Il M5S è Entrato in Banca Pure Lui (cit.)


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Vorrei far seguire alle mie considerazioni essenzialmente estetiche sul video di Di Battista qualche punto sostanziale. Più che altro per chiarire le idee a me stesso, perché il livello delle risposte ricevute non giustificherebbe lo sforzo: per alcuni sono un mediocre che invidia Di Battista, per altri il M5S è l’unica scelta che resta dopo aver scartato il PD e il PDL. Per altri ancora, l’inettitudine dell’azione politica del movimento è comunque meno dannosa dell’azione distruttiva messa in opera dagli altri gruppi politici.

Argomentazioni terribilmente simili a quelle che utilizzano i sostenitori di Berlusconi quando qualcuno critica Berlusconi (l’invidismo), quelli che votavano PD senza esserne convinti (il menopeggismo) e i sostenitori delle decine di partiti che si sono formati intorno a varie personalità come Vendola, Di Pietro, Ingroia, Giannino, eccetera, per poi scomparire (il menodannosismo).

Premetto per chiarezza che ho apprezzato l’assoluta coerenza con la quale il M5S ha rifiutato ogni inciucio o accordo di complicità nel pieno rispetto degli impegni elettorali. Mi sono compiaciuto del modo con cui ha disinnescato il disegno di metabolizzazione del PD e della sostanziale resistenza delle fila di deputati e senatori a meno di qualche inevitabile eccezione. L’ho fatto apertamente e pubblicamente su queste pagine dopo aver sostenuto con la popolarità di questo sito una lunga campagna elettorale (gioiosamente gratuita) a favore del M5S.

Il valore effettivo del movimento cinque stelle, quello che stava dietro il boom, si è visto nelle ore nelle quali la partitocrazia italiana ha richiamato in campo Napolitano per guidare la restaurazione. Quello era il momento nel quale il M5S doveva far tornare in piazza un po’ di quella gente che aveva portato a San Giovanni la sera della conclusione della campagna elettorale, presidiare la capitale e far capire che i suoi otto milioni di voti dicevano no a quella operazione. E pazienza se qualche testa andava rotta dalle manganellate, niente si ottiene gratis e la strada del rinnovamento passa spesso per pronto soccorso e il cellulare (quello della polizia, non quello con cui Di Battista ha girato il video). Invece, è finita con la boutade del “golpettino”.

In ogni caso, più che rinchiudersi nei palazzi a dibattere di diarie, scontrini e inutili partecipazioni a commissioni e presidenze, quello che assolutamente andava fatto era proseguire la campagna elettorale anche dopo le elezioni esattamente con lo stesso sistema utilizzato prima. Presidiando, cioè, i luoghi dove la crisi istituzionale e produttiva di questo paese sta facendo i veri danni: i centri di produzione (fabbriche, uffici, piccole imprese), le scuole, gli ospedali, eccetera. Usare deputati e senatori, le loro diarie e i rimborsi elettorali per costringere gli italiani ad uscire dalle loro case e prendersi la responsabilità del cambiamento con tutti gli strumenti pacifici disponibili per farlo perché, se è vero che si decide a Roma, il fronte di resistenza sono le strade, le case, le piazze, i posti di lavoro.

Mentre la partitocrazia cercava di riprendere il controllo, in questo paese ci doveva essere una manifestazione al giorno con i parlamentari del M5S a sostenerla fisicamente, anche occupando strade e stazioni se necessario perché se a decidere sono i capi di partito è pure vero che lo fanno perché sanno che questo paese è sostanzialmente inerte di fronte a qualsiasi decisione, anche la più bieca.
Occorreva mettere gli italiani di fronte all’alternativa di partecipare in prima persona al cambiamento o di continuare a subire la vessazione. Invece, appena raggiunto l’obiettivo, il M5S ha mollato le persone che avevano fatto il vero miracolo: il suo elettorato. E’ entrato nel palazzo con l’assurda pretesa di cambiarlo in giacca e cravatta salendo sui tetti e mostrando striscioni, così giusto per far incazzare la Boldrini e far contenti quelli a cui la Madonna laica sta sulle balle.

Io dico che come PD e PDL rappresentano un aspetto deteriore di questa nazione, la tendenza ad associarsi in cosche criminali per tutelare i propri interessi, il M5S ha finito per rappresentarne un altro: l’incapacità di concepire una reazione efficace quando questa si rende necessaria.

Gli effetti di omologazione che emergono dalla recente politica di comunicazione del M5S sono evidenti. Ormai non si parla più di gente, ma di commissioni, regolamenti, oscuri articoli di legge, presidenze. E’ vero che è attraverso questi strumenti subdoli che il potere si esplica, ma è anche vero che chi non fa parte del palazzo certe cose non può capirle, non è in grado di apprezzarne la subdola finezza e nessuno può lottare per una cosa che non conosce. Con o senza striscioni.

Che il sistema abbia metabolizzato il M5S, lo stia digerendo e si appresti a defecarlo lo dimostra soprattutto il fatto che ormai Grillo non ha più colpa di nulla. Crolla la borsa? Non è più colpa di Grillo. Sale lo spread? Grillo non c’entra. C’è un’alluvione? grillo era all’estero. Anzi, Grillo e Casaleggio sono scivolati nelle pagine interne, quelle di costume, dove si racconta di lui che scopre a letto lei con tre uomini di colore. Ormai fanno più notizia per come portano i capelli che per quello che dicono.

Chi fa finta di non accorgersi che il M5S è sulla strada della totale omologazione ha lo stesso atteggiamento e gli stessi metodi di chi vota fideisticamente Berlusconi o continua a votare PD per non ammettere con se stesso di aver preso una cantonata storica. E anche esattamente lo stesso modo di reagire alla critica: sono stato chiamato invidioso, cretino, complessato e venduto quando ho fatto tre mesi di propaganda da questo sito per il M5S contro PD e PDL, ho ricevuto gli stessi appellativi quando ho osato criticare il M5S.

Bene, se chi ha votato il M5S si aspettava Di Battista nel cesso col telefonino a fare il Che Guevara in giacca, cravatta e zazzera che sale sul tetto, lo ha avuto. Non c’è da preoccuparsi, vorrà dire che alle prossime elezioni il M5S si avvicinerà ancora di più a quel 51% che anche io ritengo necessario per sovvertire l’andazzo e tutti saremo felici. Io mi sarà sbagliato, ma non importa. In fondo sono solo un invidioso, cretino, complessato e venduto.

Quello che io penso che succederà, invece, è che alle prossime elezioni la metà e più di quelli che hanno votato M5S rimarranno a casa spianando definitivamente la strada al fascismo in questo paese. Vorrà dire che per aver avuto paura di beccarsi una manganellata, si finirà per essere governati dal manganello. Ma ognuno ha sempre ed inevitabilmente ciò che merita.

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