contingente.
    Sarebbe però utile per un attimo “spostare le lancette” dell’analisi a due mesi fa: avevamo un Paese che veniva da vent’anni di lobotomia berlusconiana e un anno di sodomia montiana “perchè ce lo chiede…”.
    Con queste premesse, non sarebbe stato così impossibile che Monti avesse potuto ottenere la maggior parte del suffragio per una sorta di sindrome di Stoccolma, visto anche la platea già abbondantemente lobotomizzata. In quest’ottica, l’affermazione del M5S è stata un tangibile segno di speranza, assolutamente non scontata.

    Verrebbe da dire: caro @dellefragilicose la mutazione in ovini non è ancora arrivata alla totalità della gente italica almeno, diciamo, per un 25% che si è rifiutato di seguire il gregge.

    A questo punto la domanda è d’obbligo.
    Ma questi umani superstiti, che palesemente sono in minoranza di una ratio 1:3, se per vie politiche non riuscissero a salvare tutta la baracca (e quindi anche i restanti 2/3 di ovini) cosa farebbero? avrebbero il coraggio di proseguire la battaglia togliendosi lo smoking della cena di gala?

    L’Autore non ha dubbi. Io mi sforzo di averli.

  • Vittorio Mori

    Io mi sono dato da fare ad incannare pomodori. Oggi butto su melanzane, sedani e cetrioli. Almeno hai – perlomeno – l’impressione di fare qualcosa di utile della tua vita qui in Italia. Buttare schede elettorali negli scatoloni, da una vita, non è servito a NULLA, mi butto a corpo morto nel calderone del “non voto” e viva l’anarchia.

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